Mostre

Tutte le mostre organizzate tra Napoli e provincia

NAPOLI – Al Madre una rassegna dedicata all’opera pittorica di Pier Paolo Calzolari. Dopo quarant’anni dall’ultima retrospettiva del 1977 presso la Villa Pignatelli di Napoli, le opere dell’artista bolognese tornano nel capoluogo partenopeo con “Painting as a Butterfly”, fino al 30 settembre 2019.

La mostra è un viaggio nell’evoluzione e nella ricerca pittorica di Pier Paolo Calzolari, una delle voci cardine dell’arte povera, sviluppatasi in Italia a partire dagli anni ’60. Al Madre i visitatori potranno contemplare oltre 70 dipinti, disegni e opere multimateriche realizzati nel corso di oltre cinquant’anni di ricerca artistica, dalla metà degli anni Sessanta a oggi.

La retrospettiva è a cura di Achille Bonito Oliva e Andrea Viliani, organizzata in stretta collaborazione con la Fondazione Calzolari. Il percorso di “Painting as a Butterfly” ha inizio al terzo piano del Museo Madre, prosegue al secondo piano fino a concludersi nella Sala Re_PUBBLICA Madre al piano terra.

In una intervista concessa a Achille Bonito Oliva per la realizzazione del catalogo della mostra, Pier Paolo Calzolari ha descritto la propria pittura come uno “strumento di ascolto”, uno stato di “sospensione” in grado condurre a una sintesi i molteplici nodi della propria ricerca, in cui emergono influenze minimaliste, concettuali e barocche.

Per i prezzi e gli orari consultare il sito del Museo Madre.

Castellammare di Stabia – Stamani sono state riaperte le stanze della mostra “Dal buio alla luce all’interno del Palazzo Reale a Quisisana. L’esposizione vanta i reperti delle antiche ville rustiche dell’antica Stabiae e delle sfarzose domus della collina Varano. 

All’inaugurazione di Dal buio alla luce”, nome che calza a pennello alla mostra,  era presente Giorgia Radice, figlia del vicesindaco scomparso pochi giorni fa. Il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, era, insieme al vicesindaco Lello Radice, e resta un promotore delle iniziative culturali. “La riapertura  è resa possibile grazie alla sinergia con il Parco Archeologico di Pompei e il Parco Regionale dei Monti Lattari e rappresenta il preludio alla realizzazione del museo di Stabia.

“Siamo ai dettagli per la firma della convenzione con il Parco Archeologico, che rappresenta il primo atto di giunta della nostra amministrazione. L’amministrazione troverà presto riscontro in accordo col percorso già avviato con il direttore Massimo Osanna”. Il sindaco segue le tracce e i sogni di Lello Radice, amante della propria cultura per “dare un impulso al turismo culturale a Castellammare di Stabia”. 

La mostra “Dal buio alla luce” si terrà dal lunedì al venerdì tra le ore 8:00 e le ore 15.00, visitabile fino al 31 dicembre 2019. In accordo con il Parco Archeologico di Pompei, potrebbero essere previste ulteriori aperture.

Santa Maria La Nova

Santa Maria La Nova

NAPOLI – Una mostra dedicata alla complessità dell’animo umano. Da mercoledì 22 a giovedì 30 maggio, presso il Chiostro di Santa Maria La Nova di Napoli, si terrà la mostra “I colori dell’anima”. Ben quarantacinque artisti tra pittori, musicisti, fotografi e ceramisti, esporranno le proprie creazioni in uno dei chiostri affrescati più affascinanti della città partenopea.

La mostra, la cui direzione artistica è a cura di Salvatore Di Palma con la collaborazione della pittrice Aurora Aspide, è promossa dall’Associazione Euro Arte Italia. L’evento sarà accompagnato dalle note del gruppo musicale “La Posteggia Napoletana” costituito da Claudio De Bartolomeis, Diana Ronca e Massimiliano Essolito e dalle danze popolari di Maria Grazia Altieri. Tra i protagonisti, lo scrittore Davide Brandi, che per l’occasione presenterà il libro “Tombola storica del 1734” e il cantante-chitarrista GiòSciò Giovanni De Maio.

Di seguito l’elenco degli artisti che esporranno le proprie opere: Gemma Amoroso, Rita Balestra, Anna Maria Baratto, Giacomo Busto, Ambrogio Bosco, Filomena Cacciapuoti, Carmen Caruso, Nello Caruso, Fortunato Danise, Antonio Del Prete, Pietro Di Leva, Bruno Di Nola, Achille D’Onofrio, Angela Maria Esposito, Piera Fidentea, Maria Fotenyuk, Stefania Guiotto, Ciro Guzzi, Gennaro Guzzi, Ulriche Henn, Renato Iannone, Fulvio Le Grottaglie, Emilia Milly LombardiI, Federico Natale, Antonella Notturno, Gilda Pantuliano, Jongo Park, Kseniya Pashchenko, Silia Pellegrino, Ludovica Perna, Meredith Peters, Anna Ponti ,Vincenzo Russiello, Romina Russo, Carmela Sbrescia, Francesco Ssellone, Emilia Sensale, Vincenzo Tesone, Luigi Treno, Lucia Vecchiarelli, Marina Vitolo, Pasquale Zaccarella e Mariella Zifarelli.

Orari
Dal lunedi al venerdì, dalle 09.00 alle 18.00.

città della scienza

città della scienza a colori a Città della Scienza, primo Science Centre Italiano con la partecipazione di F.I.L.A e Giotto – Colore Ufficiale di tutte le Attività Educational.

La partnership tra questi due soggetti, che hanno in comune un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, si intensificherà in questi giorni attraverso incontri e laboratori.

A Città della Scienza, infatti, si cercherà di dare una risposta ad interrogativi che riguardano i colori e i loro significati, da come funziona la nostra percezione del colore stesso al perché questi ultimi vengono suddivisi in primari, secondari, terziari e complementari.

Gli esperti attraverso attività ludiche pensate proprio per i bambini cercheranno di soddisfare queste curiosità, permettendo loro di apprendere giocando e di sperimentare in prima persona le diverse teorie.

A supportare l’evento e le attività organizzate dal museo scientifico partenopeo, dunque, ci sarà F.I.L.A, azienda storica leader dei prodotti per colorare e modellare con il suo noto brand GIOTTO.

Il programma di questi due giorni riguarderà animazioni scientifiche e tecniche artistiche e sarà diviso in quattro aree tematiche: Corporea, Planetario in 3D, Mostra Mare e Insetti&Co.

Saranno presenti, inoltre, i Circuiti Morbidosi – Tinkering Lab, un laboratorio dedicato ai bambini dai 7 anni per costruire sculture che si illuminano (alle ore 10.00, 12.00 e 16.00 del 18 Maggio), reso possibile grazie alla nuova GIOTTO Patplume, una plastilina di nuova generazione facilmente malleabile.

Un incontro, dunque, a Città della Scienza tra tecnologia, colori e fantasia dedicato alla fantasia e alla creatività dei più piccoli.

Il 16 maggio alle ore 16.00 si inaugura alla Biblioteca Universitaria di Napoli una mostra d’arte dedicata a Pasquale Coppola (1945-2018), un artista napoletano scomparso un anno fa. La mostra sarà prevalentemente incentrata sul suo percorso umano e artistico per documentare le diverse tecniche con le quali Coppola si cimentò durante la sua carriera.

La mostra, curata da Antonio Borrelli, Alfonso Cusano e Antonio Picardi, resterà aperta dal 16 maggio al 7 giugno dalle ore 10,00 alle ore 17,00. All’inaugurazione interverranno il direttore della Biblioteca Universitaria Raffaele De Magistris, Dario Giugliano e Vittorio Avella. La rassegna sarà un resoconto della produzione artistica di Coppola nel corso di un cinquantennio: dai dipinti, alle serigrafie, ai collages, alle ceramiche, ai gioielli, ai libri d’artista. Oltre a questi materiali, saranno  in esposizione anche cataloghi, brochures, locandine e inviti di sue mostre precedenti. Particolare rilevanza è stata data al lavoro compiuto da Coppola, a partire dalla metà degli anni Settanta, nella Casa del popolo di Ponticelli nel campo della “animazione artistica”.  Per la quantità e la qualità del lavoro svolto a Ponticelli, dove è nato e vissuto, l’artista napoletano resta uno dei protagonisti indiscussi di quel movimento artistico-culturale del secondo Novecento che va sotto il nome di “arte nel sociale”.

Pompei – La vanità, piacere effimero, illusione irrinunciabile di felicità, da sempre ostentata attraverso l’esibizione delle ricchezze, anche nel mondo greco e romano, è il tema della raffinata mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, in programma dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest).

Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto in comune. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli e armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle, ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi, saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani, tra cui Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano.

Oltre ai pezzi esposti in questa sede, la conoscenza dei gioielli ercolanesi potrà essere approfondita presso il Parco Archeologico di Ercolano, grazie alla mostra “SplendOri”, visitabile fino al 30 settembre 2019.

La mostra “Vanity”, inaugurata dal Direttore ad interim Alfonsina Russo, è stata promossa e curata da Massimo Osanna durante il suo mandato come Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, e da Demetrios Athanasoulis, Eforo delle Cicladi, ed è coordinata da Annamaria Mauro, architetto del Parco Archeologico di Pompei.

Il percorso della mostra, progettato da Kois Associated Architects, segue un criterio espositivo geografico (le Cicladi e la Campania, con epicentro Pompei) e cronologico (dall’VIII secolo fino all’eruzione del 79 d.C.). L’allestimento vive del contrasto tra il materiale oscuro degli involucri espositivi che accolgono le teche (e che rimandano alla tragicità dell’eruzione) e la lucentezza dei preziosi reperti custoditi. Animano il percorso volti e figure da affreschi pompeiani, reinterpretati e presentati in una versione grafica contemporanea, che dà nuova veste al porticato ovest della Palestra Grande.

Andy Warhol

Andy WarholIn arrivo un’altra importante mostra a Napoli. “La vera essenza di Warhol” è il nome dell’esposizione che si terrà nell’affascinante Basilica della Pietrasanta, in via Tribunali 16, dal 26 settembre al 23 febbraio 2020.

I visitatori potranno ammirare 150 opere di Andy Warhol, l’artista americano, famoso per essere stato uno dei pionieri del movimento Pop Art, che ha influenzato il XX secolo. L’evento è organizzato da Arthemisia, leader indiscusso, a livello nazionale, nell’organizzazione di esposizioni temporanee, di natura artistica e culturale. L’associazione, infatti, ha già organizzato altre mostre negli spazi della Pietrasanta: “Chagall. Sogno d’amore”, prolungata fino al 30 giugno per il grande successo raggiunto.

“La vera essenza di Warhol”, rappresenta, sopratutto, l’intero percorso dell’eclettico artista, ma, altresì, il suo amore verso Napoli. Andy Warhol visitò il capoluogo campano svariate volte, ospite del gallerista napoletano  Lucio Amelio. Infatti, il maestro della Pop Art donò quattro suoi famosi ritratti, durate il suoi primo viaggio a Napoli nel 1975, a Lucio Amelio.

Un’occasione da non perdere, per tutti gli amanti del genere che potranno ammirare la complessa visione del mondo di Warhol.

Oltre a conservare le città di Pompei ed Ercolano, insieme ad altri siti, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellendo le comunità ha consentito di ritrovare, a distanza di numerosi secoli, manufatti di straordinaria bellezza che altrimenti sarebbero andati persi. Nel corso della storia, infatti, dei materiali pregiati si è sempre fatta razzia e sono stati trasformati a seconda dei bisogni contingenti. Lo stesso sarebbe accaduto agli ori di Pompei ed Ercolano, se quella tragica eruzione non fosse avvenuta.

In tal modo sono giunti ai giorni nostri le manifestazioni di vanità, piacere effimero, illusione irrinunciabile di felicità, da sempre ostentata attraverso l’esibizione delle ricchezze, anche nel mondo greco e romano. È questo il tema della raffinata mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, in programma dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest).

Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto di comunione. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli ed armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani (Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano).

Il progetto espositivo, che ha l’obiettivo di mettere a paragone le due fiorenti aree del Mediterraneo, Delos e Pompei, da sempre centro di scambio e punto di incontro di culture e religioni, nasce nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi, finalizzata alla più ampia realizzazione di programmi comuni di studio, ricerca, promozione e ampliamento della conoscenza reciproca delle relative realtà archeologiche.

La mostra sarà presentata alla stampa il 9 maggio alle ore 12,00 alla presenza del Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo e dei curatori Massimo Osanna, che ha promosso la mostra nel corso del suo mandato da Direttore Generale del Parco e l’Eforo delle Cicladi, Dimitrios Athanasoulis.

 

Grande successo per la mostra dedicata ad Antonio Canova in esposizione al MANN dal 28 marzo al 30 giugno. Nei primi quindici giorni di mostra, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono arrivate ben 60 mila persone, tra cittadini e turisti, per ammirare le sculture del grandissimo Canova. In esposizione ci sono oltre 110 opere tra cui ‘Le Tre Grazie’, ‘Amore e Psiche’, ‘Ebe’ e la ‘Danzatrice con le mani sui fianchi’. Le sculture provengono dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, c’è una crescita del 30% di visite al Museo. Il direttore del MANN, Pietro Giulierini, ha così commentato il cosiddetto ‘Effetto Canova’: “Canova a Napoli è un’occasione unica, imperdibile, mai vista. Tre anni di lavoro con le più importanti istituzioni italiane e mondiali hanno generato una mostra che lascerà per sempre il segno. Siamo orgogliosi delle decine di migliaia di visitatori che in questi giorni affollano il MANN e ci confermano una scelta che definire vincente è poco“.


Si inaugura quest’oggi la mostra “Caravaggio Napoli, che ricostruisce il periodo vissuto dal grande Michelangelo Merisi nella città partenopea. Lo scenario di questa eccezionale mostra è il Museo e Real Bosco di Capodimonte. Attraverso la pagina Facebook ufficiale, la Regione Campania ha diffuso due foto che mostrano alcune delle opere di Caravaggio che si potranno osservare alla mostra.

Si tratta di un evento eccezionale, poiché l’ultima mostra su Caravaggio a Napoli risale addirittura al 2004. In questo affascinante percorso, i visitatori di Capodimonte potranno comprendere qual è stata l’enorme influenza avuta dall’artista sui pittori napoletani dopo il suo soggiorno a Napoli. Nella nostra città Caravaggio visse 18 mesi, nel 1606 e poi nel 1609 per circa un anno. Mesi intensi e fondamentali per la sua vita e la sua produzione artistica, anche se meno noti rispetto al periodo romano.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Pio Monte della Misericordia raccontano proprio questo periodo: la mostra è curata da Maria Cristina Terzaghi e dal direttore del museo Sylvain Bellenger, e durerà dal 12 aprile 14 luglio. Insieme alla mostra di Canova al Museo Archeologico di Napoli e quella di Robert Mapplethorpe al Museo Madre, la Campania è sempre più capitale della cultura. Di seguito, le foto:

Fino al 28 aprile 2019 si terrà, al Museo Filangieri di via Duomo, a Napoli, una grande esposizione: “Un secolo di Furore, i Caravaggisti del Filangieri”. In esposizione le opere dei più grandi artisti della Scuola napoletana del Seicento e del primo Settecento, discepoli del lavoro di Caravaggio a Napoli. L’innovativo appuntamento è il primo della rassegna “Visti da Vicino”ideata dal neo direttore Paolo Jorio, che consentirà la riscoperta delle grandi opere conservate, forse troppo a lungo, nel museo di via Duomo.

A Palazzo Como, sede del  Museo Filangieri, l’esposizione vanta i capolavori di Francesco Solimena, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, Micco Spadaro, Mattia Preti, Matthias Stommer, uno dei più importanti artisti dei Paesi Bassi, trasferitosi, proprio nel capoluogo campano, tra il 1633 e il 1637, lasciando in eredità un alto numero di tele. Altresì, si potranno ammirare le famose copie delle armi di Caravaggio, della collezione Filangieri. Armi usate da Michelangelo Merisi per le sue sbruffonate a Napoli.

In occasione della mostra sarà possibile acquistare un unico biglietto integrato per recarsi, anche, alla scoperta del Museo del Tesoro di San Gennaro, il Madre, il Pio Monte della Misericordia e l’antico archivio storico del Banco di Napoli, attraverso delle agevolazioni.

L’esposizione è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.30 e dalle ore 10.00 alle 17.30 nei prefestivi e i festivi. Il costo del biglietto intero è 5 euro, per gli scolari due euro. Invece, il prezzo del biglietto integrato con il Museo del Tesoro di San Gennaro è 8 euro.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare al numero 081203175.

Amore e Psiche stanti

Un successo enorme ha avuto la mostra su Canova intitolata “Canova e l’antico”; la mostra è iniziata solo quattro giorni fa (il 28 marzo) e sono stati registrati al MANN già oltre 13.000 ingressi.

La mostra, che è iniziata il 28 marzo e terminerà il 30 giugno 2019, racchiude molte opere dell’artista di Possagno, tra cui le “Tre Grazie”, “Amore e Psiche stanti”, la “Danzatrice con le mani sui fianchi”, “L’Amorino Alato”, “L’Ebe”, “La testa del Genio della Morte”, provenienti direttamente dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo ed esposte nell’atrio e nel Salone della Meridiana al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Moltissimi cittadini e turisti in questi giorni sono accorsi al museo per osservare da vicino i capolavori dell’artista Antonio Canova; ancora una volta assistiamo al trionfo della cultura. Tra i visitatori ammaliati ci sono stati anche Ricky Tognazzi e la moglie Simona Izzo.

Alla mostra sono presenti ben 110 opere di Canova provenienti da tutto il mondo e disposte su ben due piani del museo.

Dal disegno, al bozzetto, al dipinto, al gesso, ai marmi; al MANN si può trovare dunque tutta la variegata produzione artistica dello scultore.

NAPOLI – Un confronto tra Leopardi e Vico. Giovedì 21 marzo alle 16:00, nella sala Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli, si inaugura la mostra “Il corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi“, visitabile fino al 21 luglio. L’evento inaugura le celebrazioni del bicentenario de “L’infinito” di Giacomo Leopardi, organizzate dal Comitato Nazionale istituito dal Ministro dei Beni Culturali.

I visitatori potranno ammirare una importante selezione di preziosi originali e di antichi manoscritti risalenti al ‘500 e al 700, provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Napoli. Tra questi ricordiamo: gli autografi della “Scienza Nova” di Giambattista Vico, lo “Zibaldone”, le “Operette Morali”, la “Primavera”, il frammento dello Stratone da Lampsaco, la “Ginestra” e “L’infinito” di Giacomo Leopardi. La mostra è impreziosita dalla presenza di sculture provenienti dal Museo Archeologico Nazionale e dal Museo di Palazzo Reale.

L’incontro tra le opere di Giambattista Vico e di Giacomo Leopardi ha lo scopo di instaurare un confronto tra il filosofo e il poeta. «La narrazione – afferma Francesco Mercurio direttore della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III – si sviluppa attraverso un itinerario tra gli Dei, gli Eroi e gli Uomini. Mitologia, filologia e poesia si intrecciano attraverso le parole di Vico e Leopardi in un dialogo tra i due che sembra non appartenere ad un tempo e uno spazio finito, ma prosegue oltre, in un flusso senza soluzione di continuità, che giunge fino a noi, uomini del XXI secolo».

All’inaugurazione di giovedì 21 marzo interverranno Francesco Mercurio, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il consigliere del Presidente per la Cultura Patrizia Boldoni, il direttore del Polo Museale della Campania Anna Imponente, il direttore del Palazzo Reale di Napoli Paolo Mascilli Migliorini e il presidente del Comitato Nazionale per il Bicentenario dell’Infinito Giuseppe Balboni Acqua.

Orari
Lunedì – venerdì dalle 10 alle 17.
Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.
Mercoledì chiuso.

Ingresso libero

Il libro fotografico “Campania Bellezza del Creato” del fotoreporter Giuseppe Ottaiano diviene una mostra. L’evento, che presenterà luoghi noti e sconosciuti della regione, avrà luogo all’Ipogeo della Basilica dell’Incoronata Madre a Capodimonte oggi, 14 marzo alle ore 17.00 fino a lunedì 25 marzo ed è gratuito. All’esposizione, voluta e realizzata attraverso la collaborazione con la Regione Campania e di Scabec, parteciperanno l’autore, la giornalista ed editor della pubblicazione Maddalena Venuso e Antonio Bottiglieri, presidente della Scabec.

L’opera di Giuseppe Ottaiano si presenta come un viaggio per riscoprire le bellezze campane: monumenti storici, luoghi da osservare da altri punti di vista come le bellezze della Penisola Sorrentina, le Gole del Calore, il Monte di Cuma e il Lago del Gallo al Matese. E, ancora, l’Abbazia di Sant’Angelo in Formis a Capua, il Castello Ducale di Bisaccia e la Fontana del Re a Grottaminarda. Non solo, le fotografie mostrano, anche, la diversità delle piante coltivate nel territorio campano. La mostra è suddivisa, come il libro, in sei sezioni: “Mare e Coste”, “Fiumi e Laghi”, “Paesaggio Naturale”, “L’opera dell’Uomo”, “Terra e Ruralità”, “Cammini di Fede”.

Il pubblico potrà avere il piacere di attraversare le bellezze dei comuni della Campania, di ripescare luoghi dalla memoria, ricordando, ancora, quanto abbia da offrire la propria terra.

NapoliMuhammad Alì, nato Cassius Marcellus Clay Jr., è nell’Olimpo dello sport mondiale. Indiscusso campione nella boxe si distinse nel corso della sua carriera e della sua vita non solo per il talento e le doti formidabili, ma soprattutto per la sua umanità. Ciò l’ha reso non solo un’icona sportiva, ma uno dei personaggi più amati del Novecento. A due anni dalla sua morte Napoli ha deciso di omaggiare il campione statunitense con una mostra speciale.

L’esposizione sarà presente al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli dal 22 marzo al 16 giugno 2019. La rassegna, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, organizzata da Visit Different, curata da Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, consiste in 100 immagini, provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali quali New York Post Archives, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection che colgono Ali in situazioni e momenti fondamentali della sua vita, senza concentrarsi esclusivamente sulla carriera sportiva.

Le stanze del PAN offriranno, quindi, un percorso completo ed esaustivo sulla vita del campione, sulle sue gesta, sulle sue azioni e sui lasciti e gli insegnamenti che ha saputo regalare, con l’azione ed il pensiero, al nostro mondo ed alla nostra società. Per quanto si dia priorità al Muhammad Alì uomo, non si dimentica il campione: un’intera sala del PAN verrà trasformata in una palestra di pugilato con un ring al centro su cui verranno proiettati i migliori incontri da lui sostenuti.

NAPOLI – Una mostra unica nel suo genere. Fino a sabato 28 aprile sarà possibile visitare, nell’ipogeo della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in via Tribunali, la mostra “Exastes” del celebre artista francese Ernest Pignon-Ernest.

Otto disegni a grandezza naturale che raffigurano altrettante mistiche occidentali nell’istante di suprema estasi. “Exastes”, infatti, è il risultato di un dialogo di oltre 20 anni tra Ernest Pignon-Ernest e la grande tradizione mistica cristianaMaria Maddalena, Ildegarda di Bingen, Angela da Foligno, Caterina da Siena, Teresa d’Avila, Marie Guyart, Louise du Néant e Madame Guyon, questi i nomi delle mistiche raffigurate nelle otto illustrazioni dell’artista francese, collocate su una superficie d’acqua per rifletterne l’intensità nella suggestiva ambientazione di luci, oscurità ed ombre dell’ipogeo.

La mostra segna anche il ritorno, dopo quasi 5 anni, dell’arte di Ernest Pignon-Ernest all’ombra del Vesuvio. Il rapporto dell’artista francese con Napoli risale alla fine degli anni ’80, quando vi visse per un lungo periodo, lasciando grandi illustrazioni, ispirate alle opere di Caravaggio e di Luca Giordano, nei principali luoghi del centro storico. Celebri sono le serigrafie di “Morte della Vergine”, “Anime del Purgatorio” “Epidemia” e “La pietà secondo Pasolini” all’ingresso di Santa Chiara.

Orari marzo
lunedì – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 14:00
sabato dalle 10:00 alle 17:00

Orari aprile
lunedì – sabato dalle 10:00 alle 18:00
domenica dalle 10:00 alle 14:00

Biglietti
6€ ingresso singolo
3€ ridotto ragazzi

NAPOLI – Partenope si tinge di ballons e di scenari fantascientifici. La locandina della XXI edizione del Comicon, che si terrà alla Mostra d’Oltremare da giovedì 25 a domenica 28 aprile, è ad opera di Francesco Francavilla, celebre disegnatore e illustratore di fama internazionale. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo la serie a fumetti “The Black Beetle” per la Dark Horse, “Zorro” pubblicata dalla Dynamite Entertainment e la sua collaborazione per la rinascita della serie “Detective Comics”, insieme a Jock e Scott Snyder, per la DC Comics.

«Sono molto legato a Napoli – afferma Francavilla – il primo festival di fumetto a cui ho partecipato si svolgeva proprio qui. Per la realizzazione del manifesto di Comicon ho pensato a Moebius, artista di cui sono un grande appassionato e che è stato anche ospite del festival. Ho immaginato una space-girl immersa in un contesto fantascientifico, ma volevo in qualche modo suggerire l’atmosfera di Napoli. Il risultato è quello che vedete: una Napoli futuristica dove i teenager possono guidare hover-scooter accompagnati da robot giganti (un’altra mia vecchia passione) in una corsa verso le porte di Comicon».

Celebre per lo stile pulp dei suoi disegni, Francavilla ha lavorato su celebri testate della Marvel come “Black Panther”, “L’uomo senza paura” e “Capitan America”. Nel 2012 ha vinto il premio l’Eisner come miglior serie in corso per “Detective Comics” della DC. Francavilla è stato anche il primo fumettista ad illustrare un intero numero del New York Times Magazine e a disegnare un poster ufficiale per uno show Broadway.

Per info sui biglietti e orari clicca qui.

È stata inaugurata venerdì 22 febbraio al Museo D’Arte Contemporanea (Mac3) di Caserta in via Mazzini la mostra “Ironia e Demifisticazione” dell’artista Alessandro Del Gaudio, docente presso il Liceo Artistico Statale “San Leucio”.

Del Gaudio è un artista nato e residente a San Prisco, formatosi presso l’Istituto d’arte di San Leucio e successivamente all’accademia di Belle Arti di Napoli. Negli anni ha maturato numerosi lavori ed esposizioni, sia in ambito nazionale che internazionale.

A Caserta è stato uno dei membri fondatori del gruppo “Linea Continua Arti Visive”. Dopo una pluriennale esperienza veronese come docente di Progettazione, collaborando fra le altre cose con la compagnia teatrale “Giorgio Totola” per la realizzazione di scene e costumi, è tornato nella sua terra natia e si è distinto anche per l’appoggio alle cause del  territorio, come in occasione della sua adesione all’iniziativa “Cento artisti per Carditello”.

I suoi lavori saranno esposti al Mac3 fino al 30 Marzo; lo stile inconfondibile dell’artista casertano è riassunto magistralmente dalle parole del curatore della Mostra, lo scrittore Massimo Sgroi.

“L’opera di Alessandro Del Gaudio è icona assoluta di una generazione cresciuta con la possibilità di possedere un auto, di viaggiare con un aereo, di emigrare al Nord con un treno; è la generazione che non sogna il movimento, lo vive. Al contrario di molti artisti che hanno iniziato con la pop-art (che per un artista molto più concettuale di quanto possa apparire, ha assunto l’aspetto iconico di veicoli che sostituiscono la forma dell’umano) per  Del  Gaudio non si può dire che esiste il nulla nel cuore dell’immagine. Troppo forte il suo rapporto con il quotidiano e con le immagini che esso ci trasmette”.

È stata inaugurata il 3 febbraio, presso i locali di Art Garage (Viale Bognar, 21 Pozzuoli), la seconda Edizione della rassegna fotografica “ARTinGARAGE”, con il coordinamento artistico del fotografo partenopeo Gianni Biccari. L’evento, realizzato da Veronica Grossi, Ylenia Lessoni e Emma Cianchi, è gratuito ed ospiterà dieci esposizioni con cadenza bi-settimanale, che si svolgeranno alle ore 17.00 sino a giugno. La mostra sarà accompagnata dalla presentazione di libri e incontri con note personalità del mondo della fotografia, invitate a esporre la loro esperienza professionale.

Ad aprire la mostra l’esposizione dell’Associazione Scrivendo con la Luce, nota per l’organizzazione di corsi e visite fotografiche guidate nelle Stazioni dell’Arte della Metro di Napoli. Infatti, il direttivo di Scrivendo con la Luce ha organizzato l’esposizione “Il mio sguardo sul Metro dell’Arte”, ospitata nella città di Napoli precedentemente. Tra le altre opere in mostra ci saranno quelle di Antonella Giattanasio, Susy Bottiglieri, Cristian Gagliardi, Francesco Imperato, Leandro Felicioni, Giovanna Del Prete, Nella Varriale, Iana Salerni, Silvana Fava, Annunziata Romano, Luca Cardillo, Antonella Esposito, Rossano Fusiello, Carlo Scippa, Salvatore Elefante, Teresa Piatto, Mohamad Ghamlouch e Emanuele Esposito.

La rassegna nasce dall’esigenza dello Staff di Art Garage – spiega il coordinatore artistico Gianni Biccari – di arricchire ancora di più questo contenitore multidisciplinare che è Art Garage. Emma Chianchi, Veronica Grossi e Ylenia Lessoni mi chiesero, nel 2007, di presentare una mostra di ritratti. Presentai Potrait 1994-20017 – continua il famoso fotografo – e l’anno scorso abbiamo dato il via alla I Edizione con sette mostre. Quest’anno ci saranno dieci esposizioni fotografiche ed ho privilegiato autori che avessero qualcosa di valido da dire”.

Gianni Biccari sarà presente all’evento con una mostra fotografica su New Orleans e Nando Pisacane, fotografo e pittore molto ammirato dal coordinatore artistico, che esprime come sempre la sua lodevole esigenza di vedere le fotografie esposte su di una parete, ribadendo che “le foto restano spesso intrappolate nei computer, nei telefonini e negli hard disk. Non si stampa più, perché costoso. Molti autori si sono accollati i costi di stampa, ma hanno risposto in maniera entusiastica”.

Di seguito, i prossimi appuntamenti della mostra fotografica:

1 marzo: Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy

2 e 15 marzo: Lorenzo Leone

16 e 29 marzo: Gianni Biccari

30 marzo e 12 aprile: Federico Righi

13 e 26 aprile: Antonio Manno

27 aprile e 10 maggio: Salvatore De Rosa

11 e 24 maggio: Marco Menduni

25 maggio e 7 giugno: Fernando Pisacane

8 e 21 giugno: Evento di chiusura da definire

Per maggiori informazioni è possibile telefonare ai numeri 3388805491 – 3498109559.

Lo scorso 15 febbraio, nel famoso museo Pan di Napoli, è stata inaugurata l’innovativa mostra “Il nostro 900”, che sarà possibile visitare gratuitamente fino al 10 marzo. L’evento, curato da Saverio Ammendola, Paolo La Motta e Isabella Valente, è  incentrato sulla pittura e scultura napoletana del XX secolo.  L’allestimento, al secondo piano del museo di via dei Mille, è curato dalla Galleria Mediterranea, una delle gallerie più antiche d’Italia e da La Fenice in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Nella sezione pittura, tra gli autori proposti sono presenti Luigi Crisconio, Eugenio Viti, Gennaro Villani, Gaetano Bocchetti, Francesco Galante, Antonio Bresciani, Giovanni Brancaccio, Emilio Notte, Vincenzo Ciardo, Manlio Giarrizzo, Carlo Striccoli, Alberto Chiancone, Rubens Capaldo, Amerigo Tamburrini, Nicola Fabricatore, Mario Vittorio, Guido Casciaro, Franco Girosi, Carlo Verdecchia, Enrico Cajati, Raffaele Lippi e infine, Elio Waschimps. Altresì, nella sezione di scultura sono esposte le meravigliose opere di artisti noti come Giovanni De Martino, Raffaele Uccella, Pasquale Monaco, Francesco Parente e tanti altri ancora. Dei suddetti autori vengono proposte oltre cinquanta dipinti e trenta opere sconosciute al grande pubblico, ma apprezzate in importanti mostre internazionali, dal  “Bagno” di Giovanni Brancaccio, esposta in passato alla Biennale di Venezia e alla Mostra Carnegie Institute di Pittsburg fino a “Dopo la pioggia” di Rubens Capaldo, in mostra al VII Quadriennale di Roma.

Un evento da non perdere, che ha l’obbietto di avvicinare sia i cultori che i giovani all’arte napoletana del ‘900, consentendo una conoscenza, spesso poco valorizzata, dei nostri beni.

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