Mostre

Tutte le mostre organizzate tra Napoli e provincia

Visite guidate, musica, archeologia e degustazioni. Il programma di Campania by Night, la kermesse di aperture serali dei siti archeologici della Campania realizzata dalla Scabec, si arricchisce di sei nuovi incontri presso l’Antiquarium Nazionale di Boscoreale e il centro storico di Benevento.

Ben quattro gli appuntamenti a Boscoreale: il 3, il 10, il 17 e il 24 ottobre. Il programma prevede la visita dell’Antiquarium e di Villa Regina, l’unica villa rustica di epoca romana riportata alla luce nella sua interezza e riaperta al pubblico per l’occasione. Nel suggestivo vigneto della Villa saranno eseguiti i concerti a cura dell’Associazione Progetto Sonora.

Il 3 e 10 ottobre si esibirà il Trio Calace, composto dalla cantante Sabrina Vitolo, dal chitarrista Ivano Pagliuso e dal mandolinista Federico Maddaluno. Il trio interpreterà alcune composizioni di Munier, Porta e Scheidler nello stile delle composizioni villanesche e delle canzoni dell’800 napoletano. Il 17 e il 24 ottobre sarà la volta del Trio SaZAZà con un repertorio che spazia dalla musica afroamericana alle canzoni europee del ‘900, passando per i canti etnici. Il trio eseguirà anche alcune composizioni originali.

Due, invece, gli appuntamenti in programma a Benevento: il 5 e il 12 ottobre. Per l’occasione verrà organizzato un itinerario di trekking urbano di un’ora e quindici minuti nel capoluogo sannita, realizzato in collaborazione con il Comune e la Confindustria di Benevento. Il percorso partirà dal Teatro Romano, passerà per l’Arco del Sacramento e si concluderà presso l’Hortus Conclusus, il museo a cielo aperto firmato dall’artista sannita Mimmo Paladino.

Nella meravigliosa location dell’Hortus si terranno i concerti a cura dell’Associazione Progetto Sonora. Il 5 ottobre ritroviamo il Trio Calace con il loro repertorio di chitarra e mandolino, mentre il 12 sarà la volta del trio BPM e Sannini, caratterizzato da sequenze musicali registrati in real time.

Il programma delle visite a Boscoreale del 3, 10, 17 e 24 ottobre

Primo turno
ore 19.00, visita guidata all’Antiquarium e Villa Regina
ore 20.15, concerto a cura di Progetto Sonora

Secondo turno
ore 20.30, visita guidata all’Antiquarium e a Villa Regina
ore 21.45, concerti a cura di Progetto Sonora

Terzo turno
ore 22.00, visita guidata all’Antiquarium e a Villa Regina
ore 23.15, concerto a cura di Progetto Sonora

Il programma delle visite a Benevento del 5 e 12 ottobre

ore 18.00 – 18.10 – 18.20 – 18.30, quattro turni di trekking urbano
ore 20.00, degustazioni
ore 20.30, concerto a cura di Progetto Sonora.

Per informazioni sugli appuntamenti di Campania by Night e per l’acquisto dei biglietti è possibile consultare il sito dell’evento. Per informazioni sulle attività di Progetto Sonora è possibile consultare il sito dell’Associazione.

 

NAPOLI – Arriva nel capoluogo partenopeo la mostra dedicata a San Francesco. Ieri mattina, presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, è stata inaugurata la mostra “Il cammino di Francesco. Luoghi francescani in Campania”. La rassegna, completamente gratuita, sarà visitabile dal lunedì al venerdì, fino al 31 ottobre.

La mostra, realizzata nel 2018 dalla Regione Campania in occasione del suo pellegrinaggio ad Assisi per l’offerta dell’olio alla Lampada del Santo Patrono d’Italia, è stata curata dall’architetto Marco Capasso. Per un anno, infatti, i visitatori e i pellegrini della città umbra hanno potuto contemplare una installazione di tecnologie video e arti visive presso i portici della Basilica di San Francesco.

Anche il percorso espositivo partenopeo sarà caratterizzato da immagini proiettate dai videowall. L’installazione è il frutto di riprese effettuate in tutto il territorio campano con droni di ultima generazione, che hanno reso offerto delle meravigliose vedute esterne, mai realizzate prima, di basiliche, chiese e chiostri monumentali della Campania. Ognuna delle immagini rappresenta la tappa del percorso spirituale vissuto da San Francesco. Percorso che continua fino ancora oggi nelle chiese della regione.

«Siamo onorati – dichiara don Francesco Asti, decano della sezione di Capodimonte della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – di ospitare presso la nostra struttura una mostra di così grande importanza. La Facoltà di Teologia non è solo luogo di studio, ma è anche luogo di cultura per eccellenza nell’arcidiocesi di Napoli. Nello stesso tempo essa è luogo di dialogo e di spiritualità. Ecco perché San Francesco da noi non può essere che di casa».

Soddisfazione anche per l’assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione del Turismo Corrado Matera: «La mostra realizzata con orgoglio dalla Regione Campania, rientra nel progetto Percorsi dell’Anima voluto da questo assessorato. L’intento è quello di far conoscere e visitare la nostra regione per cogliere l’occasione di vivere un’esperienza unica che unisce, al valore artistico, storico e religioso dei luoghi, la bellezza della natura e delle tradizioni».

«In un certo senso – dichiara Giuseppe Falanga, segretario del Comitato per la Campania ad Assisi – è come se la mostra ritornasse a casa. I campani, che in questo mese verranno presso la Facoltà Teologica a visitare lo splendido allestimento, potranno rivedere, infatti, luoghi cari alla loro memoria, ma anche a loro finora sconosciuti. E così potrà accendersi in loro il desiderio di mettersi in cammino, assieme al Poverello di Assisi, per ripercorrere i suoi passi sulla nostra terra benedetta e tante volte maltrattata».

La sede della sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale è a viale Colli Aminei 2. Sarà possibile visitare la mostra dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00. Ai visitatori sarà consentito usufruire del parcheggio gratuito della Facoltà.

Per informazioni, consultare il sito della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.

NAPOLI – Il Museo Archeologico Nazionale si prepara all’OpenMann Fest. Quattro giorni di eventi, concerti e aperture serali, dal 19 al 22 settembre, durante i quali sarà possibile acquistare l’abbonamento annuale a prezzi promozionali: 15 euro per gli adulti, 10 per i giovani tra 18 e 25 anni e 30 le coppie over 25.

L’abbonamento OpenMANN consentirà accessi illimitati all’Archeologico, per 365 giorni a partire dalla data di attivazione.

«E’ con grande entusiasmo – dichiara il Direttore del MANN, Paolo Giulierini – che invitiamo cittadini e turisti alla nostra OpenMann Fest d’autunno. La inauguriamo in una giornata cara a tutti napoletani, il 19 settembre, San Gennaro, santo patrono della città, che festeggeremo con l’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 e tante sorprese. Per quattro giorni, fino a domenica 22 settembre, sarà possibile acquistare abbonamenti annuali a prezzo promozionale, ci saranno due aperture serali e tante attività. Una stagione entusiasmante ci attende, la inizieremo immergendoci nella archeologia marina con Thalassa, passeggeremo nelle grotte preistoriche di Lascaux, riscopriremo gli Etruschi, ed è già partito il conto alla rovescia per la grande mostra Gladiatori. Ma non solo. Siamo al lavoro per una programmazione interculturale e attenta ai temi dell’attualità a partire dall’ambiente. Dal 10 ottobre allestiremo una mostra sul cambiamento climatico con National Geographic. Vi aspettiamo tutti nel vostro Museo, da vivere ogni giorno, con orgoglio e spirito di comunità».

Il pubblico sarà invitato a condividere immagini e ricordi delle giornate trascorse al Museo Archeologico Nazionale, utilizzando gli hashtag #museitaliani #EHDs #GEP2019 #UnduetreArte.

Il programma

Giovedì 19 settembre

Dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19.00)
Visita gratuita al museo nell’ambito della campagna #IoVadoAlMuseo. Nel corso della giornata, ad ogni mille visitatori sarà regalata una OpenMANN card.

Dalle 20.00 alle 23.00
Apertura serale del museo in occasione della Festa di San Gennaro, prezzo del biglietto 2 euro. I visitatori potranno accedere a tutte le collezioni permanenti del museo (inclusa quella della Magna Grecia) e tutte le esposizioni in programma come “MANN on the moon”, “Vola alta, parola. Trent’anni di Colophonarte”, “Paideia. Giovani e sport nell’antichità”, “Orogenesi” di J. Cerquiera Leite e “Sotto mentite spoglie” di Luciano e Marco Pedicini.

Sabato 21

18.00
Presentazione del libro “Gli ultimi giorni del comandante Plinio” di Alessandro Luciano presso la Sala delle Conferenze. L’incontro rientra negli eventi in programma per le Giornate Europee del Patrimonio dedicate al tema “Un due tre… Arte! Cultura e Intrattenimento” (#GEP2019).

Dalle 20.00 alle 23.00
Apertura serale del MANN, prezzo del biglietto 1 euro.

21.00
Concerto “DivertissMANN” con protagonisti i dipendenti del museo che per l’occasione si esibiranno in veste di musicisti e cantanti. L’evento è inserito nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio.

Domenica 22 settembre

11.00
Laboratorio “Archeology for kids: racconti di stelle” dedicato ai ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e la Biblioteca Nazionale di Napoli, rientra nel progetto “La Giraffa” a cura della professoressa Alessandra Pagliano.

Per maggiori informazioni consultare il sito del Mann.

Mentre un politico italiano continua la sua remata a colpi di hashtag #chiudiamoiporti, a Ischia si installa una mostra d’arte che chiede umanità. “Saving lives is not a crime”, salvare vite non è un crimine. Questo è il messaggio che troviamo all’interno della Galleria Eloart.

Tema scottante che divide l’opinione pubblica e si porta al centro di una politica italiana che, diciamocelo, già ha i suoi gravi problemi da dover risolvere.

Ma alla Galleria Eloart, nel vicoletto San Gaetano di Forio, non c’è spazio per l’odio e la brama di potere. In questo piccolo angolo d’arte a Ischia diversi artisti, alcuni proprio isolani, hanno deciso di pronunciarsi nel modo più sacro che ci sia: attraverso l’arte.

Elo Sachs, il titolare della galleria, con una sua installazione, racconta il dramma dei naufragi del Mediterraneo. Giubbotti di salvataggio dei migranti e brandelli di barche di legno messi in vista, con l’obiettivo di creare un suggestivo dialogo tra fruitore e oggetti che divengono la traccia di un’urgenza umanitaria.

L’opera di Sachs va a comunicare con quella di Manuel Di Chiara, artista e curatore della mostra, dedicata al lavoro della ong tedesca “Lifeline” che si occupa dell’emergenze nel mare di Lampedusa. E con la Lifeline tedesca Sachs, artista chiaramente attento al sociale, è impegnato da diverso tempo.

E alla Galleria Eloart c’è anche il racconto in fotografia di Brigitta Marie Lankowitz, fotoreporter a Lampedusa. La fotografa ci narra i sogni dei rifugiati africani. Chi sono queste persone? Che vita avevano? Qual è la loro ricerca attraverso il mare e nello sconfinare?

A completare questo viaggio due opere di Marco Cecchi, le sculture di Raffaele Di Meglio e Pio Scippa, le opere pittoriche di Raffaele Iacono, due opere grafico-pittoriche dello street-artist Oliver Blutenuth.
La mostra è visitabile gratuitamente tutti i giorni (martedì escluso) dalle 18 alle 23 fino al 30 Novembre 2019.

bud-spencer

bud spencer

Il nome di Bud Spencer, nome d’arte di Carlo Pedersoli, è impresso e pietra portante della storia del cinema italiano. La sua presenza al cinema sprigiona italianità da tutti i pori. Napoli ha deciso di dedicargli una mostra, la città che l’ha visto nascere il 31 ottobre 1929. L’Italia e Napoli lo ricorderanno con una mostra che verrà inaugurata il 12 settembre alle 18.30 e sarà attiva dal 13 settembre fino all’8 dicembre 2019.

La mostra si terrà alla Sala Dorica di Palazzo Reale e vuole celebrare non solo la carriera dell’attore, ma anche omaggiare un grande artista e un grande uomo. Racconterà anche il mondo che si muoveva intorno a Bud Spencer, partendo dal partner Terence Hill ai registi con la quale ha collaborato: Steno, Olmi, Festa Campanile, Argentino, Capone e tanti altri ancora.

Il curatore della mostra è Umberto Croppi, co-prodotta da Equa e Istituto Luce-Cinecittà con il supporto SIAE. A collaborare anche la moglie, Maria Amato, e i figli Giuseppe, Cristiana e Diamante Perdersoli. Sarà la voce di Bud Spencer a guidare i visitatori nella mostra.

maschio angioino

maschio angioinoLa dimostrazione che l’estate napoletana non è solo mare, spiagge, cibo, cocktail e party, ma può essere anche in parte dedicata alla cultura, all’arte e alla formazione intellettuale. E’ in questa estate particolarmente torrida e bollente che si inseriscono due grandi mostre negli spazi monumentali del Maschio Angioino (conosciuto anche come Castel Nuovo).

Si tratta comunque di due esposizioni dalle tematiche completamente diverse: “Estate a Napoli 1979-2019” e ” La scuola di Posillipo. La luce di Napoli che conquistò il mondo“.

La prima dal taglio narrativo, racconta uno dei particolari momenti di risveglio sociale e culturale che a tratti (e con una certa costanza) percuotono le coscienze del popolo napoletano. Questo in particolare ha segnato la fine degli anni ’70, quando il primo cittadino era Maurizio Valenzi, politico antifascista, e anche promotore di arti e cultura essendo esso stesso pittore e studioso appassionato di belle arti.

La sua volontà all’epoca era quella di favorire l’aggregazione sociale dando valore ai beni culturali, ambientali ed architettonici della città all’epoca ancora poco vissuti dai cittadini. E’ cosi che oggi vengono selezionate ed esposte fotografie e documenti storici come articoli di giornale, lettere, pagine di libri che diventano memoria collettiva e patrimonio imprescindibile per ogni cittadino napoletano. La mostra curata dalla storica dell’arte Maria Savarese sarà visitabile fino al 29 settembre 2019.

La seconda esposizione invece, racconta un periodo di grande fascino per la storia della pittura napoletana, quello appartenente alla cosiddetta “Scuola di Posillipo“, ovvero quel gruppo di artisti che all’inizio dell’Ottocento cominciarono a dipingere bellissime vedute del territorio napoletano, realizzate en plein air (ovvero all’aria aperta) così come ameranno fare anche gli impressionisti francesi pochi anni dopo.

La grande tecnica di artisti come Giacinto Gigante, Salvatore Fergola, Gabriele Smargiassi, Consalvo Carelli, Teodore Duclére e altri riuniti intorno agli ambienti dell’atelier del maestro olandese Anton Sminck van Pitloo è di grande valore storico per la città. Un realismo estremamente dettagliato, applicato alla straordinaria le del territorio campano.

Un tipo di esperienza, quello della pittura di paesaggio già presente nella cultura nazionale, attraverso gli artisti veneziani come Canaletto o con altri come Gaspar Van Wittel (Padre di Luigi Vanvitelli) che quasi cento anni prima aveva anch’esso esplorato questa tipologia di pittura. Ma non con il colorismo e la luminosità che contraddistingue quegli artisti che hanno dipinto Napoli a quel tempo, facendo così penetrare la sua immagine ovunque nel mondo. Dopotutto e non a caso, eravamo nell’epoca in cui la città era meta del Grand Tour.

La mostra curata da Isabella Valente, sarà visitabile al Maschio Angioino fino al 2 ottobre 2019.

Tutto il mondo freme per il Moon Day. Sabato 20 luglio 2019, si ricorderanno infatti i 50 anni della missione spaziale Apollo 11, che permise all’uomo di sbarcare sulla Luna e di metter piede sul suo suolo.

Anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli parteciperà a suo modo ai festeggiamenti intergalattici. Dal 18 luglio fino al 30 settembre, sarà infatti visitabile la mostra “MANN on the Moon”. Essa sarà dedicata non soltanto all’allunaggio, ma a come gli uomini hanno “toccato” la Luna nel corso dei secoli. Contestualmente alla mostra, il museo inaugurerà anche la nuova caffetteria per i suoi visitatori.

In uno dei musei archeologici più importanti al mondo, sarebbe stato sciocco non iniziare dall’antichità. I primi 20 pezzi della msotra sono perciò dedicati alla civiltà greco-romana, al loro modo di vedere, intendere ed usare il nostro satellite. Tra i gioielli in esposizione, molta attenzione sarà dedicata a due calendari antichi in marmo: il Menologium rusticum, un particolarissimo parallelepipedo del I sec. d.C. (appartenente alla Collezione Farnese), che riportava, per ogni mese, il numero dei giorni, definendo la durata delle ore di luce e della notte, le fasi lunari, l’elenco delle divinità celebrate, le feste religiose; ancora, l’Index Nundinarius, tavola in cui erano fornite le date di svolgimento delle nundinae, i mercati cittadini. Ciò ci ricordano come la Luna è stata sempre un mezzo utile a misurare il tempo.

Con riguardo invece alla storia contemporanea, segnaliamo prima di tutto gli acquerelli e le tempere di Giuseppe Abbate e Giuseppe Marsigli. In seguito, verranno mostrate delle foto e dei filmati dedicati alla missione Apollo 11 e a suoi protagonisti, in primis Neil Armstrong.

Anche al MANN è tempo di Luna! – esulta il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini Con questa originale e ingegnosa  mostra non solo celebriamo insieme a tutto il mondo l’anniversario di una tappa importante nel cammino dell’umanità. Con la valorizzazione di pezzi unici del nostro patrimonio, come il Menologium rusticum della collezione Farnese, vogliamo fornire, infatti, anche una piccola e preziosa anticipazione della costituenda sezione ‘tecnologica’. Ideale prosecuzione de ‘Le ore del Sole’, il percorso scientificamente rigoroso di ‘Mann on the Moon’ è arricchito di stimoli e suggestioni per incantare tutti i visitatori, naturalmente nel segno di Selene”.

Anche il Console degli Usa a Napoli, Mary Ellen Countryman, ha espresso la sua soddisfazione per la mostra. Ella infatti ha affermato: “lo sbarco sulla Luna ha rappresentato la più importante conquista aerospaziale del secolo scorso e ha riscritto la storia millenaria del genere umano. La mostra ‘MANN on the Moon’ celebra un anniversario molto speciale per gli Stati Uniti e per il Consolato, che segue con grande attenzione le tematiche scientifiche e tecnologiche, e sostiene con orgoglio eventi e iniziative in questi settori”.

Invitiamo tutti a visitare la mostra “MANN on the Moon”. Essa sarà una grande occasione per apprendere ed apprezzare uno degli elementi che diamo più per scontato, ma che riesce sempre ad affascinare.

mostra all'ombra del vesuvio biblioteca nazionale di napoli

mostra Giochi e sport all'ombra del Vesuvio biblioteca nazionale di napoliIn onore della trentesima edizione delle Universiadi 2019, la Biblioteca Nazionale di Napoli, inaugura oggi, 10 luglio alle ore 17:00, la mostra “Giochi e sport all’ombra del Vesuvio” con una visita guidata alla presenza del direttore Francesco Mercurio. La mostra temporanea ad ingresso gratuito, verrà ospitata nelle sale pompeiane dal 10 luglio al 10 settembre, dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 17:00.

La mostra dedicata agli sport, così come affermato dallo stesso direttore della biblioteca Nazionale, Mercurio, è stato un modo originale per celebrare una delle più grandi manifestazioni che la città di Napoli ha registrato negli ultimi anni: un escamotage per “tirare fuori dai nostri scaffali le migliori testimonianze sportive del passato della nostra civiltà.” Infatti, continua il direttore, “La ricchezza e la varietà estrema di documenti che conserviamo, ci consente di intervenire a tutto tondo sui nodi più importanti della contemporaneità, in una visione sempre più dialettica fra presente e passato.”

L’esposizione è aperta dall’immagine degli atleti di Ercolano, ritrovata nella villa dei Papiri, raffigurati nell’attimo di iniziare la disciplina della corsa: il percorso segue poi con le testimonianze letterarie dei primi giochi dell’antichità, con l’esposizione di una pregiatissima edizione de “l’Olimpiade” di Pietro Metastasio e le “Olimpiche” di Pindaro.

A seguire una serie di incisioni, documenti storici e letterari, litografie e manoscritti e pregiate edizioni che illustreranno la storia dello sport nell’antichità e che ci faranno ripercorrere un pezzo di storia “all’ombra del Vesuvio”.

Numerose le curiosità che sarà possibile ammirare: una delle più importanti sicuramente è la parte dedicata alla nascita della prima scuola di equitazione d’Europa proprio qui a Napoli che raggiunse il massimo splendore nei primi anni del 500 attirando allievi da ogni parte del mondo grazie a Giovan Battista Pignatelli che fece eriger le prime “cavallerizze”, oggi maneggi. Sarà anche esposto il manoscritto “Gli ordini di cavalcare” di Federico Grisone, riconosciuto come il padre dell’arte equestre, stampato per la prima volta a Napoli nel 1550.

Parte dell’esposizione, invece, è dedicata alle Corride di epoca spagnola dove sarà possibile ammirare suggestive incisioni che illustrano nell’ambito delle feste civili, i giochi più amati dagli spagnoli e apprezzati anche dal popolo napoletano. In particolare la corrida messa in scena su di un “tablado” di fronte a Mergellina, in occasione dell’onomastico della regina madre il 26 luglio del 1685.

Ancora, una parte sarà dedicata “all’uomo galleggiante”, l’arte del nuoto, cui sono dedicati due volumi di Oronzio De Bernardi, editi nella città di Napoli dalla stamperia reale del 1794 da cui è tratta la locandina che fa da pubblicità alla mostra. Si tratta della primissima opera dedicata al nuoto in cui viene esposta la teoria del galleggiamento dell’uomo.

La seconda parte della mostra è invece dedicata alle cronache sportive più vicine ai nostri giorni documentate dai giornali napoletani del tempo. E’ così documentata la storia degli sport della nostra città attraverso le prime pagine di testate giornalistiche che hanno ad oggetto eventi sportivi particolarmente significativi che hanno avuto luogo a Napoli.  Dalle pagine del “il Mattino” ed il “Roma” del 1959, che ricordano l’inaugurazione dello stadio San Paolo a quelle che ricordano le gare di vela nel golfo di Napoli in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1963, passando per i Giochi del Mediterraneo.

La mostra così è l’opportunità di rivivere un pezzo di storia dell’uomo attraverso lo sport e le manifestazioni sportive che si sono susseguite “all’ombra del Vesuvio”.

Un bel momento per il museo Madre e per la cultura a Napoli, con una nuova mostra che si apre al pubblico dal 22 maggio fino al 14 ottobre 2019, presentata poco tempo dopo quella su Pier Paolo Calzolari.

Un’interessante retrospettiva sull’artista inglese Liam Gillick (Aylesbury, 1964), tra i protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, che presenta così i suoi ultimi lavori cinematografici realizzati nell’arco degli ultimi undici anni.

L’esposizione dal titolo “In piedi in cima a un edificio: Film 2008-2019” è stata curata da Alberto Salvadori e dallo stesso direttore del museo Andrea Viliani.

Questo progetto può essere visto come la sintesi di un viaggio in cui lo stesso artista accoglie il pubblico in una decade di sperimentazione e ricerca. Un lungo cammino che parte dallo sguardo critico dell’artista sul mondo che lo riporta al pubblico attraverso il suo cinema.

Sono così presenti sette film di natura politica, economica e sociale immersi in un suggestivo allestimento, disegnato insieme allo stesso artista in cui immagini, suoni e comunicazione scritta sconfinano tra loro sino a diventare un’unica opera d’arte.

Ad ogni modo, questo cinema non deve essere considerato come il tipo di cinema classico che troviamo nelle sale o ad un festival, ma va interpretato come un momento di ricerca in cui il pennello viene sostituito dalla cinepresa e dalla macchina fotografica. Infatti ogni fotogramma può essere interpretato come un processo di critica in cui l’artista partecipa insieme allo stesso visitatore.

La mostra prosegue con una sala in cui è presente la parte di lavoro più vicino alla minimal art, corrente artistica che si è sviluppata a partire dagli anni ’60 grazie ad grandi artisti come Donald Judd e Sol Lewitt, caratterizzata dalla riduzione anti-espressiva della pittura e scultura a forme elementari come cubiche o rettangolari, realizzate nei materiali più diversi, dal plexiglass al metallo, dal legno fino al Neon.

Per i prezzi e gli orari visita il Sito del Museo Madre

NAPOLI – Al Madre una rassegna dedicata all’opera pittorica di Pier Paolo Calzolari. Dopo quarant’anni dall’ultima retrospettiva del 1977 presso la Villa Pignatelli di Napoli, le opere dell’artista bolognese tornano nel capoluogo partenopeo con “Painting as a Butterfly”, fino al 30 settembre 2019.

La mostra è un viaggio nell’evoluzione e nella ricerca pittorica di Pier Paolo Calzolari, una delle voci cardine dell’arte povera, sviluppatasi in Italia a partire dagli anni ’60. Al Madre i visitatori potranno contemplare oltre 70 dipinti, disegni e opere multimateriche realizzati nel corso di oltre cinquant’anni di ricerca artistica, dalla metà degli anni Sessanta a oggi.

La retrospettiva è a cura di Achille Bonito Oliva e Andrea Viliani, organizzata in stretta collaborazione con la Fondazione Calzolari. Il percorso di “Painting as a Butterfly” ha inizio al terzo piano del Museo Madre, prosegue al secondo piano fino a concludersi nella Sala Re_PUBBLICA Madre al piano terra.

In una intervista concessa a Achille Bonito Oliva per la realizzazione del catalogo della mostra, Pier Paolo Calzolari ha descritto la propria pittura come uno “strumento di ascolto”, uno stato di “sospensione” in grado condurre a una sintesi i molteplici nodi della propria ricerca, in cui emergono influenze minimaliste, concettuali e barocche.

Per i prezzi e gli orari consultare il sito del Museo Madre.

Castellammare di Stabia – Stamani sono state riaperte le stanze della mostra “Dal buio alla luce all’interno del Palazzo Reale a Quisisana. L’esposizione vanta i reperti delle antiche ville rustiche dell’antica Stabiae e delle sfarzose domus della collina Varano. 

All’inaugurazione di Dal buio alla luce”, nome che calza a pennello alla mostra,  era presente Giorgia Radice, figlia del vicesindaco scomparso pochi giorni fa. Il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, era, insieme al vicesindaco Lello Radice, e resta un promotore delle iniziative culturali. “La riapertura  è resa possibile grazie alla sinergia con il Parco Archeologico di Pompei e il Parco Regionale dei Monti Lattari e rappresenta il preludio alla realizzazione del museo di Stabia.

“Siamo ai dettagli per la firma della convenzione con il Parco Archeologico, che rappresenta il primo atto di giunta della nostra amministrazione. L’amministrazione troverà presto riscontro in accordo col percorso già avviato con il direttore Massimo Osanna”. Il sindaco segue le tracce e i sogni di Lello Radice, amante della propria cultura per “dare un impulso al turismo culturale a Castellammare di Stabia”. 

La mostra “Dal buio alla luce” si terrà dal lunedì al venerdì tra le ore 8:00 e le ore 15.00, visitabile fino al 31 dicembre 2019. In accordo con il Parco Archeologico di Pompei, potrebbero essere previste ulteriori aperture.

Santa Maria La Nova

Santa Maria La Nova

NAPOLI – Una mostra dedicata alla complessità dell’animo umano. Da mercoledì 22 a giovedì 30 maggio, presso il Chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli, si terrà la mostra “I colori dell’anima”. Ben quarantacinque artisti tra pittori, musicisti, fotografi e ceramisti, esporranno le proprie creazioni in uno dei chiostri affrescati più affascinanti della città partenopea.

La mostra, la cui direzione artistica è a cura di Salvatore Di Palma con la collaborazione della pittrice Aurora Aspide, è promossa dall’Associazione Euro Arte Italia. L’evento sarà accompagnato dalle note del gruppo musicale “La Posteggia Napoletana” costituito da Claudio De Bartolomeis, Diana Ronca e Massimiliano Essolito e dalle danze popolari di Maria Grazia Altieri. Tra i protagonisti, lo scrittore Davide Brandi, che per l’occasione presenterà il libro “Tombola storica del 1734” e il cantante-chitarrista GiòSciò Giovanni De Maio.

Di seguito l’elenco degli artisti che esporranno le proprie opere: Gemma Amoroso, Rita Balestra, Anna Maria Baratto, Giacomo Busto, Ambrogio Bosco, Filomena Cacciapuoti, Carmen Caruso, Nello Caruso, Fortunato Danise, Antonio Del Prete, Pietro Di Leva, Bruno Di Nola, Achille D’Onofrio, Angela Maria Esposito, Piera Fidentea, Maria Fotenyuk, Stefania Guiotto, Ciro Guzzi, Gennaro Guzzi, Ulriche Henn, Renato Iannone, Fulvio Le Grottaglie, Emilia Milly LombardiI, Federico Natale, Antonella Notturno, Gilda Pantuliano, Jongo Park, Kseniya Pashchenko, Silia Pellegrino, Ludovica Perna, Meredith Peters, Anna Ponti ,Vincenzo Russiello, Romina Russo, Carmela Sbrescia, Francesco Ssellone, Emilia Sensale, Vincenzo Tesone, Luigi Treno, Lucia Vecchiarelli, Marina Vitolo, Pasquale Zaccarella e Mariella Zifarelli.

Orari
Dal lunedi al venerdì, dalle 09.00 alle 18.00.

città della scienza

città della scienza a colori a Città della Scienza, primo Science Centre Italiano con la partecipazione di F.I.L.A e Giotto – Colore Ufficiale di tutte le Attività Educational.

La partnership tra questi due soggetti, che hanno in comune un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, si intensificherà in questi giorni attraverso incontri e laboratori.

A Città della Scienza, infatti, si cercherà di dare una risposta ad interrogativi che riguardano i colori e i loro significati, da come funziona la nostra percezione del colore stesso al perché questi ultimi vengono suddivisi in primari, secondari, terziari e complementari.

Gli esperti attraverso attività ludiche pensate proprio per i bambini cercheranno di soddisfare queste curiosità, permettendo loro di apprendere giocando e di sperimentare in prima persona le diverse teorie.

A supportare l’evento e le attività organizzate dal museo scientifico partenopeo, dunque, ci sarà F.I.L.A, azienda storica leader dei prodotti per colorare e modellare con il suo noto brand GIOTTO.

Il programma di questi due giorni riguarderà animazioni scientifiche e tecniche artistiche e sarà diviso in quattro aree tematiche: Corporea, Planetario in 3D, Mostra Mare e Insetti&Co.

Saranno presenti, inoltre, i Circuiti Morbidosi – Tinkering Lab, un laboratorio dedicato ai bambini dai 7 anni per costruire sculture che si illuminano (alle ore 10.00, 12.00 e 16.00 del 18 Maggio), reso possibile grazie alla nuova GIOTTO Patplume, una plastilina di nuova generazione facilmente malleabile.

Un incontro, dunque, a Città della Scienza tra tecnologia, colori e fantasia dedicato alla fantasia e alla creatività dei più piccoli.

Il 16 maggio alle ore 16.00 si inaugura alla Biblioteca Universitaria di Napoli una mostra d’arte dedicata a Pasquale Coppola (1945-2018), un artista napoletano scomparso un anno fa. La mostra sarà prevalentemente incentrata sul suo percorso umano e artistico per documentare le diverse tecniche con le quali Coppola si cimentò durante la sua carriera.

La mostra, curata da Antonio Borrelli, Alfonso Cusano e Antonio Picardi, resterà aperta dal 16 maggio al 7 giugno dalle ore 10,00 alle ore 17,00. All’inaugurazione interverranno il direttore della Biblioteca Universitaria Raffaele De Magistris, Dario Giugliano e Vittorio Avella. La rassegna sarà un resoconto della produzione artistica di Coppola nel corso di un cinquantennio: dai dipinti, alle serigrafie, ai collages, alle ceramiche, ai gioielli, ai libri d’artista. Oltre a questi materiali, saranno  in esposizione anche cataloghi, brochures, locandine e inviti di sue mostre precedenti. Particolare rilevanza è stata data al lavoro compiuto da Coppola, a partire dalla metà degli anni Settanta, nella Casa del popolo di Ponticelli nel campo della “animazione artistica”.  Per la quantità e la qualità del lavoro svolto a Ponticelli, dove è nato e vissuto, l’artista napoletano resta uno dei protagonisti indiscussi di quel movimento artistico-culturale del secondo Novecento che va sotto il nome di “arte nel sociale”.

Pompei – La vanità, piacere effimero, illusione irrinunciabile di felicità, da sempre ostentata attraverso l’esibizione delle ricchezze, anche nel mondo greco e romano, è il tema della raffinata mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, in programma dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest).

Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto in comune. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli e armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle, ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi, saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani, tra cui Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano.

Oltre ai pezzi esposti in questa sede, la conoscenza dei gioielli ercolanesi potrà essere approfondita presso il Parco Archeologico di Ercolano, grazie alla mostra “SplendOri”, visitabile fino al 30 settembre 2019.

La mostra “Vanity”, inaugurata dal Direttore ad interim Alfonsina Russo, è stata promossa e curata da Massimo Osanna durante il suo mandato come Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, e da Demetrios Athanasoulis, Eforo delle Cicladi, ed è coordinata da Annamaria Mauro, architetto del Parco Archeologico di Pompei.

Il percorso della mostra, progettato da Kois Associated Architects, segue un criterio espositivo geografico (le Cicladi e la Campania, con epicentro Pompei) e cronologico (dall’VIII secolo fino all’eruzione del 79 d.C.). L’allestimento vive del contrasto tra il materiale oscuro degli involucri espositivi che accolgono le teche (e che rimandano alla tragicità dell’eruzione) e la lucentezza dei preziosi reperti custoditi. Animano il percorso volti e figure da affreschi pompeiani, reinterpretati e presentati in una versione grafica contemporanea, che dà nuova veste al porticato ovest della Palestra Grande.

Andy Warhol

Andy WarholIn arrivo un’altra importante mostra a Napoli. “La vera essenza di Warhol” è il nome dell’esposizione che si terrà nell’affascinante Basilica della Pietrasanta, in via Tribunali 16, dal 26 settembre al 23 febbraio 2020.

I visitatori potranno ammirare 150 opere di Andy Warhol, l’artista americano, famoso per essere stato uno dei pionieri del movimento Pop Art, che ha influenzato il XX secolo. L’evento è organizzato da Arthemisia, leader indiscusso, a livello nazionale, nell’organizzazione di esposizioni temporanee, di natura artistica e culturale. L’associazione, infatti, ha già organizzato altre mostre negli spazi della Pietrasanta: “Chagall. Sogno d’amore”, prolungata fino al 30 giugno per il grande successo raggiunto.

“La vera essenza di Warhol”, rappresenta, sopratutto, l’intero percorso dell’eclettico artista, ma, altresì, il suo amore verso Napoli. Andy Warhol visitò il capoluogo campano svariate volte, ospite del gallerista napoletano  Lucio Amelio. Infatti, il maestro della Pop Art donò quattro suoi famosi ritratti, durate il suoi primo viaggio a Napoli nel 1975, a Lucio Amelio.

Un’occasione da non perdere, per tutti gli amanti del genere che potranno ammirare la complessa visione del mondo di Warhol.

Oltre a conservare le città di Pompei ed Ercolano, insieme ad altri siti, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellendo le comunità ha consentito di ritrovare, a distanza di numerosi secoli, manufatti di straordinaria bellezza che altrimenti sarebbero andati persi. Nel corso della storia, infatti, dei materiali pregiati si è sempre fatta razzia e sono stati trasformati a seconda dei bisogni contingenti. Lo stesso sarebbe accaduto agli ori di Pompei ed Ercolano, se quella tragica eruzione non fosse avvenuta.

In tal modo sono giunti ai giorni nostri le manifestazioni di vanità, piacere effimero, illusione irrinunciabile di felicità, da sempre ostentata attraverso l’esibizione delle ricchezze, anche nel mondo greco e romano. È questo il tema della raffinata mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, in programma dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest).

Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto di comunione. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli ed armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani (Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano).

Il progetto espositivo, che ha l’obiettivo di mettere a paragone le due fiorenti aree del Mediterraneo, Delos e Pompei, da sempre centro di scambio e punto di incontro di culture e religioni, nasce nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi, finalizzata alla più ampia realizzazione di programmi comuni di studio, ricerca, promozione e ampliamento della conoscenza reciproca delle relative realtà archeologiche.

La mostra sarà presentata alla stampa il 9 maggio alle ore 12,00 alla presenza del Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo e dei curatori Massimo Osanna, che ha promosso la mostra nel corso del suo mandato da Direttore Generale del Parco e l’Eforo delle Cicladi, Dimitrios Athanasoulis.

 

Grande successo per la mostra dedicata ad Antonio Canova in esposizione al MANN dal 28 marzo al 30 giugno. Nei primi quindici giorni di mostra, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono arrivate ben 60 mila persone, tra cittadini e turisti, per ammirare le sculture del grandissimo Canova. In esposizione ci sono oltre 110 opere tra cui ‘Le Tre Grazie’, ‘Amore e Psiche’, ‘Ebe’ e la ‘Danzatrice con le mani sui fianchi’. Le sculture provengono dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, c’è una crescita del 30% di visite al Museo. Il direttore del MANN, Pietro Giulierini, ha così commentato il cosiddetto ‘Effetto Canova’: “Canova a Napoli è un’occasione unica, imperdibile, mai vista. Tre anni di lavoro con le più importanti istituzioni italiane e mondiali hanno generato una mostra che lascerà per sempre il segno. Siamo orgogliosi delle decine di migliaia di visitatori che in questi giorni affollano il MANN e ci confermano una scelta che definire vincente è poco“.


Si inaugura quest’oggi la mostra “Caravaggio Napoli, che ricostruisce il periodo vissuto dal grande Michelangelo Merisi nella città partenopea. Lo scenario di questa eccezionale mostra è il Museo e Real Bosco di Capodimonte. Attraverso la pagina Facebook ufficiale, la Regione Campania ha diffuso due foto che mostrano alcune delle opere di Caravaggio che si potranno osservare alla mostra.

Si tratta di un evento eccezionale, poiché l’ultima mostra su Caravaggio a Napoli risale addirittura al 2004. In questo affascinante percorso, i visitatori di Capodimonte potranno comprendere qual è stata l’enorme influenza avuta dall’artista sui pittori napoletani dopo il suo soggiorno a Napoli. Nella nostra città Caravaggio visse 18 mesi, nel 1606 e poi nel 1609 per circa un anno. Mesi intensi e fondamentali per la sua vita e la sua produzione artistica, anche se meno noti rispetto al periodo romano.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Pio Monte della Misericordia raccontano proprio questo periodo: la mostra è curata da Maria Cristina Terzaghi e dal direttore del museo Sylvain Bellenger, e durerà dal 12 aprile 14 luglio. Insieme alla mostra di Canova al Museo Archeologico di Napoli e quella di Robert Mapplethorpe al Museo Madre, la Campania è sempre più capitale della cultura. Di seguito, le foto:

Fino al 28 aprile 2019 si terrà, al Museo Filangieri di via Duomo, a Napoli, una grande esposizione: “Un secolo di Furore, i Caravaggisti del Filangieri”. In esposizione le opere dei più grandi artisti della Scuola napoletana del Seicento e del primo Settecento, discepoli del lavoro di Caravaggio a Napoli. L’innovativo appuntamento è il primo della rassegna “Visti da Vicino”ideata dal neo direttore Paolo Jorio, che consentirà la riscoperta delle grandi opere conservate, forse troppo a lungo, nel museo di via Duomo.

A Palazzo Como, sede del  Museo Filangieri, l’esposizione vanta i capolavori di Francesco Solimena, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, Micco Spadaro, Mattia Preti, Matthias Stommer, uno dei più importanti artisti dei Paesi Bassi, trasferitosi, proprio nel capoluogo campano, tra il 1633 e il 1637, lasciando in eredità un alto numero di tele. Altresì, si potranno ammirare le famose copie delle armi di Caravaggio, della collezione Filangieri. Armi usate da Michelangelo Merisi per le sue sbruffonate a Napoli.

In occasione della mostra sarà possibile acquistare un unico biglietto integrato per recarsi, anche, alla scoperta del Museo del Tesoro di San Gennaro, il Madre, il Pio Monte della Misericordia e l’antico archivio storico del Banco di Napoli, attraverso delle agevolazioni.

L’esposizione è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.30 e dalle ore 10.00 alle 17.30 nei prefestivi e i festivi. Il costo del biglietto intero è 5 euro, per gli scolari due euro. Invece, il prezzo del biglietto integrato con il Museo del Tesoro di San Gennaro è 8 euro.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare al numero 081203175.

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