Nel corso del suo intervento, la donna ha ricordato l’importanza di non aver paura di esporsi e di denunciare, raccontando che il figlio, Arturo, “ha deciso di evitare il paravento quando in Tribunale s’è ritrovato davanti ai suoi aggressori perché ha voluto guardarli in volto mentre li riconosceva”.
La madre del ragazzo ha aggiunto anche che “le famiglie degli aggressori di Arturo sono tutte legate direttamente o indirettamente alla camorra. Ho chiesto di offrire un percorso educativo, con l’associazione, a un minore a rischio ma il Tribunale dei minori mi ha negato questa possibilità proprio per il processo in corso contro gli aggressori di mio figlio”.