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Massimo Troisi si laurea: a 70 anni dalla sua nascita il conferimento alla Federico II

Massimo Troisi, laurea honoris causa. L’Università Federico II conferirà una laurea honoris causa in Discipline della Musica e dello Spettacolo durante i giorni delle celebrazioni per il suo settantesimo compleanno. A dirlo è ilmattino.it.

Massimo Troisi, laurea honoris causa

Enzo Decaro, collega e amico di sempre ne ha promosso l’idea e seguito il suo iter formale: “Ci sono voluti dieci anni, però ce l’ho fatta“, ha detto. Amico e collega di Massimo con Lello Arena ai tempi della Smorfia, promette che questo riconoscimento sarà uno degli eventi principali tra i numerosi omaggi pensati a Napoli e a San Giorgio a Cremano in onore di Troisi. “Questa notizia mi ha emozionato più della mia stessa laurea”, ha proseguito.

Avevo cominciato a parlarne con Manfredi quando era rettore della Federico II, poi lui è diventato ministro, poi è arrivata la pandemia di Covid… Insomma, il tempo passa in fretta. I settant’anni che Massimo avrebbe compiuto il prossimo 19 febbraio sono stati l’occasione giusta. La cerimonia si terrà il 20, il primo giorno utile dopo la domenica di festa. Ringrazio di cuore il rettore dell’ateneo Matteo Lorito, i professori Mazzucchi e Masecchia per averla resa possibile“, ha detto al quotidiano.

Com’è nata l’idea

Mi ha incoraggiato l’esempio di Renzo Arbore, che ha penato molto più di me per far attribuire la laurea honoris causa ad Antonio de Curtis, il nostro caro Totò. Non c’erano precedenti ed è stato un percorso laborioso. La notizia della laurea a Massimo è giunta quasi inaspettata, hanno fatto premio i settant’anni, via via sono diventati una ricorrenza molto sentita“, ha proseguito.

Massimo è stato molto più di un comico, deve stare sul podio che gli spetta, nella posizione autorevole che merita in una città stratificata come la nostra, dove le eccellenze culturali rappresentano la vera linea di continuità tra passato, presente e futuro“, ha detto Decaro.

Un laureato illustre che continuerà a spargere semi di pensiero, un primatista nell’affetto popolare e anche sul piano della riflessione critica”, ha concluso.