Per questa importante occasione il mister ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, nella quale ha affrontato diversi punti e ha fatto anche un punto della situazione, riassumendo quello che è stato l’andamento calcistico del suo Napoli: “Quest’anno abbiamo fatto cose nuove, penso alla costruzione da dietro con tre o con due centrali. Fino a dicembre la squadra è andata benissimo, se non avessimo avuto il Liverpool nel girone di Champions saremmo passati tranquillamente. Alla ripresa qualcuno è calato e ci siamo ritrovati solo nella fase finale. Il primo anno è di transizione”.
Un anno di transizione dovuto alla pesante eredità di Sarri, ma Ancelotti non teme niente e nessuno e sa di poter “ricostruire” la sqaudra, a partire dal modulo: “Il 4-4-2 è un sistema che permette di coprire meglio il campo e migliora in prevalenza l’aspetto difensivo. A livello offensivo abbiamo fatto il 3-1-5-1 altre volte il 2-3-4-1. Il 4-3-3? Ha poca densità offensiva centralmente, spesso il centravanti si trova in uno contro 2. Non è mancata la disponibilità dei calciatori al cambiamento. Non bisogna trascurare il fatto che sulla difesa ha pesato molto la lunga assenza di Albiol”.
E proprio si Sarri e sulla possibilità di incontrarlo come mister avverario l’anno prosisma ha detto: “Il legame tra Sarri e i napoletani è stato molto forte, così come la sua adesione al progetto e alla napoletanità. È comprensibile che qualcuno lo viva male, ma Sarri è un professionista e a volte il mestiere ti porta a fare scelte che disorientano. Il tempo aggiusta tutto”.
Inoltre può contare su uno staff che lo sostiene e lo aiuta in questa “misisone”: “Il mio staff è giovane e mi tiene vivo e mi mantiene aggiornato. Poi mio figlio Davide è la voce critica, forse anche per via della confidenza. Lo ascolto, ascolto tutti e traggo le mie conclusioni”.
Quindi, in conclusione, c’è davvero poco da preoccuparsi per l’anno venturo, perchè come ha confermato Ancelotti: “La fionda è tirata e pronta a colpire”.