Cronaca

La cronaca dell’area Vesuviana

Un sistema di videosorveglianza a regola d’arte è stato ritrovato a Marigliano, comune posto tra l’area Nord di Napoli e il Nolano.  Il sistema è stato scoperto a seguito di un’irruzione dei carabinieri nel quartiere popolare di Pontecitra.

Il ritrovamento è stato effettuato sul terrazzo di uno degli stabili. Tra tubature e muri scrostati, gli uomini dell’Arma si sono trovati subito di fronte ad una scena degna di Scarface. Si parla di un maxischermo collegato con una fitta rete di telecamere disseminate per tutto il perimetro del palazzo. Nello stesso luogo i carabinieri hanno poi sequestrato anche due pistole semiautomatiche calibro 7,65 cariche e pronte all’uso. Probabilmente quest’ultime servivano a difendere la sala di comando.

Tale elaborata e abusiva rete di videosorveglianza urbana è risultata essere un’importante arma segreta dei clan. Così infatti gli spacciatori setacciavano la zona e la “controllavano” da visite indesiderate. Il tutto svolto da un’unica e comoda postazione. Nei pressi di quest’ultima c’era un congelatore a pozzetto in cui erano riposte a portata di mano le due semiautomatiche.

Per l’ennesima volta, la malavita dimostra di possedere doti impeccabili nella protezione dei propri affari.

La politica partenopea sprofonda di nuovo nell’incubo delle intimidazioni. “Chiuso per la morte di Ivo Poggiani e la sua collega euro dep. al Senato Eleonora de Majo. Le esequie si muoveranno da Insurgencia domani 22 febbraio”. Questo si legge sul macabro e sgrammaticato cartello ritrovato ieri, all’esterno del centro sociale Insurgencia. Il testo si riferisce a due politici facenti parte del medesimo centro: il presidente della terza Municipalità Ivo Poggiani e la consigliera comunale (non eurodeputata) di demA Eleonora de Majo.

A darne notizia è stata in primis la consigliera de Majo, la quale ha denunciato l’accaduto su Facebook. “Se questo biglietto che abbiamo appena trovato appiccicato fuori la porta del nostro centro sociale voleva essere una minaccia rivolta a me e a Ivo sappiate che non ci fate nessuna paura. Piuttosto uscite allo scoperto, vigliacchi”.  Queste le sue parole, accompagnate dalla foto del turpe cartello.

La vicenda ha subito raggiunto il cuore di tutti i cittadini attivi sui social. Innumerevoli sono state le condivisioni al post e i commenti di solidarietà per la giovane consigliera e il suo collega. Tra quest’ultimi, spicca quello del compagno di Eleonora de Majo (nonché leader di Insurgencia), che dal suo profilo ribatte:  “Le minacce preferiamo riceverle vis à vis”. 

Da membri attivi del popolo del web, anche noi ci schieriamo contro queste minacce puerili. Minacce che non fanno altro che gettare in cattiva luce la politica e la società nostrana.

ambulanza-118

ambulanza-118Un’infermiera è stata aggredita nell’ambulanza durante la corsa verso l’ospedale. Il fatto è avvenuto ieri, giovedì 21 febbraio 2019, verso le ore 19 quando un infermiere della postazione 118 Carlo III ha soccorso insieme ai colleghi un uomo in evidente stato di ubriachezza. Durante la corsa in ospedale, però, qualcosa non è andato secondo previsioni, con l’uomo che è riuscito a liberarsi dalle cinture di sicurezza della barella ed ha malmenato l’operatore sanitario.

La notizia è stata diffusa dalla pagina “Nessuno tocchi Ippocrate“, da sempre impegnata nella lotta alla violenza contro gli operatori sanitari, che ha spiegato in un post la dinamica del fatto: 13esima aggressione registrata dall’inizio dell’anno.

Il conducente dell’ambulanza resosi conto che qualcosa stava succedendo all’interno del vano sanitario, si è fermato nei pressi di una stazione della Polizia Municipale. Gli agenti sono così intervenuti per sottrarre l’operatore sanitario che, in stato di choc emotivo, è stato refertato successivamente all’ospedale Loreto Mare.

Uccisa nel suo letto da almeno due coltellate. È questa la tragica fine di Rosa Trapani, 67 anni, residente a pochi passi da piazza Garibaldi. Il fatto risale a gennaio, ma solo in queste ore è stata diffusa la notizia, dopo la celebrazione del trigesimo. Come riporta Il Mattino, sulla vicenda c’è stato grande riserbo e solo dopo è stata confermata la notizia che la sua morte non è stata naturale.

Il macabro delitto è stato scoperto la mattina del 18 gennaio scorso. Maria e Gennaro, sorella e fratello della vittima, preoccupati dal suo “silenzio” (che durava da almeno due giorni) si sono precipitati nell’appartamento sito in zona Duchesca. I due sono entrati in casa grazie al doppione di un mazzo di chiavi, facendo la tragica scoperta. La porta d’ingresso non presentava segni di forzatura, né tanto meno era chiusa a chiave. Ciò fa supporre che la donna abbia aperto la porta al suo assassino, anche se non è chiaro ancora se lo conoscesse.

Rosa è stata ritrovata prona sul letto, in una pozza di sangue. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, ma quello che è successo in fase di primi rilievi ha dell’incredibile. Infatti, subito dopo la scoperta non sarebbero stati messi i consueti sigilli all’appartamento, con i parenti che alcuni giorni dopo hanno iniziato a disfarsi di alcuni oggetti, forse utili per le indagini: ad esempio, il materasso insanguinato è stato abbandonato in strada.

Sapri – Tragedia sfiorata questa mattina alla stazione ferroviaria di Sapri. Una donna di 30 anni, incinta, era nei pressi dei binari insieme al suo compagno. Secondo quanto riporta il Mattino, dopo una lite furiosa con lui, la futura madre si è lanciata sui binari all’arrivo del treno regionale 2426 proveniente da Cosenza e diretto a Napoli Centrale. L’intento della donna era chiaramente quello di togliersi la vita.

Il macchinista del treno in arrivo alla stazione ha fortunatamente notato subito la persona sui binari. Prontamente ha frenato ed attivato i segnalatori acustici per intimarle di spostarsi. Tuttavia il treno era già troppo vicino per arrestarsi in tempo, pur se lentamente, il convoglio avrebbe sicuramente investito la donna uccidendola. Fortunatamente sul posto sono accorsi gli operatori della Polfer che hanno prelevato la donna dai binari prima dell’impatto col treno, salvandole la vita.

E’ stato, in seguito, richiesto l’intervento del Servizio Igiene Mentale dell’ASL di Salerno. Secondo le prime analisi sia la donna che l’uomo hanno gravi problemi psichici. Il compagno della donna, anche lui di 30 anni, è stato deferito all’autorità giudiziaria per istigazione al suicidio in quanto non è intervenuto a fermare la compagna e potrebbe averla indotta al gesto estremo durante la lite.

 

Napoli – Un bambino è rimasto vittima di un incidente mentre percorreva in bicicletta un’area rialzata dei giardini di Palazzo Reale. E’ caduto da un muretto di circa un metro e mezzo, procurandosi la rottura di entrambe le braccia. Attualmente, a diversi giorni dall’incidente, è ancora in condizioni critiche.

Un episodio gravissimo che fa riflettere principalmente sulla sorveglianza di un luogo tanto importante per la nostra città. A denunciare l’accaduto, infatti, anche il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Ci chiediamo come sia stato possibile che un incidente del genere sia potuto accadere. Quell’area dovrebbe essere presidiata nel momento in cui viene permesso l’accesso ai bambini, specialmente a bordo di biciclette.”

Solo successivamente, infatti, l’area è stata recintata. Attualmente è ancora inagibile per motivi di sicurezza. “Ci auguriamo – conclude Borrelli – che questo incidente serva da monito che l’area sia maggiormente controllata. Allo stesso tempo speriamo che, in futuro, i genitori impediscano ai figli di giocare in prossimità di dislivelli”.

 

Napoli – Fra poche ore si terrà al San Paolo la partita Napoli-Zurigo, per il ritorno dei sedicesimi di Europa League. Purtroppo, il match di andata, a Zurigo, venne funestato da alcuni violenti scontri avvenuti nelle prossimità dello stadio poco tempo prima della partita: tifosi napoletani e svizzeri occuparono una delle vie principali con una violenta rissa e solo l’intervento della polizia divise la calca.

C’è quindi timore per la partita di oggi a Napoli. Per questo motivo la Questura di Napoli ha già disposto 1000 uomini per controllare il match di stasera. Tanti sono stati anche i controlli sui pullman della tifoseria dello Zurigo diretti a Napoli. Si temono principalmente rappresaglie in strada nelle vicinanze dello stadio.

Diciotto pullman della tifoseria svizzera sono stati fermati e controllati dalla Polizia alla stazione di servizio S. Nicola. Sui mezzi, fra i bagagli dei tifosi, gli agenti hanno trovato numerose armi improprie come un manganello retrattile, due mazze da baseball, un petardo ed un fumogeno.

I veicoli sono stati raccolti alla Stazione Marittima di Napoli, insieme ad altri tifosi ritenuti pericolosi arrivati con aereo, treno o mezzi propri. Circa un paio di centinaia di persone che verranno scortate al San Paolo direttamente dalle forze dell’ordine poco prima dell’inizio della partita.

NapoliRifiuti ingombranti dati alle fiamme in vico I° Montecalvario, a due passi da piazzetta Montecalvario, nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Un rogo appiccato a due passi dalla scuola Paisiello con gli alunni costretti a respirare le polveri l’indomani. I residenti sono nella morsa degli incivili. Alcuni abbandonano i rifiuti, altri gli danno fuoco. Non si fanno scrupolo della presenza delle automobili, rischiando di provocare danni ancora più gravi”.

La denuncia arriva dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, dal consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini, dal consigliere alla II Municipalità Salvatore Iodice e dall’assessore all’ambiente della II Municipalità Roberto Marino.

“Nonostante la raccolta differenziata nel quartiere migliori giorno dopo giorno, con il porta a porta che è arrivato anche nell’area di piazzetta Montecalvario, continuano a permanere sacche di inciviltà. Esiste tra l’altro un servizio dedicato dell’Asia per il recupero dei rifiuti ingombranti. La segnalazione può essere effettuata da tutti i cittadini che hanno bisogno di conferire oggetti di dimensioni consistenti. Gli sversamenti abusivi non hanno motivo di esistere.”

“Chiediamo che la polizia municipale possa identificare i responsabili, sanzionandoli a norma di legge. A tal proposito siamo soddisfatti che, nel nuovo regolamento di videosorveglianza adottato dal Comune di Napoli nell’ultimo consiglio, sia data la possibilità anche all’Asia di installare telecamere e acquisire i reperti video. Chi sversa rifiuti abusivamente non deve restare impunito”, concludono.

carabinieri

carabinieriÈ stato trovato un bambino di soli tre anni che in tarda notte di aggirava per strada smarrito e spaventato. Il bimbo indossava il pigiama e aveva tra le mani un joystick della Play Station. I Carabinieri che lo hanno avvistato in via Nicola Romeo a Sant’Antimo sono subito intervenuti trasportando il bambino infreddolito in caserma, dove gli è stato dato da mangiare e da bere.

Subito dopo hanno allertato il 118, dove i medici lo hanno visitato per accertarsi delle condizioni del bambino. A parte tanto spavento, hanno confermato la sua buona salute fisica. Dopo aver tranquillizzato il piccolo, i Carabinieri hanno rintracciato la mamma, che si è giustificata dicendo che il piccolo era scappato mentre lei e il marito si erano addormentati, approfittando anche della serratura rotta della porta.

Ovviamente la madre e il padre, che fa il parcheggiatore abusivo a Caivano, sono stati denunciati.

La mamma di Tiziana Cantone è tornata a parlare della figlia e di quanto ancora oggi, dopo il tragico suicidio, si continua a sporcare la memoria della ragazza. Tiziana nel settembre 2016 decise di farla finita, impiccandosi con un foulard intorno al collo.

La ragazza dopo il fango mediatico gettato sul suo nome a causa di un video hard amatoriale girato dal suo ex ragazzo, finito poi sul web, non è stata capace di reggere il senso di vergogna e umiliazione che ancora le pesava sul cuore. E così dopo una forte depressione, dalla quale non è mai uscita, ha deciso di togliersi la vita.

Il processo contro il suo ex fidanzato è ancora in atto, e su di lui pesano le accuse di calunnia, accesso abusivo a dati informatici e falso. I giudici hanno definito quello che è successo a Tiziana “Stupro virtuale”, ma ancora non si ha una condanna.

La mamma di Tiziana, Maria Teresa, invitata della trasmissione in onda su Rai 1 “Storie Italiane“, ha ribadito che il suo unico obiettivo è quello di rendere giustizia alla figlia, sottolineando che: Tiziana è stata uccida dal web. Sono due anni e 4 mesi che aspetto di sapere chi abbia divulgato questo filmato, e le risposte le devono dare chi dovrebbe tutelare i nostri diritti. Una risposta che attendeva anche Tiziana, e che non è arrivata”

Ma cosa ancora più grave: “I siti a luci rosse continuano ancora a lucrare su questo fatto. Addirittura che Pornhub a capodanno ha augurato gli auguri proprio con il video di mia figlia. Io sto lottando, questo è lo scopo della mia vita. Spero che adesso si faccia piena luce su tutti i punti oscuri su cui non si è andato ad indagare. Io lo pretendo”.

Per risentire le parole della mamma di Tiziana cliccare qui e cominciare a guardare dal minuto 29:00.

Subisce due scassi e un furto in meno di un mese e lancia la sua denuncia via social. Il commerciante, F.C., ha un piccolo store di elettronica a Fuorigrotta dove vende articoli di telefonia, videogame e accessori. La notizia e stata diffusa dal noto speaker radiofonico Gianni Simioli che in un post pubblica le segnalazione del negoziante e le foto dell’ennesimo scasso.

In questo mese – scrive il negoziante – mi hanno aperto due volte il negozio: la prima non riuscendoci, mentre questa notte hanno fatto bottino di un bel po’ di cellulari e molti danni. Purtroppo come me stanno aprendo tanti piccoli negozi, ma non facciamo notizia in quanto piccolini e non facciamo parte di marchi forti“. L’uomo si fa portavoce di un disagio che appartiene anche ad altri, tutti coinvolti in episodi criminali che non fanno notizia perché “piccolini”.

Il riferimento, anche se non esplicito, sembra essere alla vicenda Sorbillo e alla bomba che venne fatta deflagrare nella notte del 16 gennaio scorso. Da quel momento sono state tante le iniziative per dire “no” alla violenza e i personaggi pubblici (e non) che sono scesi in campo accanto al noto pizzaiolo dei Tribunali (che incontrò anche il ministro Salvini). Ovviamente, nessuna critica può essere mossa a Sorbillo (che non ha certo bisogno della bomba per farsi pubblicità), ma è evidente che l’indifferenza che continua ad avvolgere i piccoli commercianti e le loro attività non è più accettabile.

Di seguito il post con le foto di Gianni Simioli

Uno dei boss dei Casalesi riceve uno sconto di pena per aver subito un “trattamento inumano e degradante” nelle carceri che lo hanno ospitato. Parliamo di Pasquale Zagaria, fratello di Michele, la mente del clan di Casal di Principe. Zagaria, detto “Bin Laden“, è attualmente detenuto nel carcere di Sassari, ma il suo tour nelle patrie galere è stato ampio.

Arrestato nel 2007, Zagaria dovrebbe restare in carcere fino al 2027. Lo sconto di pena è stato deciso dal magistrato di sorveglianza di Cuneo, Stefania Bologna, che ha accolto l’ennesima istanza dei legali di Zagaria, dopo i tanti reclami dello stesso per il trattamento subito nelle carceri dove è stato: Torino, L’Aquila (dove ora si trova il fratello Michele), Spoleto, Santa Maria Capua Vetere, Tolmezzo, Napoli Poggioreale, Napoli Secondigliano, Lecce, Nuoro e Cuneo.

Ben 210 i giorni di sconto di pena, stabiliti in base alle diverse esperienze carcerarie (non tutti i reclami, infatti, sono stati accolti): la parte di sconto più consistente (178 giorni) riguarda la sua permanenza a Cuneo, dove è stato considerato insufficiente il riscaldamento della cella; poi ci sono i giorni per le esperienze di Poggioreale (17), Lecce (10) e Nuoro (5).

Pasquale Zagaria, ricordiamo, è detenuto perché è stato appurata la sua attività illecita di cementificazione a Parma. In sostanza, nel 2001 il boss rilevò l’azienda in disgrazia del noto imprenditore Aldo Bazzini, sposandone la figliastra Francesca Linetti. Oltre a trasferire l’attività economica del clan a Parma, l’operazione consentì ai Casalesi di mettere le mani su numerosi appalti del Ministero per le Infrastrutture.

L’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ha annunciato il suicidio su Facebook, ma è stato salvato. Aliberti è coinvolto nel processo “Sarastra” per alcuni presunti scambi di voto che lo legherebbero alla camorra. Aliberti, che è stato anche in carcere e ai domiciliari, non sembra aver retto il peso dell’iter giudiziario portato avanti dal Tribunale di Nocera Inferiore e sarebbe arrivato alla conclusione di “farla finita”.

La decisione viene comunicata stesso dall’ex sindaco via social, con un lungo post dove chiede scusa alla famiglia e spiega le ragioni del suo gesto. Parole di stima e di affetto anche per i suoi legali, Sica e Pepe, che a suo dire sarebbero stati “maltrattati” durante il processo. “L’unica soluzione è farla finita. Mi stanno distruggendo da anni sul nulla. Sono alla esasperazione più totale davanti ad evidenti menzogne e verità che mi scagionano totalmente continuo a vivere come un camorrista che non può neppure più esercitare la sua professione di medico perché c’è qualcuno che ha agito anche per distruggere l’uomo il padre è il professionista“, ha scritto Aliberti.

Il post ha allertato subito i familiari che lo hanno soccorso. Aliberti aveva ingerito una dose eccessiva e non terapeutica di farmaci ed è stato prontamente ricoverato all’ospedale di Nocera Superiore. Non sarebbe in pericolo di vita.

Di seguito il post di Pasquale Aliberti:

Episodio molto curioso quello accaduto quest’oggi a Caivano. Nell’hinterland napoletano, infatti, si è aggirato per le strade della città, totalmente indisturbato, un asinello che si era smarrito. L’animale, un po’ spaventato, si era fermato all’ingresso di una filiale di una compagnia di assicurazione. Molti passanti e cittadini della zona, incuriositi dall’insolita presenza, hanno immortalato l’asino, facendogli fare il giro del web.

Proprio tra i social network si è sparsa la notizia. Grazie ad un passa parola generale, i proprietari dell’asinello sono riusciti a ritrovare il proprio animale e riportarlo a casa. L’asino, approfittando forse di un cancello lasciato aperto, aveva abbandonato la propria dimora, andandosene in giro per la città.

Non ci sono stati danni né a lui né a cose o persone. Per fortuna, il ritrovamento è stato abbastanza celere. I proprietari, accorsi sul posto dell’avvistamento, sono riusciti a riportarlo a casa. Di seguito, il video:

Napoli – Ancora un caso di violenza sulle donne: era costretta a prostituirsi dall’uomo che amava. La triste storia arriva da Ponticelli e riguarda una giovane donna che era convinta di aver trovato il “principe azzurro” e invece si è ritrovata a fare i conti con un violento. I due si erano conosciuti via social e tutto sembrava filare liscio, ma dopo un certo periodo l’uomo, 35 anni, ha iniziato a malmenare la giovane, chiedendole continuamente dei soldi.

Violenze fisiche e verbali che si sono protratte fino a ieri quando la Polizia ha tratto in arresto il 35enne a Mugnano. La donna non riusciva a soddisfare le continue richieste di danaro e il suo aguzzino ha pensato bene di farla prostituire. L’uomo, ha così deciso di iscriversi ad un portale online dove si organizzano incontri, dove vendeva letteralmente la ragazza per alcuni incontri intimi.

Pertanto, l’uomo è stato tratto in arresto con l’accusa di  maltrattamenti in famiglia, estorsione e sfruttamento della prostituzione. La donna, che veniva minacciata spesso anche con un coltello a serramanico (poi sequestrato), è stata ritrovata a Ponticelli con diversi segni di violenza sul corpo.

Invalido al 100% è stato cacciato di casa dal fratello perché gay. La storia arriva da Monte di Procida, è quella di Sergio e l’abbiamo raccontata qualche mese fa. L’uomo, 58 anni, è stato costretto a lasciare la casa della madre (morta qualche anno fa) per andare ad abitare nel sottoscala, in condizioni veramente pietose. L’Arcigay di Napoli, nel diffondere la notizia, lanciò un accorato appello, ma a distanza di mesi nulla sembra essere cambiato.

Sergio, infatti, è stato intervistato da Pomeriggio 5, mostrando ancora lo stato in cui è costretto a vivere. Letto e bagno di fortuna sono solo alcune delle cose che l’inviata di Barbara D’Urso ha potuto constatare. Sergio vive senza corrente elettrica, spesso in compagnia di topi e con il fetore della fogna. La sua colpa? A sua detta, quella di essere omosessuale.

L’inviata di Mediaset, davanti a tali pesanti accuse, ha intercettato anche uno dei fratelli di Sergio che ha caldamente smentito la versione dell’uomo: “Quella non è casa sua. Aiutarlo? Gli abbiamo prestato anche dei soldi. Cosa ha fatto per vent’anni? Ha comprato solo tante macchine belle. Io ho provato a farglielo capire. Non venite se non sapete le cose“.

La risposta di Sergio, alle dichiarazioni del fratello, è stata altrettanto dura: “Ma quali soldi? Io a 14 anni sono andato via di casa perché avevamo un padre padrone. Sono stato 3 anni su una nave, senza tornare a casa. A 24 anni sono andato in America dove mi sono sposato per prendere la cittadinanza. Non mi hanno mai prestato nulla”.

Per il video con la testimonianza di Sergio, cliccare qui.

Per il video con la risposta del fratello, cliccare qui.

Lo spaccio di droga nell’era del mondo virtuale: anche le attività illecite si sono “adeguate” alla nuova tecnologia è quanto scoperto a Santa Maria Capua Vetere, a San Prisco e a Cento (FE), dove la droga si paga in moneta virtuale. Diverse indagini, svolte tra la fine del 2015 e il 2018, attraverso intercettazioni telefoniche e dichiarazioni di assuntori di sostanze stupefacenti, hanno permesso di scoprire l’esistenza di una rete di spaccio con pagamento in Bitcoin.

Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Stazione di San Prisco hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, nei confronti di cinque persone: V. S. e D. S. di diciannove anni e G. C., 29 anni; agli arresti domiciliari F. T. di 22 anni e K. G. di 21 anni gravemente indiziate a vario titolo dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e hashish e detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso.

Il provvedimento cautelare costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa, inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente, attesa la sussistenza del reato associativo, dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Il gruppo è composto da 11 giovani, sei dei quali minorenni, che erano dediti ad attività illecita nel territorio di Santa Maria Capua Vetere e zone limitrofe. Grazie alle intercettazioni, è emerso il modus operandi dell’associazione a delinquere: il promotore comunicava con gli altri associati anche mediante un sistema informatico di messaggeria criptato noto come “Surespot” e provvedeva in parte all’approvvigionamento di stupefacenti del gruppo attraverso il servizio postale, previ accordi formalizzati via internet con pagamento dei fornitori in moneta virtuale “Bitcoin”.

La stretta sinergia tra la Direzione Distrettuale partenopea e la Procura presso il Tribunale per i minorenni di Napoli ha consentito la contestuale emissione, da parte di quest’ultimo Ufficio, dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti degli indagati minorenni.

Boscotrecase. In cento hanno assaltato l’ospedale Sant’Anna, danneggiando un reparto e aggredendo medici e infermieri, dopo la morte di una donna di 55 anni. Scene di guerriglia folle, e di violenza ingiustificabile.

Come riportato anche dal consigliere dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, gli aggressori sarebbero organici al clan Gionta di Torre Annunziata, e la donna deceduta sarebbe proprio la moglie di uno degli affiliati. L’uomo, che si trovava agli arresti domiciliari, avrebbe infatti abbandonato la propria abitazione per devastare l’ospedale.

Solo l’intervento di ingenti forze dell’ordine ha potuto placare l’ira degli aggressori e riportare la calma nella struttura.

Francesco Emilio Borrelli ha pubblicato le immagini e il video dell’assalto all’ospedale.

IL VIDEO

Dopo le norme per l’igiene “consigliate” alla comunità straniera, Palma Campania torna a far parlare di sé per una nuova iniziativa. A far discutere è il piano di incentivi che il sindaco del comune napoletano, Nello Donnarumma, avrebbe preparato insieme a tutta la sua amministrazione.

Il piano proposto non è “esplicito”, ma i requisiti da assecondare non lasciano spazio ad interpretazioni: conoscenza della lingua italiana, insegne del negozio in italiano e prodotti alimentari strettamente legati al territorio. Il sindaco, ovviamente, respinge le accuse di razzismo e sottolinea la bontà dell’iniziativa per il rilancio del Centro storico.

Peccato che lo stesso sindaco, meno di un mese fa, fosse già finito sui giornali per aver distribuito un opuscolo con norme di igiene per la folta comunità bengalese di Palma Campania. La notizia fece discutere, e sicuramente farà discutere anche questa, con la comunità straniera pronta a protestare.

Un’azione di “difesa” che può essere tranquillamente definita in linea con quelle che sono le politiche nazionali attuali. Basta guardare ad esempio la proposta avanzata qualche giorno fa dalla Lega per la “Radio sovranista“, dopo le polemiche sanremesi per la vittoria dell’italo-egiziano Mahmood. La proposta di legge del leghista Morelli prevede, in sostanza, la modifica dei palinsesti radiofonici: una canzone italiana ogni tre.

Era rimasta vittima di abusi sessuali dopo una serata in discoteca ed ora le forze dell’ordine sembrano aver individuato il suo aggressore. Era la notte dell’8 dicembre 2018 quando una 18enne di Quarto conosce, in una discoteca della zona flegrea, un ragazzo che avrebbe abusato di lei mentre la stava riaccompagnando a casa. I carabinieri, dopo la descrizione della ragazza e le indagini, hanno fermato per il fatto un 25enne incensurato di Villaricca.

Le immagini di video sorveglianza e gli indizi raccolti durante le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno portate all’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il ragazzo di 25 anni, che avrebbe abusato della giovane donna mentre questa era in stato di ebbrezza.

La ragazza ha conosciuto il suo aggressore durante una serata in discoteca: entrambi erano accompagnati da altri amici. La ragazza, però, ad un certo punto si sarebbe allontanata dalla sua comitiva per appartarsi con il ragazzo che poi l’avrebbe violentata. La giovane non era lucida e quelle terribili immagini le sono tornate alla mente solo il giorno dopo, quando insieme al padre si è recata all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta per farsi visitare e denunciare il tutto tra le lacrime. Intanto, le indagini vanno avanti e non è escluso il coinvolgimento di altri amici del ragazzo.