Caivano, la mamma di una delle bimbe violentate: “Mi sento morire. Qui è un inferno”

Caivano, 18 indagati per legami tra organizzazioni criminali, uffici pubblici e imprenditori


Le due bambine, di circa 13 anni, violentate da un branco di ragazzini al Parco Verde di Caivano, sarebbero state abusate ripetutamente, più volte picchiate e minacciate in cambio del silenzio. Una vicenda che ha scosso l’intera cittadinanza e soprattutto i familiari delle vittime che ora invocano giustizia.

Bambine violentate al Parco Verde di Caivano: abusate, picchiate e minacciate

La vicenda sarebbe venuta fuori soltanto ora, dopo settimane di indagini portate avanti nel più stretto riserbo, ma i fatti denunciati risalirebbero agli inizi di luglio. Sarebbe stato il fratello di una delle ragazzine ad accorgersi delle violenze.

Gli stupri sarebbero stati infatti filmati dal branco e, con commenti di vanto, girati di chat in chat. Uno dei video sarebbe arrivato proprio al fratello della ragazzina violentata, spingendo i familiari a sporgere denuncia rivolgendosi ai carabinieri per individuare il gruppo di aggressori.

Attualmente le due minorenni sono state affidate ad una struttura protetta. Il numero degli aggressori coinvolti, stando a quanto rende noto l’Agi, sarebbe maggiore di 6 e potrebbe arrivare persino a 15. Tra loro almeno due figli di esponenti della camorra e un ragazzo maggiorenne, di 19 anni.

“In questo momento voglio solo due cose: che mia figlia torni da me, perché non sopporto la sua mancanza. E poi chiedo giustizia, chi ha fatto tutto questo male paghi le sue colpe e non resti impunito” – ha detto a Il Mattino la mamma di una delle ragazzine.

“Io mi sento di morire, mia figlia starà peggio di me. Pur sapendo i rischi che si corrono vivendo qui, non avrei mai potuto immaginare che fosse potuto succedere anche questo, che si fosse arrivati a tanto, che qualcuno potesse riuscire ad aggredire bambine fin sotto casa”.

Dopo l’intervento del fratello, piangendo ci ha raccontato tutto quello che noi abbiamo denunciato ai carabinieri. Devono essere puniti tutti. Io non riesco più a sopportare l’idea di dover continuare a vivere in questo posto. Qui c’è un inferno che non lascia scampo a nessuno, andremo tutti via”.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI