Nella puntata di martedì 16 ottobre il segretario del PD si è macchiato di un’affermazione gravissima: no al reddito di cittadinanza perché al Sud sono disonesti:
Nel Sud iniziano già a girare, purtroppo, alcuni ragionamenti pericolosi della serie: “Vado a lavorare in nero, non vado a lavorare a contratto, in chiaro, perché così prendo il reddito di cittadinanza. Io mi preoccupo.
Una dichiarazione di gravità inaudita, degna del peggiore Umberto Bossi, quando la Lega Nord ancora non aveva capito che per governare bisognava spostare la rabbia su un avversario che non ha diritto di voto in Italia.
Il segretario del PD, incapace di attaccare gli avversari sul terreno politico, ha probabilmente tentato di riportare dalla sua parte quei cittadini, storici sostenitori della Lega, che mal vedono l’inversione di tendenza data da Matteo Salvini. E lo ha fatto usando il razzismo, salvo poi denunciare la deriva razzista del Paese di cui sarebbe responsabile il nuovo Governo.
D’altra parte, la posizione di Martina conferma quello che abbiamo sempre sostenuto: non è una questione di destra, sinistra e centro, è una questione di Italia in quanto nazione fondata sul pregiudizio e il razzismo nei confronti dei meridionali. Che siano verdi, rossi, gialli, arancioni o ciclamino la sostanza non cambia. Un’Italia fondata sullo sfruttamento della colonia interna Sud.