Mariano delle paranze non era un semplice membro, ma un vero e proprio boss, appartenente a un clan di Ponticelli, dove vari mesi fa è avvenuta una delle più celebri manifestazioni di potere delle nuove leve della camorra, la stesa. Gli amici del Rione Conocal lo conoscono come “faccia janka”, ecco invece come lo descrive – in una nota riportata da TeleclubItalia.it – Ciro Auricchio, segretario campano dell’Ussp (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria): “Mariano, il baby killer della camorra intervistato nel docufilm di Michele Santoro presentato a Venezia, è anche uno dei protagonisti della rivolta del carcere di Airola. Il cosiddetto ‘giovane detenuto’ in questione appartenente a un clan di Ponticelli, esalta nel trailer pubblicato il suo stato criminale, manifestando disprezzo verso le istituzioni e forze dell’ordine. Dalle sue dichiarazioni trapela l’assenza di qualsiasi ravvedimento rispetto ai crimini commessi. Questi soggetti vanificano i processi di riabilitazione degli altri minorenni ospitati nelle strutture penali minorili”.
Una descrizione senz’altro negativa del ragazzo che, però – a guardare il video e ad ascoltare le sue parole – non sembra lontana dalla realtà.