Turismo straniero: il Nord incassa più del Sud

Il turismo e’ un settore che mostra segnali di crescita, ha delle potenzialita’ enormi. Il governo e’ in carica da 5 mesi, abbiamo cercato, partendo da una situazione complicata di mettere a posto una squadra per costruire un quadro di impegni, regole, norme che ci consenta di metterle a frutto. Nel futuro bisogna moltiplicare l’offerta turistica, lavorare sulla digitalizzazione, sulla riqualificazione dell’ospitalita’ e per la promozione”.

Così Dario Franceschini, Ministro dei beni e le attività culturali e del turismo commenta i dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo sull’andamento delle entrate culturali italiane. Dati positivi, in crescita,  a conferma ancora una volta che è sulla cultura che l’italia deve puntare e dal quale può ripartire, su  un settore che per le casse dello stato rappresenta una risorsa che difficilmente  andrà in crisi. Stupisce che il Mezzogiorno con il suo patrimonio culturale di gran lunga più ricco rispetto a quello del Settentrione contribuisce solo per il 13% degli introiti italiani a differenza del 60% del Nord.

Grazie al turismo internazionale l’Italia ha guadagnato nel 2013 circa 33 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto al 2012. Il 2014 dall’analisi dei primi risultati mostra già una crescita del 5,2% : Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana al vertice a discapito del Sud che accoglie solo il 13% degli introiti turistici.

Gli introiti, a mio avviso, per il Sud Italia potrebbero essere il triplo rispetto a quelli incassati dal resto d-Italia se solo si adeguasse il Meridione con collegamenti più efficienti in modo da far giungere i turisti in maniera dignitosa nei siti di interesse , in alcuni casi sono mancanti e mal funzionanti da mesi ( il primo tratto ferroviario italiano Napoli – Portici rischia di diventare l’ultimo), strutture ricettive ed un’organizzazione turistica adeguata ad accogliere un turismo internazionale e salvaguardia del patrimonio culturale, paesaggistico e subacqueo altrimenti si rischia di digitalizzare un patrimonio ancora per poco esistente.