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Giornata mondiale dei poveri: Sud sempre più povero . Campania in totale miseria

Giornata Mondiale dei Poveri. Si celebra domenica 13 novembre, voluta fortemente da Papa Francesco la giornata dedicata al tema di Gesù Cristo che si è fatto povero per voi, come citato nella Bibbia. Una piaga, quella della povertà, che in questi ultimi mesi assume connotati sempre più rilevanti. La pandemia prima con la crisi dell’economia globale, la guerra in Ucraina poi che ha innalzato i costi della vita gettando in crisi numerose famiglie del nostro Paese.

Giornata Mondiale dei Poveri. Il report dell’Istat

L’agenzia specializzata nelle statistiche nell’ultimo report di giugno del 2022, riferendosi ai dati dell’anno precedente, fotografa la situazione della povertà in Italia. Il Mezzogiorno d’Italia registra un tasso di povertà assoluta e relativi tra i più alti con la Campania tra le regioni più in difficoltà.

Report Istat. Povertà assoluta e relativa in Italia nel 2021

Nel 2021, sono in condizione di povertà assoluta poco più di 1,9 milioni di famiglie (7,5% del totale da 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di individui (9,4% come l’anno precedente). Pertanto, la povertà assoluta conferma sostanzialmente i massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19. Per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1% (da 10,1% del 2020) e le famiglie sotto la soglia sono circa 2,9 milioni (2,6 milioni nel 2020). 10% delle famiglie che si trovano in povertà assoluta nel Mezzogiorno (6,7%al Nord, 5,6 al Centro). 1,4 milioni di minori in povertà assoluta (14,2%). 32,4% incidenza della povertà assoluta tra gli stranieri residenti (29,3% nel 2020).

Giornata Mondiale dei poveri. Povertà al Sud

L’intensità della povertà assoluta – che misura in termini percentuali quanto la spesa mensile delle
famiglie povere sia in media al di sotto della linea di povertà (cioè “quanto poveri sono i poveri”) – rimane
anch’essa sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (18,7%), con le uniche eccezioni del
Centro dove raggiunge il 17,3% dal 16,1% del 2020 e del Nord-ovest (19,3% dal 18,6%).
Nel 2021, l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (10,0%,
da 9,4% del 2020) mentre scende in misura significativa al Nord (6,7% da 7,6%), in particolare nel
Nord-ovest (6,7% da 7,9%). Tra le famiglie povere, il 42,2% risiede nel Mezzogiorno (38,6% nel 2020),
e il 42,6% al Nord (47,0% nel 2020). Si ristabilisce dunque la proporzione registrata nel 2019, quando
le famiglie povere del nostro Paese erano distribuite quasi in egual misura fra Nord e Mezzogiorno

Nel 2021, la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 382mila bambini (14,2%, rispetto al 9,4% degli
individui a livello nazionale). L’incidenza varia dall’11,4% del Centro al 16,1% del Mezzogiorno. Nel
confronto con il 2020 le condizioni dei minori sono stabili a livello nazionale, ad eccezione del
peggioramento osservato per i bambini dai 4 ai 6 anni (15,4% dal 12,8%), in particolare nel Centro,
dove, nella stessa classe di età, l’incidenza passa al 13,2% dall’8,3% (in generale per i minori del Centro
peggiora l’incidenza passando all’11,4% dal 9,5%). Seppur sostanzialmente stabili gli altri valori restano
distanti da quelli registrati nel 2019

POVERTA’ RELATIVA

Gli andamenti degli indicatori di povertà relativa sono il frutto della dinamica della spesa per consumi
delle famiglie appartenenti alle diverse classi di spesa familiare. Nel 2021, l’incremento relativamente
contenuto della spesa delle famiglie meno abbienti e la crescita più consistente per le famiglie con alti
livelli di consumo (che, al contrario, nel 2020, avevano registrato riduzioni più marcate) favoriscono un
aumento generalizzato dell’incidenza di povertà relativa, ampliando la distanza tra le famiglie che
spendono di più e quelle che spendono di meno

Le famiglie in condizioni di povertà relativa sono circa 2,9 milioni (l’11,1%, contro il 10,1% del 2020) per
un totale di quasi 8,8 milioni di individui (14,8%, contro il 13,5%). Rispetto al 2020, l’incidenza di povertà
relativa familiare aumenta soprattutto nel Mezzogiorno dove passa al 20,8% dal 18,3% del 2020. Anche
a livello individuale si registra una crescita significativa dell’incidenza di povertà relativa sia in media
nazionale (che torna ai livelli del 2019 quando era 14,7%) sia, in particolare, nel Mezzogiorno (dal
22,6% del 2020 al 25,3% del 2021) e nel Centro (dall’8,9% del 2020 al 10,0% del 2021).

L’intensità della povertà relativa si attesta nel 2021 al 21,7%, in linea con il valore del 2020 (21,4%),
raggiungendo il valore più elevato nel Sud (23,2%) e il più contenuto nel Nord-est (18,6%)

Su scala regionale, Puglia (27,5%), Campania (22,8%) e Calabria (20,3%) sono le regioni che
registrano valori più elevati dell’incidenza, mentre Trentino-Alto Adige (4,5%), Friuli-Venezia Giulia
(5,7%) e Lombardia (5,9%) presentano i valori più bassi, in tutti i casi, non significativamente diversi
dallo scorso anno, ad eccezione della Puglia, quando era pari al 18,1%.