Papa Francesco
Con una delibera straordinaria del Consiglio dei Ministri, l’Italia ha proclamato cinque giorni di lutto nazionale, dal 22 al 26 aprile 2025, in seguito alla scomparsa di Papa Francesco, avvenuta lunedì 21 aprile alle 7:35 presso la residenza di Casa Santa Marta in Vaticano. Una decisione dal profondo valore simbolico, che testimonia il legame storico, culturale e spirituale tra il popolo italiano e la figura del Pontefice.
Il lutto nazionale è una forma solenne di cordoglio istituzionale che viene proclamata per onorare la memoria di personalità di altissimo rilievo. Nel caso di Papa Francesco, il governo ha ritenuto doveroso riconoscere la portata mondiale del suo pontificato e l’impatto profondo che ha avuto sulla società civile, sulla politica internazionale e sul dialogo interreligioso.
Durante il periodo di lutto:
Anche gli enti locali e le amministrazioni comunali possono emanare disposizioni specifiche per rendere omaggio, come l’apertura di registri di condoglianze o l’organizzazione di cerimonie pubbliche.
Il lutto nazionale non impone, quindi, vincoli giuridici stringenti alla cittadinanza, ma invita ciascuno a partecipare, anche simbolicamente, al cordoglio collettivo.
La decisione del governo non è soltanto un atto di rispetto verso la figura di Jorge Mario Bergoglio, ma rappresenta anche il riconoscimento del ruolo centrale che il Papa svolge nella vita della Repubblica Italiana, pur nel rispetto della separazione tra Stato e Chiesa sancita dai Patti Lateranensi. Papa Francesco è stato un ponte tra i popoli, un instancabile predicatore di pace, giustizia sociale e fraternità.
Non è la prima volta che l’Italia proclama il lutto nazionale per la morte di un Papa. Accadde anche nel 2005 con Giovanni Paolo II, per il quale furono osservati tre giorni di lutto. La scelta dei cinque giorni per Papa Francesco sottolinea l’eccezionalità del suo pontificato e l’enorme risonanza della sua morte a livello globale.