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Perde la vita a 20 anni nel sonno, il sindaco: “Ha respirato veleno. Morto di lavoro nero”

Sarebbe morto dopo aver inalato acido solfridico a bordo dello yacht in Costa Smeralda (Sardegna), il giovane Giovanni Marchionni, orginario di Bacoli, morto a soli 20 anni lo scorso agosto. Dopo mesi di indagini sarebbe stata rivelata la causa del decesso e a fornire il suo appoggio ai familiari del ragazzo è stato ancora una volta il sindaco Josi Gerardo Della Ragione.

Giovanni morto in Costa Smeralda: le parole del sindaco di Bacoli

“Ci sono voluti 5 mesi per scoprire una verità chiara a tutti. Giovanni è morto per aver inalato acido solfridico. Aveva 20 anni, era in Sardegna. Non per una vacanza con amici. Non per alloggiare in hotel extra-lusso. Lo hanno trovato senza vita mentre dormiva nello stanzino riservato a chi fa lo skipper. Lo hanno trovato senza vita, lì dove viene fatto dormire chi è chiamato su uno yatch per lavorare. Non per una gita di piacere” – ha dichiarato il primo cittadino di Bacoli.

Giovanni è morto così. Per aver respirato acido, veleno, in uno spazio angusto. È morto così, quella notte di agosto. Scoperto, al mattino, per l’odore acre che si diffondeva da quella barca, in tutto il porto di Marina di Portisco. A decretarlo è l’esito dell’autopsia. Non il chiacchiericcio. Non la rabbia degli amici. Per averla, si è dovuto attendere dall’8 agosto, fino ad oggi. Alla Procura di Tempio Pausania, adesso, il compito di mettere insieme i puzzle di questa storia tristissima, atroce. E di dirci la verità”.

“Non è stato il caso. Non è stato un malore. Non è stato il frutto di una notte sregolata. Perché anche questo fu detto in quelle ore di grande dolore collettivo. Anche questo qualcuno tentò di farci credere. Una vergogna assoluta. Noi però non lo dimentichiamo. È tutto a verbale”.

“Adesso diteci la verità. Diteci cosa è successo. Diteci perché è morto. E diteci, se il caso non è stato, se ci sono responsabilità. Diteci perché Giovanni era lì sopra. Diteci se è una morte sul lavoro. Diteci se è una morte di lavoro, senza tutele. Diteci se è una morte di lavoro, senza contratto. Diteci se un angelo di 20 anni è morto di lavoro. Morto di lavoro nero“.

“Attendiamo, fiduciosi. E ribadisco quanto già dissi 5 mesi fa. Subito dopo la tragica notizia. Il Comune di Bacoli non resterà a guardare. Ma in questo processo, ci costituiremo parte civile al fianco della famiglia di Giovanni. Lo faremo senza esitazioni, per far sentire loro tutta la vicinanza del popolo bacolese, che ha perso un suo figlio. Lo faremo perché nessuno potrà può riportarci qui Giovanni Marchionni. Nessuno. Ma, con la stessa certezza, non consentiremo a nessuno di negare la verità. Nessuno. È una promessa, e la manterremo. Fino in fondo. Noi siamo qui. Vogliamo la verità. Verità per Giovanni”.

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione. Amo scrivere della mia città e dell'eccellenza che la connota da sempre