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Feltri ci ricasca: “Tre meridionali hanno identificato il Coronavirus in 48 ore, un miracolo”

Che Vittorio Feltri ami la parola terrone è ormai cosa nota. Il giornalista e direttore del quotidiano ‘Libero’ spesso utilizza questo termine in molti dei suoi tweet. L’ultimo rivolto alle ricercatrici scientifiche che hanno scoperto e isolato il Coronavirus.

Un team composto principalmente da tre donne del sud. Francesca Colavita, molisana e ricercatrice precaria, la dottoressa siciliana Concetta Castilletti e la virologa Maria Rosaria Capobianchi, originaria dell’isola campana di Procida.

Una scoperta, quella italiana, che ha riempito d’orgoglio il nostro Paese mostrando ancora una volta le eccellenze della nostra terra. Eccellenze prettamente ‘terroni’ che per Feltri hanno fatto un miracolo. Questo il suo tweet, pubblicato sul suo profilo social:

“Tre signore meridionali hanno identificato il Coronavirus in 48 ore, un miracolo. Una lezione a tutto il mondo scientifico. Poi dicono che i terroni sono incapaci. Balle. Applausi a loro”.

E pensare che questo era un modo per congratularsi con le tre ricercatrici scientifiche meridionali. Ma non è la prima volta che Feltri si rivolge a persone del Sud con il termine terrone. A settembre, aveva definito il governo Bis di Conte ‘uno zoo pieno di terroni e ostile al Nord che li mantiene tutti”. 

Nessuno è escluso dal suo accostamento “nativo del Sud-terrone”. Che siano politici o persino personaggi di fantasia come Montalbano. Suscitarono polemiche infatti alcune sue affermazioni sulla salute dello scrittore Andrea Camilleri:

“Se muore, finalmente non vedremo più Montalbano in televisione, un terrore che ci ha rotto i coglioni”.

Il termine Terrone, come spiegato anche dalla Treccani è un “Appellativo dato, con intonazione spregiativa, dagli abitanti dell’Italia settentrionale a quelli dell’Italia meridionale”. Feltri in una recente intervista durante il programma ‘Stasera Italia’ si è giustificato dicendo di usare il temine in modo ironico:

“Quando uso il termine terrone non intendo offendere nessuno. La parola può essere interpretata in senso dispregiativo o scherzoso, dipende da chi la dice. L’epiteto polentone è più offensivo. Quelli che mangiavano la polenta infatti non ingerivano il sale e si ammalavano di pellagra, quindi noi polentoni siamo sospettati di essere un po’ deficienti, il che probabilmente è anche vero”.

E se lo dice lui, c’è da crederci.