Cronaca

La cronaca dell’area Vesuviana

NAPOLI – Mattinata da dimenticare per i pendolari della Circumvesuviana. Intorno alle 9.00, in un convoglio proveniente da Baiano e in arrivo alla stazione di Napoli Garibaldi, si è verificato un inconsueto surriscaldamento delle resistenze che avrebbe potuto dar vita ad un incendio.

Nel giro di pochi minuti si è generato il caos, come testimoniato da diversi video condivisi su Facebook da parte dei passeggeri, costretti a scendere dal treno e di raggiungere a piedi la stazione di Garibaldi, a poche centinaia di metri di distanza, percorrendo i binari. La linea è Napoli-Baiano della Circumvesuviana è rimasta conseguentemente bloccata.

Nonostante i video che testimoniano i disagi e le reazioni dei passeggeri, l’EAV, attraverso il proprio profilo Facebook, ha pubblicato il seguente post: «Questa mattina alle ore 9.00 circa, sul treno delle linee vesuviane proveniente da Baiano si registrava un anomalo surriscaldamento delle resistenze. L’episodio, che avrebbe potuto generare un possibile incendio, è stato prontamente gestito dal personale di bordo che ha attivato le azioni necessarie per mettere in sicurezza i viaggiatori, che sono stati tutti accompagnati a Piazza Garibaldi, e ripristinare le funzionalità del treno. L’evento ha provocato una interruzione momentanea di circa cinque minuti della circolazione. I viaggiatori non hanno manifestato particolare agitazione e pertanto, risultano infondate le notizie di incendi e scene di panico riportate da alcuni canali social. I passeggeri hanno attraversato i binari ovviamente in sicurezza a circolazione ferma».

Altri video dell’accaduto al seguente link.

Paura nella notte in via Giordano Bruno, quartiere Mergellina di Napoli. Erano le 00:35 di stanotte quando, un fortissimo boato ha interessato la zona.

Lo scoppio di un ordigno, probabilmente un grosso petardo, all’esterno di una cioccolateria, ha svegliato tutti i residenti della zona, impauriti dal rumore hanno cercato di capire cosa fosse successo.

A riportare danni per fortuna è solo l ‘insegna del negozio, al suo interno la situazione è rimasta intatta, nessun passante o altre persone sono rimaste coinvolte nell’incidente.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno eseguito i rilievi del caso, non si sa ancora se si tratta di una “bravata”, di un atto intimidatorio o altro. L’ordigno, date le sue dimensioni modeste non ha destato particolare preoccupazione, infatti non è stato necessario far intervenire gli artificieri.

Da chiarire quindi le cause dell’accaduto, solo tanto spavento per il momento per coloro che, durante il sonno sono stati svegliati in preda al panico.

In queste ore verranno ascoltati dagli inquirenti i titolari dell’attività commerciale che, si spera, sapranno chiarire meglio i motivi della vicenda.

La strage silenziosa continua in Campania, quella dei decessi sul lavoro. Cinquantadue vittime si contano, decedute sul posto di lavoro fino al 31 agosto, anche 75enni caduti da impalcature edili. 

I dati, rispetto al 2008, sono in crescita per la regione Campania. Altresì, i dati forniti dalla Cgil riferiscono che Napoli conta 24 casi di decessi sul lavoro in 8 mesi, superando le 18 vittime del 2018, segue Avellino con 11 morti, Caserta con 10 e Benevento con 2. I settori più colpiti sono edilizia e agricoltura, dove, spesso, non c’è sicurezza.

Tra le 52 del 2019 ci sono 49 italiani, due comunitari e un extracomunitario. Tra le persone che hanno perso la vita mentre lavoravano 47 sono maschi e 5 donne, 46 solo nelle industrie e 6 nel settore agricolo. Non solo, tra la strage silenziosa ci sono 40 persone che sono ultracinquantenni. “Persone che non potrebbero accedere a impalcature – spiega Vincenzo Maio, segretario regionale Fillea-Cgil al quotidiano La Repubblica – nemmeno a lavori duri nei campi eppure lo fanno e si sfiancano fisicamente in un’età che non lo consentirebbe”.

“Noi sindacalisti non riusciamo a sviluppare politiche sindacali – continua Maio – perché i diritti sono diventati un costo. Oggi facciamo fatica a parlare con i lavoratori. Non lo facciamo noi, né la scuola né gli organi ispettivi, questo significa che questo tema esce fuori da qualsiasi contesto. Non lo fa nemmeno il compagno di lavoro che avverte l’altro e lo invita a prestare attenzione. Nessuno si difende, si lavora a testa bassa, inconsapevoli dei propri diritti. Spesso si baratta il lavoro con la paga, la sicurezza e i diritti”. Il 1 maggio scorso, infatti, la Campania risultava prima per incidenti sul lavoro. Il suddetto fenomeno è, altresì, difficile da fermare: non ci sono controlli sul luogo di lavoro, questo le imprese lo sanno e continuano a lavorare violando la legge, perchè i piani di sicurezza costano e gli ispettori del lavoro mancano.

scuola Colli aminei

scuola Colli amineiNapoliPiovono pezzi di marmo dalla scuola materna Decroly ai Colli Aminei. Questi blocchi caduti in strada hanno rischiato di colpire qualcuno. Fortunatamente non c’erano passanti in quel momento.

La scuola Decroly si trova nelle vicinanze di altri due istituti, il liceo “Verga” e l’istituto “Mameli“. Quindi la zona conosce un grande viavai tra studenti ed accompagnatori. Fortunatamente il flusso di persone non era incessante poiché erano solo le 12:45.

Non è però un caso isolato questo della scuola dei Colli Aminei. Da questa estate molte strutture scolastiche stanno avendo infatti grandi difficoltà, sia legate all’immondizia, sia riguarda alla sicurezza interna delle strutture stesse, come in questo caso.

Inoltre qualche mese fa anche l’altra scuola citata precedentemente, la Mameli, ha rischiato molto quando un grande albero si stava abbattendo sugli alunni.

È giunto il momento di dedicare maggiore attenzioni a queste strutture, prima che qualcuno si faccia veramente male. Perché questo che è accaduto oggi è più di un semplice campanello d’allarme.

Anche la consigliera della Municipalità III è intervenuta sulla questione. Queste le parole di Giuliana de Lorenzo riportate da Il Mattino:
“Abbiamo rischiato una tragedia in quanto, in quel tratto di strada c’è un enorme flusso di genitori e studenti, soprattutto nella fascia oraria 13-16. Le strutture scolastiche sono al collasso e bisognerebbe fare molto di più in termini di sicurezza degli edifici”.

 

cimitero torre del greco
cimitero torre del greco
Foto di Anna Matrone

Torre del Greco – Una colonia di gatti che vive all’interno del cimitero, rischia la vita a causa di alcune pasticche velenose.

Il cimitero di Torre del Greco ospita una colonia di felini da diverso tempo. Ci sono alcune persone che si recano lì per accudirli dandogli da mangiare ogni giorno. Ma la presenza di questi randagi non è gradita a tutti. Poche ore fa infatti una delle ragazze che si occupano di questi dolcissimi animali, ha rinvenuto delle pasticche velenose messe lì proprio per uccidere l’intera colonia, o quantomeno per allontanarla dal cimitero.

Un gesto che ovviamente non è piaciuto agli amici degli animali. Un gesto crudele e violento che non serve a nulla, perché lì nel camposanto, questi poveri felini senza casa, non danno fastidio a nessuno. Un gesto che non passa quindi inosservato, e che è stato denunciato alle autorità facendo aprire un’indagine.

E pensare che da qualche altra parte c’è stato una cagnolina che viveva in un cimitero per vegliare sul suo padrone giorno e notte senza dare fastidio a nessuno. Anzi, gli ischitani volevano molto bene a Nicoletta e facevano di tutto per sostenerla. Dopo la sua morte le hanno anche dedicato una statua.

Nel caso di questi gatti invece la gente ha raggiunto un elevato grado di violenza e crudeltà che non rispecchia quel rispetto verso gli animali a cui è abituato il popolo campano.

rifiuti via Arenaccia

rifiuti via ArenacciaNapoli – Un uomo raccoglia sacchetti di spazzatura in strada e li getta nell’apposito cassonetto di via Arenaccia. Un bellissimo gesto di umiltà per contrastare i tanti atti incivili degli ultimi tempi.

Spesso si parla di inciviltà da parte del popolo napoletano. C’è chi butta la spazzatura in terra nonostante i cassonetti a pochi metri; chi porta bambini senza casco sul motorino e chi getta bottigliette di plastica in mare. Per fortuna però ci sono anche persone come quest’uomo, tra l’altro non giovanissimo, che cerca di fare qualcosa per la sua città senza attendere una manna dal cielo che non arriverà mai, come invece fa la gran parte delle persone che si lamentano.

Non ha aspettato l’intervento delle istituzioni, non si è lamentato, è sceso di casa ed ha iniziato a raccogliere questi cassonetti in via Arenaccia. Rifiuti che potevano essere buttati negli spazi appositi già dai legittimi proprietari.

Il gesto di quest’uomo è quindi un gesto di umiltà e civiltà che dovrà fungere da esempio per tutti gli incivili che cercano in ogni modo di rovinare la propria città. Dovrà essere inoltre un segnale di speranza per i napoletani. Perché speranza e fiducia nel prossimo in questo momento non esistono. Quest’uomo potrebbe restituirle a tutti i napoletani.

carabinieri antimafia

carabinieri antimafiaMaxi blitz contro la camorra nella giornata di oggi. La DDA di Napoli ha coordinato le operazioni attraverso i quali 250 carabinieri hanno arrestato 23 persone che controllavano affari illeciti nel territorio della città di Avellino e la sua provincia. L’operazione è stata denominata Partenio 2.0 e prende le mosse da alcuni eventi allarmanti che si sono verificati negli ultimi tempi. Associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, estorsione, detenzione di armi ed altro sono le accuse.

Altre 17 persone risultano indagate a piede libero, tra cui Sabino Morano, portavoce della Lega Campania. Si dovrà perciò aspettare la fine delle indagini affinché la situazione di Morano divenga più chiara.

“Un blitz anticamorra condotto nella mattinata di lunedì dalla Dda di Napoli e della Procura di Avellino ha portato all’arresto di 23 persone ritenute membri del nuovo clan Partenio. Diciassette gli indagati a piede libero, fra i quali Sabino Morano, portavoce della Lega avellinese. Complimentandoci innanzitutto con le forze dell’ordine per la brillante operazione portata a termine, c’è un dato importante da analizzare: il Carroccio, in Campania, è pieno zeppo di soggetti indagati e condannati e addirittura parenti di boss. In pochi mesi sono diversi i leghisti finiti nei guai con la legge. Da tempo denunciamo come fra le fila della Lega campana ci siano figure criminali e pericolose. Al di là delle avversità politiche, questa situazione può tramutarsi in un enorme pericolo per la comunità”.

Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.

“Quello di Morano è l’ennesimo caso. A fine settembre, sempre ad Avellino, fu arrestato Damiano Genovese: aveva in casa una pistola rubata con un colpo in canna. Era stato eletto ad Avellino con la Lega mentre suo padre Amedeo è da anni all’ergastolo perché ritenuto il capo del clan Partenio. Lo scorso anno era toccato a Bartolomeo Falco, ex consigliere comunale di Comiziano, accusato di detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di droga. Una situazione che di certo non può passare inosservata. Se Salvini non farà pulizia, ci penserà la magistratura. Si assuma la responsabilità – ha aggiunto Borrelli – assieme alla direzione centrale del partito, e analizzi uno ad uno i membri della Lega campana. Ci sono troppe figure losche con legami altrettanto loschi”.

Damiano Genovese,tuttavia, aveva lasciato il partito otto mesi prima dell’arresto. A sottolinearlo fu proprio Sabino Morano, che alla stampa disse: “Spero che Genovese possa chiarire presto la sua posizione, non avendo mai avuto problemi con la giustizia. Allo stesso tempo, però, posso dire che la vicenda non è collegabile alla Lega, in quanto da circa otto mesi Genovese non ne faceva più parte”.

tribunale di napoli michele zagaria

tribunale di napoliQuesta mattina si è svolta la prima udienza per il caso del poliziotto Oscar Vesevo. L’agente è accusato di aver rubato una pen drive del boss Michele Zagaria, che contiene tutti i segreti del clan.

La denuncia scattò nell’ormai lontano 2011. Il 7 dicembre di quell’anno infatti fu arrestato il boss dei casalesi dopo una ricerca che perdurava da ben 6 anni. Durante l’arresto di Michele Zagaria è scomparsa una pen drive incastonata in un ciondolo di Swarovski a forma di cuore, che conteneva tutti i segreti del clan. Le indagini hanno portato alla luce quindi la figura di Vesevo come possibile autore dell’accaduto e quindi accusato di corruzione e peculato, con aggravante mafiosa.

La pennetta però non è rimasta nelle mani del poliziotto che comunque ha sempre continuato ad esercitare la sua professione nonostante le accuse. I segreti dei casalesi infatti erano custoditi dall’imprenditore Orlando Fontana. Le accuse a suo carico sono però cadute perché la polizia non è riuscita a dimostrare l’acquisto della pennetta. Un acquisto che si aggirerebbe intorno alla cifra di 50 mila euro.

pierluigi rotta

pierluigi rottaÈ stata fissata la data dei funerali di Pierluigi Rotta, il poliziotto che è stato ucciso a Trieste insieme al suo collega, Matteo Demengo. La cerimonia si svolgerà venerdì 18 Ottobre a Lago Patria, frazione del comune di Giugliano, nella chiesa della Sacra Famiglia a partire dalle ore 10:00. La veglia comincerà alle 9:00. La messa si svolgerà in presenza dei vescovi di Pozzuoli ed Aversa. Saranno presenti circa 80 colleghi poliziotti.

Il 15 Ottobre sarà invece allestita la camera ardente a Trieste, mentre il giorno successivo, il 16 Ottobre, si svolgeranno i funerali congiunti di Pierpaolo e Matteo officiati dal vescovo Giampaolo Crepaldi nella chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, alle ore 11:30.

Pierluigi Rotta aveva 34 anni ed era originario di Pozzuoli. Il sindaco Vincenzo Figliolia, non appena appresa la notizia, aveva annunciato la decisione di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

La morte di Pierluigi Rotta e Matteo Demengo ha scosso l’Italia intera. I due poliziotti sono stati uccisi da uno squilibrato senza motivo, nei pressi della Questura di Trieste. La loro gioia di vivere è stata stroncata in modo assurdo, tanti i messaggi per i due ragazzi che vestivano con passione e dedizione la divisa.

Ancora tragedie sulle strade salernitane. Una 12enne in coma farmacologico e sei feriti costituiscono il bilancio di un gravissimo incidente avvenuto sullo svincolo autostradale di Polla, in provincia di Salerno.

Al momento la dinamica del sinistro sembra non essere molto chiara. Ciò che è certo è che due automobili si sono scontrate provocando un grave incidente. Il bilancio è di sei feriti in tutto. Tra questi, un ragazzo di Pertosa e cinque persone di Padula, inclusi due bambini.

Nei due bambini è compresa anche la ragazzina 12enne in coma farmacologico. Sul posto sono giunti immediatamente i sanitari del 118 per prestare soccorso alle persone coinvolte. Al momento, i carabinieri della stazione di Polla e dell’Aliquota Radiomobile della compagnia di Sala Consilina stanno indagando sulla dinamica esatta del sinistro, guidati dal capitano Davide Acquaviva.

Sembra che i comuni del salernitano stiano subendo una serie infinita di catastrofi ultimamente. Uno degli incidenti più recenti era costato la vita a un 17enne angrese, Alfonso Manzi, che stava percorrendo la statale ss145 mentre era a bordo della sua moto quando si è scontrato contro un pilastro.

La statale sorrentina, in particolare, è teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali hanno conseguenze catastrofiche. Al momento, non possiamo far altro che attendere ulteriori sviluppi della vicenda.

Napoli“Io non l’ho mai toccata Fortuna, non l’ho mai violentata, non le ho mai messo una mano addosso”. Lo ha gridato Raimondo Caputo, oggi in aula nel Tribunale di Napoli, durante l’udienza, subito rinviata, in cui il gup Luana Romano si sarebbe dovuto pronunciare sull’imputazione coatta formulata lo scorso 5 giugno dal gip Pietro Carola per Raimondo Caputo e per la ex compagna Marianna Fabozzi, accusati, rispettivamente, di favoreggiamento personale e omicidio.

Assodato a livello giudiziale, con sentenza e condanna all’ergastolo confermata anche in appello, che è stato Caputo ad uccidere la piccola Fortuna, i due reati al vaglio del Tribunale che oggi vengono contestati a Caputo e Fabozzi sono in relazione alla morte del piccolo Antonio Giglio, figlio della Fabozzi. Il bimbo di 4 anni era precipitato il 28 aprile 2013 dalla finestra dell’abitazione del Parco Verde di Caivano, dove viveva con la sua famiglia.

Capaccio Paestum – Quando la passione prende il sopravvento è difficile resistere, ma spesso può costare caro. E’ quello che è successo a due uomini a Capaccio Paestum. I due, un napoletano di 44 anni ed un salernitano di 45, si erano dati appuntamento nella pineta che costeggia tutto il litorale, sicuri che lì nessuno avrebbe disturbato la loro intimità. Precisamente i due si sono appartati in località Varolato, nel tratto dell’ex lido Cursaro, ora in stato di abbandono.

E’ lì che gli agenti della polizia municipale, coordinati dal capitano Natale Carotenuto, li hanno trovati. Stando a quanto riporta il quotidiano La Città, i due avevano approfittato della fitta vegetazione che copre tutta l’aria per scambiarsi effusioni spinte. I vigili li hanno sorpresi durante un rapporto orale.

I due focosi amanti sono stati identificati e sanzionati con una multa di 3.325 euro ciascuno e il daspo urbano. Toccherà al prefetto stabilire per quanto tempo non potranno entrare nel Comune di Capaccio Paestum.

Noemi 2

Noemi 2Napoli– Martedì 15 ottobre Roberto Tortorella, il primo soccorritore della piccola Noemi sarà premiato con una targa da una associazione per l’iniziativa anticamorra.

Era lo scorso maggio quando la piccola Noemi di 4 anni fu coinvolta in una sparatoria a Piazza Nazionale. La bambina fu ferita da un colpo di arma da fuoco che mise in serio pericolo la sua vita.
Il primo a soccorrerla fu Roberto Tortorella che lavora nel bar dove successe il fatto e per questo motivo sarà premiato.

Questo è il simbolo di una città che lotta contro il suo male più grande, per molti addirittura incurabile, la camorra. Un messaggio che sostiene quindi chi lotta e servirà da monito per il futuro. Un segnale chiaro di quanto le associazioni siano vicine ai cittadini.

Sulla question è intervenuto Giuseppe Alviti  presidente dell’associazione che premierà il barista ed anche il titolare del bar. Queste le parole riportate da Il Mattino L’ Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate premierà  l’eroe barista che salvò la piccola Noemi dai colpi di pistola di un killer di camorra il merito sarà riconosciuto anche al titolare dell’attività Salvatore Laezza proprietario di un esercizio commerciale virtuoso come presidio di legalità e umanità.

“Il coraggio dimostrato dal barista Roberto Tortorella non può e non deve passare inosservato le passerelle dei tanti politici fin ora non hanno mai dato risalto a chi sfidando le pallottole ha cercato di salvare la vita ad una bimba e ci aspettiamo grande partecipazione delle istituzioni per martedì.”

La premiazione avverrà alle 10. 30 del mattino, nel bar Elite in Piazza Nazionale con la consegna delle targhe simboliche e ci si aspetterà una grande affluenza per dimostrare che la gente si schiera contro queste persone che fanno della malavita il loro modus vivendi.

polizia

poliziaNapoli– Questa mattina è stato catturato dai falchi G.D.M. un ragazzo di 21 anni che da un anno era latitante dal carcere minorile di Nisida. Era tornato in libertà grazie ad un permesso premio di un giorno senza fare più ritorno in carcere.

Il ragazzo è stato rintracciato dopo vari appostamenti a via delle Brecce a Sant’Erasmo. Inizialmente sfuggito alle forze dell’ordine calandosi dal balcone della propria abitazione. Ma una volta capito il trucco i falchi lo hanno bloccato e arrestato per la seconda volta. La sua fuga è durata oltre un anno ed un mese.

Questa vicenda ha scaturito dubbi sul rilascio di permessi premio a questi ragazzi. In particolar modo l’assessore Alessandra Clemente ha sostenuto tramite i suoi profili social che “in questi anni ho imparato a conoscere l’isola di Nisida dove c’è Istituto penale per minorenni. Posso dire ormai di aver imparato a conoscere quell’isola, perché negli anni di visite e progetti ho imparato a credere nel recupero di quei ragazzi. In alcuni casi persino affezionandomi ad alcuni di loro.

Clemente quindi sostiene la causa dei permessi premio. Sono delle chance di reintegrarsi nella società da parte di alcuni elementi che hanno sbagliato in passato ma che in carcere stanno capendo i loro errori. Per questo motivo che il carcere di Nisida attua diversi progetti culturali, musicali, letterali, culinari e chi più ne ha più ne metta.

Proprio per reinserire un soggetto che ha precedentemente sbagliato nella società. Ed in questo modo, come dice Alessandra Clemente: “Eppure ogni ragazzo recuperato è una vittoria per l’intera società“.

Una vittoria per la società ma soprattutto per la persona stessa che riesce a trovare un equilibrio ed una serenità che il passato non gli ha mai consentito. Uno di questi casi è sicuramente quello di Vincenzo Capasso della pizzeria “Casa Capasso”.

via scarlatti vomero

via scarlatti vomeroNapoli– I residenti del Vomero domani scenderanno in strada per protestare contro la scia di sangue che viene versato il sabato sera nel quartiere. L’appuntamento per il flash mob è previsto per domani alle ore 12:00 all’incrocio tra via Merliani e via Scarlatti.

È arrivato il momento di dire basta, non se ne può più di tutti gli attacchi subiti nel proprio quartiere. La gente inizia a temere per la propria incolumità il sabato sera. Hanno paura che i loro figli rientrino troppo tardi per imbattersi in qualche gang.

La gente si sta sentendo sopraffatta da questi atti ed ha deciso di dire basta, ha deciso di far sentire la propria voce e far tornare il quartiere alla serenità di un tempo. La scelta deriva dal fatto che sabato scorso c’è stato l’ennesimo accoltellamento di un giovane aggredito da una banda di coetanei.

Sulla questione si è espresso Gennaro Capodanno, presidente della Circoscrizione del Vomero e promotore del flash mob. Queste le sue parole: “Rappresenta un’occasione formidabile e forse unica per i cittadini per far arrivare la propria voce, con una civile e democratica protesta, alle autorità competenti al fine di garantire nel quartiere collinare l’ordine e la sicurezza pubblica, stroncando i gravi episodi di sangue che si stanno registrando da un poco di tempo a questo parte. Per questo non bisogna assolutamente mancare all’appuntamento.

 ” Lancio dunque un pubblico appello per la massima mobilitazione e per la buona riuscita di questa prima manifestazione , alla quale seguiranno altre allo studio.  Anche se ci auguriamo che, a partire dal prossimo fine settimana, arrivino risposte concrete e operative, tese ad accogliere le giuste istanze dei cittadini. Confido che tra i partecipanti ci siamo anche rappresentati dell’amministrazione comunale, a partire dal sindaco, dagli assessori e dai consiglieri comunali e municipali”.

Sono ore di tensione a Frattamaggiore. Piazza Riscatto è stata chiusa al traffico per un’allarme bomba.

Un cittadino di nazionalità asiatica, secondo alcuni testimoni, ha lasciato una macchinina telecomandata con sopra dei cavi dietro a una bicicletta. Subito è scattata la segnalazione dei passanti che hanno visto nell’oggetto un possibile ordigno. E’ stato quindi attivato il dispositivo previsto nei casi in cui si sospetta l’uso di esplosivo.

Immediato l’intervento delle forze d’ordine con la Polizia del Commissariato di Frattamaggiore e i Carabinieri che hanno circoscritto tutta la zona. Chiusa la strada tra Piazza Riscatto e Corso Durante e alcuni degli esercizi commerciali.

patenti truccate caserta

Arresti domiciliari a Siena, concessi dal tribunale del riesame di Napoli, per S. F. Il 60 enne residente a Campo di Giove (L’Aquila) ma originario di Sparanise, è accusato di aver rilasciato patenti di guida in modo non lecito. Nonostante sia considerato l’uomo a capo di tutta l’organizzazione, quindi, esce dal carcere per tornare a casa, seppur sottoposto a una misura che limita la libertà. A riportare la notizia è Cronache della Campania.

La procura di Santa Maria Capua Vetere (CE), che dieci giorni fa ha condotto dietro le sbarre 13 persone, ha intercettato anche il nipote di 44 anni. Secondo il gip Nicoletta Campanaro quest’ultimo avrebbe proposto allo zio di far conseguire la patente a un ex giocatore della Juventus, non indagato, al quale avrebbe chiesto la somma di 7mila euro.

Nell’inchiesta sulle patenti truccate oltre ai due sono coinvolti anche impiegati della motorizzazione civile di Caserta, titolari e altri dipendenti di alcune autoscuole, i quali, si sospetta, fossero d’accordo con loro. Quarantanove sono le persone denunciate che, tuttora, però non sono soggette a nessuna misura.

cadavere

maria ubaldini morta afragola

AFRAGOLA – Una donna di 81 anni trovata morta nella propria abitazione. È accaduto questa mattina ad Afragola, nel napoletano, dove la Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco hanno rinvenuto il cadavere di Maria Ubaldini riverso sul pavimento del bagno.

A dare l’allarme una vicina di casa, che da giorni non aveva più notizie dell’anziana signora. La Procura di Napoli Nord ha disposto il sequestro dell’appartamento e l’autopsia, che sarà effettuata nelle prossime ore per accertare le cause della morte.

Il cadavere non sembra presentare segni di percosse o violenze, proprio per questo al momento si esclude la pista dell’omicidio. Si attendono le analisi dell’autopsia per confermare l’eventuale decesso per cause naturali di Maria Ubaldini.

Napoli – Ieri, martedì 9 ottobre 2019, Gina Hespel, direttrice della Cia, è venuta in Italia per un vertice a Roma con i capi dell’intelligence italiana. Nelle ore che la separavano dall’importante incontro, la seconda persona più potente al mondo ha deciso di concedersi qualche ora di svago a Napoli.

La donna ha visitato la città insieme al marito. In particolare, la Hespel ha deciso di trascorrere il tempo con una visita privata al museo della Cappella di San Severo per poter ammirare il Cristo Velato e le altre meraviglie presenti all’interno. Ovviamente, tale visita è stata tenuta segreta fino alla sua conclusione e le aree interessate messe in assoluta sicurezza.

Gina Hespel, 63 anni, è la prima donna a guidare la Central intelligence agency. Era entrata nella Cia nel 1985, scalandone tutti i gradini fino ad arrivare al vertice, nel maggio dello scorso anno, quando è stata confermata dal Senato. La sua nomina aveva creato qualche perplessità per il suo ruolo nel programma di torture negli interrogatori di sospetti terroristi durante la presidenza di George Bush figlio.

discarica pneumatici Casalnuovo
discarica pneumatici Casalnuovo
immagini di repertorio

Scoperta discarica abusiva nel sottosuolo di Casalnuovo. Oltre 1000 metri quadrati ospitano materiale di ogni tipo, dagli pneumatici che intralciano il passaggio agli scarti di lavorazione edilizie, passando per una gran quantità di materiale ferroso.

La Campania sta vivendo un periodo nero per quanto riguarda l’emergenza rifiuti. Negli ultimi tempi stanno venendo a galla tantissime discariche abusive di tutti i tipi ed in tantissime aree della città. L’ultima scoperta è quella di Casalnuovo, si tratta di una delle più grandi concentrazione di rifiuti scovate. Oltre 1000 metri quadrati in una sorta di caverna alta 7 metri accessibile dalla porta secondaria di un’officina del centro cittadino.

Un vero colpo per tutti i residenti che non erano al corrente di questa discarica abusiva. Si trovava sotto gli occhi di tutti ma nessuno poteva vederla e denunciarla, era invisibile. Si tratta di un fattore di inciviltà dall’inaudita gravità che mette a rischio le vite di tutto il comune di Casalnuovo ed anche dei comuni limitrofi.

La scoperta rientra nel piano di contrasto verso la Terra dei fuochi. A dirigere le operazioni è stato il viceprefetto Gerlando Iorio. Anche lui era presente quando la task force si è trovata dinnanzi a questa discarica facendo scattare per l’ennesima volta l’eventualità di un disastro ambientale. Questo lo si era già capito dall’apertura di questa porta secondaria dell’officina, perché scendere le scale che portavano ai sotterranei della segreta discarica, era un’impresa quasi impossibile. Una quantità enorme di pneumatici, oltre che cerchioni delle auto,infatti bloccava il passaggio verso l’inferno di immondizia.

A questo punto ai cittadini non resta che attendere l’intervento da parte delle autorità per rimuovere tutti questi rifiuti e ripulire l’area. Intanto la task force contro la terra dei fuochi prosegue il suo lavoro per scovare ulteriori discariche su tutto il territorio campano.

 

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