Mostre

Tutte le mostre organizzate tra Napoli e provincia

 

Grande successo per la mostra dedicata ad Antonio Canova in esposizione al MANN dal 28 marzo al 30 giugno. Nei primi quindici giorni di mostra, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono arrivate ben 60 mila persone, tra cittadini e turisti, per ammirare le sculture del grandissimo Canova. In esposizione ci sono oltre 110 opere tra cui ‘Le Tre Grazie’, ‘Amore e Psiche’, ‘Ebe’ e la ‘Danzatrice con le mani sui fianchi’. Le sculture provengono dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, c’è una crescita del 30% di visite al Museo. Il direttore del MANN, Pietro Giulierini, ha così commentato il cosiddetto ‘Effetto Canova’: “Canova a Napoli è un’occasione unica, imperdibile, mai vista. Tre anni di lavoro con le più importanti istituzioni italiane e mondiali hanno generato una mostra che lascerà per sempre il segno. Siamo orgogliosi delle decine di migliaia di visitatori che in questi giorni affollano il MANN e ci confermano una scelta che definire vincente è poco“.


Si inaugura quest’oggi la mostra “Caravaggio Napoli, che ricostruisce il periodo vissuto dal grande Michelangelo Merisi nella città partenopea. Lo scenario di questa eccezionale mostra è il Museo e Real Bosco di Capodimonte. Attraverso la pagina Facebook ufficiale, la Regione Campania ha diffuso due foto che mostrano alcune delle opere di Caravaggio che si potranno osservare alla mostra.

Si tratta di un evento eccezionale, poiché l’ultima mostra su Caravaggio a Napoli risale addirittura al 2004. In questo affascinante percorso, i visitatori di Capodimonte potranno comprendere qual è stata l’enorme influenza avuta dall’artista sui pittori napoletani dopo il suo soggiorno a Napoli. Nella nostra città Caravaggio visse 18 mesi, nel 1606 e poi nel 1609 per circa un anno. Mesi intensi e fondamentali per la sua vita e la sua produzione artistica, anche se meno noti rispetto al periodo romano.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Pio Monte della Misericordia raccontano proprio questo periodo: la mostra è curata da Maria Cristina Terzaghi e dal direttore del museo Sylvain Bellenger, e durerà dal 12 aprile 14 luglio. Insieme alla mostra di Canova al Museo Archeologico di Napoli e quella di Robert Mapplethorpe al Museo Madre, la Campania è sempre più capitale della cultura. Di seguito, le foto:

Fino al 28 aprile 2019 si terrà, al Museo Filangieri di via Duomo, a Napoli, una grande esposizione: “Un secolo di Furore, i Caravaggisti del Filangieri”. In esposizione le opere dei più grandi artisti della Scuola napoletana del Seicento e del primo Settecento, discepoli del lavoro di Caravaggio a Napoli. L’innovativo appuntamento è il primo della rassegna “Visti da Vicino”ideata dal neo direttore Paolo Jorio, che consentirà la riscoperta delle grandi opere conservate, forse troppo a lungo, nel museo di via Duomo.

A Palazzo Como, sede del  Museo Filangieri, l’esposizione vanta i capolavori di Francesco Solimena, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, Micco Spadaro, Mattia Preti, Matthias Stommer, uno dei più importanti artisti dei Paesi Bassi, trasferitosi, proprio nel capoluogo campano, tra il 1633 e il 1637, lasciando in eredità un alto numero di tele. Altresì, si potranno ammirare le famose copie delle armi di Caravaggio, della collezione Filangieri. Armi usate da Michelangelo Merisi per le sue sbruffonate a Napoli.

In occasione della mostra sarà possibile acquistare un unico biglietto integrato per recarsi, anche, alla scoperta del Museo del Tesoro di San Gennaro, il Madre, il Pio Monte della Misericordia e l’antico archivio storico del Banco di Napoli, attraverso delle agevolazioni.

L’esposizione è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.30 e dalle ore 10.00 alle 17.30 nei prefestivi e i festivi. Il costo del biglietto intero è 5 euro, per gli scolari due euro. Invece, il prezzo del biglietto integrato con il Museo del Tesoro di San Gennaro è 8 euro.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare al numero 081203175.

Amore e Psiche stanti

Un successo enorme ha avuto la mostra su Canova intitolata “Canova e l’antico”; la mostra è iniziata solo quattro giorni fa (il 28 marzo) e sono stati registrati al MANN già oltre 13.000 ingressi.

La mostra, che è iniziata il 28 marzo e terminerà il 30 giugno 2019, racchiude molte opere dell’artista di Possagno, tra cui le “Tre Grazie”, “Amore e Psiche stanti”, la “Danzatrice con le mani sui fianchi”, “L’Amorino Alato”, “L’Ebe”, “La testa del Genio della Morte”, provenienti direttamente dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo ed esposte nell’atrio e nel Salone della Meridiana al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Moltissimi cittadini e turisti in questi giorni sono accorsi al museo per osservare da vicino i capolavori dell’artista Antonio Canova; ancora una volta assistiamo al trionfo della cultura. Tra i visitatori ammaliati ci sono stati anche Ricky Tognazzi e la moglie Simona Izzo.

Alla mostra sono presenti ben 110 opere di Canova provenienti da tutto il mondo e disposte su ben due piani del museo.

Dal disegno, al bozzetto, al dipinto, al gesso, ai marmi; al MANN si può trovare dunque tutta la variegata produzione artistica dello scultore.

NAPOLI – Un confronto tra Leopardi e Vico. Giovedì 21 marzo alle 16:00, nella sala Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli, si inaugura la mostra “Il corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi“, visitabile fino al 21 luglio. L’evento inaugura le celebrazioni del bicentenario de “L’infinito” di Giacomo Leopardi, organizzate dal Comitato Nazionale istituito dal Ministro dei Beni Culturali.

I visitatori potranno ammirare una importante selezione di preziosi originali e di antichi manoscritti risalenti al ‘500 e al 700, provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Napoli. Tra questi ricordiamo: gli autografi della “Scienza Nova” di Giambattista Vico, lo “Zibaldone”, le “Operette Morali”, la “Primavera”, il frammento dello Stratone da Lampsaco, la “Ginestra” e “L’infinito” di Giacomo Leopardi. La mostra è impreziosita dalla presenza di sculture provenienti dal Museo Archeologico Nazionale e dal Museo di Palazzo Reale.

L’incontro tra le opere di Giambattista Vico e di Giacomo Leopardi ha lo scopo di instaurare un confronto tra il filosofo e il poeta. «La narrazione – afferma Francesco Mercurio direttore della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III – si sviluppa attraverso un itinerario tra gli Dei, gli Eroi e gli Uomini. Mitologia, filologia e poesia si intrecciano attraverso le parole di Vico e Leopardi in un dialogo tra i due che sembra non appartenere ad un tempo e uno spazio finito, ma prosegue oltre, in un flusso senza soluzione di continuità, che giunge fino a noi, uomini del XXI secolo».

All’inaugurazione di giovedì 21 marzo interverranno Francesco Mercurio, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il consigliere del Presidente per la Cultura Patrizia Boldoni, il direttore del Polo Museale della Campania Anna Imponente, il direttore del Palazzo Reale di Napoli Paolo Mascilli Migliorini e il presidente del Comitato Nazionale per il Bicentenario dell’Infinito Giuseppe Balboni Acqua.

Orari
Lunedì – venerdì dalle 10 alle 17.
Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.
Mercoledì chiuso.

Ingresso libero

Il libro fotografico “Campania Bellezza del Creato” del fotoreporter Giuseppe Ottaiano diviene una mostra. L’evento, che presenterà luoghi noti e sconosciuti della regione, avrà luogo all’Ipogeo della Basilica dell’Incoronata Madre a Capodimonte oggi, 14 marzo alle ore 17.00 fino a lunedì 25 marzo ed è gratuito. All’esposizione, voluta e realizzata attraverso la collaborazione con la Regione Campania e di Scabec, parteciperanno l’autore, la giornalista ed editor della pubblicazione Maddalena Venuso e Antonio Bottiglieri, presidente della Scabec.

L’opera di Giuseppe Ottaiano si presenta come un viaggio per riscoprire le bellezze campane: monumenti storici, luoghi da osservare da altri punti di vista come le bellezze della Penisola Sorrentina, le Gole del Calore, il Monte di Cuma e il Lago del Gallo al Matese. E, ancora, l’Abbazia di Sant’Angelo in Formis a Capua, il Castello Ducale di Bisaccia e la Fontana del Re a Grottaminarda. Non solo, le fotografie mostrano, anche, la diversità delle piante coltivate nel territorio campano. La mostra è suddivisa, come il libro, in sei sezioni: “Mare e Coste”, “Fiumi e Laghi”, “Paesaggio Naturale”, “L’opera dell’Uomo”, “Terra e Ruralità”, “Cammini di Fede”.

Il pubblico potrà avere il piacere di attraversare le bellezze dei comuni della Campania, di ripescare luoghi dalla memoria, ricordando, ancora, quanto abbia da offrire la propria terra.

NapoliMuhammad Alì, nato Cassius Marcellus Clay Jr., è nell’Olimpo dello sport mondiale. Indiscusso campione nella boxe si distinse nel corso della sua carriera e della sua vita non solo per il talento e le doti formidabili, ma soprattutto per la sua umanità. Ciò l’ha reso non solo un’icona sportiva, ma uno dei personaggi più amati del Novecento. A due anni dalla sua morte Napoli ha deciso di omaggiare il campione statunitense con una mostra speciale.

L’esposizione sarà presente al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli dal 22 marzo al 16 giugno 2019. La rassegna, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, organizzata da Visit Different, curata da Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, consiste in 100 immagini, provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali quali New York Post Archives, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection che colgono Ali in situazioni e momenti fondamentali della sua vita, senza concentrarsi esclusivamente sulla carriera sportiva.

Le stanze del PAN offriranno, quindi, un percorso completo ed esaustivo sulla vita del campione, sulle sue gesta, sulle sue azioni e sui lasciti e gli insegnamenti che ha saputo regalare, con l’azione ed il pensiero, al nostro mondo ed alla nostra società. Per quanto si dia priorità al Muhammad Alì uomo, non si dimentica il campione: un’intera sala del PAN verrà trasformata in una palestra di pugilato con un ring al centro su cui verranno proiettati i migliori incontri da lui sostenuti.

NAPOLI – Una mostra unica nel suo genere. Fino a sabato 28 aprile sarà possibile visitare, nell’ipogeo della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in via Tribunali, la mostra “Exastes” del celebre artista francese Ernest Pignon-Ernest.

Otto disegni a grandezza naturale che raffigurano altrettante mistiche occidentali nell’istante di suprema estasi. “Exastes”, infatti, è il risultato di un dialogo di oltre 20 anni tra Ernest Pignon-Ernest e la grande tradizione mistica cristianaMaria Maddalena, Ildegarda di Bingen, Angela da Foligno, Caterina da Siena, Teresa d’Avila, Marie Guyart, Louise du Néant e Madame Guyon, questi i nomi delle mistiche raffigurate nelle otto illustrazioni dell’artista francese, collocate su una superficie d’acqua per rifletterne l’intensità nella suggestiva ambientazione di luci, oscurità ed ombre dell’ipogeo.

La mostra segna anche il ritorno, dopo quasi 5 anni, dell’arte di Ernest Pignon-Ernest all’ombra del Vesuvio. Il rapporto dell’artista francese con Napoli risale alla fine degli anni ’80, quando vi visse per un lungo periodo, lasciando grandi illustrazioni, ispirate alle opere di Caravaggio e di Luca Giordano, nei principali luoghi del centro storico. Celebri sono le serigrafie di “Morte della Vergine”, “Anime del Purgatorio” “Epidemia” e “La pietà secondo Pasolini” all’ingresso di Santa Chiara.

Orari marzo
lunedì – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 14:00
sabato dalle 10:00 alle 17:00

Orari aprile
lunedì – sabato dalle 10:00 alle 18:00
domenica dalle 10:00 alle 14:00

Biglietti
6€ ingresso singolo
3€ ridotto ragazzi

NAPOLI – Partenope si tinge di ballons e di scenari fantascientifici. La locandina della XXI edizione del Comicon, che si terrà alla Mostra d’Oltremare da giovedì 25 a domenica 28 aprile, è ad opera di Francesco Francavilla, celebre disegnatore e illustratore di fama internazionale. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo la serie a fumetti “The Black Beetle” per la Dark Horse, “Zorro” pubblicata dalla Dynamite Entertainment e la sua collaborazione per la rinascita della serie “Detective Comics”, insieme a Jock e Scott Snyder, per la DC Comics.

«Sono molto legato a Napoli – afferma Francavilla – il primo festival di fumetto a cui ho partecipato si svolgeva proprio qui. Per la realizzazione del manifesto di Comicon ho pensato a Moebius, artista di cui sono un grande appassionato e che è stato anche ospite del festival. Ho immaginato una space-girl immersa in un contesto fantascientifico, ma volevo in qualche modo suggerire l’atmosfera di Napoli. Il risultato è quello che vedete: una Napoli futuristica dove i teenager possono guidare hover-scooter accompagnati da robot giganti (un’altra mia vecchia passione) in una corsa verso le porte di Comicon».

Celebre per lo stile pulp dei suoi disegni, Francavilla ha lavorato su celebri testate della Marvel come “Black Panther”, “L’uomo senza paura” e “Capitan America”. Nel 2012 ha vinto il premio l’Eisner come miglior serie in corso per “Detective Comics” della DC. Francavilla è stato anche il primo fumettista ad illustrare un intero numero del New York Times Magazine e a disegnare un poster ufficiale per uno show Broadway.

Per info sui biglietti e orari clicca qui.

È stata inaugurata venerdì 22 febbraio al Museo D’Arte Contemporanea (Mac3) di Caserta in via Mazzini la mostra “Ironia e Demifisticazione” dell’artista Alessandro Del Gaudio, docente presso il Liceo Artistico Statale “San Leucio”.

Del Gaudio è un artista nato e residente a San Prisco, formatosi presso l’Istituto d’arte di San Leucio e successivamente all’accademia di Belle Arti di Napoli. Negli anni ha maturato numerosi lavori ed esposizioni, sia in ambito nazionale che internazionale.

A Caserta è stato uno dei membri fondatori del gruppo “Linea Continua Arti Visive”. Dopo una pluriennale esperienza veronese come docente di Progettazione, collaborando fra le altre cose con la compagnia teatrale “Giorgio Totola” per la realizzazione di scene e costumi, è tornato nella sua terra natia e si è distinto anche per l’appoggio alle cause del  territorio, come in occasione della sua adesione all’iniziativa “Cento artisti per Carditello”.

I suoi lavori saranno esposti al Mac3 fino al 30 Marzo; lo stile inconfondibile dell’artista casertano è riassunto magistralmente dalle parole del curatore della Mostra, lo scrittore Massimo Sgroi.

“L’opera di Alessandro Del Gaudio è icona assoluta di una generazione cresciuta con la possibilità di possedere un auto, di viaggiare con un aereo, di emigrare al Nord con un treno; è la generazione che non sogna il movimento, lo vive. Al contrario di molti artisti che hanno iniziato con la pop-art (che per un artista molto più concettuale di quanto possa apparire, ha assunto l’aspetto iconico di veicoli che sostituiscono la forma dell’umano) per  Del  Gaudio non si può dire che esiste il nulla nel cuore dell’immagine. Troppo forte il suo rapporto con il quotidiano e con le immagini che esso ci trasmette”.

È stata inaugurata il 3 febbraio, presso i locali di Art Garage (Viale Bognar, 21 Pozzuoli), la seconda Edizione della rassegna fotografica “ARTinGARAGE”, con il coordinamento artistico del fotografo partenopeo Gianni Biccari. L’evento, realizzato da Veronica Grossi, Ylenia Lessoni e Emma Cianchi, è gratuito ed ospiterà dieci esposizioni con cadenza bi-settimanale, che si svolgeranno alle ore 17.00 sino a giugno. La mostra sarà accompagnata dalla presentazione di libri e incontri con note personalità del mondo della fotografia, invitate a esporre la loro esperienza professionale.

Ad aprire la mostra l’esposizione dell’Associazione Scrivendo con la Luce, nota per l’organizzazione di corsi e visite fotografiche guidate nelle Stazioni dell’Arte della Metro di Napoli. Infatti, il direttivo di Scrivendo con la Luce ha organizzato l’esposizione “Il mio sguardo sul Metro dell’Arte”, ospitata nella città di Napoli precedentemente. Tra le altre opere in mostra ci saranno quelle di Antonella Giattanasio, Susy Bottiglieri, Cristian Gagliardi, Francesco Imperato, Leandro Felicioni, Giovanna Del Prete, Nella Varriale, Iana Salerni, Silvana Fava, Annunziata Romano, Luca Cardillo, Antonella Esposito, Rossano Fusiello, Carlo Scippa, Salvatore Elefante, Teresa Piatto, Mohamad Ghamlouch e Emanuele Esposito.

La rassegna nasce dall’esigenza dello Staff di Art Garage – spiega il coordinatore artistico Gianni Biccari – di arricchire ancora di più questo contenitore multidisciplinare che è Art Garage. Emma Chianchi, Veronica Grossi e Ylenia Lessoni mi chiesero, nel 2007, di presentare una mostra di ritratti. Presentai Potrait 1994-20017 – continua il famoso fotografo – e l’anno scorso abbiamo dato il via alla I Edizione con sette mostre. Quest’anno ci saranno dieci esposizioni fotografiche ed ho privilegiato autori che avessero qualcosa di valido da dire”.

Gianni Biccari sarà presente all’evento con una mostra fotografica su New Orleans e Nando Pisacane, fotografo e pittore molto ammirato dal coordinatore artistico, che esprime come sempre la sua lodevole esigenza di vedere le fotografie esposte su di una parete, ribadendo che “le foto restano spesso intrappolate nei computer, nei telefonini e negli hard disk. Non si stampa più, perché costoso. Molti autori si sono accollati i costi di stampa, ma hanno risposto in maniera entusiastica”.

Di seguito, i prossimi appuntamenti della mostra fotografica:

1 marzo: Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy

2 e 15 marzo: Lorenzo Leone

16 e 29 marzo: Gianni Biccari

30 marzo e 12 aprile: Federico Righi

13 e 26 aprile: Antonio Manno

27 aprile e 10 maggio: Salvatore De Rosa

11 e 24 maggio: Marco Menduni

25 maggio e 7 giugno: Fernando Pisacane

8 e 21 giugno: Evento di chiusura da definire

Per maggiori informazioni è possibile telefonare ai numeri 3388805491 – 3498109559.

Lo scorso 15 febbraio, nel famoso museo Pan di Napoli, è stata inaugurata l’innovativa mostra “Il nostro 900”, che sarà possibile visitare gratuitamente fino al 10 marzo. L’evento, curato da Saverio Ammendola, Paolo La Motta e Isabella Valente, è  incentrato sulla pittura e scultura napoletana del XX secolo.  L’allestimento, al secondo piano del museo di via dei Mille, è curato dalla Galleria Mediterranea, una delle gallerie più antiche d’Italia e da La Fenice in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Nella sezione pittura, tra gli autori proposti sono presenti Luigi Crisconio, Eugenio Viti, Gennaro Villani, Gaetano Bocchetti, Francesco Galante, Antonio Bresciani, Giovanni Brancaccio, Emilio Notte, Vincenzo Ciardo, Manlio Giarrizzo, Carlo Striccoli, Alberto Chiancone, Rubens Capaldo, Amerigo Tamburrini, Nicola Fabricatore, Mario Vittorio, Guido Casciaro, Franco Girosi, Carlo Verdecchia, Enrico Cajati, Raffaele Lippi e infine, Elio Waschimps. Altresì, nella sezione di scultura sono esposte le meravigliose opere di artisti noti come Giovanni De Martino, Raffaele Uccella, Pasquale Monaco, Francesco Parente e tanti altri ancora. Dei suddetti autori vengono proposte oltre cinquanta dipinti e trenta opere sconosciute al grande pubblico, ma apprezzate in importanti mostre internazionali, dal  “Bagno” di Giovanni Brancaccio, esposta in passato alla Biennale di Venezia e alla Mostra Carnegie Institute di Pittsburg fino a “Dopo la pioggia” di Rubens Capaldo, in mostra al VII Quadriennale di Roma.

Un evento da non perdere, che ha l’obbietto di avvicinare sia i cultori che i giovani all’arte napoletana del ‘900, consentendo una conoscenza, spesso poco valorizzata, dei nostri beni.

 

NAPOLI – Nella suggestiva cornice di Villa Pignatelli è possibile visitare, fino al 10 marzo, la mostra “Between Art and Fashion_Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani” a cura di Fabrice Hergott. L’esposizione giunge per la prima volta in italia dopo essere stata presentata alla Galerie Azzedine Alaïa di Parigi nel 2016, al Museo des Beaux-Arts di Le Locle in Svizzera nel 2017 e alla Fondazione Helmut Newton di Berlino nel 2018.

La mostra, organizzata dal Polo museale della Campania con la collaborazione di Incontri Internazionali d’Arte, espone ben 167 scatti di 87 fotografi di fama mondiale, tra i quali: Berenice Abbott, Richard Avedon, Lillian Bassman, Louise Dahl-Wolfe, Horst P. Horst, William Klein, Don McCullin, László Moholy-Nagy, Sarah Moon, Daido Moriyama, Helmut Newton, Irving Penn, Man Ray, Leni Riefenstahl, Paolo Roversi, Alfred Stieglitz e Francesca Woodman. Tra gli scatti più celebri ricordiamo “Gli Italiani si voltano” di Mario De Biasi, “Hands, Hands…” di Horst P. Horst, “Paris Rues Saint Jacques” e “6 May 1968” di Giles Caron.

«La collezione di fotografia di Carla Sozzani – scrive Fabrice Hergott nel catalogo della mostra – non è convenzionale. Il suo frequente contatto personale con i fotografi, il fatto che li abbia presentati nella sua galleria di Milano, ha comportato una conoscenza intima. E queste scelte, frutto di un’esperienza attraverso il tempo, hanno permesso di evitare l’errore, fatale per una collezione o una mostra, di voler applicare a priori un’idea».

L’esposizione è impreziosita da una retrospettiva su Francesca Woodman, tra le principali fotografe dello scorso secolo, anch’esse provenienti dalla collezione di Carla Sozzani.

Informazioni
Orario: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00) – Martedì chiuso
Ultimo giorno: 10 marzo 2017
Ingresso: € 5,00

PIANO DI SORRENTO – Lo scorso 9 febbraio, nella suggestiva cornice del Museo Archeologico “Georges Vallet” di Villa Fondi è stata inaugurata la mostra archeologica multimediale “Surrentum – Vacanze da imperatori“. Alla presentazione hanno partecipato il direttore del Polo Museale della Campania Anna Imponente, il direttore del Museo Archeologico “Georges Vallet” Tommasina Budetta e il sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino.

La mostra celebra le meravigliose ville dell’aristocrazia romana, costruite sugli scorci panoramici della penisola sorrentina e presenta al pubblico due importanti testimonianze dell’epoca: la scultura dell’Atleta di Koblanos e il mosaico del Ninfeo di Pipiano, ricostruito per l’occasione con il supporto di tecniche digitali e multimediali. La visita di entrambe le opere è gratuita.

La statua del Ninfeo, risalente al 50 d.C., tra i principali ritrovamenti archeologici dell’area sorrentina, è stata concessa per l’occasione dal Museo Archeologico di Napoli. Sarà visibile al Museo “Georges Vallet” fino al 5 marzo, dalle ore 09.00 alle 18.50, chiuso il lunedì.

Il mosaico del Ninfeo di Pipiano, invece, rappresenta la seconda parte di una villa romana scoperta a Marina della Lobra (Massa Lubrense) nel 1980, che torna nella penisola sorrentina dopo una lunga mostra itinerante di un anno nei principali musei cinesi. Il Ninfeo, visibile fino al 23 aprile, sarà supportato da proiezioni digitali e multimediali che ricostruiranno la suggestiva atmosfera della villa romana, svelandone i colori, la grandezza e la magnificenza della villa originaria.

Soddisfazione del sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino: «Visitare il Ninfeo è un’esperienza bellissima. Questa realizzazione ha sorpreso anche me questa e ci impegneremo per tenerla il più a lungo possibile.» Anche Anna Imponente ha dichiarato la propria soddisfazione: «Provo un sentimento di grande stupore e meraviglia per la bellezza incredibile di questa testimonianza. Ma questo stupore deriva anche dal fatto che il meraviglioso affresco del Ninfeo, che è stato apprezzato per un anno in Cina come “l’oro del Mediterraneo”, proprio da noi è poco conosciuto. Questo la dice lunga per quello che può essere e deve essere l’impegno nel far conoscere meglio e di più le ricchezze e il patrimonio che noi possediamo.»

la flagellazione caravaggio

la flagellazione caravaggioNapoli – Torna dopo anni una mostra su Caravaggio per il nuovo anno al Museo di Capodimonte. La mostra sarà inaugurata il 12 aprile e durerà fino al 14 luglio. Il filo conduttore sarà la nuova percezione del pittore seicentesco e la sua influenza sui pittori napoletani dopo il suo soggiorno nella città partenopea.

Il direttore di Capodimonte Sylvain Bellenger spiega il contenuto della mostra: “Non servirà per fare visitatori, ma per studiare i 18 mesi di Caravaggio a Napoli e il suo effetto sulla scuola pittorica napoletana. Seguirà un percorso caravaggesco attraverso la città: i luoghi dove è vissuto e che ha frequentato, quello del suo studio, quello che l’ha accolto quando è arrivato come un rifugiato in un paese nuovo con leggi diverse.

L’ultima mostra su Caravaggio a Napoli è stata nel 2004, in questi 15 anni ci sono state tante novità e anche la nostra visione di Caravaggio è cambiata: a quella incentrata sulle prostitute e i ragazzi di Roma ora si preferisce quella del dramma che segue l’episodio dell’assassinio in duello da parte del Merisi di Ranuccio Tomassoni”.

La mostra su Caravaggio è solo una delle tante novità previste per il 2019 al Museo di Capodimonte e non solo: il 15 giugno inaugurerà “C’era una volta Napoli: storia di una grande bellezza” che celebrerà il legame tra arte e musica, con i personaggi dell’opera del secolo d’oro napoletano che lasceranno i libretti del San Carlo per ritrovare il loro nesso con l’arte.

Intanto prosegue la mostra sulle opere provenienti dai depositi di Capodimonte.

Un grande anno si prevede anche per l’altro importante museo napoletano, il Mann. In primis la mostra “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” che andrà in scena dal 6 giugno al 10 settembre e ripropone quindici calchi in gesso di rilievi neoassiri dal IX al VII secolo a. C. (i cui originali sono al British Museum) provenienti dai siti di Ninive e Nimrud che fanno parte delle collezioni permanenti del Museo Archeologico di Napoli ma che non sono esposti da molti anni.

Inoltre per il 30 maggio sono previste le aperture delle collezioni di Preistoria e Protostoria del Mann e di quella della Magna Grecia. Per quella data verrà aperta al pubblico anche la mostra “Gli Etruschi al Mann”, fino al 4 novembre. L’anno si chiuderà con “Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia”, dal 25 settembre, che coinvolge anche i Campi Flegrei e la Sicilia.

Napoli – E’ stata inaugurata a San Domenico Maggiore una grande esposizione di antichi pastori da presepe, con materiali di pregio che hanno tutti una singolare caratteristica: provengono dal sequestro di beni artistici eseguito dai Carabinieri di Napoli col coordinamento della procura d’Isernia.

Tutti questi pezzi unici, quindi, erano esposti nelle case di boss e criminali, oppure in vendita sul mercato nero, in mano a qualche ricettatore. Alcuni esemplari di questa collezione vantano anche una storia secolare e facevano parte dei più antichi e raffinati esempi dell’arte presepiale napoletana. Annegati nelle acque torbide della criminalità, negli interessi personali ed economici, questi capolavori possono tornare a risplendere, ripuliti dal passato infelice.

Organizzata dalla Fondazione Sant’Alfonso Maria dei Liguori nella sala del refettorio, la mostra include anche le dieci scene degli antichi mestieri della collezione Rogiosi e la natività della collezione Alemi. A presentare l’esposizione fra gli altri il sostituto procuratore Ugo Ricciardi, fondatore del Museo permanente del presepe napoletano.

La mostra potrà essere visitata per tutto dicembre e durante le festività natalizie, fino al 6 gennaio. All’inaugurazione ha presenziato anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Napoli – Dal 24 novembre al al 16 dicembre 2018 il Pan – Palazzo delle arti di Napoli ospiterà la mostra internazionale World Press Photo 2018. Si tratta di una mostra esclusiva che comprende alcuni fra gli scatti migliori al mondo, immagini che siamo abituati a vedere su giornali e riviste per rappresentare piccoli e grandi pezzi di vita e di mondo.

Nata nel 1955 e con base ad Amsterdam, la Fondazione World Press Photo si distingue ormai da sei decadi per essere una delle maggiori organizzazioni indipendenti e no-profit impegnata nella tutela la libertà di informazione, inchiesta ed espressione, promuovendo in tutto il mondo il fotogiornalismo di qualità.

La World Press Photo Foundation vanta, inoltre, il concorso di fotoreportage più prestigioso al mondo con la partecipazione annuale di circa 6.000 fotoreporter, provenienti dalle maggiori testate editoriali mondiali. Il concorso rappresenta e concentra i più alti standard della fotografia d’attualità nella foto vincitrice dell’anno, la “World Press Photo of The Year”.

Queste opere uniche saranno ammirabili dai visitatori del museo napoletano, ma non solo. Il programma di eventi e di rassegne è molto fitto: ogni fine settimana ci saranno letture pubbliche e proiezioni di altri capolavori.

Orari:

Lunedì – Venerdì: 09:30 – 19.30
(ultimo ingresso ore 18:45)

Sabato – Domenica: 09:30 – 21.30
(ultimo ingresso alle 20.45)

che guevara

che guevaraErnesto Che Guevara sbarca a Napoli con l’inedita mostra “I viaggi e i libri di Ernesto” sita nella sala del refettorio del complesso monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli dal 29 ottobre al 24 novembre. La mostra è completamente gratuita ed è possibile accedervi dal lunedì al sabato non festivi dalle ore 9:00 alle ore 18:30.

La mostra, allestita in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Guevara, è stata proposta direttamente dal fratello minore Ramiro Guevara Erra al sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Il mondo occidentale è ormai abituato ad un’immagine-logo del “Che” rivoluzionario mentre questa mostra ne vuole mettere in risalto il lato umano, profondo e intellettuale ancor prima di quello politico.

Pochi pannelli scuri fanno da sfondo a foto in bianco e nero, stralci di lettere e libri.

Anche questo è il “Che”: un uomo, un padre con sua figlia, un intellettuale immerso nella lettura di Goethe, un giovane con gli amici.

E’ interessante poter scavare finalmente in quelli che sono gli aspetti del “Che” uomo e non solo nel “Che” rivoluzionario e uomo politico.

Eduardo-De-Filippo

Eduardo-De-Filippo

Dal 28 ottobre prossimo al 24 marzo 2019 Castel dell’Ovo sarà la nuova casa della famiglia De Filippo. Sarà, infatti, nella splendida cornice del Castello affacciato sul Golfo di Napoli che si terrà la mostra “I De Filippo, il mestiere va in scena”.

Cinque mesi in cui il capoluogo campano renderà omaggio a una famiglia di attori, registi e artisti che ha reso Napoli famosa in tutto il mondo e che ha aperto la strada a un teatro che ha saputo raccontare come nessun altro le tradizioni, le problematiche e il modo di intendere la vita alle falde del Vesuvio.

Promossa dal Comune di Napoli, la mostra è curata da Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia – presidente dell’associazione C.O.R. (Creare, Organizzare, Realizzare) – e, inoltre, fortemente avallata dagli stessi membri della famiglia De Filippo. Saranno proprio loro, in effetti – in particolare Eduardo e Luca De Filippo – a presentare al pubblico degli appassionati e dei nostalgici le vicissitudini di vita e di lavoro del grande Edoardo, ma anche di Peppino e Luigi De Filippo, e di Vincenzo e Mario Scarpetta.

Napoli“Le Tre Grazie” di Antonio Canova arriverà a Napoli nel 2019 e sarà esposta per un periodo di tempo limitato al Museo Archeologico Nazionale. Secondo quanto riporta Repubblica, questo è uno dei più importanti risultati dell’accordo fra Paolo Giulierini, direttore del Mann, e Michail Piotrosky, direttore dell’Ermitage di San Pietroburgo, durante il loro incontro al museo napoletano.

Il capolavoro del genio italiano è custodito, infatti, proprio nel museo russo e per la prima volta arriverà a Napoli. La scultura, raffigurante, appunto, le tre Grazie della mitologia classica, è non solo una delle opere più conosciute ed amate del Canova, ma è una pietra miliare della Storia dell’Arte.

Sarà, quindi, un’opportunità unica per napoletani e turisti di scoprire un capolavoro che, altrimenti, per essere ammirato richiederebbe un viaggio dispendioso in Russia.

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