Camorra, le minacce di morte corrono anche tramite Facebook

Fabio Orefice, genero di Antonio Bellofiore, un boss di Pianura, pochi giorni fa è stato ferito alla schiena, episodio che lo ha portato a rivolgere minacce di morte ai propri nemici tramite il proprio profilo di Facebook, dove ha pubblicato una foto della sua schiena con due medicazioni, accompagnate dal commento (scritto in un idioma che sembra somigliare al Napoletano): “Il leone è ferito ma non è morto… già mi sono alzato alla faccia degli infami, aprite bene gli occhi che per chiuderli non ci vuole niente, adesso dovete morire”.

Trovano spazio poi un paio di foto che ritraggono armi e proiettili, un chiaro riferimento alla voglia di vendetta dell’uomo, il quale ha reso pubblici i post in questione noncurante del fatto che chiunque, non solo i malavitosi come lui ai quali rivolge il suo messaggio, possa vederli facilmente. Nell’era dei social anche la Camorra e le minacce di morte sono condivise con tutti: l’augurio è che le autorità provvedano ad arrestare questo individuo, i presupposti ci sono tutti, prima che ci possa andare di mezzo qualche innocente.

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