Storia

Lettera a Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie

Oggi ricorre l’anniversario dalla vostra morte ed io voglio dedicarvi alcune righe.
Chi si interessa alla causa borbonica, di solito, prende come punto di riferimento vostro padre: Re Ferdinando II, sotto il quale Napoli e tutto il Regno hanno vissuto la loro età dell’oro. Io invece ho sviluppato da subito un’ammirazione ed un trasporto per Voi. Dalla storiografia scritta dai vincitori venite descritto come debole, privo di polso, incapace al comando.

Chi, invece, ha avuto la fortuna di studiarvi senza il filtro fuorviante della storiografia prezzolata è in disaccordo con questa versione dei fatti. Personalmente ho conosciuto un sovrano che, nonostante abbia ereditato un pesantissimo trono, occupato in maniera indiscutibilmente brillante dal padre, a soli 23 anni ha governato con dignità e lungimiranza, mostrando acutezza, determinazione e grande umanità anche durante l’invasione del suo Stato da parte di un avventuriero sanguinario per conto di Vittorio Emanuele II.

Non ho mai conosciuto un sovrano o un leader che per salvare i suoi uomini e i suoi “figli” (come amavate chiamare il vostro popolo) decidesse di firmare l’armistizio per liberare Gaeta da un assedio disumano. Per i più questo gesto è stato dettato dalla debolezza, invece è emblema dell’immenso amore che avevate per la vostra terra e per i vostri sudditi, che vi ha portato ad accettare, senza esitazioni, un triste esilio per risparmiar loro altre sofferenze.

Non avete mai chinato il capo, ma anche quando ormai vi avevano privato del vostro trono, avete lottato con grande dignità, e con l’aiuto della vostra profondissima fede coltivavate in cuor vostro il desiderio di rimpossessarvi dello scettro dei vostri padri. Commoventi sono i vostri scritti sugli ultimi giorni di regno e sull’esilio, dove si percepisce tutto il vostro dolore ma sempre contraddistinto da un’umanità ed una bontà d’animo più unica che rara.

Siete stato ultimo baluardo di un mondo che ormai stava collassando, sconvolto da venti di guerra, libertà mendaci e falsi miti. Testimone di una Napoli che oggi non esiste più. La vostra è stata l’ultima luce splendente di un’umanità che non esiste più in quanto successivamente il cinismo, la prevaricazione ed il tornaconto sono stati innalzati ed esaltati come gli unici archetipi da perseguire a tutti i costi.

Perdonateci se non siamo stati capaci di difendere quello che voi e i vostri antenati avete creato per noi. Mi appello alla clemenza del vostro immenso cuore, con capo chino, perché ancora oggi dopo quasi 156 anni c’è ancora chi infanga il nome vostro e della vostra famiglia.

Le persone parlano e spesso lo fanno per partito preso. Possono dire tutto quello che vogliono, ma chi è a conoscenza della verità sa come sono andate le cose. Non dispiacetevi per i più che ancora vi calunniano, ma guardate con benevolenza e con occhio di padre, chi dopo un secolo e mezzo ancora urla al mondo la grandezza del vostro operato e vi acclama ancora, ma non solo come: Vostra Maestà, ma come punto di riferimento, intimo padre e fratello.

Grazie di tutto Re Franceschiello, che Iddio vi abbia sempre in Gloria.

AVVIATA LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE