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Eruzioni violente, emissioni CO2 allertano fino a tre mesi prima: studio per prevederle

E’ possibile oggi prevedere le eruzioni violente di un vulcano fino a tre mesi prima grazie all’aumento della CO2 nelle emissioni.

E’ quanto emerge dallo studio pubblicato su Science Advances alla quale ha partecipato l’Università di Pisa all’interno di un consorzio tutto italiano che comprende le università di: Palermo, Firenze e Torino e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (sezioni di Napoli e Bologna).

Eruzioni violente, lo studio per prevederle

La ricerca ha analizzato la composizione e i flussi dei gas vulcanici a Stromboli grazie ad un sistema di monitoraggio finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPC). I risultati hanno dimostrano come il gas vulcanico, in particolare l’aumento della CO2, giochi un ruolo chiave nelle dinamiche esplosive. Inoltre i periodi preparatori delle esplosioni sono caratterizzati da emissioni anomale di CO2, rilasciate dal magma ancora immagazzinato in profondità.

Le eruzioni parossistiche dell’estate del 2019 a Stromboli

Le eruzioni vulcaniche sono fenomeni improvvisi, la cui dinamica è così rapida da sfuggire spesso al controllo preventivo pur rappresentando, come nel caso di Stromboli o Etna, un serio pericolo, sia per la presenza di aree abitate circostanti che per i turisti – spiega il professore Marco Pistolesi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa – l’utilizzo dei gas vulcanici, che abbiamo proposto in questo studio, apre così nuovi scenari per la loro possibile identificazione e previsione”.