Politica

Napoli – Oggi è stato approvato il bilancio del Comune di Napoli. Il sindaco Luigi De Magistris ha commentato entusiasta: “Il migliore di questi 8 anni, redatto in condizioni estreme, con tanti tagli da parte del Governo, gli ultimi a dicembre. Abbiamo mantenuto risorse per tutti i settori strategici e per le partecipate.”

“La novità – spiega ancora De Magistris – è un piano di assunzioni che prevede 1.500 posti tra Comune e aziende partecipate entro il 2021. Siamo molto soddisfatti della compattezza della maggioranza e dell’opposizione che è stata costruttiva”.

Nelle ultime settimane, il primo cittadino di Napoli aveva annunciato l’intenzione a candidarsi per le elezioni regionali del 2020. Gli è stato, quindi, chiesto se questo fosse stato l’ultimo bilancio approvato sotto la sua giunta: “Io scado nel 2021, – risponde secco – ci sono altri bilanci.”

“C’è il discorso delle regionali, – continua De Magistris – ma l’amministrazione andrà avanti fino al 2021. Il mio desiderio sarebbe fare il sindaco fino alla scadenza, ma se ci fosse la necessità di governare la Campania con lo stesso amore con cui ho guidato Napoli, sarei pronto a farlo. Vedremo”.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Salerno – Questa mattina, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha inaugurato lo sportello lavoro alla Camera di Commercio di Salerno. Durante il suo intervento, il Governatore ha nuovamente attaccato il ministro della Sanità: “Alla prossima dichiarazione della ministra Grillo sulla sanità in Campania vado in Procura”. Anche la settimana scorsa De Luca aveva minacciato di querelare la Grillo per diffamazione, a seguito ad alcune dichiarazioni sulla situazione campana.

“Ci siamo rotti le scatole – continua il Presidente – che ogni 48 ore faccia dichiarazione dannose per la nostra Regione. Alle prossime andiamo direttamente alla Procura della Repubblica a querelare la ministra Grillo per diffamazione, procurato allarme, abuso di ufficio e anche per concussione. Qui non c’è nessun motivo per tenere in piedi il commissariamento”.

Vista la natura dell’inaugurazione, De Luca non ha perso occasione per attaccare il Reddito di Cittadinanza sulla base delle ultime polemiche relative alla quantificazione del sussidio: “Una delusione, i cittadini si sono visti arrivare 60, 70 o cento euro. E’ una misura confusa e demagogica, un mezzo disastro. Noi come Regione abbiamo un altro piano e un altro obiettivo: quello di creare lavoro”.

Crescono i malumori e le tensioni all’interno del governo. L’ultimo caso riguarda la vicenda di Armando Siri, sottosegretario ai Trasporti della Lega indagato per corruzione. Da una parte c’è il Movimento 5 Stelle che chiede le dimissioni del leghista; dall’altra, il garantismo di Salvini e compagni, che difendono Siri ad oltranza. Si tratta dell’ennesimo scontro tra i due contraenti di governo, giocoforza ancora alleati in attesa dei risultati delle imminenti elezioni europee.

Su questa vicenda, che mette a nudo ancora una volta le differenze tra questi due partiti, è intervenuto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Oggi lo scontro 5 Stelle-Lega su chi è travolto dalla questione morale. Delle due l’una:o è una schermaglia elettorale per le europee oppure il contratto è rotto“, ha scritto il sindaco su Twitter.

De Magistris poi prosegue, portando ad esempio Napoli e la sua amministrazione come simbolo di massima trasparenza ed onestà: “Da Napoli vi mostriamo mani pulite e rivoluzionarie. Sempre contro il Sistema, sempre con il popolo e per il popolo!“.

Per garantire il proprio funzionamento i Comuni non fanno affidamento solo su risorse proprie, raccolte attraverso le imposte e tasse comunali. A queste entrate correnti possono aggiungersi anche quelle che derivano da contributi e trasferimenti da parte di altri enti. In particolare, i livelli territoriali direttamente superiori al comune: la Regione di appartenenza e lo Stato.

Ma quanti sono i soldi che lo Stato trasferisce ai Comuni? Il Comune di Roma nel 2018 ha ricevuto 765 milioni di euro da parte dell’amministrazione centrale, circa 12 volte in più del contributo ricevuto dal Comune di Milano e il doppio di quello trasferito al Comune di Napoli.

Sembrerebbe quindi che la capitale italiana sia il comune che riceva maggiori contributi statali.Ma se si provasse a dividere l’importo trasferito dallo Stato per la popolazione dei singoli Comuni, si scopre che a Milano ogni abitante “riceve” circa 45 euro, che diventano 260 euro a Roma. La stima iniziale risulterebbe così reggere anche con questo ultimo calcolo. Se non fosse che il Comune di Napoli sfiori numeri da capogiro.

Secondo una tabella pubblicata sul proprio profilo Facebook ufficiale dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a Napoli ogni abitante “riceve” 362 euro: “I cittadini di Napoli dovrebbero avere gli stessi servizi di Stoccolma. Palazzo San Giacomo riceve dallo Stato 362 euro all’anno per ogni abitante, 100 più di Roma, 320 più di Milano”, ha affermato il governatore, accusando implicitamente ma in modo palese il sindaco Luigi de Magistris di non saper utilizzare bene tali soldi.

Secondo De Luca, i finanziamenti dovrebbero per la loro entità assicurare ai cittadini dei servizi degni delle città del Nord Europa, che notoriamente sono quelle più all’avanguardia sotto questo punto di vista, e migliorare tutti i servizi nonché raggiungere livelli di servizi propri di una città che aspira a recitare nuovamente il proprio ruolo di capitale mondiale.

Il Presidente, tuttavia, pur citando le fonti non indica le voci prese in considerazione per arrivare a tale calcolo.

Napoli – Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è famoso per il suo modo di criticare gli avversari politici. Senza apparenti freni inibitori, frequentemente il Governatore utilizza ironia anche molto pesante, fino a sfociare in vere e proprie offese durante le lunghe invettive.

Stamattina, sulla sua pagina Facebook ufficiale è apparso questo particolare post: “Ormai è candidato a tutto, manca solo che si candidi alle Nazioni Unite. Noi, comunque, lo aspettiamo a braccia aperte alle regionali del prossimo anno”. Pur non citandolo direttamente, è evidente che De Luca si riferisca al sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

E’ notorio, ormai, che fra i due non corra buon sangue. Un’acredine che tenderà ad accentuarsi visto che il primo cittadino ha annunciato negli scorsi giorni l’intenzione di candidarsi alla regionali del 2020, divenendo, quindi, il diretto avversario politico di De Luca. Il Presidente ha, quindi, voluto commentare con i suoi modi soliti tale decisione.

La sua ironia iperbolica è legata al fatto che non è la prima volta che De Magistris annuncia future candidature per svariate cariche politiche. Ad esempio, dichiarò che si sarebbe candidato anche alle politiche del 2023 per contrastare le politiche di Salvini. Ovviamente, il discorso regionali sembra ben più concreto, fattibile e, visto il poco tempo che ci divide dalle votazioni, imminente.

Immagine di repertorio

Gli uffici della Regione Campania diventano plastic free. Il Consiglio regionale ha approvato con voto unanime la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, con il quale si impegna ad aderire alla campagna “Plastic Free Challenge”, lanciata dal ministro per l’Ambiente Sergio Costa.

Marì Muscarà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, ha dichiarato: La plastica monouso verrà ora eliminata anche dalle sedi degli uffici delle amministrazioni regionali e degli enti strumentali di competenza. Niente più plastica neppure negli stabilimenti balneari del territorio regionale. Divieto esteso anche dai catering legati ad eventi e ai convegni organizzati dalla Regione, anche al di fuori da suoi uffici”.

La mozione prevede anche l’avvio di una campagna di sensibilizzazione per tutti i dipendenti della Regione e degli enti pubblici della Campania: “Saranno inoltre previsti criteri premiali per l’assegnazione di contributi a iniziative finalizzate alla riduzione della plastica monouso nell’ambito dell’attività di programmazione di eventi, sagre e manifestazioni pubbliche. Auspichiamo che il nostro esempio sia esteso, al più presto, in tutti gli uffici pubblici del nostro territorio. Un piccolo passo per la salvaguardia dell’ambiente e del futuro dei nostri figli”.

Il provvedimento della Regione Campania si inserisce in una serie di iniziative che hanno già interessato il nostro territorio. Bisogna infatti ricordare l’esempio di Ischia, apripista in Campania, seguita a ruota dal lungomare di Napoli, dal Parco Nazionale del Vesuvio, Capri e molti altri enti.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Napoli“Ieri al Mef, il ministero dell’Economia e delle Finanze, hanno verificato che i bilanci della sanità campana sono in attivo, hanno approvato il piano ospedaliero, ci hanno detto che il piano per l’edilizia sarà approvato tra fine aprile e inizio maggio”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso del suo consueto spazio del venerdì a Lira Tv.

Il piano di edilizia ospedaliera, ha sottolineato De Luca, “è importante perché si prevedono risorse per ospedali in situazioni critiche come gli Incurabili. Se non decidono in quella sede non possiamo dotarci di progetti esecutivi”.

De Luca, che è anche commissario alla sanità campana, ha poi attaccato il ministro della salute Giulia Grillo e il Movimento 5 Stelle: “Stiamo lavorando per fare della nostra sanità la prima d’Italia al di là di quelli che vorrebbero affossarla. Il ministro Grillo ha fatto un comunicato dicendo una cosa falsa sull’ospedale di Sant’Agata de Goti. Dovremmo querelare per diffamazione il sedicente ministro del governo. Oggi va lì una delegazione del ministro della salute e vedremo cosa dicono, noi torneremo per fare la nostra proposta”.

“I dirigenti M5s – ha aggiunto – hanno come obiettivo di impedire che sia chiaro agli occhi dei cittadini che abbiamo fatto un miracolo in Campania e che dopo 10 anni non c’è più bisogno di commissariamento perché abbiamo rivoluzionato la sanità. Vogliono impedirlo a costo di danneggiare i cittadini.”

“Oggi – continua De Luca – il bilancio è in attivo da 5 anni. Alla domanda: ‘ma perché voi 5 stelle volete commissariare?’ La risposta non c’è, è tutta in termini di politica politicante. Vogliono fare in modo che non emerga il risultato straordinario conquistato, cioè l’uscita dal commissariamento. In tutta Italia sanno che abbiamo fatto un miracolo. Sono dati oggettivi che ha valutato anche il Mef.”

De Magistris rete 4

 

De Magistris rete 4

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è stato ospite del programma di Rete 4 “Stasera Italia“, toccando diverse tematiche riguardanti la città, in particolar modo si è soffermato a parlare delle problematiche. Ma non solo.

L’OMICIDIO DI SAN GIOVANNI A TEDUCCIO:

Il primo punto su cui si è soffermato De Magistris riguarda un omicidio commesso a San Giovanni a Teduccio, nella periferia di Napoli, in pieno giorno, davanti ad una scuola elementare.  La conduttrice, Barbara Palombelli, si sofferma a guardare lo zainetto di “Spider-man” ancora in terra, quadro emblematico ed agghiacciante della scena. “Il fatto è di una gravità inaudita, non si può sparare, rimanendo impuniti, davanti ad una scuola. Questa scuola sta facendo un lavoro straordinario sul territorio; chi commette certe atrocità è soltanto una minoranza, ma questa minoranza deve essere sconfitta: ci deve essere più controllo del territorio. Ci deve essere più rapidità investigativa, certezza della pena“.

Interrotto dalla presentatrice che gli chiede come intende combattere il fenomeno, il sindaco prosegue: “Ringrazio, innanzitutto, le forze di polizia e la magistratura che a Napoli stanno svolgendo un lavoro straordinario. Quest’anno è calato drasticamente il numero degli omicidi: non si arriva a dieci nella città di Napoli. Ma siamo in difficoltà, la coperta è corta, non abbiamo ingenti quantità di uomini per presidiare e controllare il territorio.

Il ministro Salvini è venuto per tre volte in città ed altrettante volte ci ha promesso un aiuto concreto, mandandoci più uomini, maggiore forza di polizia, che non si sono mai visti. Questo è un compito che spetta in maniera esclusiva allo Stato. Non si può chiedere all’insegnante o al prete o al semplice cittadino di intervenire durante un agguato camorristico. In concreto ci vogliono tre cose: la prima è maggiore video sorveglianza; maggiore controllo del territorio ed indagini rapide“.  

SULLA POLITICA:

Il secondo intervento di De Magistris riguarda la politica italiana che, in questo momento storico, ha qualche affanno, spiegando il suo punto di vista da Sindaco:Io ho la visione di un Sindaco. Da ben otto anni amministro una delle principali e più difficili città italiane che si sta rilanciando, soprattutto culturalmente e solo grazie alle proprie forze. Il mio giudizio è estremamente negativo: non ci sono misure per gli investimenti: né per lo sviluppo, né per il lavoro. La cosa più grave è che non si aiutano gli enti locali. Il PIL principale proviene dalle città: se non si aiutano, l’Italia non potrà mai ripartire. Inoltree qui fa un critica aspraquesto governo alimenta il rancore che non porta da nessuna parte. Così non si avrà mai la voglia di unità, di aiutarci gli uni con gli altri, ognuno con le proprie diversità, ognuno in maniera autonoma.

Continua il suo intervento:Bisogna dare più autonomia alle città. In particolare, bisognerebbe dirottare i fondi europei direttamente alle città. Altrimenti si va verso un disastro, si andrà verso la separazione dell’Italia. Lancio la sfida da Sindaco: bisogna autonomizzare gli enti locali!

EMERGENZA MIGRANTI:

Quando si parla dell’emergenza migranti, la presentatrice sottolinea che il prossimo 15 giugno, da Napoli, partiranno circa 400 barche con un chiarissimo messaggio. De Magistris dice che salirà sulla prima di queste barche per lanciare un messaggio chiaro: “Il mare dev’essere azzurro e non rosso sangue. Essere una città di mare, vuol dire essere una città aperta. Bisogna salvare le vite per dare un senso alla propria esistenza. Il porto di Napoli sarà sempre aperto. Il governo dice una bugia, non ci sono ordinanze che impongono la chiusura dei porti. Ribadisco il mio messaggio è forte e chiaro: il nostro porto è e rimarrà sempre aperto. Napoli ha abbracciato tutti i popoli e tutte le culture. Continueremo così!

Ad una precisa domanda, cioè come pensa di agire, in concreto, in questa drammatica situazione, il primo cittadino così risponde:Ho scritto ai comandanti delle navi, anche in tempi non sospetti, che se dovessero dirigersi verso Napoli, il porto del nostro capoluogo è sempre aperto. Sarò il primo a presenziare nel porto per accogliere chiunque abbia bisogno. Se il porto dovessero chiuderlo andremmo nelle 12 miglia delle acque internazionali, con la flotta partenopea, per raccogliere fratelli e sorelle. Come i meridionali cento anni fa andavano negli Stati Uniti venivano definiti “negroidi”. Noi, invece, vogliamo lanciare un messaggio diverso, noi vogliamo salvare vite umane.

Il Sindaco spiega la singolare iniziativa di creare una flotta battente bandiera, addirittura, “Partenopea”:Noi abbiamo lanciato un messaggio. Abbiamo raccolto circa 150mila euro, molte persone hanno messo a disposizione barche, barchette e pescherecci. Vogliamo sorprendere il mondo. Vogliamo fare una “Gouache” (riferendosi al famoso dipinto) del terzo millennio.

Viene letto un comunicato, attraverso il quale, viene elencato il numero di persone di Napoli, che si è detto disponibile, in un modo o nell’altro, disponibile ad aiutare questi emigranti. Il numero è assolutamente sorprendente.

Barbara Palombelli inizia la lettura e dice che per gli aiuti alimentari si sono dimostrati disponibili 3336 napoletani; per il vestiario 3496; sugli aiuti economici 1773 napoletani hanno dato disponibilità; ciò che concerne l’assistenza medica e sanitaria c’è stata la disponibilità ben 922 persone; hanno dato disponibilità per 344 alloggi; mentre per traduzioni, formazioni e aiuti scolastici 1816 cittadini.

Con un velo di emozione, la presentatrice esclama “Questa è Napoli!” per sottolineare la grandissima generosità del popolo napoletano. 

L’ELOGIO:

Palombelli rivolge una domanda al sindaco, chiedendo se ritiene utopistico poter accogliere in Europa, addirittura miliardi di persone provenienti dall’Africa. De Magistris dice: “Innanzitutto un attacco ad una ONG serve a non avere testimoni.

E’ stato detto: mandiamo i migranti in un porto sicuro, in Libia. Un cittadino può non sapere, ma un ministro dell’interno DEVE sapere che lì ci sono veri e propri lager. Lì quelle persone che cercano salvezza, vengono torturate, uccise e seviziate. I sindaci avevano dato una risposta molto forte: volevano fare in modo che le persone venissero accolte, in maniera proporzionale agli abitanti di un determinato luogo. Il problema dell’immigrazione è a monte, ma delle cause nessuno ne parla: innanzitutto le guerre, alle quali ha contributo in gran parte l’Occidente. I cambiamenti climatici, anche incidono, Organizzazioni Internazionali fallite.

SUL REDDITO DI CITTADINANZA:

De Magistris parla poi del Reddito di Cittadinanza, poichè la presentatrice dice che la Campania è in cima alla lista per le domande di questa iniziativa governativa: “Non è una misura che guardo con sfavore. Anzi può essere importante se però è indirizzata verso le vere fragilità. Non mi piace l’idea che sia una misura temporanea, in vista di un lavoro che non c’è. Non trovo giusto fare formazione e promettere un lavoro che però non c’è. Abbiamo già vissuto queste stagioni, con la Regione Campania. Abbiamo avuto i “disoccupati organizzati” che venivano sotto al comune a reclamare. Senza chiarezza nasce l’equivoco: veniva detto che era un sussidio per chi ne avesse bisogno ed invece, era la formazione professionale. Il lavoro si crea attraverso lo sviluppo, gli investimenti, l’economia. Noi a Napoli, nel nostro piccolo, già stiamo provando a farlo, vogliamo aiutare i cittadini attraverso un lavoro vero, non promesse o, peggio ancora, “guinzagli” con cui il politico di turno tenta di tirare a sè il cittadino. Bisogna combattere anche il lavoro “nero” e bisogna eliminare la cultura del “guinzaglio” con cui un politico promette lavoro in cambio del voto del cittadino. Abbiamo già vissuto queste esperienze che non vogliamo ripetere.

LA SFIDA

Chiude l’intervento lanciando una sfida per il futuro: Innanzitutto tengo a chiarire che tifo per il Napoli. Ho sangue azzurro (risponde così ad una precisa domanda della conduttrice). Nel futuro è probabile, molto probabile, che io mi candidi alle Regionali. Anche perché dopo 9 anni di amministrazione la gente può avere voglia di cambiare, ed è giusto che sia così! Ma per il futuro, un po’ più lontano, vorrei essere alla guida di un Paese che metta in atto realmente i dettami imposti dalla Costituzione.

Di seguito il video con l’intervento del Sindaco Luigi De Magistris

Foto: Milano Cortina 2026, Twitter

Mentre gli amministratori della città di Napoli si impegnano a sciogliere i nodi riguardanti le nozze di Tony Colombo e il colore dei sediolini del San Paolo, quelli di altre parti d’Italia sembrano presi maggiormente da questioni che esulano dal gossip. Intendiamoci, il rispetto delle regole è fondamentale per la convivenza civile, ma lasciamo che se ne occupino gli uffici e le forze dell’ordine.

Tra i sindaci più attivi del Paese non possiamo non menzionare Giuseppe Sala, il quale recentemente è stato anche a Napoli, oltre ad aver ospitato Luigi de Magistris nella sua Milano. Tra una chiacchierata, una sfogliatella e un caffè non sappiamo se i due abbiano parlato anche di Universiadi (quelle di Napoli) e Olimpiadi (quelle invernali, del 2026, che Milano vorrebbe ospitare insieme a Cortina).

Sappiamo però che la manifestazione napoletana è stata organizzata in fretta e furia, nonostante il Governo abbia proposto di posticiparla per motivi legati all’organizzazione e all’ammodernamento delle infrastrutture. Le Universiadi non sono affatto poca cosa, ma a patto che tutto si svolga per bene: per come sono nate e vedendo gli sviluppi, tuttavia, il parere di molti è che forse sarebbe stato meglio prendersi un po’ più di tempo.

La designazione di Napoli, infatti, è avvenuta soltanto nel 2016 dopo la rinuncia di Brasilia, alla quale erano state affidate nel 2013, con circa 6 anni per prepararsi. Il doppio. Organizzare le Universiadi in tre anni non è cosa semplice, infatti nel 2016, eccetto Napoli, nessun’altra città presentò la candidatura. Ulteriori segnali non incoraggianti sono i litigi e le scaramucce infantili tra rappresentanti politici e altri interessati, che si sono ulteriormente divisi invece di fare squadra per la buona riuscita dell’evento.

Da questo punto di vista si comportano meglio in Lombardia e Veneto, dove Beppe Sala, Attilio Fontana, Luca Zaia e Gianpietro Ghedina (sindaco di Cortina) si sono messi al lavoro tutti insieme. Fondamentale anche l’impegno del Governo che si è impegnato a finanziare i Giochi in caso di nomina. Non a caso Malagò parla di “un Paese unito mai come prima”.

Sala ha inoltre affermato, secondo quanto riportato da La Stampa: “Abbiamo chiesto all’Università Bocconi di prevedere l’impatto economico sul territorio dei Giochi. Secondo i loro dati, l’investimento, stimato in circa 868 milioni di euro e costi operativi di 952 milioni, genererà introiti per quasi 3 miliardi di euro e un valore aggiunto di 1 miliardo e 200 milioni. Tutto sommato, un risultato molto positivo, che darà impulso a nuove opportunità di sviluppo, lavoro e rigenerazione ecologica del territorio, sia dove si svolgono i Giochi sia a livello nazionale”.

Miliardi che si aggiungono ai miliardi già cascati a pioggia per l’Expo 2015. La storia d’Italia, è vero, spesso ha visto e continua e vedere stanziamenti ingentissimi di fondi in particolar modo per il Settentrione (disuguaglianza che VesuvioLive denuncia da anni), eppure bisogna dire che in quella parte d’Italia, forse, sono più intelligenti perché riescono a superare le diversità per perseguire un obiettivo comune. Mettono da parte protagonismi e inezie, cosa che al Sud raramente sappiamo fare e non facciamo quando l’occasione lo richiede. Con queste premesse le Universiadi si apprestano a diventare un’opportunità sprecata dopo il fallimento totale del Forum delle Culture di Napoli del 2013, il quale nelle edizioni precedenti aveva rilanciato l’immagine delle città ospitanti.

Preoccupante è anche la lontananza con cui il Mezzogiorno guarda alle Olimpiadi Invernali 2026, percepite come qualcosa di estraneo. Eppure, ammesso che vengano assegnate effettivamente a Milano, sono anche i soldi pubblici, di tutti gli italiani, che verrebbero utilizzati. È assurdo a nostro avviso che nessuno, al Sud, la zona d’Italia che più ha bisogno di visibilità, fiducia e investimenti, faccia delle proposte serie per l’organizzazione di grandi eventi. Se non siamo noi a farci sentire, se litighiamo invece di lavorare in sinergia, è inutile poi piangersi addosso.

Il Governo Giallo-Verde torna a parlare di interventi per il Meridione. È di poco fa infatti l’annuncio del Ministro per il Sud Barbara Lezzi, che ha informato circa l’arrivo di nuovi investimenti importanti. Soldi che serviranno alla costruzione di opere pubbliche, al miglioramento di determinati servizi e tanto altro ancora. La cifra gira intorno ai 500 milioni di euro. A questi, come ricordato dal ministro Costa, si devono aggiungere i 320 per Bagnoli.

“Finanzieremo così nuove proposte di progetti nel settore agroalimentare e delle agroenergie. Destiniamo poi 80 milioni ai Comuni con meno di 2mila abitanti delle aree interne del Sud e delle Isole. A ciascuna Regione, poi, vengono assegnati 10 milioni per interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle strade comunali. Per la costruzione di nuovi asili nido, invece, vengono assegnati complessivi 21 milioni di euro alle città metropolitane del Sud, tra le quali quella di Napoli» Questo si può leggere nella nota del Ministro Lezzi.

Quest’ultima che ha poi ricordato che una parte degli investimenti (25 milioni) andrà alla ricerca. Nello specifico si parla di 10 milioni per il Centro Ricerche marine di Amendolara (Cosenza) e 15 per un progetto sulle nanotecnologie al CNR di Catania. Insomma si punterebbe anche su un riscatto dal punto di vista scientifico per il Sud.

Ora bisogna solo aspettare se e come questi fondi arriveranno e come saranno utilizzati.

“Adesso i soldi ci sono, spendeteli”. Queste sono state le parole del Ministro per le Politiche Ambientali Sergio Costa alla platea di Bagnoli.

“Ieri sera abbiamo firmato con il ministro Lezzi al Cipe lo stanziamento da 320 milioni per Bagnoli”. Il Ministro, originario proprio di Napoli, ha affermato queste parole dinanzi ai tanti studenti della facoltà di ingegneria dell’ateneo Federico II. Una delle facoltà che più è cresciuta in questi anni, sia dal punto di vista del numero degli iscritti che per le strutture. Stiamo parlando del nuovo polo di San Giovanni a Teduccio, una sede ormai divenuta famosa in tutta Europa.

Alla discussione erano presenti il commissario per la bonifica ambientale di Bagnoli, Francesco Floro Flores e il complesso musicale dei Capome & BungtBangt. Con questi ultimi il Ministro Costa si è poi intrattenuto, suonando i loro strumenti fatti con materiali riciclati.

Sembra trasmettere speranza il nuovo convegno su Bagnoli. Un luogo che di per sé ne avrebbe abbastanza bisogno. 

Vincenzo De Luca

Vincenzo De LucaVincenzo De Luca torna sul tema lavoro e reddito di cittadinanza, criticando ancora una volta la misura ideata dal Movimento 5 Stelle. Già qualche mese fa, infatti, il Presidente della Regione Campania ha affermato che a suo avviso si tratta di “Una grande palla che potrà ridursi, nella migliore delle ipotesi, nel fatto che diamo prima delle europee un contributo di 400 o 500 euro. Cioè, buttiamo un po’ di miliardi a mare e ci facciamo le europee. Poi, chi si è visto si è visto”.

Oggi, invece, commentando il piano di assunzioni dei giovani nella Pubblica Amministrazione ha dichiarato “Credo che questa sia l’unica cosa seria messa in campo per il Mezzogiorno d’Italia, per i disoccupati del Sud”.

Vincenzo De Luca ha quindi aggiunto: “Abbiamo fatto una scelta completamente diversa rispetto al reddito di cittadinanza. Siamo convinti che per bloccare la fuga di giovani verso il Nord sia necessario dare non assistenza ma un lavoro. Soltanto il lavoro garantisce al giovane di farsi una famiglia, di comprasi una casa, di continuare a vivere qui”.

La pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale dovrebbe essere effettuata tra poche settimane, indicativamente tra fine Aprile e inizio Maggio. Le prove serviranno a selezionare 10mila giovani che lavoreranno nella Pubblica Amministrazione, nei comuni e nelle Corti di Appello di Napoli e Salerno.

“L’obiettivo è quello di mandare a lavorare le prime migliaia di giovani a settembre di quest’anno. La Regione paga per un anno la formazione professionale per mille euro al mese. Dopo quest’anno e dopo un colloquio finale ci sarà la stabilizzazione di questi giovani”.

Dopo le frecciatine e i malumori dei giorni scorsi, sembra che i toni si siano addolciti tra il Presidente della Campania De Luca e il Sindaco Luigi de Magistris. Il sindaco ha infatti salutato il governatore a Castel Sant’Elmo, per l’apertura dell’eventoNapoli Città Libro.

Il tutto arriva a seguito della polemica dei giorni scorsi. Il Presidente De Luca infatti, durante l’incontro con le delegazioni dei Paesi partecipanti alle Universiadi di pochi giorni fa, sul palco non aveva salutato De Magistris. Un gesto che aveva scatenato non poche discussioni e che faceva trasparire tutta la tensione di questi giorni tra le due massime istituzioni campane. 

Il Sindaco ha poi commentato dicendo: C’è una differenza: io sono uomo delle istituzioni e sono anche un signore. Per me salutare le persone vale sempre, sono altri che quando si avvicinano non salutano, non rispondo alle lettere e non vogliono incontrarsi. Non è in corso né una rissa né un duello. Le mie porte sono sempre aperte per tutti anche per il presidente della Regione e per me sarebbe una bella notizia poterlo incontrare ma è come se facessi un monologo perché dall’altra parte non c’è l’intenzione”.

Insomma, sono parole di pacificazione quelle di De Magistris. La Campania tra pochi mesi dovrà dare gran prova del suo valore per le Universiadi. Un clima istituzionale distensivo non può far altro che portare giovamento.

Le nozze trash tra il neomelodico Tony Colombo e la vedova di camorra Tina Rispoli hanno lasciato buona parte di Napoli perplessa. Sul caso si sono espresse diverse personalità del Comune di Napoli, tra cui: l’assessore ai giovani e al patrimonio, Alessandra Clemente, ed il sindaco della città, Luigi De Magistris. A scagliarsi contro le dichiarazioni dell’assessore Clemente c’è stato il consigliere comunale del M5S, Matteo Brambilla.

Luigi de Magistris ha rilasciato una serie di dichiarazioni a Il Mattino. Queste le sue parole: “Il Comune, prendendo le distanze da questa rappresentazione farsesca che appartiene a un segmento di città che pur esiste, ha agito in modo adeguato, consono e nel rispetto delle regole. Noi abbiamo agito con tutta la nostra articolazione fin da subito, prima ancora del clamore mediatico, con sanzioni e rigore da parte della polizia municipale.

“Appena abbiamo appreso dell’attività abusiva in piazza sono state svolte indagini e nel momento in cui ci si è resi conto che tante persone stavano affluendo al Maschio Angioino per le nozze del cantante neomelodico, abbiamo ritenuto opportuno trasferire il convegno sui cento passi nella sala della Giunta.” De Magistris ha poi concluso il suo pensiero sottolineando che “non c’è stato alcuno sfratto né occupazione. E’ stata una decisione presa per evitare che potessero trovarsi nello stesso castello vittime di criminalità e persone così diverse.”

Napoli – Proseguono le polemiche sul matrimonio trash tra il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss di camorra Gaetano Marino, trucidato sul lungomare di Terracina nel 2012.

Al centro della questione il festino avvenuto in Piazza del Plebiscito, un addio al nubilato con circa 3000 fan della coppia. L’assessore Alessandra Clemente ha spiegato che all’amministrazione era stato comunicato un semplice flashmob e che, una volta acquisite le immagini dell’evento che realmente si è svolto, sono stati avviati i procedimenti per accertare le violazioni di legge.

Sulla faccenda è intervenuto Matteo Brambilla, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, il quale sostiene che non si può dire che nessuno sapesse di quella festa in piazza: “Da napoletano mi sento infangato, ed è vergognoso che per festeggiare questo matrimonio sia stato spostato dal Maschio Angioino un convegno dedicato alle vittime di camorra. L’assessore Clemente e il capo dei vigili Esposito dovrebbero fare un passo indietro”.

A prescindere dalle responsabili degli organi competenti, che non vogliamo qui discutere, è effettivamente improbabile che nessuno si sia accorto di ciò che stava succedendo in piazza: un mini palco con musica a tutto volume, migliaia di persone, auto di grosse dimensioni non passano certe inosservate. Bisogna dire però che i vigili sono intervenuti, e hanno elevato un verbale bello salato.

Quest’oggi alla Camera si è votato sull’emendamento (presentato dalle opposizioni) al ddl “codice rosso” che prevedeva l’inserimento del cosiddetto “revenge porn”. La richiesta è stata bocciata con voto segreto: 218 sì e 232 no. Mentre alla Camera la maggioranza bocciava l’emendamento, in Senato è stato presentato in conferenza stampa un ddl per contrastare proprio il fenomeno del “revenge porn”. A partecipare alla presentazione del ddl del M5S c’era Maria Teresa Giglio, la mamma di Tiziana Cantone, scoppiata in lacrime al ricordo delle offese ricevute da sua figlia.

Un teatrino a dir poco surreale, dove tutta la classe politica ne esce distrutta. Cercare di intestarsi la paternità di un provvedimento su un tema così importante e per troppi anni sottovalutato fa capire quanto poco sia preso sul serio l’argomento; è, soprattutto, quanto l’estremo gesto di Tiziana – e come il suo, anche quello di tante altre persone finite nel vortice del web – sia rimasto ancora una volta inascoltato. A seguito della bocciatura dell’emendamento, le opposizioni hanno tuonato: “Alla camera lega e M5S votano contro l’introduzione del reato di revenge porn. E sapete perché? Perché la proposta di legge non è loro. Mai visto tanto cinismo giocato sulla pelle delle vittime di un reato così odioso“, scrive Maria Elena Boschi su Twitter.

A spiegare la posizione dell’esecutivo è stata Stefania Ascari relatrice M5S: “Una proposta di legge è già incardinata in Senato ed un mero emendamento non può risolvere la questione. Una risposta frettolosa potrebbe rilevarsi inefficace“. La questione è delicata, e pertanto “va trattata con serietà ed in modo strutturale e non sventolata in maniera strumentale come una bandiera politica“, spiega ancora l’Ascari. Il disegno di legge presentato dagli stessi 5 stelle ha fatto discutere i parlamentari. Silvia Benedetti, deputata del gruppo Misto ed ex 5 stelle, usa toni forti: “Sono veramente schifata, avete preso il peggio del peggio della politica degli slogan e della propaganda. È uno schifo“.

Una vera e propria bagarre che ha messo in luce tutte le fragilità del Parlamento. Nemmeno di fronte ad una tematica così importante – e che in teoria dovrebbe unire ogni schieramento politico, al di là del proprio partito di appartenenza -, si è riusciti a trovare una sintesi che mettesse tutti d’accordo. Tutto ciò è ancora più grave se si considera che il fenomeno del “revenge porn” ha investito proprio recentemente anche la grillina Giulia Sarti, esponente di spicco del MoVimento 5 Stelle. Si tratta dell’ennesima occasione mancata. Tiziana è morta per la seconda volta.

Il Senato ha appena approvato la Riforma sulla Legittima Difesa, uno dei baluardi elettorali del Ministro Matteo Salvini. La Lega esulta, il Movimento 5 Stelle pure, le opposizioni protestano e gli italiani sono chiamati a discuterne. Ma cosa davvero prevede questo rinnovamento legislativo?

Come i giuristi sanno, per spiegare bene un concetto bisogna innanzitutto partire dalla legge. L’articolo più toccato dalla riforma è l’Art 52 del Codice Penale, il quale dispone che:

Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa 

Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità;

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.”

Al di là del generico 1° comma, il 2° fa riferimento, nei casi di violazione di domicilio (ex Art 614), alle aggressioni alla persona che vi abita o ai beni di quest’ultima, da parte di un individuo estraneo. Per farla breve, un ladro che ci entra in casa e che cerca o di rubare i nostri averi o di percuoterci. In tal caso, il padrone di casa può difendersi dal malintenzionato, anche utilizzando un’arma regolarmente detenuta. Però deve commisurare la propria difesa all’offesa che il ladro intende infliggergli. In soldoni, se il mariolo vuole usare le mani, noi non possiamo estrarre l’ AK-47 dalla cristalliera del salotto.

L’approvazione della Riforma Salvini comporta un cambio non da poco in quest’ottica. Nei casi di difesa domiciliare (termine che si espande, abbracciando anche le attività commerciali ecc), la stessa sarà sempre ritenuta legittima. Cioè, nei casi di cui abbiamo parlato poc’anzi, sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. Non vi sarà bisogno di indagini per verificare se è stato rispettata la proporzionalità. Sarà sempre da considerarsi in stato di legittima difesa colui che, legittimamente presente all’interno del proprio o dell’altrui domicilio, agisca al fine di respingere l’intrusione posta in essere dal malintenzionato di turno con violenza o minaccia. 

La riforma modifica poi in parte altri aspetti, come il regime di alcune pene, ecc. Queste però sono questioni che interesseranno gli operatori giudiziari e che angosceranno gli studenti che (come ahimè, chi vi scrive questo articolo) dovranno sostenere l’esame di Diritto Penale.

Il testo promosso dalla Lega, come si sa, è il capolinea di un grosso dibattito sociale. Dal punto di vista tecnico, già l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) ha espresso le sue preoccupazioni. Ad un’occhiata più attenta infatti, la riforma sembra richiamare diversi profili di incostituzionalità. Dalla vaghezza delle condizioni espresse al ruolo degli inquirenti, quasi azzerati nella fase istruttoria. E poi perché una difesa deve essere, a tutti i costi, sempre legittima e proporzionata in un’abitazione? E perché non in strada se qualcuno ci ruba il portafogli?

Questi però sono discorsi per i competenti e bisogna attendere la Corte Costituzionale. Sul piano sociale ed etico, la questione sembra essere più complicata ancora. È certo che in un Paese non si vive meglio, se si può sparare di più (anche se in casa propria). È anche vero però che se a casa mia entra un ladro armato, la pistola in mano la voglio anch’io. Come si vede, il tema è più delicato di quanto possa sembrare.

Ora tutte le parole che possiamo sprecare sono soltanto congetture. Sarà il tempo a verificare se questo cambio di rotta è stato positivo o meno per la sicurezza del Paese.

Luigi de Magistris

Luigi de MagistrisLa saga degli scontri istituzionali tra Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca si arricchisce di nuovo capitolo. Non poteva essere altrimenti dopo le indagini della Guardia di Finanza su alcune incongruenze messe in evidenza dalla Corte dei Conti, circa le spese per le Luci d’Artista di Salerno .

I finanzieri hanno arrestato tre persone, due dirigenti e un funzionario del Comune di Salerno, accusati di truffa nella gestione delle gare d’appalto. Il danno provocato, e che sono chiamati a risarcire, ammonterebbe a ben 850 milioni di euro, una cifra mostruosa.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Napoli, attaccando in maniera neanche troppo velata il Presidente della Regione Campania, il quale più volte, in passato, si è vantato dei risultati conseguiti in termini di turismo grazie all’iniziativa che si svolge nel periodo di Natale nella città che ha amministrato per circa 17 anni.

Queste le dichiarazioni rilasciate da Luigi de Magistris: “Più volte ho sottolineato come noi abbiamo fritto il pesce con l’acqua anche con le luci di Natale. Le abbiamo garantite sempre negli ultimi anni grazie anche al lavoro della città, pubblico e privato insieme in tutti i quartieri. C’erano altri che pensavano di mettere mano al portafoglio e utilizzarlo come se fossero soldi della propria tasca. Lo stiamo dicendo da tempo. Le Luci d’Artista tutto sommato sono una piccola goccia rispetto a quello che noi abbiamo visto in questi anni. Come viene gestita la spesa pubblica a Santa Lucia è sotto gli occhi di tutti. Solo chi non vuol vedere non se ne rende conto”.

Guido Ruotolo ha intervistato Domenico De Masi ai microfoni di Servizio Pubblico. Nel corso dell’intervista, il sociologo ha spiegato il calo del Movimento Cinquestelle in Basilicata, passato dal 44% delle politiche del 2018 al 20% delle regionali di quest’anno.

Secondo De Masi il calo dei pentastellati è legato alla costante campagna elettorale di Matteo Salvini il quale: «ha mollato tutte le altre attività, comprese quelle con il presidente della Cina, e ha fatto campagna elettorale a tempo pieno, battendo anche i paesi più piccoli. Nessun’altro ha fatto questo, meno che mai poteva farlo Di Maio che avendo 4 cariche (due ministeri, la vicepresidenza del Consiglio e la direzione politica del Movimento), non ha tempo per seguire anche i fatti di periferia».

«È ovvio – continua De Masi – che la presenza di Slavini ha dato un apporto determinante al risultato. Chi era in dubbio ci è caduto. Bisogna tenere in conto pure che si tratta di un sud poco decifrabile. Insomma, ha votato una persona rappresentate di un movimento, la Lega, che è responsabile del blocco di tutti i finanziamenti del sud. Quando il partito di Salvini è stato al governo con Berlusconi si è verificato il crollo degli aiuti pubblici del Sud. Ma il Mezzogiorno lo dimentica e vota Salvini come se fosse un salvatore, come un Carlo Pisacane di destra che arriva e salva il mondo. Quindi c’è anche un sud veramente cialtrone».

Gli investimenti che il sud ha visto negarsi sono incalcolabili: «stiamo parlando di miliardi – continua De Masi – dei soldi della Cassa per il Mezzogiorno, che sono stati gli ultimi soldi con cui il sud si è modificato. Tutto quel pochissimo che si è fatto nel sud l’hanno fatto quei soldi che, gestiti in un primo momento con grande lungimiranza, hanno realizzato le poche autostrade e i pochi tronchi ferroviari che ancora esistono. Nel momento in cui Bossi è andato al governo con la sua Lega e il suo Salvini, questi soldi sono stati subito decurtati e sono andati nel nord per costruire delle vere e proprie follie, come l’aeroporto milanese».

L’intervista si conclude con una disamina amara del sud: «questa è la storia del Mezzogiorno, c’è poco da fare. È una storia che in qualche modo ha sempre comportato l’andata al governo di forze deteriori al quale si è aggrappato il sud come forza salvifica.  Il sud si è aggrappato a Emilio Colombo, che ha fatto fuori a Matera Adriano Olivetti, che se ne andò sconfortato per il modo con cui la DC tradì ciò che stavano facendo ai Sassi. È una storia che si ripete ed è prevedibile, purtroppo. È data dall’incultura politica delle classi dirigenti che poi le classi non dirigenti seguono».

Per ascoltare l’intervista completa, cliccare il seguente link.

Pino Aprile, ospite ieri a Made in Sud ha fatto commuovere e al tempo stesso inorgoglire tutti i meridionali. Giornalista e scrittore da sempre studioso della vera storia del Meridione, spesso taciuta da chi scrive i libri di storia, ha raccontato in appena pochi minuti le gioie, le disgrazie, il potere e le sfortune di un Meridione sciupato, derubato e martoriato da chi, ancora relativamente arretrato, ha preferito offendere una porzione d’Italia così ricca anziché prenderne esempio.

Dalle parole di Pino Aprile si evidenza come la decadenza  dell’Italia Meridionale cominci proprio all’alba dell’Unità d’ Italia, nel 1861 quando “arrivarono i piemontesi e qualcosa cambiò”. Da quel momento la grandezza e la ricchezza di quello che era stato il Regno delle Due Sicilie declinò e venne depauperato drasticamente. Fu proprio da quell’anno in poi che il Meridione venne spento della sua luce, massacrato e saccheggiato.

Al termine della sua pregnante argomentazione storica il comico Biagio Izzo, probabilmente per smorzare i toni e riprendere l’atmosfera comica e leggera che caratterizza il programma, ha detto: “scurdammece ‘o passato”. Una frase conclusiva che a molti non è piaciuta e non pochi hanno criticato il comico, per la sua conclusione fuori luogo ad una disamina meridionalista così profonda.

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