I danni dello smog, quindi, non si limitano alla gravidanza, ma anzi costituiscono un rischio maggiore per i bambini: “Gli agenti inquinanti depositati nel tratto respiratorio possono raggiungere il sistema nervoso centrale, causando danni neurologici con meccanismi infiammatori e stress ossidativo, soprattutto nei bambini, nei quali il cervello non è ancora completamente sviluppato ed è quindi più indifeso”.
Inoltre, in una ricerca effettuata in Svezia, si è scoperto che nei bambini che vivono nelle città più inquinate è stato registrato un maggiore utilizzo di farmaci per disturbi mentali, come sedativi, sonniferi e anti psicotici.
L’eccessiva esposizione a smog può anche provocare cambiamenti fisiologici nei neonati, come una diminuzione di peso e un minore volume del cranio.
L’Europa e l’Italia non rispettano i valori indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’inquinamento e, anzi, il limite annuale è due volte superiore a quello consigliato.