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Giovane violentata a Napoli, la madre: “Tre angeli hanno salvato mia figlia”

L’intervento tempestivo della polizia non ha potuto evitare la violenza, ma ha permesso di assicurare alla giustizia l’uomo responsabile dell’aggressione a una trentenne avvenuta all’alba nel cuore di Napoli. L’episodio è accaduto in piazza Enrico Fermi, a pochi metri da Castel Capuano, simbolo della giustizia cittadina.

La donna stava rincasando quando è stata sorpresa da un uomo che l’ha bloccata con forza e violentata, impedendole di chiedere aiuto. L’aggressore, un 29enne di origini marocchine, senza fissa dimora e irregolare sul territorio italiano, è stato arrestato poco dopo grazie alla prontezza di una giovane turista francese, Alice, e di alcuni passanti.

Il coraggio di Alice e la reazione del quartiere

Alice, a Napoli per partecipare a una gara ciclistica e ospite di un B&B in via Carbonara, si è accorta di quanto stava accadendo e ha immediatamente dato l’allarme a una guardia giurata in servizio presso l’ex tribunale. La richiesta d’aiuto ha attivato in pochi minuti la centrale operativa della questura.

Nel frattempo, alcuni residenti sono intervenuti, inseguendo l’aggressore mentre tentava di fuggire. L’uomo è stato bloccato e trattenuto a terra fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

La vittima è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Cardarelli, dove i medici le hanno diagnosticato lesioni compatibili con violenza sessuale e una prognosi di 21 giorni.

Le parole della madre: «Tre angeli hanno salvato mia figlia»

In un post anonimo pubblicato su Facebook, la madre della giovane ha espresso la sua profonda gratitudine verso chi ha soccorso la figlia:

«Il dolore per quanto accaduto non mi impedisce di essere riconoscente a tre angeli che hanno aiutato mia figlia con grande umanità e generosità. Innanzitutto, grazie ad Alice, la giovane turista francese che ha avuto il coraggio di intervenire, chiamare la polizia e restare accanto a mia figlia in ambulanza. Non l’ho ringraziata abbastanza: ero sotto shock e non conoscevo ancora i dettagli. Ho provato a contattarla, ma il numero che ha lasciato non risulta attivo».

La donna ha poi ringraziato anche gli agenti intervenuti «per la delicatezza e l’umanità con cui hanno gestito la situazione», auspicando che «la giustizia faccia il suo corso».