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Noemi uccisa dal fratello: non sopportava che si tratteneva in bagno e consumava sapone

Ci sarebbero dei banali dissidi tra fratelli alla base dell’omicidio di San Paolo Belsito, a Nola, dove la 23enne Noemi Riccardi ha perso la vita per mano del fratello, un 25enne affetto da problemi psichici. Una condizione delicata che aveva spinto la madre a rivolgersi al Centro di Igiene Mentale della zona, presentando anche diverse denunce contro il figlio.

Omicidio Nola: perché Noemi è stata uccisa dal fratello

La ragazza sarebbe stata accoltellata nell’appartamento di famiglia. La madre, che era al lavoro, sarebbe stata avvertita proprio dal figlio, che fin da subito si è palesato come autore del folle gesto. Il 25enne, oltre ad aver allertato le forze dell’ordine, avrebbe anche mostrato il cadavere della sorella alla madre in videochiamata.

Pare che i due fratelli litigassero spesso per futili motivi, accentuati sicuramente dalla delicata condizione psicologica del ragazzo. La stessa madre, intervistata da Ore 14, avrebbe spiegato la natura di tali diverbi, scaturiti da una semplice doccia o dal consumo di sapone, confessando di essere stata vittima lei stessa di percosse da parte del figlio, soltanto per aver difeso Noemi.

Secondo me aveva premeditato questo gesto, me ne sono accorta quando mi ha chiamata. Lui voleva punire me. Voleva che io toglievo le denunce allora mi ha voluto punire e ha colpito la sorella” – ha spiegato la mamma dei due ragazzi.

Loro litigavano perché mia figlia aveva un piccolo problema, molto lieve, era un po’ lenta nei movimenti, anche mentre si lavava. A lui non stava bene che stava in bagno anche un’ora e aveva quest’odio verso la sorella perché non riusciva ad andare veloce. Anche quando si lavava le mani, consumava troppo sapone e lui iniziava a mancarle di rispetto.

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione. Amo scrivere della mia città e dell'eccellenza che la connota da sempre