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Fenestrelle, l’Auschwitz degli uomini del Sud

Ogni 26 Giugno si celebra la giornata contro la tortura, ma quando si parla di tortura, a cosa si fa realmente riferimento?

Etimologicamente, il termine “tortura”, indica un’intimidazione fisica o psicologica che si fa nei confronti di uno o più individui, molto spesso con lo scopo di ottenere confessioni dalle persone torturate, ma anticamente e in alcuni paesi ancora oggi, è un metodo utilizzato per punire. Quello che la storia non racconta, o almeno racconta solo in parte, è che anche gli avi di noi gente del Sud, anticamente subirono quella che può tranquillamente essere definita una tortura. Stiamo parlando della “Tortura di Fenestrelle”, avvenuta nel 1861, quando numerosi soldati appartenenti all’esercito delle Due Sicilie, furono rinchiusi nella fortezza di Fenestrelle, perché si rifiutarono di rinnegare il Re e l’antica patria.

La fortezza di Fenestrelle è ancora oggi paragonabile ad un vero e proprio campo di concentramento, infatti così come ad Auschwitz morirono milioni di ebrei, lì morì la meglio gioventù del Sud. Rinchiusi in torri altissime e costretti a sopportare il freddo pungente, i soldati del Regno delle Due Sicilie abituati a temperature ben più calde, pativano una vera e propria tortura, costretti a cibarsi di mezze razioni di pane ed acqua visibilmente sporca. Un trattamento ignobile, difficile da riservare a quei tempi perfino agli schiavi, eppure quei soldati dovevano pagarla cara, dovevano scontare la pena di essere così tanto fedeli a quel Sud per loro tanto caro. Nessuno racconta la storia dei borbonici sterminati dal gelo che trapelava tra le mura di quella fortezza, non si racconta dell’orrore avvenuto a Fenestrelle, che ancora oggi ha intriso in quelle pareti la storia del Sud, di un popolo martoriato che non ha mai abbassato la testa, un popolo che ha preferito la tortura piuttosto che servire la patria investendosi del tricolore.

Oggi si ricorda la giornata mondiale contro la tortura, e per una volta vorremmo che fosse ricordata la storia del Sud, la nostra storia, che non ha nulla in meno al terrificante sterminio di Auschwitz, eppure non viene mai degnamente ricordata. In Italia ogni anno ricorre la giornata della commemorazione di tutte le vittime di Auschwitz, ma dei morti torturati a Fenestrelle non si parla mai. E’ questo l’ennesimo modo per far avvertire un netto taglio tra Nord e Sud? L’intento è forse quello di far sentire ancora una volta i napoletani ospiti dell’Italia?

Noi vogliamo escludere queste teorie, anche se molto spesso i fatti le sostengono in pieno. Almeno in questo giorno, quello mondiale contro la tortura, vengano ricordate le vittime del Sud, uomini colpevoli di amare troppo le proprie origini.