Gerry Scotti rompe il silenzio e risponde alle dichiarazioni rilasciate da Fabrizio Corona nel suo format Falsissimo. Lo fa in un’intervista al Corriere della Sera, respingendo con decisione le presunte rivelazioni che lo riguarderebbero e definendole false e dannose.
“Ho una discreta dimestichezza nell’uso dei social e in questi anni ho potuto constatare di persona che le buone notizie o le verità vengono accolte tiepidamente. A volte passano inosservate, mentre le fake news hanno un riscontro ben più rilevante. Ancora di più lo hanno le menzogne dette per ragioni di lucro. In aggiunta generano una forma di odio e di cattiveria inaccettabile”, ha spiegato il conduttore.
Scotti, storico volto della televisione italiana e attuale conduttore de La Ruota della Fortuna, ha chiarito che le accuse fanno riferimento a un periodo di oltre venticinque anni fa della sua carriera professionale e che non hanno alcun fondamento.
“Sono presunte rivelazioni che riguardano un periodo di venticinque anni fa della mia vita professionale. Sono semplicemente false. Mi sopravvalutano ad attribuirmi relazioni con più di trenta ragazze che in un intervallo della loro vita professionale hanno ricoperto il ruolo di ‘Letterina’. Basterebbe sentire le dirette interessate, chiedere a loro e sono sicuro che all’unanimità direbbero che le dichiarazioni che sono circolate sono false”.
L’amarezza del conduttore, però, va oltre il piano personale. Scotti si è detto profondamente colpito dal modo in cui la vicenda è stata trattata mediaticamente, senza alcuna attenzione per le donne coinvolte.
“L’amarezza che provo non è solo per me. In questo tritacarne mediatico nessuno ha pensato che queste ragazze non sono pupazzi, bambole di pezza. Sono donne che meritano rispetto oggi come allora e come nel futuro”.
Il conduttore ha poi criticato l’uso del termine “letterina” come etichetta riduttiva e stigmatizzante:
“Non è giusto marchiare la loro esperienza professionale con il termine ‘letterina’, come fosse uno stigma. Non se lo meritano. Oggi hanno le loro professioni, le loro famiglie, figli magari adolescenti che devono sentire falsità imbarazzanti. Senza rispetto, senza un minimo di sensibilità”.