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ANM, l’ira degli autisti interinali: “Non siamo più lavoratori ma stracci per pulire il pavimento”

Il sindacato USB ha diffuso la denuncia degli autisti dell’ANM, già colpiti dalla pandemia, che si sono ritrovati a firmare dei contratti della durata di soli 5 mesi, anziché i 12 previsti inizialmente. Una condizione che peggiora la situazione dei 40 autisti già bloccati per due mesi causa covid-19.

USB al fianco degli autisti ANM

“Non siamo più lavoratori ma stracci per pulire il pavimento” – questo il messaggio girato al sindacato da parte di uno dei quaranta autisti interinali, ripresi in servizio dall’ANM dal prossimo 8 febbraio.

Dopo due mesi senza rinnovo contrattuale, in cui l’azienda ha scelto di sostituirli col trasporto privato, l’USB si era già prodigata nei loro confronti presentando la vertenza in Prefettura. Di qui la comunicazione, dinanzi al Viceprefetto di Napoli, che i 40 autisti interinali sarebbero stati ricontrattualizzati.

Ciò sarebbe accaduto entro il 31 gennaio, esattamente nel giorno 29, con ripresa del servizio l’8 febbraio, per una durata complessiva di 12 mesi complessivi. Eppure, pare che i patti non siano stati rispettati gettando nuovamente nello sconforto i dipendenti.

Dalla nota diffusa dal sindacato USB si legge: “Oggi i ragazzi sono andati a firmare i nuovi contratti ed hanno ricevuto la ‘bella’ sorpresa. Anziché 12 mesi complessivi, i contratti avranno una durata di soli 5 mesi. Scadranno, cioè, il 7 luglio prossimo. Un cambiamento che ha spiazzato persino la società interinale che gestisce i lavoratori somministrati, la E-Work, la quale solo la sera del 26 gennaio scorso, dopo la riunione con noi in fase prefettizia, ha ricevuto l’ordine di cambiare il termine di contratto, inizialmente previsto appunto per un anno.”

“Oltre all’esigenza di migliorare il servizio (a cui l’ANM, nelle sue scelte, non ha mai mostrato di essere così interessata) c’è il fattore umano. Ci domandiamo come sia possibile trattare in questo modo 40 persone a cui è stato prima tolto il lavoro per due mesi, poi promesso una ricontrattualizzazione per un anno ed infine proposto loro un ‘contentino’ di 5 mesi.”

“Se il lavoro fosse un diritto, sono sicuro che queste 40 persone avrebbero rifiutato, ma essendo diventato un ricatto che non si può rifiutare perché non c’è altro, credo che alla fine firmeranno tutti. Chi sfrutta le leggi sul lavoro di questo sistema è il sistema stesso. Da oggi l’USB inizierà una nuova battaglia al fianco di questi ragazzi.”

 

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione. Amo scrivere della mia città e dell'eccellenza che la connota da sempre