Economia

Supermercato Decò Cinquesanti

Apre il nuovo grande supermercato Decò in pieno Centro Storico. La festa inaugurale è prevista per oggi, martedì 27 agosto 2019.

Il nuovo supermercato è ubicato nella zona di vico Cinquesanti, nei pressi di piazza San Domenico Maggiore e Spaccanapoli, a ridosso della chiesa della Scorziata. I locali sono quelli dove un tempo si trovava la vetreria della famiglia Barbato, attiva nel Centro Storico dal 1860 fino agli anni ’70/’80, quando i proprietari hanno poi deciso di spostare l’azienda in periferia.

Gianluigi e Carlo Barbato sono gli artefici di questa nuova attività. Dopo anni di lavoro e dedizione, alla fine sono riusciti nel loro intento: “Cercheremo di offrire alla clientela dei prodotti qualitativamente buoni e allo stesso tempo mantenere delle offerte vantaggiose” spiega Gianluigi, entusiasta per la sua nuova attività.

Il locale è molto grande per quella zona, quindi può contenere un’offerta tale da accontentare un po’ tutte le ‘tasche’ e tutte le qualità. Inoltre assicureremo un certo ordine e la massima pulizia. Abbiamo anche deciso di investire sulla tecnologia, digitalizzando un po’ tutto il supermercato. Molte sono le sorprese che attendono i nostri futuri clienti. L’apertura si terrà il 27 agosto. Sarà la classica cerimonia inaugurale, aperta a tutti, dove inizieremo a farci conoscere dalla gente del quartiere e non solo. Siete tutti  benvenuti per iniziare questa nuova avventura!”.

Supermercato 4Si spera che questa nuova attività permetta una crescita generale di tutto il quartiere e di tutto il centro storico.

Gianluigi Barbato_Carlo Barbato

Gianluigi Barbato_Carlo BarbatoQuante volte abbiamo sentito frasi del tipo: “i giovani d’oggi non hanno voglia di lavorare e di mettersi in gioco, magari fossero come quelli di una volta”. Al di là della veridicità o meno di queste affermazioni, di certo non fanno al caso di Gianluigi Barbato. Parliamo del 36enne napoletano che dopo aver viaggiato in lungo e in largo, ha deciso di rimanere nella sua città ed iniziare una nuova avventura imprenditoriale. La sua scommessa? Con il fratello Carlo aprire un grande supermercato nel Centro Storico di Napoli, proprio nello stabile dove la sua famiglia un tempo lavorava lastre ed altre opere in vetro.

Signor Barbato, ci racconti un po’ di lei. Ci parli delle sue esperienze, della sua crescita personale..

Sin da ragazzino ho sempre avuto il vizio del commercio. La parlantina, i contatti con le persone, un carattere molto aperto. Dopodiché ho iniziato a lavorare nell’azienda di mio padre che si occupava di infissi, coperture e facciate continue. Lì ho operato sia come commerciale che come responsabile del marketing, ma diciamo che era un’azienda molto specializzata dal punto di vista tecnologico. Ciò mi ha portato a fare qualcosa di completamente nuovo: costruire il primo impianto fotovoltaico su degli yacht di lusso costruiti in serie. Io che non sapevo nulla di fotovoltaico, mi sono messo a studiare e così ho creato, insieme ad una squadra di tecnici, il primo impianto fotovoltaico su navi di questa portata. Sono queste le esperienze che ti fanno capire di avere le capacità giuste, quindi non bisogna mai buttarsi giù! Ho avuto anche la fortuna di viaggiare in giro per il mondo e non chiudere la mente alla sola realtà nostrana.”

Quali sono i viaggi che l’hanno segnata di più?

Sicuramente Australia e Giappone. Per me, sono state le due esperienze più ‘scioccanti’. Quando sono andato in Australia ero molto giovane, avevo 24 anni. Sono rimasto lì per ben tre mesi e ho avuto l’opportunità di cambiare il mio stile di vita. Dopo questa esperienza, ho imparato ad adattarmi.
Il Giappone invece mi ha segnato per quello che ho visto sul piano dell’utopia sociale. Quando vedi una persona che lava il passamano della scala mobile in metropolitana, alle 5 del pomeriggio, inizi a capire che forse non sono i giapponesi ad avere un’attenzione eccessiva alla res publica. Tornato qui ti rendi conto che dobbiamo fare qualcosa in più per superare superficialità e disaffezione alla nostra bellissima città.”

Come mai ha deciso di aprire la sua nuova attività nel Centro Storico di Napoli?

Insieme a mio fratello Carlo abbiamo deciso di aprire il supermercato nei locali della ex vetreria di famiglia. La prima bottega del vetro nacque nel 1860 nel vicolo adiacente alla chiesa della Scorziata, dove il mio trisavolo iniziò a realizzare cupole in vetro per santi. In seguito, il mio bisnonno integrò la lavorazione delle lastre di vetro e poi mio nonno, con i suoi fratelli, comprò i locali in Vico Cinquesanti, dove si trova oggi il supermercato. I miei parenti mi hanno sempre raccontato di questi camion che arrivavano, con dei veri e propri vagoni ferroviari pieni di vetro da lavorare. Negli anni ’70 l’attività si sviluppò sempre più, fin quando poi l’azienda fu spostata in periferia, a Sant’Antimo, per poi diventare una delle due vetrerie più grandi del Sud. Come vede, la mia famiglia ha una storia imprenditoriale centenaria. Ce l’abbiamo nel sangue insomma. Non volevo rinunciare a questa tradizione”

Interessante è sapere come sarà questo nuovo supermercato. Qual’è la filosofia della sua attività?

Sicuramente è quella di basarsi sulla meritocrazia. Io mi auguro che nel tempo, i ragazzi che saranno assunti si responsabilizzino, o meglio che diventino imprenditori loro stessi. Per quanto riguarda la filosofia di vendita, noi siamo legati ai supermercati Decò, marchio napoletano. Cercheremo di offrire alla clientela dei prodotti qualitativamente buoni e allo stesso tempo mantenere delle offerte vantaggiose. Il locale è molto grande per quella zona, quindi può contenere un’offerta tale da accontentare tutte le ‘tasche’ e tutte le qualità. Inoltre assicureremo un certo ordine e la massima pulizia. Abbiamo anche deciso di investire sulla tecnologia, digitalizzando tutto il supermercato. Molte sono le sorprese che attendono i nostri futuri clienti.”

Abbiamo parlato prima di Centro Storico, ora parliamo più in generale di Napoli. Al di là della sua storia familiare, come mai ha deciso di rimanere ed investire nella sua città?  

Viaggiando, quando sei fuori casa per tanto tempo, c’è sempre qualcosa nel tuo inconscio che ti fa mancare Napoli. C’è qualcosa in noi napoletani che alla fine ci tiene sempre legati alle nostre origini. Io credo che questa città abbia ancora modo di risollevarsi. In città oggi, ascoltando le persone, sento proprio una voglia di riprendersi.”

Mi parli degli svantaggi e dei vantaggi di aprire una nuova attività a Napoli.

“Sicuramente la prima cosa difficile è la logistica, dato comunque che siamo nel Centro Storico. Non è così facile far arrivare la merce con camion e furgoni, visto che le strade sono strettissime. Altri svantaggi sono la lentezza della burocrazia e l’accesso al credito. Riguardo ai lati positivi, vi è in primis un ingente flusso di turisti. Ciò è un opportunità non solo per noi, ma per tutti i commercianti della zona. La seconda cosa positiva è che Napoli è diventata ormai un brand internazionale, sia per la cultura e le bellezze paesaggistiche, ma anche per il cibo. E per me, che col cibo ci lavoro, è una cosa fantastica”.

Per concludere, ha qualche consiglio per i giovani che, come lei, oggi vogliono iniziare una nuova attività?

Sicuramente consiglio loro di studiare ed informarsi, anche in maniera autonoma. Ma soprattutto, consiglio loro di viaggiare. Non la vacanza a Mykonos o a Formentera, dove si spendono un sacco di soldi e alla fine non ti resta nulla. Ma viaggiare per conoscere nuove culture, per cercare di capire meglio anche la nostra. Bisogna aprire gli occhi. Infine, ci tengo a dire che è importante intraprendere delle nuove attività, perché da esse non ne giovano solamente i proprietari. Si crea sempre una sinergia intorno a te, un vero e proprio circolo virtuoso. Per esempio, se la mia attività dovesse andare bene, la gente che verrebbe a fare la spesa da me, si fermerebbe poi anche dal tabaccaio all’angolo, al bar di fronte per un caffè.. Purtroppo nella nostra città, capita spesso che non si faccia sistema. Ognuno va per i fatti suoi, contrariamente a quanto accade invece al Nord. Questo è un peccato, perché noi napoletani siamo veramente delle persone intelligenti.”

Tutti dovremmo raccogliere le massime e gli appelli che questo giovane imprenditore ha deciso di regalare alla sua gente. Il benessere economico e sociale di una città riguarda infatti tutti i suoi abitanti, non soltanto i commercianti.

Supermercato 4

Supermercato 4Tutto è pronto per l’apertura del nuovo grande supermercato Decò, che vedrà la luce a Napoli, in pieno Centro Storico. La festa inaugurale è prevista per martedì 27 agosto 2019.

Nello specifico, il nuovo supermercato è ubicato nella zona di vico Cinquesanti (per intenderci meglio, a due passi da piazza San Domenico Maggiore e Spaccanapoli), proprio nei pressi della chiesa della Scorziata. I locali sono quelli dove un tempo si trovava la vetreria della famiglia Barbato, attiva nel Centro Storico dal 1860 fino agli anni ’70/’80, quando i proprietari hanno poi deciso di spostare l’azienda in periferia.

Supermercato Decò CinquesantiAd iniziare questa nuova attività è proprio uno degli ultimi rappresentanti (cronologicamente parlando) della famiglia Barbato, il 36enne Gianluigi. Dopo aver viaggiato per il mondo, questi ha deciso di rimanere nella sua Napoli, tentando così una nuova sfida: aprire un grande supermercato nel Centro Storico con il fratello Carlo. Dopo anni di lavoro e dedizione, alla fine è riuscito nel suo intento.

“Cercheremo di offrire alla clientela dei prodotti qualitativamente buoni e allo stesso tempo mantenere delle offerte vantaggiose – spiega Gianluigi Barbato, entusiasta per la sua nuova attività – . Il locale è molto grande per quella zona, quindi può contenere un’offerta tale da accontentare un po’ tutte le ‘tasche’ e tutte le qualità. Inoltre assicureremo ordine e massima pulizia. Abbiamo anche deciso di investire sulla tecnologia, digitalizzando un po’ tutto il supermercato. Molte sono le sorprese che attendono i nostri futuri clienti. L’apertura si terrà il 27 agosto. Sarà la classica cerimonia inaugurale, aperta a tutti, dove inizieremo a farci conoscere dalla gente del quartiere e non solo. Siete tutti  benvenuti per iniziare questa nuova avventura!”.

Si spera che questa nuova attività permetta una crescita generale di tutto il quartiere e di tutto il centro storico.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De LucaNelle ultime settimane si sta parlando tanto del Concorso indetto dalla Regione Campania che promette 2.175 posti di lavoro. Oggi giorno un “posto fisso” è quasi un’utopia, soprattutto al Sud. La possibilità di una sivurezza futura fa gola a tanti giovani, e meno giovani, che sono ancora senza garanzia futura e i dati parlano chiaro: 1 milione di domande che sono lo specchio di una società precarissima.

Bene! Ancora con gli occhi puntati su questa possibilità futura, che Vincenzo De Luca promette una seconda porta aperta per la stabilità.
Infatti, il governatore della regione Campania, durante una conferenza stampa annuncia che:
“Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 lanceremo un secondo concorso per assumere a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione. Avrà le stesse caratteristiche del primo concorso”.

A settembre uscirà il bando per questo nuovo concorso per l’occupazione di 650 figure da assumere a tempo indeterminato nei centri per l’impiego.
“Alcuni comuni non hanno potuto partecipare al primo bando per questioni di tempo oppure perchè erano in una situazione di dissesto finanziario. Inoltre, nella stessa regione Campania si libereranno altri mille posti tra turn over, quota 100 e prepensionamenti.

Diamo la possibilità a chi sarà escluso dal primo concorso di avere un elemento di speranza, fiducia e una possibilità ulteriore” ha continuato Vincenzo De Luca.
“Daremo altre risorse alla platea dei bros e stiamo procedendo con l’assunzione di settemila persone nel settore della sanità e la sistemazione dei precari.

È Uno sforzo gigantesco per dare lavoro a tempo indeterminato anche con le assunzioni nelle aziende di trasporto eav e air e con le possibilità che si aprono dopo lo sblocco dei fondi per l’edilizia sanitaria e lo stanziamento da mezzo miliardo nel settore di trasporti”.

Insomma, sembrano esserci buone notizie per tutti coloro che purtroppo ancora non hanno la possibilità di costruirsi un futuro di indipendenza e tranquillità.

comprasud veneto

comprasud venetoÈ ormai da tempo che al Sud, sempre più persone sposano la causa del “Comprasud” e sempre più meridionali hanno capito che l’economia di un territorio va avanti solo se si comprano prodotti da esso provenienti (ad esempio come la Germania).

Attraverso campagne di sensibilizzazione sempre più forti da parte di associazioni meridionaliste e non, che vogliono un’Italia davvero unita e più equa, si sta raggiungendo negli ultimi tempi una vera e propria rivoluzione culturale nel campo del consumo di beni e servizi. Come spesso si fanno campagne per il Made in Italy, così da nord a sud le persone decidono di comprare sempre più prodotti a chilometro zero o per lo meno che aiuti la propria regione o la propria fazione territoriale per una questione di sostenibilità, di economia e di qualità.

Per certi versi, in realtà, è molto di più il Sud ad abbracciare questa campagna, perché il nord di fatto non ne ha bisogno. Si stima che circa il 90% dei prodotti che troviamo nei supermercati da nord a sud sono appartenenti ad aziende con sede legale da Roma in su, ed ovviamente dove c’è sede legale si pagano le tasse. Infatti è dall’Unità d’Italia e quindi dalla conquista Piemontese che, con lo smantellamento delle industrie dell’ex Regno delle Due Sicilie (ad es. Pietrarsa o Mongiana), il sud importa dal nord beni e servizi.

Oggi si stima che tale volume sia pari a oltre 70 miliardi di euro, una cifra superiore a quella dei trasferimenti economici dal settentrione verso il meridione. Si tratta di dati confermati dai recenti studi della Banca d’Italia e dall’autorevole Gianfranco Viesti, docente di economia applicata all’università di Bari e membro del neonato osservatorio sulle autonomie regionali).

Inoltre secondo dati “recenti”, scoperti nell’ultimo governo (in particolare dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati) e dalla Svimez, “è dato certo che lo stato italiano – volendo quindi sfatare un altro luogo comune nei confronti del sud – a cavallo tra il 2015 e il 2017 (ma anche anni addietro), ha versato per il Sud circa 61 miliardi di euro in meno ogni anno rispetto al dovuto dandoli al nord, cifra che senza i fondi europei ha addirittura sfiorato i 100 miliardi di euro”.

Con una spesa pro-capite che al centro-nord tocca anche i 17.000 euro annui, mentre al Sud si fa fatica a raggiungere i 12.000, non è questione soltanto di sprechi (che comunque ci sono), ma di cattive ripartizioni, visto che il Sud viene sfavorito. Come ha di recente affermato il presidente di Svimez, Adriano Giannola: “non è il nord che aiuta il sud, ma è il sud che fa trasfusioni di sangue ad un nord debole”.

bar devenetizzatoInsomma, con questa premessa, la campagna “Comprasud” nasce non per attaccare il nord, ma per una “tutela di se stesso”, che va a favorire un’economia ormai in ginocchio e che vede sempre più giovani laureati e non solo, partire e lavorare per aziende del nord o dell’estero.

“Se in un anno 1 milione di meridionali spendesse 100 euro al mese in prodotti del sud, in un anno le aziende del sud incasserebbero 1 miliardo e 200 milioni di euro (e molti giovani potrebbero essere assunti evitando di emigrare)” è lo slogan che il Movimento Neoborbonico porta avanti con il suo “Progetto Comprasud” da oltre trent’anni, appoggiato dalla Fondazione il Giglio e da tante altre associazioni. Di recente lo stesso Movimento ha pubblicato sui social una lista (diventata virale) dei prodotti del sud non troppo approfondita, ma col fine di sensibilizzare le persone a comprare certi prodotti, magari guardando dietro l’etichetta del prodotto vedendo in che paese viene prodotto un certo bene e dove si trova la sede legale.

C’è da dire però che nell’ultimo periodo, pare sia scoppiato un vero e proprio caso nazionale, perché se prima si attuava il Comprasud per favorire le aziende del Sud e basta, oggi lo si sta facendo per una “legittima difesa” in risposta alla “secessione dei ricchi” (le autonomie del Nord), con a capo il Veneto. Dalla Calabria è partita dunque la risposta simbolica al Veneto e in sempre più bar e ristoranti si trova un manifesto con su scritto: “Bar deVenetizzati, non compriamo il prosecco e altri prodotti veneti”.

Questa notizia ha suscitato l’interesse di tanti media nazionali i quali, intervistando lo scrittore Pino Aprile, hanno capito dalle sue parole che “è solo l’inizio”. Ricordate il suo intervento a “Nemo”, il programma di Rai 2? “E se il Sud smette di comprare?”. Forse era una previsione, forse una sfida, certamente è economia e solo toccando le tasche delle persone oggi può cambiare veramente uno schema politico e sociale che va avanti da troppi anni. La prossima volta, si dice, sarà la volta del salame milanese, chissà.

bar deterronizzatoNon è tardata ad arrivare la risposta dei cittadini del nord che “minacciano” di non comprare più prodotti del sud (“Bar deTERONizà”), anche se a parità di domanda ed offerta, sarebbe il nord a perderci veramente tanto. Il sud chiede solo più equità, mentre in certe zone del nord più secessione. Una cosa è certa, l’idea di identità italiana non è ancora nata dopo 158 anni e, se una parte del paese vorrà sempre preservare dei privilegi a danno della parte opposta, ce ne vorranno altri 159 forse, ma il sud non ne ha.

L’Istat afferma che nel 2050 la questione meridionale sarà risolta perché non ci saranno più i meridionali. I dati drammatici di Svimez vedono un Sud sempre più deserto, con circa 2 milioni di emigranti soprattutto giovani e laureati negli ultimi 15 anni. Il Comprasud del Sud non è la risoluzione dei problemi del Mezzogiorno, ma è un inizio, magari l’inizio di un Sud sempre più compatto che in futuro sarà il fautore dei tanti miglioramenti attesi da tutti.

Vi sono ottimi risultati per lo stato di balneabilità del mare in Campania. Solamente una piccola parte dei camiponi raccolti supererebbe il limite di di contaminazione fecale, previsto per legge.

Sono stati più di 1500 i campioni che sono stati raccolti da Arpac, nelle nostre coste. Il test è stato fatto anche avendo a riguardo ad alcuni fattori visivi, come la presenza di schiume particolari in prossimità della battigia, presenza di meduse ed altro. Nella maggior parte dei casi, si è però scoperto che tali fenomeni erano dovuti completamente a cause naturali e non di inquinamento.

Ebbene, secondo i primi risultati, sarebbero solamente sette i campioni di mare che mostrerebbero un superamento del suddetto limite. Noi sappiamo che la presenza di contaminazioni fecali nelle acque permette il proliferare dell’Escherichia coli e dell’Escherichia intestinali. Per chi non lo sapesse, parliamo di due batteri novici per la salute dell’uomo. Infatti un’esposizione in luoghi dove si trova il batterio, può portaqre ad infezioni o all’insorgere della meningite.

Ma quali sono le spiagge che non hanno superato il test? Facciamo riferimento, in primis per la Città Metropolitana di Napoli, ad alcuni tratti di mare afferenti ai comuni di Monte di Procida (Marina di Vita Fumo), Massa Lubrense (Punta Montalto) e Pozzuoli (La Pietra e Area Industriale). Per la provincia di Salerno invece, i luoghi investiti da tali contaminazioni sono stati ritrovati a Vietri sul mare (Marina di Vietri Secondo Tratto), a Pontecagnano Faiano (Sud Picentino) e nel comune di Salerno (Est Fiume Irno). A seguito delle segnalazioni dell’Arpac, in queste zone sono subito scattati i divieti temporanei di balneazione.

Insomma, se pur i risultati siano ottimi, persistono ancora delle aree marine non balneabili. E’ compito di tutti far sì che questi divieti scompaiano una volta e per tutte dalle coste campane. Queste ultime non meritano affatto un simile trattamento.

pendolari CircumVesuviana

Si rischia veramente un vero e proprio caos per i trasporti verso la seconda metà del mese prossimo. Parliamo di uno sciopero di tre giorni, il quale potrebbe essere previsto dal 24 al 26 luglio 2019 su scala nazionale.Una situazione che risulta essere quasi inedita ai nostri occhi, come a quelli dei tanti viaggiatori e pendolari italiani.

L’annuncio è stato fatto dai maggiori sindacati del settore dei trasporti, cioè dai vertici di Fi lt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasport. Questo sciopero di tre giorni nascerebbe da alcune richieste che da tempo i lavoratori fanno al Governo. Nello specifico, il 24 luglio scioperano tutti i settori ad eccezione degli aerei, mentre venerdì, il 26 luglio, anche esso si fermerà.

Per la prima volta nella storia più recente il Governo che si contraddistingue per l’assenza di risposte strategiche, non ha mai convocato le organizzazioni sindacali e lo ha fatto solo per sporadici incontri per la gestione delle singole crisi” – Ha detto il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio“A seguito di questo bisogno di scelte si deve aprire un confronto punto per punto su infrastrutture, politica dei trasporti e regole ed arrivare alla sottoscrizione di un Patto per i Trasporti che parta dall’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci”.

Come riportato invece dal quotidiano La Stampa, il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi ha affermato che: il Paese e i lavoratori dei trasporti hanno bisogno di regole, pianificazione e programmazioni. Siamo uniti per vincere la battaglia che abbiamo iniziato con gli scioperi nazionali di maggio scorso. Questo non è uno sciopero contro i due partiti al Governo, ma è uno sciopero politico contro l’immobilismo di questo Governo. Senza trasporti moderni ed efficienti, con tutti i lavoratori tutelati dai Ccnl, questo Paese non potrà ripartire”.

Insomma, se lo sciopero dovesse davvero realizzarsi, sarebbe una brutta batosta per i tanti viaggiatori italia. Ricordiamo che i trasporti restano un servizio fondamentale per i cittadini e uno sciopero di tre giorni sarebbe un dramma.

vincenzo-de-luca

vincenzo-de-lucaE’ tornato a parlare delle Universiadi il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca. Questa volta il tono però non è stato trionfalistico o celebrativo, bensì polemico. Il politico salernitano ha infatti espresso la sua delusione per lo Stato italiano e il Coni, reo di non aver dato fondi per la realizzazione dell’Universiadi, quando invece già si adopera per fornire soldi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate oggi,  presso i microfoni di Radio Crc. De Luca ha infatti detto che: “sulle Universiadi abbiamo fatto tutto con le nostre forze. Ho visto invece che per le Olimpiadi invernali c’è un contributo di quasi 1 miliardo di euro del Cio e di altri 400 milioni dello Stato italiano. Ma va bene così, siamo orgogliosi di aver dato una prova di efficienza straordinaria”.

C’è un pò di strabismo da parte delle autorità sportive nazionali – ha detto De Lucae ho apprezzato molto la totale assenza del Coni italiano e del dottor Malagò in relazione alle Universiadi, che sono un evento sportivo genuino, non abbiamo grandi interessi economici. Abbiamo fatto tutto da soli e va bene così, possiamo dirci estremamente soddisfatti. Con i fondi della Regione abbiamo fatto un miracolo, in poco più di 10 mesi abbiamo ristrutturato o realizzato impianti sportivi a volte anche di grande rilievo, e chi vedrà lo stadio San Paolo il 3 luglio vedrà che è un altro stadio”.

Insomma, il Presidente del Consiglio Regionale della Campania ha deciso di non mandarla a dire e di togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa. Ormai qualsiasi polemica di questo tipo ci sembra del tutto inutile. La città sembra pronta ad ospitare i Giochi, i quali saranno sicuramente un palcoscenico adatto per far vedere al mondo chi siamo. Sarà un’opportunità per rilanciare Napoli in Europa e in tutto il mondo.

Anche il Presidente del consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha voluto far sentire la sua vicinanza ai lavoratori della Whirlpool di Ponticelli. Si è da poco conclusa infatti una riunione, alla quale hanno partecipato anche le rappresentanze operaie e sindacali presenti nello stabilimento di Napoli Est.

Abbiamo un vicepremier che è di questi territori, quindi è ipersensibile di suo a questa vicenda da parte del governo massima disponibilità per salvaguardare la prospettiva industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali. Alla proprietà di Whirlpool diremo: avete problemi, un piano industriale che non vi rende, avete problemi sul piano della competitività? Qui ci sono 380 talenti della Apple Academy che sfornano prodotti digitali competitivi nel mondo: chissà che loro non abbiano qualche idea per voi. Raccogliete qui la sfida della competitività, non andate a cercarla in Svezia o Polonia perché ve la offriamo qui, nel punto apparentemente più degradato della città”. Queste sono state le parole di Conte, in merito al vertice con gli operai Whirlpool.

La vicenda non sembra chiudersi e ormai non si contano più i rappresentanti della politica, locale e nazionale, che hanno discusso con i lavoratori. Si spera che il tutto si risolva per il meglio. 

hackerL’introduzione della rete e dei sistemi di telecomunicazioni ha rappresentato una vera e propria rivoluzione industriale. Tutte le attività fanno largo uso dei sistemi informatici, per i fini più disparati. Essere fuori da questo cerchio oggi significa essere fuori dal mercato.

La rete però presenta diverse insidie. La digitalizzazione non ha solamente reso più accessibili i rapporti umani, ma ha anche facilitato il compito dei malintenzionati. Più difficile è diventato proteggere i dati sensibili propri e della propria attività, per far sì che non entrino nelle mani sbagliate. Il 2018 è stato infatti l’anno peggiore in termini di attacchi informatici, e dei loro impatti su aziende, professionisti, istituzioni, privati cittadini. Non solo dal punto di vista della quantità, che continua a crescere, ma anche e soprattutto da quello della gravità e dei danni provocati. Parliamo di gravi reati come: pirateria, plagio, diffamazione e furto d’identità.

Negli ultimi 12 mesi, i Cyber-attacchi gravi censiti sono aumentati del 38% (1.552 contro i 1.127 del 2017), per una media di 129 attacchi gravi al mese, rispetto ai 94 dell’anno prima. E nell’ultimo biennio il loro tasso di crescita è aumentato di 10 volte rispetto al biennio precedente. È stato ancora il Malware ‘semplice’, prodotto industrialmente e a costi sempre più bassi, il principale veicolo di intrusione nei sistemi, in crescita del 31% in un anno. Mentre aumentano del 57% gli attacchi con tecniche di Phishing e Social Engineering su larga scala, ancora a conferma della logica sempre più ‘industriale’ dei cyber-criminali.

Il 7 Maggio 2019, in Italia si è verificato un caso clamoroso: Anonymous Italia ha violato la posta elettronica certificata di 30 mila avvocati iscritti all’Ordine di Roma. Tra i dati divulgati, anche le mail della sindaca della Capitale, Virginia Raggi. Il movimento ha pubblicato sul proprio blog nomi utenti, le password, gli indirizzi email e di residenza degli avvocati.

Ai giorni nostri, tutelare i propri dati sensibili sulla rete è diventato di fondamentale importanza. Non farlo significherebbe esporsi completamente alle ruberie di hacker – sottolinea l’assicuratore Luca Capano – e malintenzionati, con gravi rischi per la propria attività professionale. Ora è diventata una questione di responsabilità”.

Tanto maggiore è l’esposizione sul web da parte di una società o di un professionista, quanto maggiore è il rischio che sia vittima del cyber crime. Il mondo assicurativo ha così predisposto modelli di Analisi e Trattamento del rischio (Risk Assessment e Treatment). Quest’ultimi prevedono misure di mitigazione dello stesso e, come ultimo baluardo, contratti assicurativi atti al trasferimento delle incombenze rimanenti agli Assicuratori. Tra le società assicurative che si occupano di ciò, vi è la Amissima Assicurazioni Spa, con sede a Torre del Greco in via Giuseppe Mazzini 5.

Amissima Assicurazioni SPA

Agenzia Generale 2581
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Nuovo annuncio del Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla creazione di nuovi posti di lavoro. E’ infatti in corso una trattativa in regione, per un nuovo bando di assunzioni nella Pubblica Amministrazione entro la fine di giugno. 

A renderlo noto è stato lo stesso Presidente De Luca, in un post sulla sua Pagina Ufficiale di Facebook. Contiamo di far pubblicare il bando dal ministero della Funzione Pubblica entro il mese di giugno. È una lunga trattativa nella quale la Regione Campania investe quasi 120 milioni di euro. Ma l’obiettivo è dare lavoro stabile a 10mila giovani del nostro territorio. Queste sono state le affermazioni social del politico salernitano.

Si spera, come al solito, che queste non siano delle mere “promesse da Marinaio”, ma che portino realmente ad uno sviluppo occupazionale nella nostra Regione. Il Tema del lavoro è infatti uno dei più complicati da affrontare in Campania.

Nulla di fatto per la prima rappresentazione del Lago dei Cigni, la quale era in programma ieri al Teatro San Carlo di Napoli. L’opera non è andata in scena, dato lo sciopera dei ballerini della fondazione Teatro San Carlo. La protesta era nata dal problema dei contratti a termine attualmente vincolati da norme assai restrittive.

Il tema non è prettamente napoletano, ma riguarda tutte le Fondazioni Sinfoniche d’Italia. Ieri però nella nostra città, si è cercato di fare tutto per mettere in scena lo spettacolo. Nonostante il lungo incontro svoltosi nella giornata di ieri con i sindacati però, non si è riusciti a trovare un punto d’incontro nelle trattative. Così, come aveva promesso nel caso in cui si fosse palesata tale eventualità, il Corpo di Ballo ha deciso di disertare la prima. La questione delle Sinfoniche sarà all’ordine del giorno sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, in programma per il 19 giugno.

“Sono qui prima di tutto per chiedervi scusa e poi per spiegarvi le ragioni dello sciopero. Purtroppo, gli sforzi fatti fino a pochi minuti fa da stamattina ininterrottamente da me e dalle organizzazioni sindacali, sono stati vani; nessuno è riuscito a convincere il nostro balletto a non lasciare questo palcoscenico vuoto; e io non posso non dolermene. La problematica che ha spinto a questo sciopero non attiene solo al San Carlo e a Napoli ma è una problematica nazionale riferita al decreto dignità che vincola moltissimo l’utilizzo dei contratti a termine e non riguarda solo il corpo di ballo, ma è atteso anche da orchestra e coro. Queste sono state le parole della Sovrintendente del Teatro San Carlo Rosanna Purchia, salita sul palco dopo l’annuncio della non messa in scena del Lago dei Cigni.

I biglietti saranno rimborsati ed eventualmente convertiti. L’opera andrà in scena regolarmente oggi pomeriggio, alle ore 17 in punto.

 

whirlpool di maio

whirlpool di maioSpunta un nuovo dettaglio sulla vicenda Whirlpool. Un dettaglio che, qualora fosse confermato, getterebbe in cattiva luce il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Proprio l’esponente politico che si è battuto di più per il bene dello stabilimento di Ponticelli.

Secondo l’edizione europea del giornale statunitense Il Politico, Di Maio sarebbe stato informato già ad aprile (prima ancora delle proteste operaie) della chiusura anticipata della fabbrica napoletana. Nei giorni scorsi infatti, il Ministro aveva affermato di sapere della crisi della multinazionale, dovuto proprio al calo della domanda dei pezzi prodotti a Napoli. Però senza aver alcuna notizia di una chiusura anticipata.

Il Politico però non sarebbe d’accordo col Ministro. Così secondo i nostri colleghi d’Oltreoceano, sarebbe stata inviata : una lettera da Whirlpool a Di Maio all’inizio di aprile, che dimostra che la compagnia ha informato il ministro di non essere più in grado di tener fede all’impegno assunto nell’ottobre 2018. Cioè investire 17 milioni nella fabbrica di Napoli, dove si producono lavatrici di fascia alta, dal momento che quel segmento di mercato sta sperimentando un calo importante nella domanda”.

Le opposizioni si sono subito schierate contro il Ministro, invitandolo a riferire in Aula di tutto ciò. Certo è che se la lettera fosse confermata, ci troveremo dinanzi ad un’azione grave del Ministro Di Maio. 

whirlpool di maio

Sulla vicenda Whirlpool, il PD riparte con l’attacco nei confronti del Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Dopo l’accusa da parte di Paola De Micheli, anche Carlo Calenda ha deciso di criticare le mosse di Di Maio in merito allo stabilimento di Ponticelli.

L’ex Ministro dello Sviluppo Economico ha infatti scritto un singolare post su Facebook, all’interno del quale si possono leggere pesanti accuse nei confronti del Ministro.Luigi Di Maio ha mentito al Paese e agli operai su Whirlpool. Sapeva della chiusura di Napoli da inizio aprile. Ha incaricato Invitalia di analizzare il nuovo possibile investitore in sostituzione di Whirlpool. Non ha ricevuto i sindacati che hanno chiesto incontro, ha aspettato le europee e poi ha fatto scene indecorose di finta indignazione. Si deve vergognare”.

La vicenda della chiusura dello stabilimento Whirlpool sembra quindi esser ancor lontana dalla risoluzione. Alla fine, si sta assistendo al solito “cronicizzarsi all’italiana”, uno dei tanti mali di questo Paese.

whirlpool di maio

La vicenda Whirlpool non sembra ancora risolversi nel migliore dei modi. Vi è un nuovo scontro infatti tra il Ministro Di Maio e i vertici dell’azienda.

L’azienda avrebbe infatti rifiutato di ridare al Governo l’investimento pubblico ricevuto anni addietro. Ciò avrebbe fatto indignare il Ministro del Lavoro, il quale non avrebbe  nemmeno l’intenzione di accordare nuovi fondi. Il finanziamento da 5 milioni di euro, che infatti Di Maio vorrebbe ritirare, è stato già erogato tempo fa all’azienda. Quest’ultima lo avrebbe già completamente prosciugato.

Il problema nasce anche dal fatto che un nuovo finanziamento comporterebbe la norma UE sul divieto di aiuti di Stato. Insomma, la situazione sarebbe molto ingarbugliata e gli esperti del Mise sarebbero pessimisti su possibili soluzioni. Quest’ultime però, prima o poi, dovranno essere trovate. Le possibili armi a disposizione del Governo sono due. Prima di tutto, un provvedimento normativo – forse un emendamento al decreto crescita ma molto più probabilmente un decreto – per frenare la chiusura o la fuga delle imprese che hanno ottenuto incentivi dal governo. Dopo di ciò, si dovrebbe poi avviare una procedura per bloccare un finanziamento da 8 milioni di euro diretto alla multinazionale americana proprio per il sito partenopeo. Ma il tutto resta difficile. 

La questione Whirlpool sembra quindi non trovar pace. Si spera che nelle prossime settimane Governo, sindacati e vertici riescano a trovare un intesa, per salvare i posti di lavoro.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De LucaIl discorso sull’autonomia differenziata di alcune regioni del Nord torna alla ribalta. A parlarne è stato il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in un incontro avvenuto presso l’Università Federico II.

“Nel dibattito sull’autonomia differenziata cominciamo a parlare di cose pesanti e preoccupanti che diremo ai nostri amici del governo. In modo particolare al mio amico Salvini, quando andremo a discutere nel merito dei risorse. Perché va bene amicizia e cordialità, il rosario, ma alla fine quando parliamo di miliardi di euro, la difesa degli interessi del Nord viene fatta in maniera brutale sulla pelle del Sud. La Regione dovrà essere in prima fila per tutelare gli interessi del Sud e in modo particolare della nostra sanità e della nostra scuola”. Queste sono state le affermazioni di De Luca in merito.

Il Presidente del Consiglio Regionale ha poi parlato della questione Teatro San Carlo, affermando che: “Noi siamo impegnati a garantire la programmazione del teatro San Carlo e sappiamo che senza la Regione chiuderebbe domani mattina. Ribadisco l’impegno della Regione Campania a mantenere il finanziamento da 10 a 12 milioni di euro a fronte dei 600.000 euro del Comune di Napoli. Dobbiamo mantenere questo carattere internazionale della programmazione, siamo impegnati al San Carlo anche in attività collaterali, come Un’estate da re a Caserta e il Festival di Ravello. Stiamo facendo di tutto per garantire una prospettiva serena al teatro”.

Le dichiarazioni del Presidente De Luca sembrano manifestare che la Regione abbia tutto sotto controllo. Si spera che ciò sia davvero così e che non vi siano sorprese inaspettate.

whirlpool di maio

Sono giorni d’ansia per i dipendenti della Whirlpool di Via Argine, dopo l’annuncio della chiusura da parte dell’azienda. Oggi vi è stato l’incontro tra i vertici e i rappresentanti dei sindacati. Nel frattempo, la folla dei lavoratori ha intonato lo slogan: “Forza Di Maio, non mollare “.

“Sarà una lotta lunga, abbiamo di fronte un gigante cattivo che pensa che i problemi si possano risolvere comprando la gente. L’azienda proverà a dividerci, è importante quindi che i lavoratori restino uniti”. Queste sono state le parole di Barbara Tibaldi, segretario nazionale di Fiom. Non abbiamo vinto, ma siamo ancora in campo e l’atteggiamento del governo è stato chiaro, si è seduto con noi al tavolo ed è stato autorevole. Non è detto che lo sia per sempre, ma ieri ha richiamato l’azienda alle sue responsabilità, recependo completamente la nostra lettura”.

A dar ragione al Segretario Fiom sono anche le altre rappresentanze sindacali, le quali fanno sapere che continueranno a combattere per il bene dei dipendenti. Tra gli stessi, importanti sono le parole di Walter Schiavella, il Segretario generale di Cigl a Napoli. “Se perdiamo questa battaglia, abbiamo perso la battaglia dell’industria a Napoli e Napoli senza industria non cresce, non c’è speranza”.

Vodafone ha dato il grande annuncio: presto anche i partenopei usufruiranno del 5G. La nuova rete sarà installata anche nelle città di Milano, Roma, Bologna e Torino.

A renderlo noto è stato Aldo Bisio, l’amministratore delegato di Vodafone Italia, che ha preso parte ad un incontro svoltosi stamattina a Milano. “Si tratta di un’occasione importante per l’Italia. Noi di Vodafone siamo tra i primi operatori in Europa e lanciare il 5G commerciale. Rispetto alle caratteristiche tecniche, la velocità del 5G a regime sarà moltiplicata per dieci rispetto al 4G, una velocità «mostruosa». Ma è solo di un primo passo per la diffusione dei servizi 5G commerciali di Vodafone in Italia. Entro il 2021 copriremo cento città”. Queste sono state le parole di Bisio.

Questa è una notizia importante per la città di Napoli. Essa sarà tra le prime città in Italia (l’unica al Sud) ad avere la linea che sta scatenando una delle più grandi guerre commerciali della storia. 

Vincenzo De Luca

Vincenzo De LucaE’ ancora polemica sul tema dei trasporti pubblici a Napoli. Questa volta è stato il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ad infiammare gli animi. “Sulla Linea 6 della metropolitana di Napoli manca la certificazione dei fondi Ue per i ritardi del Comune di Napoli e la Regione Campania rischia di perdere 90 milioni di euro”. Queste sono state le parole pronunciate questa mattina, presso gli studi di Radio Crc.

De Luca ha inoltre parlato di altri casi simili, come il cantiere di Via Marina e Bagnoli. Importanti sono state anche le sue dichiarazione in merito allo Stadio. “Siamo arrivati all’assurdo che abbiamo dovuto investire 23 milioni di euro per il rifacimento dello stadio San Paolo di proprietà del Comune di Napoli. Io niente voglio, ma almeno che sia riconosciuto il nostro impegno”.

Il Presidente non si è fatto mancare nemmeno i toni duri contro De Magistris, affermando che: Noi non perdiamo tempo pensando a come stampare moneta. Ci sono istituzioni che non avendo nulla da fare cercano di litigare con il sottoscritto per farsi pubblicità e poi mettono il cappello su opere e interventi finanziari dalla Regione Campania”. 

whirlpool di maio

Il tutto è ancora aperto sulla questione Whirlpool di Via Argine, a Napoli. Oggi vi è stato l’incontro al Mise tra il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e i vertici dell’azienda, la quale aveva annunciato la chiusura dello stabilimento.

All’incontro hanno partecipato anche i maggiori sindacati italiani, tra cui Fim, Fiom e Uilm. Duri sono stati i toni del Ministro Di Maio, che (a quanto attiene a fonti sindacali) avrebbe detto dinanzi ai capi di Whirlpool: Non si prende per il culo lo Stato italiano. Non con me, non con questo governo. Dal 2014 ad oggi la Whirlpool ha ricevuto 27 milioni di euro di fondi pubblici”.

Subita è arrivata la risposta di Luigi La Murgia (Adl di Whirlpool) che, come si apprende da Repubblica, ha detto: “Non vogliamo chiudere ma individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Oggi una soluzione non l’abbiamo”. Nel frattempo, i lavoratori avrebbero inscenato una protesta a Roma, per difendere il proprio posto di lavoro dalla chiusura.

Insomma, questa di Whirlpool continua a far polemiche e creare apprensione per i lavoratori dello stabilimento di Ponticelli. Un qualcosa che non dà un buon segnale sulle politiche occupazionali in Campania.

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