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Fatto a pezzi e sciolto nell’acido: ergastolo anche per il complice di Ciro Guarente

Dopo l’ergastolo a cui era stato condannato Ciro Guarente, l’uomo di 37 anni che aveva brutalemnte ucciso Vincenzo Ruggiero, ha ottenuto la stessa condanna anche Francesco De Turris di 53 anni, che ha aiutato l’esecutore materiale dell’omicidio. La vittima era un  giovane attivista gay di soli 25 anni originario di Parete, in provincia di Caserta, fatto a pezzi e poi sciolto nell’acido il 7 luglio 2017.

Francesco De Turris, avrebbe fornito al killer l’arma con la quale avrebbe prima ucciso Vincenzo, una calibro 7,65 prima di farlo a pezzi e compiere quell’efferato delitto. Ancora oggi la dinamica dell’omicidio è alquanto macabra quanto surreale. Infatti Guarente per completare il lavoro, impastò i resti del giovane attivista con il cemento, per fare un muretto di cemento, in un box auto a Ponticelli. Attualemnte la testa e alcuni organi interni del giovane non sono stati ancora trovati. Il movente del delitto sarebbe stata una lite scoppiata tra i due.

Alla notizia del secondo ergastolo, il papà della vittima ha così commentato: “Questo verdetto sicuramente non mi ridà mio figlio, ma si è esaudito il mio primo desiderio, la giustizia terrena. Ora aspetto la giustizia divina”