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Attesa per l’azione clamorosa di de Magistris: zona rossa di Napoli o dimissioni le ipotesi

Ieri sera in diretta televisiva ospite della trasmissione ‘Cartabianca’ su Rai 3, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha annunciato una sua ‘azione clamorosa’ che arriverà entro domani. Il primo cittadino infatti si sente abbandonato dal governo e isolato dalla Regione che prende misure restrittive senza consultarlo. Nel frattempo la Campania resta in zona gialla e de Magistris non si capacita dei motivi che hanno spinto il Comitato Tecnico Scientifico a questa decisione.

Oggi infatti il sindaco ha spedito una lettere a Speranza esortando il ministro a fornire i dati della città di Napoli:

“Il Sindaco di Napoli ha inviato oggi una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza nella quale, condividendo le sue preoccupazioni per l’andamento dell’emergenza sanitaria, soprattutto negli ultimi giorni, ha ricordato al Ministro l’impegno ad inviare alle città di Napoli e Milano uno specifico approfondimento sul monitoraggio dei dati sanitari della città e che non sono stati ancora trasmessi“. 

Secondo de Magistris i numeri non tornano ma al momento il Ministero della Salute ha confermato la validità dei dati forniti dalla Regione. Per questo il sindaco ha annunciato di voler agire:

“Io ho avuto pazienza fino ad ora, ma da sindaco di Napoli ho il dovere di far comprendere all’intero paese che la situazione è drammatica. Qua si vuole evitare di assumersi delle responsabilità, scaricarle sui cittadini e sulle forze di polizia, ma siccome ho capito che il giochetto è questo qua: lasciare i sindaci con il cerino in mano, io farò un’azione clamorosa visto che di Napoli e della Campania evidentemente non ci si vuole assumere la responsabilità di intervenire per avere restrizioni più forti così forse il governo si sveglierà e capirà che c’è una situazione di emergenza. Le sto pensando anche con la Prefettura”.

Parole che non sono piaciute a De Luca che ha fatto sapere di sporgere querela. Oggi inoltre il governatore ha scritto al prefetto:

“Facendo seguito alla precorsa corrispondenza, in relazione agli obiettivi di prevenzione della diffusione del Covid, e tenendo conto delle raccomandazioni della Cabina di Regia Nazionale sulla opportunità di “considerare di anticipare rapidamente le misure previste per il livello di rischio alto”; tenuto conto di episodi clamorosi di assembramenti fuori controllo verificatisi in particolare sul Lungomare di Napoli e in alcuni luoghi del centro storico; sollecito, con riferimento al Dpcm 3/11/2020 e alle recenti direttive del Ministro dell’Interno, la rapida definizione di un piano generale di interventi articolati per precise realtà territoriali e garantito nella sua attuazione, già dai prossimi giorni, da controlli efficaci delle Forze di Polizia nazionali e locali, e volto a impedire assembramenti ed attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali”.

Entrambi quindi, sindaco e governatore hanno scritto al Prefetto. Entrambi possono inoltre far diventare Napoli zona rossa.

L’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978 n.833 recita:

“In materia di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria possono essere emesse dal presidente della giunta regionale e dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale, fatti salvi le attività di istituto delle forze armate che, nel quadro delle suddette misure sanitarie, ricadono sotto la responsabilità delle competenti autorità e i poteri degli organi dello Stato preposti in base alle leggi vigenti alla tutela dell’ordine pubblico”. 

E allora cosa aspettano? Il sindaco i dati del Ministero che però ha confermato quelli di De Luca. L’azione clamorosa potrebbe quindi essere quella di chiudere il capoluogo partenopeo che diventerebbe zona rossa senza aver ricevuto nessun dato ufficiale. Non più piccoli comuni ma una città di quasi un milione di abitanti che però sarebbe difficilissima da controllare. Un’azione clamorosa quindi ma inattuabile senza l’invio dell’esercito e un sopporto di uomini alle forze dell’ordine.

L’altra misura clamorosa potrebbero essere le dimissioni (che poi potrebbero essere respinte come successe a Clemente Mastella). De Magistris infatti è in scadenza di mandato e rischia di cadere in consiglio comunale dove è appeso un filo. Si vota infatti l’approvazione di bilancio e il primo cittadino non è ancora riscuoto ad avere l’appoggio della maggioranza.