Economia

Covid, il Mezzogiorno sull’orlo del disastro economico: a Natale Compra Sud

Sono tempi difficili“, ormai è una frase che ascoltiamo da anni; “c’è la crisi“. Ma questi sono veramente tempi ancora più difficili considerando i danni che Covid ed incapacità politica nazionale nel gestire la pandemia (per molti versi) hanno provocato in Italia.

I danni economici sono molto più gravi di quelli che si prevedevano a marzo dell’anno corrente (in termini di posti di lavoro e nuovi poveri). Economicamente risultati catastrofici se consideriamo che da oltre dieci anni il Paese non cresce, specialmente il Sud, al quale secondo Eurispes sono stati sottratti 840 miliardi dal 2000 al 2017 e dirottati al Nord. 

Questo non è certamente stato l’anno della risoluzione definitiva della questione meridionale, sempre più preoccupante, e certamente non abbiamo visto l’estinzione del tanto famoso divario Nord-Sud, come titolava nel 1972 il Corriere della Sera. Quel Sud totalmente cancellato dall’agenda politica, forse dall’ultimo secolo e mezzo, ed è quella parte di Paese che ovviamente ha subito più danni dal punto di vista economico, meno – fortunatamente – in termini sanitari (specialmente per la prima ondata di Covid-19).

Insomma, l’economia del Sud ha un urgente bisogno di  risollevarsi prima che in tutta Italia, ma pare che la strada del governo, specialmente per la ripartizione dei prossimi fondi del Recovery Fund, non sia stata tracciata in quella direzione e sta emergendo il rischio del prossimo ed ennesimo “scippo al Sud” sui fondi che gli spettano di diritto e che per volontà dell’unione europea, dovrebbero essere affidati maggiormente al Sud. A tal proposito, mentre (giustamente) per far ripartire l’economia italiana si cercano di tutelare gli acquisti di aziende italiane implementando pubblicità e qualche scarso ritorno sulle spese in percentuali dal governo, il Sud deve “salvarsi due volte”, e così il Compra Italiano si trasforma in Compra Sud.

Questo “moto economico meridionale” del Compra Sud è un movimento di pensiero sempre più comune, quasi uno stile di vita attuato da diverse associazioni culturali (nel territorio meridionale) come il Movimento Neoborbonico che da anni si batte per la difesa dei prodotti del Sud. Non si tratta (al contrario di politiche leghiste soprattutto del “passato”), di andare “contro” qualcuno, bensì semplicemente a “favore” del tanto martoriato Mezzogiorno d’Italia da cui, tra le altre cose, nascono alcuni dei prodotti migliori e vanto del Made in Italy nel mondo, anche se gli stessi non vengono per niente tutelati dallo stato italiano, specialmente negli accordi commerciali con gli altri paesi. “Se in un anno un milione di meridionali spendesse 100 euro al mese in prodotti del Sud, le aziende meridionali incasserebbero 1,2 miliardi di euro e magari assumerebbero i nostri giovani evitando di farli partire“, spiegano i neoborbonici e tutte le associazioni che hanno fatto del Compra Sud una battaglia reale e pratica per la difesa della nostra terra.

Oggi si stima che il Sud compri dal Nord beni e servizi per 70 miliardi di euro l’anno. Si tratta di dati confermati dai recenti studi della Banca d’Italia e dall’autorevole Gianfranco Viesti, docente di economia applicata all’università di Bari e membro del neonato osservatorio sulle autonomie regionali, per non parlare di tanti altri studi di Svimez, Istat che dimostrano quanto in termini economici il Sud da al nord, contro qualsiasi tipo di luoghi comuni.

Sempre più meridionali sentono il dovere di autotutelarsi, di aiutare l’economia di quella parte di Paese totalmente abbandonata a se stessa, così anche a Natale dobbiamo cercare di comprare meridionale, sia online (dato il brutto periodo che stiamo attraversando), sia nei nostri locali sotto casa. Bastano pochi secondi per riconoscere un prodotto del Sud, leggere l’etichetta di provenienza, la sede legale dell’azienda produttrice e capire che quelle due lettere che riportano le sigle delle province possono fare tanto. Vi accorgerete, specialmente per i prodotti alimentari, nei supermercati, quanto è più facile trovare sugli scaffali prodotti provenienti dal Nord, con costi inferiori e di qualità spesso scadente, piuttosto che i prodotti provenienti dalle nostre zone.

Il Compra Sud natalizio può essere un modo per aiutare l’economia del Sud a risollevarsi nel mese dell’anno in cui “si spende di più”, è una scelta culturale con tradizioni ed eccellenze spesso senza paragoni. Scegliamo di comprare i prodotti del Sud, perché possiamo veramente fare la differenza sull’economia reale ed i nostri figli un giorno ci ringrazieranno.

Emilio Caserta, giornalista e responsabile ufficio stampa istituzionale. Direttore de "L'Identitario - Quotidiano Indipendente", collaboratore di Vesuviolive ed altre testate giornalistiche locali e nazionali. E' Coordinatore giovanile Nazionale del Movimento Neoborbonico, laureato in Economia e Commercio e proprietario del sito e-commerce identitario www.bottega2sicilie.eu e socio fondatore del 'Caffè Identitario' a Napoli. Appassionato di storia di Napoli e Sud (in particolare dal periodo del Regno delle Due Sicilie a quello Risorgimentale Post-unitario), Attivista del "Comprasud" per la difesa dei prodotti e delle aziende presenti sul territorio meridionale dall'Abruzzo alla Sicilia, collabora con diverse associazioni di beneficenza territoriale.