Terremoto ad Avellino il 24 ottobre 2025 - Segnale del sismografo regionale
Potrebbero verificarsi ulteriori scosse in provincia di Avellino a seguito del terremoto che lo scorso sabato ha colpito Montefredane. A dichiararlo, rivolgendosi a Il Mattino, è Giuseppe De Natale, sismologo dell’INGV.
La forte scossa, di magnitudo 4.0, è stata avvertita in tutta la provincia avellinese ma anche a Napoli e nel Casertano. Per la giornata di oggi, sia ad Avellino che a Benevento, è stata disposta la chiusura degli istituti scolastici per effettuare le necessarie verifiche di tenuta degli edifici.
“Sono terremoti tettonici, indicano che c’è un movimento su alcune faglie. Malgrado l’Irpinia abbia una quantità di faglie importanti, questo sciame non è sulle faglie più critiche e grandi che hanno provocato in passato sismi più devastanti. In questo caso siamo di fronte a strutture probabilmente più profonda di cui non conosciamo l’espressione superficiale e quindi finora non le abbiamo calcolate” – ha detto l’esperto.
“Siamo molto distanti dalla faglia del 1980. Per quello che ne sappiamo lo sciame potrebbe proseguire ancora. A volte si hanno sequenze tipo mainshock e aftershock, cioè si ha un terremoto più forte e poi dopo altre scosse che piano piano decadono d’intensità, e quindi capiamo che quella sequenza sta per finire. In questo caso, invece, abbiamo avuto una distribuzione di tipo sciame (sismi più e meno intensi distribuiti in maniera casuale, ndr) e quindi non sappiamo come e quando potrà terminare. Può darsi pure che sia finito o che durerà ancora pochi giorni. Ma questo non deve farci abbassare la guardia. Ci sono sciami, tipo quello dell’Aquila, che possono durare molti mesi” – ha continuato.
“Quando avvengono sciami sismici, andrebbe sempre fatta una ricognizione degli edifici più sensibili e strategici. Credo che la prima cosa che bisognerebbe fare è eseguire queste verifiche su scuole, municipi, ospedali, ma anche stabili abbandonati e fatiscenti. Questo perché gli sciami sismici indicano un aumento di probabilità della sismicità di tutte le magnitudo, e quindi anche un aumento di probabilità di forti terremoti” – ha concluso.