Società

Giambruno, il compagno di Giorgia Meloni: “Se eviti di ubriacarti, eviti anche lo stupro”

“Se vai a ballare, tu hai tutto il diritto di ubriacarti. Ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi”. È il pensiero espresso da Andrea Giambruno, il compagno di Giorgia Meloni, pronunciato nel corso della trasmissione Diario del Giorno che è proprio lui a condurre su Rete 4.

Andrea Giambruno e la frase sugli stupri di Palermo e Caivano

In studio si parlava degli stupri di Palermo e Caivano, ma il riferimento era in particolar modo per la vicenda capitata nel capoluogo siciliano. In studio erano presenti diversi personaggi, tra cui l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace secondo cui sono i genitori a dover avere un approccio diverso nell’educazione delle ragazze. A darle man forse il direttore del quotidiano Libero, Pietro Senaldi, secondo cui “Le ragazze hanno il diritto di non essere violentate ma purtroppo la realtà non rispetta i diritti. Quindi non devono perdere conoscenza e devono frequentare contesti meno pericolosi possibili. È giusta la frase: nessuno ha il diritto di violentare nessuno, ma non è detto che questo non accadrà”.

A quel punto interviene di nuovo Giambruno: “Magari uno dice alla figlia di non salire in macchina con uno sconosciuto perché è verissimo che tu non debba essere violentata, perché è una cosa abominevole. Ma se eviti di salire in macchina con uno sconosciuto magari non incorri in quel pericolo. Se eviti di ubriacarti e perdere i sensi, magari eviti di incorrere in determinate problematiche. Perché poi il lupo lo trovi”.

3 stupri su 4 sono commessi da persone conosciute

Discorsi che, apparentemente, non erano bilanciati sulla necessità di educare anche i ragazzi, gli uomini, i vicini di casa, i familiari, dato che secondo dati Istat (2014) “Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici”. Insieme raggiungono quindi il 75,7% dei casi di stupro, ossia 3 su 4.

La colpevolizzazione delle vittime

Una visione, quella espressa in studio, che non solo mira a deresponsabilizzare chi lo stupro lo commette, poiché viene definita normale o concepibile la circostanza che un uomo possa essere lupo. Ed il lupo si comporta assecondando la propria natura. Raggiunge anche l’obiettivo di responsabilizzare, al contrario, le vittime, facendo arrivare il messaggio che se sei stata stuprata, in qualche modo te la sei andata a cercare. La violenza sessuale commessa da sconosciuti si verifica, infatti, pressoché sempre fuori dalle mura domestiche e continuando a pensarla in questo modo, si troverà sempre un modo per colpevolizzare la vittima.