Trovato per caso amianto tombato sulla condotta di depurazione di Caivano

Continuano i ritrovamenti di sostanze dannose per l’ambiente ma soprattutto per le persone che in queste zone ci vivono. Trentasei mila tonnellate di sostanze e rifiuti tossici versate da circa 10 anni sopra la condotta dell’acqua piovana contagiando terreni e le acque stesse. Continua l’incubo e purtroppo si alza il numero di questi veleni.

Così ci informa il Mattino.it:

Immaginate una discarica di amianto, resti di fonderia, e copertoni, lunga 3 chilometri e mezzo e larga dieci. Aprite gli occhi. Esiste. E’ a Caivano, località Omomorto, taglia campi coltivati e bellissimi. Ed è stata scoperta per puro caso. Se non fosse passata un’auto dei carabinieri avrebbero richiuso una fossa aperta per una riparazione di routine e tutto sarebbe continuato come negli ultimi dieci anni. Un lento avvelenamento.

Tre chilometri e mezzo di strada interpoderale corrono paralleli alla condotta per le acque piovane e le acque nere: sottoterra il fiume artificiale è diviso in due da una parete di cemento che separa il flusso delle acque per il depuratore di Caivano e quello delle acque che finiranno nei canali dei Regi Lagni. Sopra questa condotta, in dieci anni, sono state sversate almeno , ma siamo alle prime valutazioni , 36mila tonnellate di rifiuti speciali. Ricoperte con un velo di terra, decine di centimetri, hanno impregnato di loro terreni ed acque per anni.

I carabinieri hanno sequestrato tutto: sono intervenuti con la compagnia di Casoria, con il comandante Pierangelo Iannicca.

Don Maurizio Patriciello, appena rientrato da Roma per un’audizione parlamentare, si è precipitato sul posto.