Sergio ‘A Malatella paga a caro prezzo: il suo gesto punito più di schiaffi e testate

Cinque anni di Daspo con l’obbligo di firma in commissariato ogni qualvolta la Turris è impegnata in una partita. Questa la sanzione inflitta a Sergio Esposito Loffredo, detto ‘A Malatella. Storico tifoso del team corallino è balzato agli “onori” delle cronache nazionali per il gesto volgare e la contestuale locuzione triviale in diretta tv su Dazn al triplice fischio di Turris-Bari.

Sergio quel 3 febbraio era a bordo campo in qualità di steward e pagherà a caro prezzo quell’impeto sopra le righe per aver visto la sua squadra del cuore trionfare sul Bari capolista nel girone I di Serie D. Al netto delle retoriche considerazioni sui valori dello sport, di educazione e rispetto, la pena per Sergio appare esagerata, sebbene rappresenti uno spot deprecabile per il movimento calcistico italiano.

Ha pagato a caro prezzo il perbenismo ipocrita successivo al tam tam mediatico. Da Striscia La Notizia ai social, Sergio è diventato in poche ore un personaggio tanto popolare quanto scomodo. E così la sanzione è diventata esemplare accostando il suo comportamento a quelli violenti e/o denigratori.

Basta una breve ricerca per comprendere l’applicazione dei due pesi e delle due misure. A Torre del Greco in quanto a Daspo esiste un precedente: 2 anni inflitti all’ex presidente Giuseppe Giugliano per  aver schiaffeggiato un calciatore del Bisceglie. Peggio un gestaccio che uno atto violento, considerate le due sanzioni.

Di altri esempi se ne ritrovano a bizzeffe: un assistente arbitrale di parte che ha colpito al volto con una testata un giocatore della squadra ospite (5 anni di Daspo), 5 anni anche per un uomo che ha tentato di introdurre all’interno della Sardegna Arena un petardo, stessa pena per un tifoso della Casertana responsabile di aver lanciato oggetti contundenti nei confronti dei tifosi del Benevento, identica punizione per uno schiaffo ad un calciatore minorenne. E di casi simili ce ne sono ancora tantissimi.

Malatella si è reso responsabile di un gesto tanto volgare quanto incivile, espressione di un modo di intendere il tifo proteso verso l’offesa e mancanza di rispetto nei confronti dell’avversario. Ma da qui a rifilargli una pena tanto severa ce ne passa.