Economia

Vi sono ottimi risultati per lo stato di balneabilità del mare in Campania. Solamente una piccola parte dei camiponi raccolti supererebbe il limite di di contaminazione fecale, previsto per legge.

Sono stati più di 1500 i campioni che sono stati raccolti da Arpac, nelle nostre coste. Il test è stato fatto anche avendo a riguardo ad alcuni fattori visivi, come la presenza di schiume particolari in prossimità della battigia, presenza di meduse ed altro. Nella maggior parte dei casi, si è però scoperto che tali fenomeni erano dovuti completamente a cause naturali e non di inquinamento.

Ebbene, secondo i primi risultati, sarebbero solamente sette i campioni di mare che mostrerebbero un superamento del suddetto limite. Noi sappiamo che la presenza di contaminazioni fecali nelle acque permette il proliferare dell’Escherichia coli e dell’Escherichia intestinali. Per chi non lo sapesse, parliamo di due batteri novici per la salute dell’uomo. Infatti un’esposizione in luoghi dove si trova il batterio, può portaqre ad infezioni o all’insorgere della meningite.

Ma quali sono le spiagge che non hanno superato il test? Facciamo riferimento, in primis per la Città Metropolitana di Napoli, ad alcuni tratti di mare afferenti ai comuni di Monte di Procida (Marina di Vita Fumo), Massa Lubrense (Punta Montalto) e Pozzuoli (La Pietra e Area Industriale). Per la provincia di Salerno invece, i luoghi investiti da tali contaminazioni sono stati ritrovati a Vietri sul mare (Marina di Vietri Secondo Tratto), a Pontecagnano Faiano (Sud Picentino) e nel comune di Salerno (Est Fiume Irno). A seguito delle segnalazioni dell’Arpac, in queste zone sono subito scattati i divieti temporanei di balneazione.

Insomma, se pur i risultati siano ottimi, persistono ancora delle aree marine non balneabili. E’ compito di tutti far sì che questi divieti scompaiano una volta e per tutte dalle coste campane. Queste ultime non meritano affatto un simile trattamento.

pendolari CircumVesuviana

Si rischia veramente un vero e proprio caos per i trasporti verso la seconda metà del mese prossimo. Parliamo di uno sciopero di tre giorni, il quale potrebbe essere previsto dal 24 al 26 luglio 2019 su scala nazionale.Una situazione che risulta essere quasi inedita ai nostri occhi, come a quelli dei tanti viaggiatori e pendolari italiani.

L’annuncio è stato fatto dai maggiori sindacati del settore dei trasporti, cioè dai vertici di Fi lt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasport. Questo sciopero di tre giorni nascerebbe da alcune richieste che da tempo i lavoratori fanno al Governo. Nello specifico, il 24 luglio scioperano tutti i settori ad eccezione degli aerei, mentre venerdì, il 26 luglio, anche esso si fermerà.

Per la prima volta nella storia più recente il Governo che si contraddistingue per l’assenza di risposte strategiche, non ha mai convocato le organizzazioni sindacali e lo ha fatto solo per sporadici incontri per la gestione delle singole crisi” – Ha detto il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio“A seguito di questo bisogno di scelte si deve aprire un confronto punto per punto su infrastrutture, politica dei trasporti e regole ed arrivare alla sottoscrizione di un Patto per i Trasporti che parta dall’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci”.

Come riportato invece dal quotidiano La Stampa, il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi ha affermato che: il Paese e i lavoratori dei trasporti hanno bisogno di regole, pianificazione e programmazioni. Siamo uniti per vincere la battaglia che abbiamo iniziato con gli scioperi nazionali di maggio scorso. Questo non è uno sciopero contro i due partiti al Governo, ma è uno sciopero politico contro l’immobilismo di questo Governo. Senza trasporti moderni ed efficienti, con tutti i lavoratori tutelati dai Ccnl, questo Paese non potrà ripartire”.

Insomma, se lo sciopero dovesse davvero realizzarsi, sarebbe una brutta batosta per i tanti viaggiatori italia. Ricordiamo che i trasporti restano un servizio fondamentale per i cittadini e uno sciopero di tre giorni sarebbe un dramma.

vincenzo-de-luca

vincenzo-de-lucaE’ tornato a parlare delle Universiadi il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca. Questa volta il tono però non è stato trionfalistico o celebrativo, bensì polemico. Il politico salernitano ha infatti espresso la sua delusione per lo Stato italiano e il Coni, reo di non aver dato fondi per la realizzazione dell’Universiadi, quando invece già si adopera per fornire soldi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate oggi,  presso i microfoni di Radio Crc. De Luca ha infatti detto che: “sulle Universiadi abbiamo fatto tutto con le nostre forze. Ho visto invece che per le Olimpiadi invernali c’è un contributo di quasi 1 miliardo di euro del Cio e di altri 400 milioni dello Stato italiano. Ma va bene così, siamo orgogliosi di aver dato una prova di efficienza straordinaria”.

C’è un pò di strabismo da parte delle autorità sportive nazionali – ha detto De Lucae ho apprezzato molto la totale assenza del Coni italiano e del dottor Malagò in relazione alle Universiadi, che sono un evento sportivo genuino, non abbiamo grandi interessi economici. Abbiamo fatto tutto da soli e va bene così, possiamo dirci estremamente soddisfatti. Con i fondi della Regione abbiamo fatto un miracolo, in poco più di 10 mesi abbiamo ristrutturato o realizzato impianti sportivi a volte anche di grande rilievo, e chi vedrà lo stadio San Paolo il 3 luglio vedrà che è un altro stadio”.

Insomma, il Presidente del Consiglio Regionale della Campania ha deciso di non mandarla a dire e di togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa. Ormai qualsiasi polemica di questo tipo ci sembra del tutto inutile. La città sembra pronta ad ospitare i Giochi, i quali saranno sicuramente un palcoscenico adatto per far vedere al mondo chi siamo. Sarà un’opportunità per rilanciare Napoli in Europa e in tutto il mondo.

Anche il Presidente del consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha voluto far sentire la sua vicinanza ai lavoratori della Whirlpool di Ponticelli. Si è da poco conclusa infatti una riunione, alla quale hanno partecipato anche le rappresentanze operaie e sindacali presenti nello stabilimento di Napoli Est.

Abbiamo un vicepremier che è di questi territori, quindi è ipersensibile di suo a questa vicenda da parte del governo massima disponibilità per salvaguardare la prospettiva industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali. Alla proprietà di Whirlpool diremo: avete problemi, un piano industriale che non vi rende, avete problemi sul piano della competitività? Qui ci sono 380 talenti della Apple Academy che sfornano prodotti digitali competitivi nel mondo: chissà che loro non abbiano qualche idea per voi. Raccogliete qui la sfida della competitività, non andate a cercarla in Svezia o Polonia perché ve la offriamo qui, nel punto apparentemente più degradato della città”. Queste sono state le parole di Conte, in merito al vertice con gli operai Whirlpool.

La vicenda non sembra chiudersi e ormai non si contano più i rappresentanti della politica, locale e nazionale, che hanno discusso con i lavoratori. Si spera che il tutto si risolva per il meglio. 

hackerL’introduzione della rete e dei sistemi di telecomunicazioni ha rappresentato una vera e propria rivoluzione industriale. Tutte le attività fanno largo uso dei sistemi informatici, per i fini più disparati. Essere fuori da questo cerchio oggi significa essere fuori dal mercato.

La rete però presenta diverse insidie. La digitalizzazione non ha solamente reso più accessibili i rapporti umani, ma ha anche facilitato il compito dei malintenzionati. Più difficile è diventato proteggere i dati sensibili propri e della propria attività, per far sì che non entrino nelle mani sbagliate. Il 2018 è stato infatti l’anno peggiore in termini di attacchi informatici, e dei loro impatti su aziende, professionisti, istituzioni, privati cittadini. Non solo dal punto di vista della quantità, che continua a crescere, ma anche e soprattutto da quello della gravità e dei danni provocati. Parliamo di gravi reati come: pirateria, plagio, diffamazione e furto d’identità.

Negli ultimi 12 mesi, i Cyber-attacchi gravi censiti sono aumentati del 38% (1.552 contro i 1.127 del 2017), per una media di 129 attacchi gravi al mese, rispetto ai 94 dell’anno prima. E nell’ultimo biennio il loro tasso di crescita è aumentato di 10 volte rispetto al biennio precedente. È stato ancora il Malware ‘semplice’, prodotto industrialmente e a costi sempre più bassi, il principale veicolo di intrusione nei sistemi, in crescita del 31% in un anno. Mentre aumentano del 57% gli attacchi con tecniche di Phishing e Social Engineering su larga scala, ancora a conferma della logica sempre più ‘industriale’ dei cyber-criminali.

Il 7 Maggio 2019, in Italia si è verificato un caso clamoroso: Anonymous Italia ha violato la posta elettronica certificata di 30 mila avvocati iscritti all’Ordine di Roma. Tra i dati divulgati, anche le mail della sindaca della Capitale, Virginia Raggi. Il movimento ha pubblicato sul proprio blog nomi utenti, le password, gli indirizzi email e di residenza degli avvocati.

Ai giorni nostri, tutelare i propri dati sensibili sulla rete è diventato di fondamentale importanza. Non farlo significherebbe esporsi completamente alle ruberie di hacker – sottolinea l’assicuratore Luca Capano – e malintenzionati, con gravi rischi per la propria attività professionale. Ora è diventata una questione di responsabilità”.

Tanto maggiore è l’esposizione sul web da parte di una società o di un professionista, quanto maggiore è il rischio che sia vittima del cyber crime. Il mondo assicurativo ha così predisposto modelli di Analisi e Trattamento del rischio (Risk Assessment e Treatment). Quest’ultimi prevedono misure di mitigazione dello stesso e, come ultimo baluardo, contratti assicurativi atti al trasferimento delle incombenze rimanenti agli Assicuratori. Tra le società assicurative che si occupano di ciò, vi è la Amissima Assicurazioni Spa, con sede a Torre del Greco in via Giuseppe Mazzini 5.

Amissima Assicurazioni SPA

Agenzia Generale 2581
Via Giuseppe Mazzini 5 – 80059 Torre del Greco (NA)
TEL: 0818811768 – CELL: 3384934674
FAX: 0818818769 – MAIL: age2581@amissima.net
PEC: centroserviziassicurativi@arubapec.it
WEBSITE: Capanoassicurazioni.it

Nuovo annuncio del Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla creazione di nuovi posti di lavoro. E’ infatti in corso una trattativa in regione, per un nuovo bando di assunzioni nella Pubblica Amministrazione entro la fine di giugno. 

A renderlo noto è stato lo stesso Presidente De Luca, in un post sulla sua Pagina Ufficiale di Facebook. Contiamo di far pubblicare il bando dal ministero della Funzione Pubblica entro il mese di giugno. È una lunga trattativa nella quale la Regione Campania investe quasi 120 milioni di euro. Ma l’obiettivo è dare lavoro stabile a 10mila giovani del nostro territorio. Queste sono state le affermazioni social del politico salernitano.

Si spera, come al solito, che queste non siano delle mere “promesse da Marinaio”, ma che portino realmente ad uno sviluppo occupazionale nella nostra Regione. Il Tema del lavoro è infatti uno dei più complicati da affrontare in Campania.

Nulla di fatto per la prima rappresentazione del Lago dei Cigni, la quale era in programma ieri al Teatro San Carlo di Napoli. L’opera non è andata in scena, dato lo sciopera dei ballerini della fondazione Teatro San Carlo. La protesta era nata dal problema dei contratti a termine attualmente vincolati da norme assai restrittive.

Il tema non è prettamente napoletano, ma riguarda tutte le Fondazioni Sinfoniche d’Italia. Ieri però nella nostra città, si è cercato di fare tutto per mettere in scena lo spettacolo. Nonostante il lungo incontro svoltosi nella giornata di ieri con i sindacati però, non si è riusciti a trovare un punto d’incontro nelle trattative. Così, come aveva promesso nel caso in cui si fosse palesata tale eventualità, il Corpo di Ballo ha deciso di disertare la prima. La questione delle Sinfoniche sarà all’ordine del giorno sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, in programma per il 19 giugno.

“Sono qui prima di tutto per chiedervi scusa e poi per spiegarvi le ragioni dello sciopero. Purtroppo, gli sforzi fatti fino a pochi minuti fa da stamattina ininterrottamente da me e dalle organizzazioni sindacali, sono stati vani; nessuno è riuscito a convincere il nostro balletto a non lasciare questo palcoscenico vuoto; e io non posso non dolermene. La problematica che ha spinto a questo sciopero non attiene solo al San Carlo e a Napoli ma è una problematica nazionale riferita al decreto dignità che vincola moltissimo l’utilizzo dei contratti a termine e non riguarda solo il corpo di ballo, ma è atteso anche da orchestra e coro. Queste sono state le parole della Sovrintendente del Teatro San Carlo Rosanna Purchia, salita sul palco dopo l’annuncio della non messa in scena del Lago dei Cigni.

I biglietti saranno rimborsati ed eventualmente convertiti. L’opera andrà in scena regolarmente oggi pomeriggio, alle ore 17 in punto.

 

whirlpool di maio

whirlpool di maioSpunta un nuovo dettaglio sulla vicenda Whirlpool. Un dettaglio che, qualora fosse confermato, getterebbe in cattiva luce il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Proprio l’esponente politico che si è battuto di più per il bene dello stabilimento di Ponticelli.

Secondo l’edizione europea del giornale statunitense Il Politico, Di Maio sarebbe stato informato già ad aprile (prima ancora delle proteste operaie) della chiusura anticipata della fabbrica napoletana. Nei giorni scorsi infatti, il Ministro aveva affermato di sapere della crisi della multinazionale, dovuto proprio al calo della domanda dei pezzi prodotti a Napoli. Però senza aver alcuna notizia di una chiusura anticipata.

Il Politico però non sarebbe d’accordo col Ministro. Così secondo i nostri colleghi d’Oltreoceano, sarebbe stata inviata : una lettera da Whirlpool a Di Maio all’inizio di aprile, che dimostra che la compagnia ha informato il ministro di non essere più in grado di tener fede all’impegno assunto nell’ottobre 2018. Cioè investire 17 milioni nella fabbrica di Napoli, dove si producono lavatrici di fascia alta, dal momento che quel segmento di mercato sta sperimentando un calo importante nella domanda”.

Le opposizioni si sono subito schierate contro il Ministro, invitandolo a riferire in Aula di tutto ciò. Certo è che se la lettera fosse confermata, ci troveremo dinanzi ad un’azione grave del Ministro Di Maio. 

whirlpool di maio

Sulla vicenda Whirlpool, il PD riparte con l’attacco nei confronti del Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Dopo l’accusa da parte di Paola De Micheli, anche Carlo Calenda ha deciso di criticare le mosse di Di Maio in merito allo stabilimento di Ponticelli.

L’ex Ministro dello Sviluppo Economico ha infatti scritto un singolare post su Facebook, all’interno del quale si possono leggere pesanti accuse nei confronti del Ministro.Luigi Di Maio ha mentito al Paese e agli operai su Whirlpool. Sapeva della chiusura di Napoli da inizio aprile. Ha incaricato Invitalia di analizzare il nuovo possibile investitore in sostituzione di Whirlpool. Non ha ricevuto i sindacati che hanno chiesto incontro, ha aspettato le europee e poi ha fatto scene indecorose di finta indignazione. Si deve vergognare”.

La vicenda della chiusura dello stabilimento Whirlpool sembra quindi esser ancor lontana dalla risoluzione. Alla fine, si sta assistendo al solito “cronicizzarsi all’italiana”, uno dei tanti mali di questo Paese.

whirlpool di maio

La vicenda Whirlpool non sembra ancora risolversi nel migliore dei modi. Vi è un nuovo scontro infatti tra il Ministro Di Maio e i vertici dell’azienda.

L’azienda avrebbe infatti rifiutato di ridare al Governo l’investimento pubblico ricevuto anni addietro. Ciò avrebbe fatto indignare il Ministro del Lavoro, il quale non avrebbe  nemmeno l’intenzione di accordare nuovi fondi. Il finanziamento da 5 milioni di euro, che infatti Di Maio vorrebbe ritirare, è stato già erogato tempo fa all’azienda. Quest’ultima lo avrebbe già completamente prosciugato.

Il problema nasce anche dal fatto che un nuovo finanziamento comporterebbe la norma UE sul divieto di aiuti di Stato. Insomma, la situazione sarebbe molto ingarbugliata e gli esperti del Mise sarebbero pessimisti su possibili soluzioni. Quest’ultime però, prima o poi, dovranno essere trovate. Le possibili armi a disposizione del Governo sono due. Prima di tutto, un provvedimento normativo – forse un emendamento al decreto crescita ma molto più probabilmente un decreto – per frenare la chiusura o la fuga delle imprese che hanno ottenuto incentivi dal governo. Dopo di ciò, si dovrebbe poi avviare una procedura per bloccare un finanziamento da 8 milioni di euro diretto alla multinazionale americana proprio per il sito partenopeo. Ma il tutto resta difficile. 

La questione Whirlpool sembra quindi non trovar pace. Si spera che nelle prossime settimane Governo, sindacati e vertici riescano a trovare un intesa, per salvare i posti di lavoro.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De LucaIl discorso sull’autonomia differenziata di alcune regioni del Nord torna alla ribalta. A parlarne è stato il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in un incontro avvenuto presso l’Università Federico II.

“Nel dibattito sull’autonomia differenziata cominciamo a parlare di cose pesanti e preoccupanti che diremo ai nostri amici del governo. In modo particolare al mio amico Salvini, quando andremo a discutere nel merito dei risorse. Perché va bene amicizia e cordialità, il rosario, ma alla fine quando parliamo di miliardi di euro, la difesa degli interessi del Nord viene fatta in maniera brutale sulla pelle del Sud. La Regione dovrà essere in prima fila per tutelare gli interessi del Sud e in modo particolare della nostra sanità e della nostra scuola”. Queste sono state le affermazioni di De Luca in merito.

Il Presidente del Consiglio Regionale ha poi parlato della questione Teatro San Carlo, affermando che: “Noi siamo impegnati a garantire la programmazione del teatro San Carlo e sappiamo che senza la Regione chiuderebbe domani mattina. Ribadisco l’impegno della Regione Campania a mantenere il finanziamento da 10 a 12 milioni di euro a fronte dei 600.000 euro del Comune di Napoli. Dobbiamo mantenere questo carattere internazionale della programmazione, siamo impegnati al San Carlo anche in attività collaterali, come Un’estate da re a Caserta e il Festival di Ravello. Stiamo facendo di tutto per garantire una prospettiva serena al teatro”.

Le dichiarazioni del Presidente De Luca sembrano manifestare che la Regione abbia tutto sotto controllo. Si spera che ciò sia davvero così e che non vi siano sorprese inaspettate.

whirlpool di maio

Sono giorni d’ansia per i dipendenti della Whirlpool di Via Argine, dopo l’annuncio della chiusura da parte dell’azienda. Oggi vi è stato l’incontro tra i vertici e i rappresentanti dei sindacati. Nel frattempo, la folla dei lavoratori ha intonato lo slogan: “Forza Di Maio, non mollare “.

“Sarà una lotta lunga, abbiamo di fronte un gigante cattivo che pensa che i problemi si possano risolvere comprando la gente. L’azienda proverà a dividerci, è importante quindi che i lavoratori restino uniti”. Queste sono state le parole di Barbara Tibaldi, segretario nazionale di Fiom. Non abbiamo vinto, ma siamo ancora in campo e l’atteggiamento del governo è stato chiaro, si è seduto con noi al tavolo ed è stato autorevole. Non è detto che lo sia per sempre, ma ieri ha richiamato l’azienda alle sue responsabilità, recependo completamente la nostra lettura”.

A dar ragione al Segretario Fiom sono anche le altre rappresentanze sindacali, le quali fanno sapere che continueranno a combattere per il bene dei dipendenti. Tra gli stessi, importanti sono le parole di Walter Schiavella, il Segretario generale di Cigl a Napoli. “Se perdiamo questa battaglia, abbiamo perso la battaglia dell’industria a Napoli e Napoli senza industria non cresce, non c’è speranza”.

Vodafone ha dato il grande annuncio: presto anche i partenopei usufruiranno del 5G. La nuova rete sarà installata anche nelle città di Milano, Roma, Bologna e Torino.

A renderlo noto è stato Aldo Bisio, l’amministratore delegato di Vodafone Italia, che ha preso parte ad un incontro svoltosi stamattina a Milano. “Si tratta di un’occasione importante per l’Italia. Noi di Vodafone siamo tra i primi operatori in Europa e lanciare il 5G commerciale. Rispetto alle caratteristiche tecniche, la velocità del 5G a regime sarà moltiplicata per dieci rispetto al 4G, una velocità «mostruosa». Ma è solo di un primo passo per la diffusione dei servizi 5G commerciali di Vodafone in Italia. Entro il 2021 copriremo cento città”. Queste sono state le parole di Bisio.

Questa è una notizia importante per la città di Napoli. Essa sarà tra le prime città in Italia (l’unica al Sud) ad avere la linea che sta scatenando una delle più grandi guerre commerciali della storia. 

Vincenzo De Luca

Vincenzo De LucaE’ ancora polemica sul tema dei trasporti pubblici a Napoli. Questa volta è stato il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ad infiammare gli animi. “Sulla Linea 6 della metropolitana di Napoli manca la certificazione dei fondi Ue per i ritardi del Comune di Napoli e la Regione Campania rischia di perdere 90 milioni di euro”. Queste sono state le parole pronunciate questa mattina, presso gli studi di Radio Crc.

De Luca ha inoltre parlato di altri casi simili, come il cantiere di Via Marina e Bagnoli. Importanti sono state anche le sue dichiarazione in merito allo Stadio. “Siamo arrivati all’assurdo che abbiamo dovuto investire 23 milioni di euro per il rifacimento dello stadio San Paolo di proprietà del Comune di Napoli. Io niente voglio, ma almeno che sia riconosciuto il nostro impegno”.

Il Presidente non si è fatto mancare nemmeno i toni duri contro De Magistris, affermando che: Noi non perdiamo tempo pensando a come stampare moneta. Ci sono istituzioni che non avendo nulla da fare cercano di litigare con il sottoscritto per farsi pubblicità e poi mettono il cappello su opere e interventi finanziari dalla Regione Campania”. 

whirlpool di maio

Il tutto è ancora aperto sulla questione Whirlpool di Via Argine, a Napoli. Oggi vi è stato l’incontro al Mise tra il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e i vertici dell’azienda, la quale aveva annunciato la chiusura dello stabilimento.

All’incontro hanno partecipato anche i maggiori sindacati italiani, tra cui Fim, Fiom e Uilm. Duri sono stati i toni del Ministro Di Maio, che (a quanto attiene a fonti sindacali) avrebbe detto dinanzi ai capi di Whirlpool: Non si prende per il culo lo Stato italiano. Non con me, non con questo governo. Dal 2014 ad oggi la Whirlpool ha ricevuto 27 milioni di euro di fondi pubblici”.

Subita è arrivata la risposta di Luigi La Murgia (Adl di Whirlpool) che, come si apprende da Repubblica, ha detto: “Non vogliamo chiudere ma individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Oggi una soluzione non l’abbiamo”. Nel frattempo, i lavoratori avrebbero inscenato una protesta a Roma, per difendere il proprio posto di lavoro dalla chiusura.

Insomma, questa di Whirlpool continua a far polemiche e creare apprensione per i lavoratori dello stabilimento di Ponticelli. Un qualcosa che non dà un buon segnale sulle politiche occupazionali in Campania.

Ritorniamo a parlare di Zero al Sud del giornalista napoletano Marco Esposito, che ieri è intervenuto in collegamento da Napoli a Linea Notte, su Rai Tre per pubblicizzare il suo libro, ma soprattutto le idee al suo interno.

Il conduttore Maurizio Mannoni ha introdotto con interesse quello che poi è stato l’intervento breve ma conciso del giornalista de Il Mattino. L’autore di Zero al Sud, ha parlato del suo lavoro di ricerca che lo ha portato poi, con dati alla mano, a scrivere di una questione di cui si parla da più di un secolo e mezzo, e spesso anche in modo errato: il divario tra Nord e Sud.

Il giornalista ha affermato: “Il federalismo fiscale è già stato attuato per i comuni, con regole diaboliche. Praticamente, invece di dare il livello essenziale a tutti, cioè un minimo da garantire a tutta Italia, si è stabilito che chi aveva poco era giusto che avesse poco”.

Ha riportato, poi, esempi pratici, come quello del comune di Altamura con i suoi 70.000 abitanti, 1.800 bambini e un fabbisogno di asili nido pari a zero. E ancora, un parallelismo che chiarisce, in modo più chiaro ed elementare, il grosso problema che è al centro del suo libro: due città, una del sud Reggio Calabria, una del nord Reggio Emilia, alla prima il diritto riconosciuto per gli asili nido è 90mila €, alla seconda, che è un po’ più piccola, è 9 milioni, cioè 100 volte di più.

Parla, poi, dell’assegno della solidarietà e della decisione di dimezzarlo, nonostante la Costituzione dichiari che debba essere integrale. Riportando le parole del leghista Giancarlo Giorgetti: “I dati probabilmente sarebbero scioccanti, magari ce li fate avere in modo riservato o facciamo una seduta segreta come avviene in sessione antimafia”, annullando ogni prospettiva di trasparenza ed efficienza.

Marco Esposito conclude con una frase che genera ghiaccio in studio: “Questo non è il racconto del federalismo fiscale, questa è una pagina nera della Repubblica italiana”.

Zero al Sud sulla Rai. Questa sera per la prima volta una rete televisiva nazionale racconterà i motivi per cui i cittadini del Sud hanno meno diritti e meno soldi rispetto ai cittadini del resto d’Italia. Marco Esposito, giornalista e autore del libro Zero al Sud, interverrà in collegamento da Napoli a Linea Notte, programma di Rai Tre in onda a partire da mezzanotte.

Per più di un secolo e mezzo si è raccontato che il divario tra Nord e Sud dovesse essere ravvisato nella cattiva gestione dei fondi e della cosa pubblica da parte degli amministratori locali. Con il federalismo fiscale la situazione si è ulteriormente aggravata. La ricerca di Marco Esposito ha però messo in evidenza il perverso meccanismo dei fabbisogni, il quale stabilisce, per esempio, che al Sud il fabbisogno di asilo nido sia equivalente a “zero” perché in questo territorio praticamente non ve ne sono. Al contrario, nei territori dove sono già presenti sono state destinate risorse economiche per costruirne degli altri. Il discorso degli asili vale anche per molte altre questioni, mettendo in luce un sistema che invece di appiattire le distanze tra le aree del Paese, finisce per accentuarle.

Una condizione che potrebbe aggravarsi in futuro, se venisse attuato il regionalismo differenziato così com’è attualmente concepito.

grandinata
grandinata
Foto di barber8813

Come tutti hanno potuto notare, questo mese di maggio non è stato clemente con la Campania e l’Italia tutta. Freddo, precipitazione e grandine hanno invaso i cieli delle nostre città e continueranno a farlo fino a giugno. 

Il dato più grave, dovuto proprio a questi fattori climatici, lo registra l’agricoltura. A renderlo noto è la Coldiretti, la quale ha esaminato nello specifico la situazione. Date le avversità meteorologiche si prevede un aumento dei prezzi per frutta e verdura. Non solo questo, l’ente (come riportato da il Mattino) fa sapere anche che: “La pazza primavera ha creato problemi anche alle sentinelle più sensibili della natura: le api. Il maltempo ha compromesso molte fioriture e le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre se lo mangiano per sopravvivere”.

“I cambiamenti climatici  colpiscono le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli colturali. Nonostante le difficoltà gli agricoltori continueranno ad offrire la possibilità di acquistare le verdure a chilometro zero del proprio territorio nei mercati di Campagna Amica. In un momento di grande difficoltà si tratta di un atto di solidarietà a favore dell’economia e dell’occupazione locale, ma anche un aiuto alla propria salute. Il consiglio della Coldiretti è di comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto, perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti brutti ma buoni”. Così la Coldiretti conclude il comunicato.

Insomma, anche quest’anno subiremo le conseguenze del maltempo di primavera. Si spera che il tema del cambiamento climatico sia affrontato sempre più con maggiore serietà.

San Giorgio a Cremano – Parla di uno scippo legalizzato il sindaco Giorgio Zinno, che prosegue, insieme alla sua amministrazione, in un percorso identitario e meridionalista che ha avuto uno dei suoi picchi con l’intitolazione di una piazza a Carlo di Borbone. Questa volta in gioco non c’è la toponomastica, ma qualcosa che incide direttamente sulla vita dei cittadini: la ripartizione dei fondi di perequazione.

Il comune di San Giorgio a Cremano presenta ricorso amministrativo al Capo dello Stato contro il riparto del Fondo di Solidarietà 2019. Si tratta di un’iniziativa legale che l’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Zinno, attraverso l’assessore Pietro De Martino, ha avviato in seguito ad una erronea applicazione da parte del Governo dei principi e dei parametri del federalismo fiscale, contravvenendo ai principi costituzionali (artt. dal 115 al 119).

In pratica nei territori dove gli enti non hanno un gettito fiscale tale da riuscire a finanziare i servizi essenziali quali asili nido, assistenza sociale e trasporti, l’art. 119 della Costituzione stabilisce che lo Stato attribuisca a questi comuni, definiti più “deboli” (ovvero quelli con minore capacità fiscale per abitante), risorse aggiuntive grazie al Fondo di Perequazione così da poter garantire i servizi in questione. Invece il governo gialloverde ha messo in atto una graduale riduzione dell’azione di perequazione, mettendo a rischio l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini.

Insomma un atto dovuto, un obbligo di legge che invece viene disatteso. Il ricorso ha infatti l’obiettivo di dimostrare l’incostituzionalità della norma dell’ultima legge di bilancio.

In base alla valutazione effettuata dall’esperto Marco Esposito, anche autore del volume Zero al Sud presentato a San Giorgio a Cremano alcune settimane fa, e dall’avvocato Salvatore Di Pardo che ha avviato la class action da parte di molti comuni del Centro e Sud Italia, alla Città di San Giorgio a Cremano spetterebbe più di un milione 800 mila euro per il 2018. Da qui, la decisione dell’amministrazione di fare ricorso direttamente al Capo dello Stato per ristabilire la legalità negata dal Governo che favorisce in questo modo, i comuni del Nord a scapito di quelli del Sud.

“È una battaglia che abbiamo deciso di portare avanti per ottenere quello che viene negato ai cittadini in maniera del tutto anticostituzionale – spiega il sindaco Giorgio Zinno. Un vero e proprio “scippo legalizzato” coperto per anni dal parametro della spesa storica, con il risultato di favorire i comuni più ricchi, ovviamente. Finora abbiamo assicurato l’erogazione dei servizi alla città esclusivamente grazie ad un’oculata gestione economica da parte dell’Ente, ma è chiaro che con maggiori risorse potremmo implementare ulteriormente assistenza, trasporti, asili nido ecc… Siamo stanchi di sottostare alla “regola dello zero” che vale solo per il Sud. Ora non stiamo più a guardare”.

Abbiamo avviato l’azione legale che è partita insieme ai cittadini per contrastare questa palese ingiustizia, a seguito della presentazione del volume Zero al Sud, organizzata con la collaborazione di Fabio Vitale, responsabile cittadino di MO – Unione Mediterranea – aggiunge Pietro de Martino. Anche se questa annosa questione riguarda numerosi comuni della Campania, in provincia di Napoli solo San Giorgio a Cremano e Quarto hanno intrapreso questa strada per ottenere quello che è stato sottratto ai cittadini, considerati evidentemente dal governo di serie B”.

“Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad”. È quanto afferma Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad.

Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani”, sottolinea ancora. Finalmente l’imprenditoria italiana riesce ad affermarsi a livello europeo ed è subito rivoluzione nel mercato della grande distribuzione organizzata in Italia. Il secondo gruppo del settore Conad acquisisce i negozi di Auchan Retail Italia diventando leader del mercato scalzando la Coop. Gli unici punti vendita esclusi dall’accordo sono i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e 50 drugstore Lillapois.

La chiusura dell’operazione è attesa nel secondo semestre del 2019 ed è soggetta all’approvazione dell’antitrust, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che dovrà valutare con attenzione gli effetti dell’acquisizione per i consumatori di una concentrazione molto rilevante per il mercato della grande distribuzione in Italia.

Entra in Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply ed è previsto che nei centri commerciali, in cui sono situati i punti vendita di Auchan Retail Italia, continueranno ad essere gestiti dalla società Ceetrus.

Desideriamo migliorare l’attuale difficile situazione delle attività di Auchan Retail in Italia e permettere a Conad di continuare, attraverso questa acquisizione, il suo ambizioso piano di sviluppo nel Paese, ha dichiarato il presidente di Auchan Retail Edgard Bonte. Non è chiaro che fine faranno quei supermercati Auchan e Simply che erano in diretta concorrenza con quelli Conad, viste le tante chiusure disposte da Auchan in questi ultimi anni. Secondo Filcams  “E’ assolutamente prioritario attivare rapidamente un confronto con tutti gli attori di questa operazione commerciale per ottenere garanzie sul futuro dei quasi 20mila addetti interessati dal passaggio, non essendo accettabile che questa acquisizione possa determinare licenziamenti o sensibili peggioramenti delle condizioni attuali di lavoro.

Con l’acquisizione delle attività italiana di Auchan, Conad diventerà il gruppo leader in Italia nella grande distribuzione, scalzando le Coop, con una quota di mercato che salirà dal 13 al 19% e un fatturato aggregato che, su base pro-forma e facendo riferimento ai dati 2018, si attesta a 17,1 miliardi di euro.

La decisione dei francesi, seguiti da Credit Agricole, è stata dettata dalle difficoltà di rilanciare le loro attività in Italia. Nel 2018 Auchan Italia ha, infatti, subito una svalutazione per 440 milioni contribuendo alla perdita di quasi un miliardo di euro del gruppo. Un’inversione di tendenza che vede per una volta protagonista attiva l’azienda italiana: se la direzione del mercato usualmente vede le aziende italiane “vendute” al miglior offerente, questa volta l’Italia ha saputo dimostrare la propria forza economica e aziendale.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più