La suocera di Ylenia, la ragazza uccisa dal fratello a Ponticelli
E’ affranta dal dolore la signora Maria, suocera di Ylenia Musella, la ragazza uccisa a 22 anni dal fratello. Una tragedia che ha sconvolto il rione Conocal di Ponticelli, chiuso nel dolore per la perdita di una giovane cittadina.
“Ci vediamo tra poco” – avrebbe detto la giovane alla suocera, nella sua ultima telefonata. Pare, infatti, che la ragazza a breve sarebbe uscita, probabilmente proprio per raggiungere la donna. Invece è deceduta tragicamente presso l’ospedale Villa Betania di Ponticelli.
“Come faccio senza di te Ylenia? Come faccio, a mamma, senza di te? Era mia nuora, era la vita mia. Per me è una figlia, non è una nuora. Lei dice che sono la sua seconda mamma. Stavamo sempre insieme” – ha detto la signora Maria agli inviati de La Vita in Diretta.
“Avevo appuntamento con lei quel giorno, mi aveva telefonato dicendomi che ci saremmo viste a breve. Non ho dormito, non ce la faccio. Come fanno le persone quando perdono i figli? Ylenia ha bisogno di me” – ha continuato tra le lacrime.
Maria si è recata nel punto in cui Giuseppe avrebbe caricato la sorella in auto per lasciarla al pronto soccorso. Lì avrebbe posato un peluche e delle rose bianche, addolorata e indignata per la tragedia che ha sconvolto la sua vita. Proprio quel triste pomeriggio Ylenia avrebbe dovuto raggiungerla a casa.
La giovane sarebbe stata uccisa al culmine di un litigio familiare. Sarebbe stato il fratello Giuseppe, 28 anni, ad aggredirla per poi lanciarle un coltello alle spalle mentre la 22enne si apprestava a scappare, lasciando l’abitazione. Sarebbe riuscita a raggiungere, dolorante, la strada per poi accasciarsi al suolo dopo pochi passi.
Il 28enne avrebbe poi accompagnato la sorella in ospedale, dandosi in seguito alla fuga. Fuga, tuttavia, durata soltanto poche ore: nella notte si sarebbe consegnato alle forze dell’ordine, presentandosi in commissariato e confessando il delitto. A scatenare la violenza, secondo il suo racconto, il volume troppo alto della radio e un eventuale calcio che Ylenia avrebbe sferrato al loro cagnolino.