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Pino Franzese, il neomelodico del boss: gli incassi dei concerti in cambio di un disco

Il cantante neomelodico Pino Franzese, il cui nome di battesimo è Giuseppe Ben Salah, spunta nell’ordinanza del gip del Tribunale di Napoli Maria Gabriella Iagulli sull’applicazione delle misure cautelari nei confronti di 27 persone ritenute appartenenti al cosiddetto clan della 167 di Arzano. Anche se al momento non risulta indagato, secondo gli inquirenti, il cantante aveva rapporti con Pasquale Cristiano, tra i 27 arrestati.

Pino Franzese, il neomelodico della camorra

Secondo i giudici, il clan gestiva le attività del cantante che avrebbe ceduto parte degli incassi dei concerti in cambio del denaro per incidere un disco.

In una storia sul profilo Instagram pubblicata nell’agosto 2020, Pino Franzese è seduto al tavolo di un ristorante con alcuni degli indagati. In un’intercettazione telefonica tra una donna indagata e una sua amica si sente che “il cantante era un vero e proprio investimento per Cristiano” che “in cambio del finanziamento per l’incisione di un disco, gli corrisponde una percentuale sugli incassi per le partecipazioni a feste e ricevimenti“.

Oltre a costituire un modo per reimpiegare e ‘ripulire’ i proventi delle attività illecite, rappresenta una delle tante manifestazioni, sempre più diffuse nell’ambito della criminalità organizzata negli ultimi anni, per diffondere modello di comportamento e riaffermare non solo il controllo del territorio strettamente inteso, ma anche costumi e stili di vita che, soprattutto grazie alla comunicazione attraverso i social network, fanno presa sui più giovani e rappresentano una vera e propria forma di proselitismo e reclutamento“, ha scritto il gip Maria Gabriella Iagulli, che ha firmato l’ordinanza.

Arzano liberata, 27 arresti

Arzano. Tra i 27 arresti ci sono anche due boss. Arzano è stata liberata. E’ questo l’hashtag (Arzanoliberata) in rete sui social dopo la diffusione della notizia dell’arresto dei due capiclan Giuseppe Monfregolo e Pasquale Cristiano.

Il primo si trovava a capo dell’omonimo clan ed e’ fratello di Mariano Monfregolo, arrestato per le minacce nei confronti del comandante dei vigili urbani di Arzano, Biagio Chiariello. Nel blitz sono state arrestate anche la madre e la moglie, che per gli inquirenti gestivano gli affari della cosca: droga ed estorsioni.