Mostre

Tutte le mostre organizzate tra Napoli e provincia

maschio angioino

maschio angioinoLa dimostrazione che l’estate napoletana non è solo mare, spiagge, cibo, cocktail e party, ma può essere anche in parte dedicata alla cultura, all’arte e alla formazione intellettuale. E’ in questa estate particolarmente torrida e bollente che si inseriscono due grandi mostre negli spazi monumentali del Maschio Angioino (conosciuto anche come Castel Nuovo).

Si tratta comunque di due esposizioni dalle tematiche completamente diverse: “Estate a Napoli 1979-2019” e ” La scuola di Posillipo. La luce di Napoli che conquistò il mondo“.

La prima dal taglio narrativo, racconta uno dei particolari momenti di risveglio sociale e culturale che a tratti (e con una certa costanza) percuotono le coscienze del popolo napoletano. Questo in particolare ha segnato la fine degli anni ’70, quando il primo cittadino era Maurizio Valenzi, politico antifascista, e anche promotore di arti e cultura essendo esso stesso pittore e studioso appassionato di belle arti.

La sua volontà all’epoca era quella di favorire l’aggregazione sociale dando valore ai beni culturali, ambientali ed architettonici della città all’epoca ancora poco vissuti dai cittadini. E’ cosi che oggi vengono selezionate ed esposte fotografie e documenti storici come articoli di giornale, lettere, pagine di libri che diventano memoria collettiva e patrimonio imprescindibile per ogni cittadino napoletano. La mostra curata dalla storica dell’arte Maria Savarese sarà visitabile fino al 29 settembre 2019.

La seconda esposizione invece, racconta un periodo di grande fascino per la storia della pittura napoletana, quello appartenente alla cosiddetta “Scuola di Posillipo“, ovvero quel gruppo di artisti che all’inizio dell’Ottocento cominciarono a dipingere bellissime vedute del territorio napoletano, realizzate en plein air (ovvero all’aria aperta) così come ameranno fare anche gli impressionisti francesi pochi anni dopo.

La grande tecnica di artisti come Giacinto Gigante, Salvatore Fergola, Gabriele Smargiassi, Consalvo Carelli, Teodore Duclére e altri riuniti intorno agli ambienti dell’atelier del maestro olandese Anton Sminck van Pitloo è di grande valore storico per la città. Un realismo estremamente dettagliato, applicato alla straordinaria le del territorio campano.

Un tipo di esperienza, quello della pittura di paesaggio già presente nella cultura nazionale, attraverso gli artisti veneziani come Canaletto o con altri come Gaspar Van Wittel (Padre di Luigi Vanvitelli) che quasi cento anni prima aveva anch’esso esplorato questa tipologia di pittura. Ma non con il colorismo e la luminosità che contraddistingue quegli artisti che hanno dipinto Napoli a quel tempo, facendo così penetrare la sua immagine ovunque nel mondo. Dopotutto e non a caso, eravamo nell’epoca in cui la città era meta del Grand Tour.

La mostra curata da Isabella Valente, sarà visitabile al Maschio Angioino fino al 2 ottobre 2019.

Tutto il mondo freme per il Moon Day. Sabato 20 luglio 2019, si ricorderanno infatti i 50 anni della missione spaziale Apollo 11, che permise all’uomo di sbarcare sulla Luna e di metter piede sul suo suolo.

Anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli parteciperà a suo modo ai festeggiamenti intergalattici. Dal 18 luglio fino al 30 settembre, sarà infatti visitabile la mostra “MANN on the Moon”. Essa sarà dedicata non soltanto all’allunaggio, ma a come gli uomini hanno “toccato” la Luna nel corso dei secoli. Contestualmente alla mostra, il museo inaugurerà anche la nuova caffetteria per i suoi visitatori.

In uno dei musei archeologici più importanti al mondo, sarebbe stato sciocco non iniziare dall’antichità. I primi 20 pezzi della msotra sono perciò dedicati alla civiltà greco-romana, al loro modo di vedere, intendere ed usare il nostro satellite. Tra i gioielli in esposizione, molta attenzione sarà dedicata a due calendari antichi in marmo: il Menologium rusticum, un particolarissimo parallelepipedo del I sec. d.C. (appartenente alla Collezione Farnese), che riportava, per ogni mese, il numero dei giorni, definendo la durata delle ore di luce e della notte, le fasi lunari, l’elenco delle divinità celebrate, le feste religiose; ancora, l’Index Nundinarius, tavola in cui erano fornite le date di svolgimento delle nundinae, i mercati cittadini. Ciò ci ricordano come la Luna è stata sempre un mezzo utile a misurare il tempo.

Con riguardo invece alla storia contemporanea, segnaliamo prima di tutto gli acquerelli e le tempere di Giuseppe Abbate e Giuseppe Marsigli. In seguito, verranno mostrate delle foto e dei filmati dedicati alla missione Apollo 11 e a suoi protagonisti, in primis Neil Armstrong.

Anche al MANN è tempo di Luna! – esulta il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini Con questa originale e ingegnosa  mostra non solo celebriamo insieme a tutto il mondo l’anniversario di una tappa importante nel cammino dell’umanità. Con la valorizzazione di pezzi unici del nostro patrimonio, come il Menologium rusticum della collezione Farnese, vogliamo fornire, infatti, anche una piccola e preziosa anticipazione della costituenda sezione ‘tecnologica’. Ideale prosecuzione de ‘Le ore del Sole’, il percorso scientificamente rigoroso di ‘Mann on the Moon’ è arricchito di stimoli e suggestioni per incantare tutti i visitatori, naturalmente nel segno di Selene”.

Anche il Console degli Usa a Napoli, Mary Ellen Countryman, ha espresso la sua soddisfazione per la mostra. Ella infatti ha affermato: “lo sbarco sulla Luna ha rappresentato la più importante conquista aerospaziale del secolo scorso e ha riscritto la storia millenaria del genere umano. La mostra ‘MANN on the Moon’ celebra un anniversario molto speciale per gli Stati Uniti e per il Consolato, che segue con grande attenzione le tematiche scientifiche e tecnologiche, e sostiene con orgoglio eventi e iniziative in questi settori”.

Invitiamo tutti a visitare la mostra “MANN on the Moon”. Essa sarà una grande occasione per apprendere ed apprezzare uno degli elementi che diamo più per scontato, ma che riesce sempre ad affascinare.

mostra all'ombra del vesuvio biblioteca nazionale di napoli

mostra Giochi e sport all'ombra del Vesuvio biblioteca nazionale di napoliIn onore della trentesima edizione delle Universiadi 2019, la Biblioteca Nazionale di Napoli, inaugura oggi, 10 luglio alle ore 17:00, la mostra “Giochi e sport all’ombra del Vesuvio” con una visita guidata alla presenza del direttore Francesco Mercurio. La mostra temporanea ad ingresso gratuito, verrà ospitata nelle sale pompeiane dal 10 luglio al 10 settembre, dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 17:00.

La mostra dedicata agli sport, così come affermato dallo stesso direttore della biblioteca Nazionale, Mercurio, è stato un modo originale per celebrare una delle più grandi manifestazioni che la città di Napoli ha registrato negli ultimi anni: un escamotage per “tirare fuori dai nostri scaffali le migliori testimonianze sportive del passato della nostra civiltà.” Infatti, continua il direttore, “La ricchezza e la varietà estrema di documenti che conserviamo, ci consente di intervenire a tutto tondo sui nodi più importanti della contemporaneità, in una visione sempre più dialettica fra presente e passato.”

L’esposizione è aperta dall’immagine degli atleti di Ercolano, ritrovata nella villa dei Papiri, raffigurati nell’attimo di iniziare la disciplina della corsa: il percorso segue poi con le testimonianze letterarie dei primi giochi dell’antichità, con l’esposizione di una pregiatissima edizione de “l’Olimpiade” di Pietro Metastasio e le “Olimpiche” di Pindaro.

A seguire una serie di incisioni, documenti storici e letterari, litografie e manoscritti e pregiate edizioni che illustreranno la storia dello sport nell’antichità e che ci faranno ripercorrere un pezzo di storia “all’ombra del Vesuvio”.

Numerose le curiosità che sarà possibile ammirare: una delle più importanti sicuramente è la parte dedicata alla nascita della prima scuola di equitazione d’Europa proprio qui a Napoli che raggiunse il massimo splendore nei primi anni del 500 attirando allievi da ogni parte del mondo grazie a Giovan Battista Pignatelli che fece eriger le prime “cavallerizze”, oggi maneggi. Sarà anche esposto il manoscritto “Gli ordini di cavalcare” di Federico Grisone, riconosciuto come il padre dell’arte equestre, stampato per la prima volta a Napoli nel 1550.

Parte dell’esposizione, invece, è dedicata alle Corride di epoca spagnola dove sarà possibile ammirare suggestive incisioni che illustrano nell’ambito delle feste civili, i giochi più amati dagli spagnoli e apprezzati anche dal popolo napoletano. In particolare la corrida messa in scena su di un “tablado” di fronte a Mergellina, in occasione dell’onomastico della regina madre il 26 luglio del 1685.

Ancora, una parte sarà dedicata “all’uomo galleggiante”, l’arte del nuoto, cui sono dedicati due volumi di Oronzio De Bernardi, editi nella città di Napoli dalla stamperia reale del 1794 da cui è tratta la locandina che fa da pubblicità alla mostra. Si tratta della primissima opera dedicata al nuoto in cui viene esposta la teoria del galleggiamento dell’uomo.

La seconda parte della mostra è invece dedicata alle cronache sportive più vicine ai nostri giorni documentate dai giornali napoletani del tempo. E’ così documentata la storia degli sport della nostra città attraverso le prime pagine di testate giornalistiche che hanno ad oggetto eventi sportivi particolarmente significativi che hanno avuto luogo a Napoli.  Dalle pagine del “il Mattino” ed il “Roma” del 1959, che ricordano l’inaugurazione dello stadio San Paolo a quelle che ricordano le gare di vela nel golfo di Napoli in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1963, passando per i Giochi del Mediterraneo.

La mostra così è l’opportunità di rivivere un pezzo di storia dell’uomo attraverso lo sport e le manifestazioni sportive che si sono susseguite “all’ombra del Vesuvio”.

Un bel momento per il museo Madre e per la cultura a Napoli, con una nuova mostra che si apre al pubblico dal 22 maggio fino al 14 ottobre 2019, presentata poco tempo dopo quella su Pier Paolo Calzolari.

Un’interessante retrospettiva sull’artista inglese Liam Gillick (Aylesbury, 1964), tra i protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, che presenta così i suoi ultimi lavori cinematografici realizzati nell’arco degli ultimi undici anni.

L’esposizione dal titolo “In piedi in cima a un edificio: Film 2008-2019” è stata curata da Alberto Salvadori e dallo stesso direttore del museo Andrea Viliani.

Questo progetto può essere visto come la sintesi di un viaggio in cui lo stesso artista accoglie il pubblico in una decade di sperimentazione e ricerca. Un lungo cammino che parte dallo sguardo critico dell’artista sul mondo che lo riporta al pubblico attraverso il suo cinema.

Sono così presenti sette film di natura politica, economica e sociale immersi in un suggestivo allestimento, disegnato insieme allo stesso artista in cui immagini, suoni e comunicazione scritta sconfinano tra loro sino a diventare un’unica opera d’arte.

Ad ogni modo, questo cinema non deve essere considerato come il tipo di cinema classico che troviamo nelle sale o ad un festival, ma va interpretato come un momento di ricerca in cui il pennello viene sostituito dalla cinepresa e dalla macchina fotografica. Infatti ogni fotogramma può essere interpretato come un processo di critica in cui l’artista partecipa insieme allo stesso visitatore.

La mostra prosegue con una sala in cui è presente la parte di lavoro più vicino alla minimal art, corrente artistica che si è sviluppata a partire dagli anni ’60 grazie ad grandi artisti come Donald Judd e Sol Lewitt, caratterizzata dalla riduzione anti-espressiva della pittura e scultura a forme elementari come cubiche o rettangolari, realizzate nei materiali più diversi, dal plexiglass al metallo, dal legno fino al Neon.

Per i prezzi e gli orari visita il Sito del Museo Madre

NAPOLI – Al Madre una rassegna dedicata all’opera pittorica di Pier Paolo Calzolari. Dopo quarant’anni dall’ultima retrospettiva del 1977 presso la Villa Pignatelli di Napoli, le opere dell’artista bolognese tornano nel capoluogo partenopeo con “Painting as a Butterfly”, fino al 30 settembre 2019.

La mostra è un viaggio nell’evoluzione e nella ricerca pittorica di Pier Paolo Calzolari, una delle voci cardine dell’arte povera, sviluppatasi in Italia a partire dagli anni ’60. Al Madre i visitatori potranno contemplare oltre 70 dipinti, disegni e opere multimateriche realizzati nel corso di oltre cinquant’anni di ricerca artistica, dalla metà degli anni Sessanta a oggi.

La retrospettiva è a cura di Achille Bonito Oliva e Andrea Viliani, organizzata in stretta collaborazione con la Fondazione Calzolari. Il percorso di “Painting as a Butterfly” ha inizio al terzo piano del Museo Madre, prosegue al secondo piano fino a concludersi nella Sala Re_PUBBLICA Madre al piano terra.

In una intervista concessa a Achille Bonito Oliva per la realizzazione del catalogo della mostra, Pier Paolo Calzolari ha descritto la propria pittura come uno “strumento di ascolto”, uno stato di “sospensione” in grado condurre a una sintesi i molteplici nodi della propria ricerca, in cui emergono influenze minimaliste, concettuali e barocche.

Per i prezzi e gli orari consultare il sito del Museo Madre.

Castellammare di Stabia – Stamani sono state riaperte le stanze della mostra “Dal buio alla luce all’interno del Palazzo Reale a Quisisana. L’esposizione vanta i reperti delle antiche ville rustiche dell’antica Stabiae e delle sfarzose domus della collina Varano. 

All’inaugurazione di Dal buio alla luce”, nome che calza a pennello alla mostra,  era presente Giorgia Radice, figlia del vicesindaco scomparso pochi giorni fa. Il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, era, insieme al vicesindaco Lello Radice, e resta un promotore delle iniziative culturali. “La riapertura  è resa possibile grazie alla sinergia con il Parco Archeologico di Pompei e il Parco Regionale dei Monti Lattari e rappresenta il preludio alla realizzazione del museo di Stabia.

“Siamo ai dettagli per la firma della convenzione con il Parco Archeologico, che rappresenta il primo atto di giunta della nostra amministrazione. L’amministrazione troverà presto riscontro in accordo col percorso già avviato con il direttore Massimo Osanna”. Il sindaco segue le tracce e i sogni di Lello Radice, amante della propria cultura per “dare un impulso al turismo culturale a Castellammare di Stabia”. 

La mostra “Dal buio alla luce” si terrà dal lunedì al venerdì tra le ore 8:00 e le ore 15.00, visitabile fino al 31 dicembre 2019. In accordo con il Parco Archeologico di Pompei, potrebbero essere previste ulteriori aperture.

Santa Maria La Nova

Santa Maria La Nova

NAPOLI – Una mostra dedicata alla complessità dell’animo umano. Da mercoledì 22 a giovedì 30 maggio, presso il Chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli, si terrà la mostra “I colori dell’anima”. Ben quarantacinque artisti tra pittori, musicisti, fotografi e ceramisti, esporranno le proprie creazioni in uno dei chiostri affrescati più affascinanti della città partenopea.

La mostra, la cui direzione artistica è a cura di Salvatore Di Palma con la collaborazione della pittrice Aurora Aspide, è promossa dall’Associazione Euro Arte Italia. L’evento sarà accompagnato dalle note del gruppo musicale “La Posteggia Napoletana” costituito da Claudio De Bartolomeis, Diana Ronca e Massimiliano Essolito e dalle danze popolari di Maria Grazia Altieri. Tra i protagonisti, lo scrittore Davide Brandi, che per l’occasione presenterà il libro “Tombola storica del 1734” e il cantante-chitarrista GiòSciò Giovanni De Maio.

Di seguito l’elenco degli artisti che esporranno le proprie opere: Gemma Amoroso, Rita Balestra, Anna Maria Baratto, Giacomo Busto, Ambrogio Bosco, Filomena Cacciapuoti, Carmen Caruso, Nello Caruso, Fortunato Danise, Antonio Del Prete, Pietro Di Leva, Bruno Di Nola, Achille D’Onofrio, Angela Maria Esposito, Piera Fidentea, Maria Fotenyuk, Stefania Guiotto, Ciro Guzzi, Gennaro Guzzi, Ulriche Henn, Renato Iannone, Fulvio Le Grottaglie, Emilia Milly LombardiI, Federico Natale, Antonella Notturno, Gilda Pantuliano, Jongo Park, Kseniya Pashchenko, Silia Pellegrino, Ludovica Perna, Meredith Peters, Anna Ponti ,Vincenzo Russiello, Romina Russo, Carmela Sbrescia, Francesco Ssellone, Emilia Sensale, Vincenzo Tesone, Luigi Treno, Lucia Vecchiarelli, Marina Vitolo, Pasquale Zaccarella e Mariella Zifarelli.

Orari
Dal lunedi al venerdì, dalle 09.00 alle 18.00.

città della scienza

città della scienza a colori a Città della Scienza, primo Science Centre Italiano con la partecipazione di F.I.L.A e Giotto – Colore Ufficiale di tutte le Attività Educational.

La partnership tra questi due soggetti, che hanno in comune un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, si intensificherà in questi giorni attraverso incontri e laboratori.

A Città della Scienza, infatti, si cercherà di dare una risposta ad interrogativi che riguardano i colori e i loro significati, da come funziona la nostra percezione del colore stesso al perché questi ultimi vengono suddivisi in primari, secondari, terziari e complementari.

Gli esperti attraverso attività ludiche pensate proprio per i bambini cercheranno di soddisfare queste curiosità, permettendo loro di apprendere giocando e di sperimentare in prima persona le diverse teorie.

A supportare l’evento e le attività organizzate dal museo scientifico partenopeo, dunque, ci sarà F.I.L.A, azienda storica leader dei prodotti per colorare e modellare con il suo noto brand GIOTTO.

Il programma di questi due giorni riguarderà animazioni scientifiche e tecniche artistiche e sarà diviso in quattro aree tematiche: Corporea, Planetario in 3D, Mostra Mare e Insetti&Co.

Saranno presenti, inoltre, i Circuiti Morbidosi – Tinkering Lab, un laboratorio dedicato ai bambini dai 7 anni per costruire sculture che si illuminano (alle ore 10.00, 12.00 e 16.00 del 18 Maggio), reso possibile grazie alla nuova GIOTTO Patplume, una plastilina di nuova generazione facilmente malleabile.

Un incontro, dunque, a Città della Scienza tra tecnologia, colori e fantasia dedicato alla fantasia e alla creatività dei più piccoli.

Il 16 maggio alle ore 16.00 si inaugura alla Biblioteca Universitaria di Napoli una mostra d’arte dedicata a Pasquale Coppola (1945-2018), un artista napoletano scomparso un anno fa. La mostra sarà prevalentemente incentrata sul suo percorso umano e artistico per documentare le diverse tecniche con le quali Coppola si cimentò durante la sua carriera.

La mostra, curata da Antonio Borrelli, Alfonso Cusano e Antonio Picardi, resterà aperta dal 16 maggio al 7 giugno dalle ore 10,00 alle ore 17,00. All’inaugurazione interverranno il direttore della Biblioteca Universitaria Raffaele De Magistris, Dario Giugliano e Vittorio Avella. La rassegna sarà un resoconto della produzione artistica di Coppola nel corso di un cinquantennio: dai dipinti, alle serigrafie, ai collages, alle ceramiche, ai gioielli, ai libri d’artista. Oltre a questi materiali, saranno  in esposizione anche cataloghi, brochures, locandine e inviti di sue mostre precedenti. Particolare rilevanza è stata data al lavoro compiuto da Coppola, a partire dalla metà degli anni Settanta, nella Casa del popolo di Ponticelli nel campo della “animazione artistica”.  Per la quantità e la qualità del lavoro svolto a Ponticelli, dove è nato e vissuto, l’artista napoletano resta uno dei protagonisti indiscussi di quel movimento artistico-culturale del secondo Novecento che va sotto il nome di “arte nel sociale”.

Pompei – La vanità, piacere effimero, illusione irrinunciabile di felicità, da sempre ostentata attraverso l’esibizione delle ricchezze, anche nel mondo greco e romano, è il tema della raffinata mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, in programma dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest).

Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto in comune. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli e armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle, ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi, saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani, tra cui Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano.

Oltre ai pezzi esposti in questa sede, la conoscenza dei gioielli ercolanesi potrà essere approfondita presso il Parco Archeologico di Ercolano, grazie alla mostra “SplendOri”, visitabile fino al 30 settembre 2019.

La mostra “Vanity”, inaugurata dal Direttore ad interim Alfonsina Russo, è stata promossa e curata da Massimo Osanna durante il suo mandato come Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, e da Demetrios Athanasoulis, Eforo delle Cicladi, ed è coordinata da Annamaria Mauro, architetto del Parco Archeologico di Pompei.

Il percorso della mostra, progettato da Kois Associated Architects, segue un criterio espositivo geografico (le Cicladi e la Campania, con epicentro Pompei) e cronologico (dall’VIII secolo fino all’eruzione del 79 d.C.). L’allestimento vive del contrasto tra il materiale oscuro degli involucri espositivi che accolgono le teche (e che rimandano alla tragicità dell’eruzione) e la lucentezza dei preziosi reperti custoditi. Animano il percorso volti e figure da affreschi pompeiani, reinterpretati e presentati in una versione grafica contemporanea, che dà nuova veste al porticato ovest della Palestra Grande.

Andy Warhol

Andy WarholIn arrivo un’altra importante mostra a Napoli. “La vera essenza di Warhol” è il nome dell’esposizione che si terrà nell’affascinante Basilica della Pietrasanta, in via Tribunali 16, dal 26 settembre al 23 febbraio 2020.

I visitatori potranno ammirare 150 opere di Andy Warhol, l’artista americano, famoso per essere stato uno dei pionieri del movimento Pop Art, che ha influenzato il XX secolo. L’evento è organizzato da Arthemisia, leader indiscusso, a livello nazionale, nell’organizzazione di esposizioni temporanee, di natura artistica e culturale. L’associazione, infatti, ha già organizzato altre mostre negli spazi della Pietrasanta: “Chagall. Sogno d’amore”, prolungata fino al 30 giugno per il grande successo raggiunto.

“La vera essenza di Warhol”, rappresenta, sopratutto, l’intero percorso dell’eclettico artista, ma, altresì, il suo amore verso Napoli. Andy Warhol visitò il capoluogo campano svariate volte, ospite del gallerista napoletano  Lucio Amelio. Infatti, il maestro della Pop Art donò quattro suoi famosi ritratti, durate il suoi primo viaggio a Napoli nel 1975, a Lucio Amelio.

Un’occasione da non perdere, per tutti gli amanti del genere che potranno ammirare la complessa visione del mondo di Warhol.

Oltre a conservare le città di Pompei ed Ercolano, insieme ad altri siti, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellendo le comunità ha consentito di ritrovare, a distanza di numerosi secoli, manufatti di straordinaria bellezza che altrimenti sarebbero andati persi. Nel corso della storia, infatti, dei materiali pregiati si è sempre fatta razzia e sono stati trasformati a seconda dei bisogni contingenti. Lo stesso sarebbe accaduto agli ori di Pompei ed Ercolano, se quella tragica eruzione non fosse avvenuta.

In tal modo sono giunti ai giorni nostri le manifestazioni di vanità, piacere effimero, illusione irrinunciabile di felicità, da sempre ostentata attraverso l’esibizione delle ricchezze, anche nel mondo greco e romano. È questo il tema della raffinata mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, in programma dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest).

Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto di comunione. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli ed armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani (Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano).

Il progetto espositivo, che ha l’obiettivo di mettere a paragone le due fiorenti aree del Mediterraneo, Delos e Pompei, da sempre centro di scambio e punto di incontro di culture e religioni, nasce nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi, finalizzata alla più ampia realizzazione di programmi comuni di studio, ricerca, promozione e ampliamento della conoscenza reciproca delle relative realtà archeologiche.

La mostra sarà presentata alla stampa il 9 maggio alle ore 12,00 alla presenza del Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo e dei curatori Massimo Osanna, che ha promosso la mostra nel corso del suo mandato da Direttore Generale del Parco e l’Eforo delle Cicladi, Dimitrios Athanasoulis.

 

Grande successo per la mostra dedicata ad Antonio Canova in esposizione al MANN dal 28 marzo al 30 giugno. Nei primi quindici giorni di mostra, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono arrivate ben 60 mila persone, tra cittadini e turisti, per ammirare le sculture del grandissimo Canova. In esposizione ci sono oltre 110 opere tra cui ‘Le Tre Grazie’, ‘Amore e Psiche’, ‘Ebe’ e la ‘Danzatrice con le mani sui fianchi’. Le sculture provengono dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, c’è una crescita del 30% di visite al Museo. Il direttore del MANN, Pietro Giulierini, ha così commentato il cosiddetto ‘Effetto Canova’: “Canova a Napoli è un’occasione unica, imperdibile, mai vista. Tre anni di lavoro con le più importanti istituzioni italiane e mondiali hanno generato una mostra che lascerà per sempre il segno. Siamo orgogliosi delle decine di migliaia di visitatori che in questi giorni affollano il MANN e ci confermano una scelta che definire vincente è poco“.


Si inaugura quest’oggi la mostra “Caravaggio Napoli, che ricostruisce il periodo vissuto dal grande Michelangelo Merisi nella città partenopea. Lo scenario di questa eccezionale mostra è il Museo e Real Bosco di Capodimonte. Attraverso la pagina Facebook ufficiale, la Regione Campania ha diffuso due foto che mostrano alcune delle opere di Caravaggio che si potranno osservare alla mostra.

Si tratta di un evento eccezionale, poiché l’ultima mostra su Caravaggio a Napoli risale addirittura al 2004. In questo affascinante percorso, i visitatori di Capodimonte potranno comprendere qual è stata l’enorme influenza avuta dall’artista sui pittori napoletani dopo il suo soggiorno a Napoli. Nella nostra città Caravaggio visse 18 mesi, nel 1606 e poi nel 1609 per circa un anno. Mesi intensi e fondamentali per la sua vita e la sua produzione artistica, anche se meno noti rispetto al periodo romano.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Pio Monte della Misericordia raccontano proprio questo periodo: la mostra è curata da Maria Cristina Terzaghi e dal direttore del museo Sylvain Bellenger, e durerà dal 12 aprile 14 luglio. Insieme alla mostra di Canova al Museo Archeologico di Napoli e quella di Robert Mapplethorpe al Museo Madre, la Campania è sempre più capitale della cultura. Di seguito, le foto:

Fino al 28 aprile 2019 si terrà, al Museo Filangieri di via Duomo, a Napoli, una grande esposizione: “Un secolo di Furore, i Caravaggisti del Filangieri”. In esposizione le opere dei più grandi artisti della Scuola napoletana del Seicento e del primo Settecento, discepoli del lavoro di Caravaggio a Napoli. L’innovativo appuntamento è il primo della rassegna “Visti da Vicino”ideata dal neo direttore Paolo Jorio, che consentirà la riscoperta delle grandi opere conservate, forse troppo a lungo, nel museo di via Duomo.

A Palazzo Como, sede del  Museo Filangieri, l’esposizione vanta i capolavori di Francesco Solimena, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, Micco Spadaro, Mattia Preti, Matthias Stommer, uno dei più importanti artisti dei Paesi Bassi, trasferitosi, proprio nel capoluogo campano, tra il 1633 e il 1637, lasciando in eredità un alto numero di tele. Altresì, si potranno ammirare le famose copie delle armi di Caravaggio, della collezione Filangieri. Armi usate da Michelangelo Merisi per le sue sbruffonate a Napoli.

In occasione della mostra sarà possibile acquistare un unico biglietto integrato per recarsi, anche, alla scoperta del Museo del Tesoro di San Gennaro, il Madre, il Pio Monte della Misericordia e l’antico archivio storico del Banco di Napoli, attraverso delle agevolazioni.

L’esposizione è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.30 e dalle ore 10.00 alle 17.30 nei prefestivi e i festivi. Il costo del biglietto intero è 5 euro, per gli scolari due euro. Invece, il prezzo del biglietto integrato con il Museo del Tesoro di San Gennaro è 8 euro.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare al numero 081203175.

Amore e Psiche stanti

Un successo enorme ha avuto la mostra su Canova intitolata “Canova e l’antico”; la mostra è iniziata solo quattro giorni fa (il 28 marzo) e sono stati registrati al MANN già oltre 13.000 ingressi.

La mostra, che è iniziata il 28 marzo e terminerà il 30 giugno 2019, racchiude molte opere dell’artista di Possagno, tra cui le “Tre Grazie”, “Amore e Psiche stanti”, la “Danzatrice con le mani sui fianchi”, “L’Amorino Alato”, “L’Ebe”, “La testa del Genio della Morte”, provenienti direttamente dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo ed esposte nell’atrio e nel Salone della Meridiana al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Moltissimi cittadini e turisti in questi giorni sono accorsi al museo per osservare da vicino i capolavori dell’artista Antonio Canova; ancora una volta assistiamo al trionfo della cultura. Tra i visitatori ammaliati ci sono stati anche Ricky Tognazzi e la moglie Simona Izzo.

Alla mostra sono presenti ben 110 opere di Canova provenienti da tutto il mondo e disposte su ben due piani del museo.

Dal disegno, al bozzetto, al dipinto, al gesso, ai marmi; al MANN si può trovare dunque tutta la variegata produzione artistica dello scultore.

NAPOLI – Un confronto tra Leopardi e Vico. Giovedì 21 marzo alle 16:00, nella sala Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli, si inaugura la mostra “Il corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi“, visitabile fino al 21 luglio. L’evento inaugura le celebrazioni del bicentenario de “L’infinito” di Giacomo Leopardi, organizzate dal Comitato Nazionale istituito dal Ministro dei Beni Culturali.

I visitatori potranno ammirare una importante selezione di preziosi originali e di antichi manoscritti risalenti al ‘500 e al 700, provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Napoli. Tra questi ricordiamo: gli autografi della “Scienza Nova” di Giambattista Vico, lo “Zibaldone”, le “Operette Morali”, la “Primavera”, il frammento dello Stratone da Lampsaco, la “Ginestra” e “L’infinito” di Giacomo Leopardi. La mostra è impreziosita dalla presenza di sculture provenienti dal Museo Archeologico Nazionale e dal Museo di Palazzo Reale.

L’incontro tra le opere di Giambattista Vico e di Giacomo Leopardi ha lo scopo di instaurare un confronto tra il filosofo e il poeta. «La narrazione – afferma Francesco Mercurio direttore della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III – si sviluppa attraverso un itinerario tra gli Dei, gli Eroi e gli Uomini. Mitologia, filologia e poesia si intrecciano attraverso le parole di Vico e Leopardi in un dialogo tra i due che sembra non appartenere ad un tempo e uno spazio finito, ma prosegue oltre, in un flusso senza soluzione di continuità, che giunge fino a noi, uomini del XXI secolo».

All’inaugurazione di giovedì 21 marzo interverranno Francesco Mercurio, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il consigliere del Presidente per la Cultura Patrizia Boldoni, il direttore del Polo Museale della Campania Anna Imponente, il direttore del Palazzo Reale di Napoli Paolo Mascilli Migliorini e il presidente del Comitato Nazionale per il Bicentenario dell’Infinito Giuseppe Balboni Acqua.

Orari
Lunedì – venerdì dalle 10 alle 17.
Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.
Mercoledì chiuso.

Ingresso libero

Il libro fotografico “Campania Bellezza del Creato” del fotoreporter Giuseppe Ottaiano diviene una mostra. L’evento, che presenterà luoghi noti e sconosciuti della regione, avrà luogo all’Ipogeo della Basilica dell’Incoronata Madre a Capodimonte oggi, 14 marzo alle ore 17.00 fino a lunedì 25 marzo ed è gratuito. All’esposizione, voluta e realizzata attraverso la collaborazione con la Regione Campania e di Scabec, parteciperanno l’autore, la giornalista ed editor della pubblicazione Maddalena Venuso e Antonio Bottiglieri, presidente della Scabec.

L’opera di Giuseppe Ottaiano si presenta come un viaggio per riscoprire le bellezze campane: monumenti storici, luoghi da osservare da altri punti di vista come le bellezze della Penisola Sorrentina, le Gole del Calore, il Monte di Cuma e il Lago del Gallo al Matese. E, ancora, l’Abbazia di Sant’Angelo in Formis a Capua, il Castello Ducale di Bisaccia e la Fontana del Re a Grottaminarda. Non solo, le fotografie mostrano, anche, la diversità delle piante coltivate nel territorio campano. La mostra è suddivisa, come il libro, in sei sezioni: “Mare e Coste”, “Fiumi e Laghi”, “Paesaggio Naturale”, “L’opera dell’Uomo”, “Terra e Ruralità”, “Cammini di Fede”.

Il pubblico potrà avere il piacere di attraversare le bellezze dei comuni della Campania, di ripescare luoghi dalla memoria, ricordando, ancora, quanto abbia da offrire la propria terra.

NapoliMuhammad Alì, nato Cassius Marcellus Clay Jr., è nell’Olimpo dello sport mondiale. Indiscusso campione nella boxe si distinse nel corso della sua carriera e della sua vita non solo per il talento e le doti formidabili, ma soprattutto per la sua umanità. Ciò l’ha reso non solo un’icona sportiva, ma uno dei personaggi più amati del Novecento. A due anni dalla sua morte Napoli ha deciso di omaggiare il campione statunitense con una mostra speciale.

L’esposizione sarà presente al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli dal 22 marzo al 16 giugno 2019. La rassegna, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, organizzata da Visit Different, curata da Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, consiste in 100 immagini, provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali quali New York Post Archives, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection che colgono Ali in situazioni e momenti fondamentali della sua vita, senza concentrarsi esclusivamente sulla carriera sportiva.

Le stanze del PAN offriranno, quindi, un percorso completo ed esaustivo sulla vita del campione, sulle sue gesta, sulle sue azioni e sui lasciti e gli insegnamenti che ha saputo regalare, con l’azione ed il pensiero, al nostro mondo ed alla nostra società. Per quanto si dia priorità al Muhammad Alì uomo, non si dimentica il campione: un’intera sala del PAN verrà trasformata in una palestra di pugilato con un ring al centro su cui verranno proiettati i migliori incontri da lui sostenuti.

NAPOLI – Una mostra unica nel suo genere. Fino a sabato 28 aprile sarà possibile visitare, nell’ipogeo della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in via Tribunali, la mostra “Exastes” del celebre artista francese Ernest Pignon-Ernest.

Otto disegni a grandezza naturale che raffigurano altrettante mistiche occidentali nell’istante di suprema estasi. “Exastes”, infatti, è il risultato di un dialogo di oltre 20 anni tra Ernest Pignon-Ernest e la grande tradizione mistica cristianaMaria Maddalena, Ildegarda di Bingen, Angela da Foligno, Caterina da Siena, Teresa d’Avila, Marie Guyart, Louise du Néant e Madame Guyon, questi i nomi delle mistiche raffigurate nelle otto illustrazioni dell’artista francese, collocate su una superficie d’acqua per rifletterne l’intensità nella suggestiva ambientazione di luci, oscurità ed ombre dell’ipogeo.

La mostra segna anche il ritorno, dopo quasi 5 anni, dell’arte di Ernest Pignon-Ernest all’ombra del Vesuvio. Il rapporto dell’artista francese con Napoli risale alla fine degli anni ’80, quando vi visse per un lungo periodo, lasciando grandi illustrazioni, ispirate alle opere di Caravaggio e di Luca Giordano, nei principali luoghi del centro storico. Celebri sono le serigrafie di “Morte della Vergine”, “Anime del Purgatorio” “Epidemia” e “La pietà secondo Pasolini” all’ingresso di Santa Chiara.

Orari marzo
lunedì – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 14:00
sabato dalle 10:00 alle 17:00

Orari aprile
lunedì – sabato dalle 10:00 alle 18:00
domenica dalle 10:00 alle 14:00

Biglietti
6€ ingresso singolo
3€ ridotto ragazzi

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