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Napoli, indagato l’agente che ha sparato e ucciso il 17enne: eccesso colposo di legittima difesa

La vicenda che ha visto coinvolto il ragazzo 17enne morto in uno scontro a fuoco con un agente di Polizia e i suoi colleghi a Napoli è nel pieno delle indagini. Secondo quanto riportato dall’Ansa, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura l’agente della Squadra Mobile della Questura di Napoli che ha sparato un colpo di pistola al rapinatore di 17 anni, L. C., togliendogli la vita.

La vicenda è avvenuta nelle prime ore del 4 ottobre. L’agente ha sparato contro una coppia di giovani che viaggiava su uno scooter rubato e che stava tentando di fare una rapina a tre ragazzi a bordo di una Mercedes con una pistola poi rivelatasi giocattolo. Nello scontro è morto il 17enne mentre il complice è rimasto ferito. All’agente viene contestato l’eccesso colposo di legittima difesa e si tratta di una prassi prima che venga effettuata l’autopsia sul corpo della vittima.

Il poliziotto potrà far assistere un suo consulente a questo esame irripetibile sul corpo del rapinatore di 17 anni. Della vicenda ne ha anche parlato il parroco del quartiere che si è così espresso:

Luigi era un ragazzo affettuoso e molto timido, nello stesso tempo molto fragile e forse questa su fragilità l’ha portato a fare scelte sbagliate. La fragilità di Luigi si è scontrata con la fragilità delle istituzioni. Ci troviamo in territori dove molto spesso il primo contatto con le autorità si hanno solamente dopo aver commesso reati”. 

“Lo spegnimento di una vita è fallimento, fallimento di tutta una società, un territorio, di coloro che eravamo chiamati a stargli vicino e forse non l’abbiamo fatto nella giusta maniera. La comunità è rimasta sconvolta perché noi abbiamo potuto conoscere e tentato di alimentare il lato buono di Luigi. Non si può giudicare dal singolo episodio il percorso complesso che fa una persona in una vita intera“.