Cronaca

La cronaca dell’area Vesuviana

polizia

poliziaTorre del Greco – Follia nella città corallina ieri, quando un uomo di circa 50 anni ha tentato di strangolare la sua compagna usando una cintura.

Ad intervenire in un primo momento sono stati gli uomini della Polizia Locale che, avvisati da alcuni passanti, hanno segnalato la presenza di un coltello sul manto stradale e lanciato da un balcone. L’uomo, affacciatosi, si è giustificato affermando che fosse caduto in maniera accidentale.

Successivamente si è avuto l’intervento della Polizia di Stato che, avvisati di una lite in appartamento, hanno raggiunto l’abitazione dove la donna chiedeva aiuto affacciata al balcone. La donna ha raccontato di un tentativo di strangolamento e un’aggressione con un coltello da cui era riuscita a divincolarsi gettando il coltello giù.

Il 51enne è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Poggioreale.

La piccola di quasi due anni, picchiata dal compagno della madre a Roma, respira da sola. Le sue condizioni sono decisamente migliorate, ma resta ricoverata nel reparto di rianimazione in prognosi riservata. Tuttavia la stabilità dei parametri cardio-respiratori lascia ben sperare.

La piccola è stata brutalmente malmenata dal compagno della madre, Federico Zeoli (24 anni), ora in carcere a Velletri, che tornando a casa ha fatto la macabra scoperta. La figlioletta, infatti, versava in gravi condizioni, presentando ematomi, ecchimosi, graffi e segni di morsi.

Davanti a tale scena la mamma non si è persa di coraggio ed ha subito accompagnato la piccola all’ospedale di Genzano da dove poi ci sono stati i trasferimenti all’0spedale dei Castelli, ad Ariccia, e poi al Bambino Gesù. Una triste vicenda che fa tornare alla mente la tragedia di qualche settimana fa a Cardito, dove il piccolo Giuseppe ha perso la vita per mano sempre del compagno della madre.

ponte di chiaiano

ponte di chiaianoUna 22enne di Chiaiano, nel Napoletano, ha tentato di togliersi la vita poiché lasciata dal fidanzato nel giorno di San Valentino. 

La ragazza ha raggiunto il ponte di Via Emilio Scaglione e ha minacciato di lanciarsi ma, fortunatamente, sono prontamente giunti sul posto i Carabinieri della stazione di Capodimonte e i Vigili del Fuoco.

Sulla strada al di sotto del ponte è stato posizionato un gonfiabile per attutire l’eventuale caduta. Contemporaneamente, una donna dell’Arma dei Carabinieri ha raggiunto la ragazza per tranquillizzarla e convincerla a non gettarsi.

Una volta tranquilla, la ragazza è stata afferrata da alcuni militari che l’hanno portata via dal precipizio. Sebbene fortunatamente illesa, la ragazza è stata poi affidata ai sanitari del 118 per ricevere le cure necessarie.

Il Presidente Nazionale delle Guardie particolari giurate, Giuseppe Alviti, si dice soddisfatto dell’intervento delle forze dell’ordine.

Lo stesso richiede, inoltre, la messa in sicurezza del ponte incriminato e l’aggiunta di barriere anti scavalcamento per evitare altri episodi simili.

scontri zurigo-napoli

scontri zurigo-napoliOmbre su quanto è accaduto prima del match Zurigo-Napoli svoltosi la sera del 14 febbraio nell’omonima città Svizzera.

La causa è la guerriglia tra un gruppo di ultrà della Curva A del Napoli ed un gruppo violento avversario dello Zurigo.

Non è chiaro come sia nato il conflitto, ma i video sui social mostrano una vera e propria guerriglia urbana.

Tutto è avvenuto nel pomeriggio sulla Zypressenstrasse, la via dei Cipressi, luogo storico e molto famoso di Zurigo, a soli 700 metri dallo stadio che nella serata dello stesso giorno ha ospitato il match.

Si nota un gruppo di tifosi che occupa la strada impedendo persino ad automobili e mezzi pubblici di circolare.

Calci, pugni, persone bloccate e pestate, si nota persino qualche arma impropria come martelli e spranghe.

Gli ultrà iniziano a disperdersi solo con l’arrivo di alcune volanti della polizia, ma alcuni continuano lo scontro bersagliando le vetture degli agenti con pietre ed altri oggetti da lancio.

Uno dei video che documenta la vicenda è stato girato da un cittadino del luogo.

14.2.2019, Europa League, Zurigo – Napoli. Scontri tra le due tifoserie. #NOF

14.2.2019, Europa League, Zurigo – Napoli. Scontri tra le due tifoserie. #NOF

Pubblicato da Not Occasional Fans su Giovedì 14 febbraio 2019

A poche settimane dalla tragedia di Cardito, vi è un nuovo caso di violenza familiare contro minori. Questa volta la vicenda è avvenuta a Genzano (Roma), dove una bambina di soli ventidue mesi è stata ridotta in fin di vita dal patrigno.

Il tutto è successo la sera di mercoledì 13 Febbraio, quando Federico Zeoli, disoccupato ventiquattrenne originario del Molise, ha massacrato di botte la figliastra. Da quanto risulta, Zeoli al momento dell’accaduto era solo in casa con la bimba e la sua gemellina. A provocare la violenza inaudita del ragazzo sarebbe stato il pianto della bimba. Lui stesso ha poi dichiarato: “Piangeva troppo, ho perso il controllo e l’ho picchiata”.

Al momento del tragico evento, Sara (madre della piccola) non era in casa. Ella, non pensando minimamente che potesse accadere una cosa del genere, ha lasciato in custodia le figlie col suo nuovo compagno. Al rientro a casa, la signora ha così visto una delle figlie ricoperta di sangue e l’ha portata subito davanti all’ospedale di Genzano, purtroppo chiuso. Così nella disperazione, ha iniziato ad urlare e a chiedere soccorso.

Ad ascoltare le sue urla è stata la vigilanza che ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto è intervenuta una volante della Polizia di Stato, che la portata all’ospedale dei Castelli, poi il trasferimento al Bambin Gesù di Roma, dove attualmente la bimba si trova ricoverata con prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva. I medici fanno sapere che, nonostante varie operazioni chirurgiche, la piccola si trova ancora in pericolo di vita, in condizioni gravissime. Sembra infatti che le percosse le abbiano causato un ematoma cerebrale.

Zeoli è stato raggiunto nell’abitazione dalla Polizia di Stato e arrestato con l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. Secondo le informazioni apprese, il ragazzo ha precedenti di polizia per stalking e lesioni. La coppia conviveva da due mesi, ma già da qualche settimana il rapporto era in crisi.

Rincresce constatare un nuovo caso simile a quello di Cardito. È atroce sapere che la violenza efferata e gratuita verso i minori resta una piaga dilagante.

Umberto Bossi è stato urgentemente ricoverato all’ospedale di Varese. L’ex “capo” della Lega Nord nella giornata di ieri, giovedì 14 febbraio 2019, è stato prima trasportato, dalla sua casa di Gemonio, all’ospedale di Cittiglio per poi essere trasferito in elisoccorso al nosocomio varesino. Le sue condizioni destano preoccupazioni, ma il “senatùr” non è ritenuto in pericolo di vita dai medici.

Alla base di tutto ci sarebbe una crisi epilettica, con Bossi che è caduto ed ha sbattuto la testa. Bossi ha 77 anni e questo non è il primo ricovero urgente che gli riguarda: infatti, nel 2004 (anno in cui poi lasciò la segreteria della Lega), venne ricoverato per un ictus che lo ha poi lasciato mezzo paralizzato.

Poche ore prima del malore, Bossi è tornato a parlare della Lega: “Ho lasciato una macchina da guerra a Salvini, e per fortuna la Lega è rimasta una macchina da guerra“. Proprio il suo “figlioccio” Salvini, oggi ministro dell’Interno, ha fatto recapitare a Bossi un messaggio di pronta guarigione, così come è stato fatto dall’altro fedelissimo Calderoli.

ambulanza-118

ambulanza-118Giallo nella base Nato di Napoli dove è stato trovato il cadavere di un militare. Il giovane, con addosso una divisa, è stato trovato all’interno di un veicolo militare con un colpo di pistola alla testa, in viale Ruffo Fulco di Calabria, nella base Nato partenopea.

Il fatto, riportato da Il Mattino, è al vaglio degli inquirenti che al momento non escludono alcuna ipotesi. Infatti, non è chiaro se si tratti di suicidio o di altro, anche se poco distante dal mezzo militare è stata ritrovata una pistola.

L’allarme è stato lanciato nella serata di ieri, verso le ore 21, dal distretto militare dove sono poi giunti i sanitari del 118, altri militari e gli uomini della Polizia scientifica.

Tutto è pronto per la partita di Europa League Zurigo-Napoli, che si svolgerà stasera nella città svizzera. Purtroppo, però, le ultime ore sono state funestate dai primi scontri fra tifoserie. In particolare, c’è stata una violenta rissa fra un gruppo di ultrà della Curva A del Napoli ed un gruppo avversario dello Zurigo.

Non è chiaro come sia nato il conflitto, ma le immagini riportate dal Mattino mostrano una vera e propria guerriglia urbana. Tutto è avvenuto nel pomeriggio sulla Zypressenstrasse, la via dei Cipressi, luogo storico e molto famoso di Zurigo, a soli 700 metri dallo stadio che stasera ospiterà il match.

Si nota un nutrito gruppo di tifosi che occupa la strada impedendo persino alle automobili di circolare. Calci, pugni, persone bloccate al muro e pestate, si nota persino qualche arma impropria come martelli e spranghe. Gli ultrà iniziano a disperdersi solo con l’arrivo di alcune volanti della polizia, ma alcuni facinorosi continuano lo scontro bersagliando le vetture degli agenti con pietre ed altri oggetti da lancio.

Speriamo sia solo un caso isolato e che tale violenza non stia solo aspettando di esplodere del tutto nel corso della partita o dopo, all’uscita dallo stadio.

Una parte del Ponte Morandi di Genova sei mesi fa crollava a picco, portando via con sé la vita di 43 persone. Sono ancora vive quelle immagini che il 14 agosto 2018 hanno fatto il giro del mondo. Ore 11:36,  la città di Genova si ritrova “spezzata” in due a causa di una drammatica vicenda che ancora oggi fa parlare di sé, come se il tempo si fosse fermato. Invece no, le lancette dell’orologio hanno continuato a girare, sono state versate lacrime per quelle 43 vittime e c’è ancora chi cerca le prime risposte da parte della giustizia.

Tracciando un primo bilancio, la cosa che va subito sottolineate è l’inizio della demolizione (ben 10 le imprese coinvolte) di quello che resta del maledetto ponte. Il sindaco Marco Bucci è convinto che a fine marzo le operazioni saranno completate per lasciare poi spazio alla tanto attesa e discussa ricostruzione. Il ministro Danilo Toninelli è sicuro che Autostrade si farà carico dei 290 milioni necessari, ma intanto la stessa società “protesta” contro il Decreto Genova e la nomina di Bucci a commissario. Un’opposizione che allunga inevitabilmente i tempi, così come si sono allungati quelli dell’inchiesta, prima partita a razzo per poi procedere a singhiozzo.

Contro Autostrade ci va giù pesante l’avvocatura dello Stato che al Tar della Liguria ha presentato 32 pagine di memoria difensiva. In particolare, come riporta Il Fatto Quotidiano, gli avvocati dello Stato (Anna Maria Bonomo e Giuseppe Novaresi) si scagliano proprio contro i ricorsi di Autostrade, presentati lo scorso dicembre. Alla società non sono piaciute alcune norme del decreto del Commissario Bucci: come quella sulla “modalità di affidamento dei lavori delle forniture e dei servizi relativi alla demolizione del Ponte Morandi ed alla costruzione del nuovo ponte” e “sull’approvazione delle specifiche tecniche propedeutiche all’avvio di una consultazione di mercato finalizzata all’instaurazione di una procedura negoziata senza pubblicazione di bando avente ad oggetto l’appalto dei lavori di demolizione del ponte Morandi e di ricostruzione”.

Per farla semplice, ad Autostrade viene tolto il diritto di demolire e ricostruire, ma per lo Stato questa può essere un’arma a doppio taglio, visto che ballano milioni di risarcimento legati ai precedenti accordi. Ma gli avvocati dello Stato puntano tutta la tesi difensiva sui “doveri di Autostrade come quello “di tenere in condizioni di sicuro esercizio la viabilità oggetto di concessione, ponte Morandi compreso”.

Il ricorso viene etichettato come una “mancanza di rispetto” non solo per le vittime, ma anche per le “566 persone che hanno dovuto abbandonare per sempre la propria casa e la propria vita e delle aziende che stanno chiudendo per gli effetti collaterali del collasso del sistema viario della nostra città“. Autostrade si è proposta di demolire e ricostruire il Ponte, ma quei 5 mesi per la ricostruzione vengono considerati “fantasmagorici“, visto che lo stesso lasso di tempo era stato indicato (prima del crollo) “per il più semplice lavoro di retrofitting”.

La ricostruzione, ricordiamo, sarà effettuata sul progetto del noto Renzo Piano e stando alle previsioni dovrebbe concludersi nell’aprile 2020.

Bambini usati come corrieri in una piazza di spaccio a Ponticelli. Il traffico di stupefacenti, che ha portato all’arresto di 12 persone, coinvolgeva anche minori di 14 anni ai quali erano affidati i compiti di nascondere o consegnare ai clienti la droga. La piazza è stata scoperta grazie alle indagini condotte dai carabinieri di Torre Annunziata per l’omicidio di Mariano Bottari, 75 anni, ucciso il 28 luglio 2014 a Portici da un proiettile vagante, mentre tornava a casa dopo la spesa.

L’uomo si ritrovò coinvolto in un tentativo di rapina e proprio l’intercettazione di uno dei presunti rapinatori ha portato alla luce la piazza di spaccio gestita da due persone: Giovanni G., ai domiciliari al tempo dell’omicidio Bottari, e la sua compagna Maria Pina S.. I due confezionavano, vendevano e consevavano le dosi di cocaina, piazzate sul mercato a 60 euro l’una. La coppia, però, non agiva da sola, ma era aiutata da altri familiari: la madre e il fratello di lui; la zia di lei.

Il gruppo usava anche minori per trasportare e vendere la droga, soprattutto quando c’erano controlli delle forze dell’ordine e c’era necessità di nasconderla. Infine, una misura cautelare è stata emessa dall Gip di Napoli anche a carico di Castrese B. che acquistava grandi quantitativi di stupefacenti per poi rivenderli.

Incendio in un capannone di stoccaggio di plastica e alluminio a Casoria. I vigili del fuoco sono ancora a lavoro per domare un maxi incendio che poco prima delle 7 si è sviluppato tra i Comuni di Casoria e Afragola. In particolare le fiamme si sono sviluppate nel capannone del Gruppo Cerbone dal quale si è alzata una nube di fumo visibile in gran parte della città. Preoccupati i cittadini per questo ennesimo rogo.

Tra i primi a denunciare il fatto la pagina “Rete di Cittadinanza e Comunità” che ha condiviso una serie di foto dell’incendio, accompagnate dal seguente post: “Tra Casoria e Afragola, in terra di nuovi racket e guerra tra bande, prende fuoco un capannone di stoccaggio plastica e alluminio, Gruppo Cerbone. Tutti sul posto, gente allontanata, Arpac in allerta: sentiremo le solite chiacchiere e assisteremo alle solite passerelle? Quanti altri verranno a dirci che dobbiamo impegnarci di più, invece di provare a fare il loro lavoro? Quanti ancora parleranno di “balordi” e non di scenari criminali architettati ad arte dalle fin troppo note forze in gioco? E quanti ancora ci diranno che, nonostante le colonne di fumo nero, è sempre tutto a posto?“.

“C’è solo una cosa – conclude il post – che possiamo rispondervi: jatevenne, andate a casa. La nostra terra brucia e voi, come sempre, restate comodamente seduti sulle vostre poltrone”.

Aggredito e ferito giovane avvocato durante una rapina fuori la stazione di Piazza Garibaldi

Aggredito e ferito giovane avvocato durante una rapina fuori la stazione di Piazza Garibaldi

Napoli – Purtroppo sono sempre di più i casi di abusi su minori nei luoghi d’interesse di Napoli. In particolare alla stazione è sempre più comune l’utilizzo di bambini per l’accattonaggio. Minori lasciati in giro a chiedere soldi ai passanti. Spesso sono proprio i genitori a ordinare ciò e ad aspettare che i figli tornino con i guadagni. In molti casi si tratta di bambini molto piccoli utilizzati per impietosire.

L’U.O. Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale durante i quotidiani controlli per la repressione dell’impiego di minori nell’attività di accattonaggio in strada, ed a seguito delle segnalazioni pervenute dall’EAV e da alcune testate giornalistiche, è intervenuta all’interno della Stazione Garibaldi della linea Circumvesuviana.

Qui ha trovato una donna di 26 anni, seduta nelle immediate adiacenze dei binari ferroviari, che elemosinava in compagnia dei suoi tre figli di età compresa da 1 a 4 anni. Gli agenti del reparto specialistico, con tutte le cautele del caso, hanno avvicinato la famiglia e senza turbare i piccoli li hanno accompagnati presso gli uffici dove sono state avviate le procedure del caso anche alla presenza dei Servizi Sociali immediatamente coinvolti.

La mamma, che ha dichiarato di vivere in un comune dell’area vesuviana è stata sottoposta ai rilievi foto-dattiloscopici per la compiuta identificazione; nel frattempo i bimbi hanno trascorso del tempo con gli agenti e con gli assistenti sociali che hanno avviato una prima fase di osservazione accertando le buone condizioni di salute e igieniche dei piccoli che hanno mostrato cordialità e buona socializzazione.

Durante l’attività si è provveduto anche a verificare le condizioni alloggiative della dimora della famiglia e di concerto con i Servizi Sociali, visto che la più piccola dei bimbi si alimenta ancora con latte materno e considerato il forte legame tra i bimbi e la madre, si è provveduto a riaffidare i piccoli alla donna allertando immediatamente sia la Procura per i Minorenni di Napoli che i Servizi Sociali del Comune di residenza per una urgente presa in carico della famiglia.

La donna sarà deferita alla Procura Ordinaria per il reato di impiego di minori in accattonaggio punito dall’art. 600 octies.

L’attività di repressione del fenomeno messa in campo dall’U.O. Tutela Emergenze Sociali e Minori ha consentito di individuare già nei primi due mesi del nuovo anno 7 casi in cui i minori erano impiegati in strada a chiedere l’elemosina. In tutti gli episodi i genitori sono stati denunciati alla magistratura mentre i minori sono stati segnalati sia al Tribunale per i Minorenni che ai Servizi Sociali per i provvedimenti successivi a loro tutela.

Una colonia di blatte è stata filmata mentre “passeggiava indisturbata” in un bagno dell’ospedale Vecchio Pellegrini. Continua così la “collezione” di insetti negli ospedali napoletani sempre più al centro di vicende di malasanità. Vicende che ormai vanno avanti da tempo e che recentemente hanno portato alla nomina del commissario Ciro Verdoliva all’Asl Napoli 1, con lo spodestamento di Mario Forlenza tirato dalla Regione fuori dal vortice delle polemiche.

L’ex numero uno del Cardarelli proprio qualche giorno fa ha effettuato un sopralluogo a sorpresa al Pellegrini, ma al momento quel suo “non resto dietro la scrivania” viene tragicamente macchiato da un nuovo caso di “corpi estranei” in ospedale. Un blitz lo aveva effettuato la settimana scorsa anche il ministro Grillo che nell’occasione elogiò i medici e le strutture, ma si lamentò della grande affluenza di pazienti.

Tornando alle blatte, il video è stato girato nella serata di ieri, martedì 12 febbraio 2019, e diffuso dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. L’episodio ha subito allarmato la direzione dell’ospedale che ha allertato i Nas per un fatto “molto grave“. Chi o cosa c’è dietro a questa colonia di blatte? La direzione sanitaria del nosocomio è convinta che si tratti di sabotaggio alla sanità campana che se confermato sarebbe “un fatto estremamente inquietante, da chiarire attraverso un’indagine giudiziaria“.

Il consigliere, però, non esclude che si possa trattare di “un’infestazione dovuta a negligenza” ed anche in questo caso  “saremmo di fronte ad un fatto altrettanto grave, con responsabilità che andrebbero punite con la massima severità“. “Al di là – conclude Borrelli – delle eventuali indagini giudiziarie, abbiamo chiesto l’avvio di un’inchiesta interna e la bonifica dei locali. Sabotaggio o meno, occorre sanificare l’area”.

Ovviamente è tutto fermo, c’è da indagare, e la croce non può essere gettata addosso al neo commissario Asl, ma visto che sono cambiati gli uomini, in molti auspicano che presto cambino anche i fatti. L’Asl fa sapere che già nella serata di martedì ha sporto denuncia per il fatto, con il commissario Verdoliva che ha dichiarato: “Episodi simili non fanno altro che aumentare la nostra determinazione e non potranno in alcun modo distrarci dall’obiettivo che ci siamo prefissi: restituire dignità all’ASL Napoli 1 Centro e riconquistare la fiducia dei cittadini/pazienti. Avere una ASL che funziona significa dare dignità ai pazienti nonostante la sofferenza della malattia”.

molestie

molestieChiesto il processo immediato per il ristoratore di Sorrento accusato di aver prima drogato e poi stuprato una ragazza all’interno del suo locale. Non ci sarà, quindi, udienza preliminare, stando alla richiesta della Procura di Torre Annunziata che vuole subito il processo per Mario P., in carcere allo scorso 4 dicembre, e la sua complice Chiara E., attualmente ai domiciliari. Il ristoratore, stando alle indagini, si sarebbe avvalso della complicità della ragazza che le avrebbe “venduto” la vittima.

I fatti risalgono al novembre 2016 quando la vittima, di Piano di Sorrento, dopo aver cenato e fatto uso di stupefacenti, ha accusato prima un malore e poi si è risvegliata nuda e stesa sul bancone del locale. A rivelarle il fatto un amico, qualche settimana dopo: “Chiara ti ha venduto a Mario per 100 euro. Tu non volevi fare sesso con lui, così ti hanno sciolto il Ghb nel vino e sei stata violentata. In giro ci sono le foto, le ho viste“.

Le indagini, dopo decine di intercettazioni e il sequestro dei cellulari degli accusati, ha fatto emergere l’evidenza della prova, arrivata dopo l’analisi di una ciocca di capelli della vittima: le è stata prima somministrata la c.d. “droga dello stupro” e poi violentata. Tanto è bastato al Gip per accettare le richieste del pm Emilio Prisco, con richiesta di processo immediato. Gli accusati potrebbero puntare al rito abbreviato, ma non è escluso che perseguano il rito ordinario per cercare di ribaltare le prove a loro carico. Prossima udienza fissata per il prossimo 26 aprile.

Napoli – Uno spaventoso incendio è divampato questa notte, in un appartamento in via Sigmund Freud, al Rione Alto. Le fiamme erano ben visibili anche a centinaia di metri di distanza. Tanti i curiosi che si sono radunati ai piedi dell’edificio per osservare le lingue di fuoco fuoriuscire dai balconi dell’appartamento.

Sul posto, sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato l’incendio. Fortunatamente, non ci sono stati feriti. Secondo le prime ricostruzioni, a generare le fiamme sarebbero stati dei botti esplosi in una piazzetta che, a causa del forte vento, sarebbero giunti fin dentro all’appartamento, che ha così preso fuoco.

Di seguito, il video:

Non ce l’ha fatta il giovane tifoso del Napoli che, svegliatosi dal coma, aveva chiesto di vedere la partita degli azzurri contro la Juventus. Il fatto risale allo scorso settembre quando Dario, 17 anni, da tempo malato si svegliò dal coma e il suo primo desiderio fu quello di vedere il grande match. Il ragazzo si è spento all’ospedale Moscati di Avellino dove era ricoverato per una grave malattia.

Originario di Castel Volturno, il giovane Dario aveva una grande passione per il Napoli, una passione che in un qualche modo lo aveva sostenuto anche per tutta la tragica malattia. Proprio questa passione, ora , lo accompagnerà per sempre anche perché i familiari hanno deciso di seppellirlo con addosso la tuta del suo amato Napoli. Anche la società azzurra, però, ha espresso il suo affetto per Dario, con il vice presidente Edoardo De Laurentiis che si è detto vicino alla famiglia e profondamente addolorato.

I funerali di Dario saranno celebrati domani, mercoledì 13 febbraio 2019, alle ore 15:00, nella parrocchia, al Parco Verde, in Caivano, paese di origine della madre, e celebrati da don Maurizio Patriciello: il prete anti roghi e anti “Terra dei Fuochi” che dovrà trovare le giuste parole per quest’altra giovane vita spezzata.

Marechiaro

marechiaro posillipoFece indignare tutti la notizia dello stupro di una minorenne a Marechiaro, perpetrato da tre ragazzi, altrettanto minorenni. La violenza avvenne nel luglio 2017 e i tre piccoli stupratori abusarono della ragazzina 15enne, giocando sul rapporto di fiducia che la giovanissima nutriva nei confronti dei tre ragazzi. Infatti nonostante fosse riuscita a scappare dalle grinfie dei primi due, credendoli amici, che riuscirono solo a spogliarla e toccarla, non riuscì ad evitare il peggio con il terzo ragazzo. Il giovane approfittando del suo evidente stato di shock e paura, con la scusa di accertarsi delle sue condizioni fisiche, fingendo di volerle dare un conforto, la trascinò in un angolo e la violentò.

Solo grazie alla testimonianza della vittima e alla sua decisa collaborazione con la giustizia, in poco tempo i tre vennero fermati. Ma dopo un breve periodo trascorso in carcere, i tre ricevettero dal Tribunale di Napoli la possibilità di riottenere la libertà, con la “messa alla prova”. Cioè un’ opportunità che il Tribunale concede a ragazzi recuperabili, con il fine di indirizzarli verso servizi sociali e formarli lavorativamente.

Due dei tre ragazzi in “messa alla prova”, hanno intrapreso un ottimo percorso di recupero, ma per il terzo non c’è stato niente da fare. La sua ostinazione e la sua non collaborazione hanno fatto sì che venisse riaperto il processo: sarà condannato e molto probabilmente finirà dietro le sbarre.

clochard

clochard

Da avvocato a senzatetto nel giro di pochi mesi. La storia di Ludovico racconta la difficile situazione economica in cui versa il nostro Paese, dove il lavoro scarseggia e nel giro di un attimo ci si può ritrovare senza più nulla. Questa è la storia di un avvocato civilista di Napoli di 55 anni, finito in povertà dopo che lo studio presso cui lavorava ha chiuso. La sua vita gli si è sgretolata davanti agli occhi. Il Mattino ha raccontato la storia di Ludovico, il quale è stato abbandonato dai familiari ed è costretto a vivere per strada, nella zona di Piazza Vanvitelli.

Quasi nessuno si accorge di lui. Sono in pochi, infatti, a lasciargli qualche euro. Piccole donazioni che gli permettono di sopravvivere, per quanto possibile. L’unica distrazione di Ludovico è la lettura: “Qui dentro ho i libri che sono riuscito a portare con me – racconta al Mattino -. La lettura mi ha tanto aiutato in questi ultimi mesi“.

Come detto, Ludovico è stato abbandonato dai familiari. Sfrattato di casa dalla seconda moglie del padre, aveva trovato un appoggio presso l’abitazione del fratello. Anche quest’ultimo alloggio, però, non era più disponibile. Quindi, l’avvocato diventato oramai un senzatetto è costretto a vivere per strada.

A seguito della notizia della storia di Ludovico, in tanti si sono mobilitati per aiutarlo. Come riporta Il Mattino, l’uomo ha finalmente trovato una nuova casa: “Vorrei dire una sola parola, e nient’altro: grazie. Non avrei mai immaginato tanto affetto e tanta solidarietà. Quello che mi è mancato dalla famiglia – ha detto Ludovico – l’ho avuto, incredibilmente, dagli estranei“.

Non ce l’ha fatta Marco C., 29enne di Aversa, che da tempo lottava con tutte le sue forze contro un male incurabile. Dolore e commozione in città per la sua prematura scomparsa. Marco è spirato stanotte, 11 febbraio, lasciando senza pace sua madre, suo padre, i suoi fratelli, la sua fidanzata e tutti i suoi amici.

La sua bacheca di Facebook, in queste ore, si sta affollando di messaggi di cordoglio e di affetto. Marco ha lottato fino alla fine ma il male del secolo non gli ha lasciato scampo. Il giovane era molto conosciuto in città

I funerali di Marco si terranno domani 12 febbraio presso la chiesa della Maria SS.Annuziata alle ore 15:30.

ambulanza

ambulanzaCastellammare di Stabia – Terribile schianto sul raccordo autostradale della cittadina in provincia di Napoli. Nell’incidente, stando alle prime ricostruzioni, sarebbero coinvolti tre mezzi: due auto e un furgone.

Il conducente di una delle due auto è morto praticamente sul colpo. Sul posto i Vigili del Fuoco con lo scopo di estrarre il suo corpo dalle lamiere. L’altro conducente, invece, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Leonardo: è in coma e al momento non si sa di più circa le sue condizioni.

Ancora da chiarire le cause dell’incidente, la cui ricostruzione è affidata agli uomini della Polizia di Stato. Sembra, tuttavia, che l’impatto sia avvenuto a causa di un sorpasso di azzardato: un’auto avrebbe invaso l’altra corsia per compiere la manovra, scontrandosi con il mezzo proveniente dalla direzione opposta.