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Pfizer e Moderna per chi ha meno di 60 anni: come cambia il piano vaccinale

Con il pronunciamento dell’Ema, l’Italia ha deciso di raccomandare l’utilizzo di AstraZeneca per gli over 60 facendo trapelare un imminente cambio di rotta della campagna vaccinale. Un ulteriore passo indietro che causerà ulteriori rallentamenti al raggiungimento dell’immunizzazione.

AstraZeneca agli over 60, cambio di rotta della campagna vaccinale

Per il farmaco di AstraZeneca, di recente chiamato Vexzevria, finora non erano state segnalate restrizioni sull’uso. Ragion per cui è stato somministrato soprattutto a determinate categorie professionali, quali personale scolastico, forze armate e di polizia. Con la raccomandazione proveniente dal Ministero della Salute, tuttavia, per tali comparti, con un elevato tasso di soggetti che non superano i 60 anni, dovranno essere destinati vaccini diversi.

Dunque, stando al piano attualmente al vaglio delle autorità, la soluzione sarebbe quella di somministrare le dosi di AstraZeneca, fin dalle prossime ore, ai soggetti di età compresa tra i 60 e i 79 anni. Una scelta che permetterebbe di utilizzare le scorte a disposizione e, nello stesso tempo, riservare quelle di Pfizer e Moderna a coloro per i quali non è più raccomandato l’utilizzo del vaccino AstraZeneca.

Resta anche il problema delle prenotazioni, fissate fino a maggio e probabilmente da rinviare o rimodulare, così come delle seconde dosi. Molti sono, infatti, i soggetti con meno di 60 anni che hanno già ricevuto la prima dose, prima che il Ministero si pronunciasse a sfavore. In questo caso, tuttavia, ha fatto chiarezza il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, il professor Locatelli: “Al momento non ci sono elementi per non considerare la somministrazione dello stesso vaccino in chi ha ricevuto la prima dose”.

Dunque, al momento, AstraZeneca dovrebbe essere utilizzato soltanto per completare la vaccinazione di coloro che hanno ricevuto la prima dose e per i soggetti oltre i 60 anni. Eppure, l’Ema, stando a quando rende noto l’Ansa, non esclude che per il richiamo possa essere utilizzato un vaccino diverso, mettendo in atto una sorta di mix. Al momento, tuttavia, non ci sono ancora dati a sufficienza che possano rendere operativa tale combinazione.

I restanti vaccini, ai quali a breve si aggiungerà il farmaco di Johnson&Johnson, dovranno essere ripartiti alla popolazione più giovane, indipendentemente dall’incarico lavorativo svolto. La ripartizione potrebbe risentire della carenza di dosi e della riluttanza degli over 60 nei confronti del vaccino a loro destinato. Già nelle precedenti settimane si sono susseguite numerose disdette che hanno messo un freno alla campagna.

Intanto le criticità si riversano anche sul piano delle consegne. La stessa AstraZeneca consegnerà meno dosi di quelle previste così come Johnson&Johnson. Anche i carichi di Pfizer, già arrivati, e Moderna non sembrerebbero essere sufficienti a soddisfare la domanda, considerando anche il fatto che adesso la platea degli aventi diritto si è allargata notevolmente.

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione. Amo scrivere della mia città e dell'eccellenza che la connota da sempre