Politica

Mezzo Governo nei guai per la questione della nave Diciotti. A lanciare lo scoop è il Corriere della Sera, secondo il quale Luigi Di Maio, Giuseppe Conte Conte e Danilo Toninelli sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Catania che ha già richiesto l’autorizzazione a procedere per Matteo Salvini.

Si tratterebbe di un atto dovuto, dato che il Senato ha inviato ai magistrati siciliani i documenti relativi a Conte, Di Maio e Toninelli allegati alle memorie difensive del Ministro degli Interni. Martedì 19 febbraio i senatori dovranno decidere se concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, per il quale l’ipotesi di reato configurata è quella di sequestro di persona nei confronti dei 177 migranti della nave Diciotti.

La linea dura di Matteo Salvini, che per cinque giorni impedì lo sbarco dei migranti, potrebbe trascinare nei guai anche i suoi colleghi di Governo nonostante il procuratore Carmelo Zuccaro abbia intenzione, sembra, di chiedere l’archiviazione così come la chiese per Salvini. Il Tribunale dei Ministri , tuttavia, non accettò la richiesta decidendo di chiedere l’autorizzazione a procedere.

Lo stesso Tribunale avrà 90 giorni di tempo per compiere le indagini su Conte, Di Maio e Toninelli e chiedere l’autorizzazione a procedere anche nei loro confronti, oppure archiviare il tutto.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha lasciato una serie di dichiarazioni ai microfoni di Rai Radio 1 per la trasmissione radiofonica “Radio Anch’io”. Le sue parole: “Napoli si è riscattata senza soldi con il debito storico con lo Stato centralistico. 

E’ prima per cultura, turismo mentre e terza per startup giovanili. E’ una città piena d’energia. Oggi Napoli vuole l’autonomia e ritengo che la vera autonomia è dare forza ai territori, ai bisogni e ai diritti. Non sono contro il referendum richiesto dai lombardi e dai veneti, sono solo preoccupato che così aumentino le disuguaglianze.”

De Magistris ha poi sottolineato il suo punto di vista sul governo centrale e su una possibile autonomia di Napoli: “Napoli è vittima dello stato centralistico. Il debito di 1,7 miliardi di euro è stato fatto dal Governo centrale.

Stiamo pagando ancora i debiti per il terremoto del 1980 e per l’emergenza rifiuti che ho risolto in 3 mesi. Vorrei finalmente governare Napoli con un po’ di quattrini in modo che se sbaglio pago io. Valorizziamo tutte le autonomie e vedrete come il Sud non starà più – con il cappello in mano – “.

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, torna ad attaccare via social il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Partendo dal 2014, quando al Governo c’era Renzi, de Magistris sottolinea la necessità (come fu per l’era Renzi) dichiarare NapoliComune desalvinizzato“.

Per il primo cittadino si è davanti al “Governo più a destra della storia della Repubblica”. “La sua storia (di Salvini, ndr.) di nemico del meridione è documentata in maniera inequivocabile, è negli archivi: dalle canzoni da stadio sull’arrivo dei napoletani e dal sacchetto della munnezza con cui attendeva i tifosi napoletani allo stadio, alle politiche contro il Sud messe in campo nel corso degli anni quale leader di governo del partito Lega Nord per l’Indipendenza della Padania“.

Il sindaco arancione, però, torna anche sulle recenti dichiarazioni del ministro (in quota Lega) Bussetti, “che racchiude il pensiero di molti leghisti circa le qualità dei meridionali”, e a scagliarsi contro gli alleati del Movimento 5 Stelle, “che hanno tradito i voti del Sud”.

Nel mirino del sindaco partenopeo finisce, in particolare, l’autonomia concessa ad alcune Regioni del Nord, anche se una mezza idea si sta sviluppando anche per la Campania: “Sta per disintegrare l’unità nazionale sancita in Costituzione, concedendo un’autonomia differenziata e rafforzata alle sole regioni Lombardia e Veneto, aumentando disuguaglianze e provocando una lacerazione gravissima nel nostro Paese. Noi siamo per un’Italia unita e coesa che valorizzi le autonomie e le differenze e che rimuova gli ostacoli che impediscono uguaglianza e giustizia sociale. Siamo contro le discriminazioni”.

Anche noi  – continua il post – siamo per l’autonomia, in primo luogo, però, dei popoli e delle città e non solo di due regioni. È il Governo che si rende responsabile della dissoluzione dell’unità d’Italia non garantendo le autonomie di tutti i territori ed il contrasto alle disuguaglianze (…) dobbiamo difenderci dall’attacco di chi vuole dividere il Paese sempre di più e consolidare il potere dei governanti di sole due regioni, con effetti devastanti su sanità, istruzione, trasporti, fondi e tanto altro”.

Ma Napoli va difesa (e per questo “desalvinizzata”) “dal pensiero razzista e xenofobo che impregna il Governo», «dalle discriminazioni economiche e sociali”. “Napoli – conclude de Magistris – va preservata anche dalla destra neofascista che sta salendo sul carro in corsa di Salvini e da quella politica che dalle nostre parti ben conosciamo e che a livello di potabilità assume il colore marrone: ossia per nulla trasparente, anzi assai inquinata. Allora uniti sempre più in fretta per Napoli Città Autonoma contro le politiche di questo Governo”.

Di seguito il post del sindaco Luigi de Magistris:

Non si placano le polemiche attorno al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Nelle ultime ore, infatti, è stato diffuso un video del ministro mentre era in visita ad Afragola. Durante le interviste di rito, l’esponente leghista aveva rilasciato alcune dichiarazioni: “Più fondi al Sud? No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte“. Come detto, tantissime le polemiche da parte dell’opposizione. A molti, infatti, l’uscita del ministro è sembrata l’ennesimo attacco razzista nei confronti del Sud: da una parte il Nord operoso, dall’altra il Mezzogiorno scansafatiche che “deve impegnarsi di più“.

Anche il Movimento 5 Stelle, partner di governo della Lega, ha criticato le parole del ministro: “Ha detto una fesseria – ha dichiarato Luigi Di Maioe deve chiedere scusa“. Quindi, a seguito di questo enorme clamore mediatico, Bussetti ha deciso di fare marcia indietro, scrivendo un lungo post sulla propria pagina Facebook.

Un video decontestualizzato che sta girando sul web viene usato per rappresentare un Ministro ostile al Mezzogiorno, alle sue donne e ai suoi uomini. E io non lo sono“. Così, inizia il lungo post del ministro, che prosegue: “Al Sud servono fondi, certo. Come ovunque. Ne sono consapevole. Ma so anche che da soli non bastano. È quello che ho detto ieri. Occorre anche credere in se stessi, lottare, rimboccarsi le maniche. Bisogna saper utilizzare meglio le risorse economiche. Sono le persone a fare la differenza. E il Sud è pieno di eccellenze. Dobbiamo puntarci e valorizzarle. Farle emergere. Utilizzarle come traino. Forse a qualcuno non fa comodo farlo. Ma le scuole che ho visitato ieri sono degli esempi”.

Prosegue: “Sono il Ministro che ha finanziato la Scuola Superiore di Napoli, un sogno inseguito per anni. Che ora sarà realtà. Ho messo 2.000 cattedre per aumentare il tempo pieno che è carente soprattutto nell’Italia meridionale. Stiamo facendo ripartire le assunzioni negli atenei, con benefici evidenti anche in quelli del Sud. Ho sbloccato 40.000 insegnanti di sostegno che specializzeremo in tre anni andando a risolvere un problema che attanaglia anche il Sud. A dicembre ho autorizzato la spesa di risorse per creare ambienti digitali in scuole che si trovano in contesti complessi, molte delle quali al Sud. È un intervento importante e di spessore. Tutto si può dire tranne che io sia un Ministro che guarda con disprezzo al Sud. Credo che i fatti parlino da soli“.

Sanremo non è solo musica. Come di consueto, infatti, sul palco dell’Ariston oltre ai partecipanti alla nota gara canora si alternano anche diversi ospiti. Nella serata di ieri sul palco si è esibito anche il duo comico pugliese Pio e Amedeo. Dopo aver stuzzicato Baglioni e la dirigenza Rai, seduta in sala, la coppia del noto “Emigratis” non ha risparmiato pillole di satira politica.

Il primo a finire nel mirino è stato Silvio Berlusconi: «La politica è come la mutua, tutto torna. Anche il Cavaliere, hai visto che ha detto? Che adesso ci proverà con le nord europee. Anche perché quando ci ha provato con le nord africane è stato un casino». Come da previsione, non poteva mancare un riferimento alle polemiche tra Baglioni e Salvini sui migranti.

«Nel tour con Morandi ti chiamavi Capitano. Negli spot Rai del Festival ti sei messo la divisa. Abbiamo capito che gioco stai facendo, tu strizzi l’occhio. Che poi ‘lui’  (Salvini, ndr.) non è manco rancoroso, è fatto così, ti dice peste e corna (sparla, ndr.) ma poi tra due o tre anni ti ama, ti vuole bene. Con noi meridionali ha fatto la stessa cosa», hanno detto i due comici.

Le parole di Pio e Amedeo, però, non sono rimaste inascoltate soprattutto da Salvini che via social (come sua abitudine) ha dato un “segno di vita” postando un selfie davanti alla tv accesa, mentre sullo schermo appariva Baglioni con Pio e Amedeo, con la scritta “Evviva Sanremo!“.

Il video di Pio e Amedeo a Sanremo:

 

 

L’autonomia è possibile anche per la Campania. A sostenerlo, oltre ad alcuni esponenti politici campani, è anche l’Unione degli Industriali di Napoli che, insieme all’Università Federico II, ha fatto una proposta racchiusa in 7 punti, discutendone in assemblea pubblica lo scorso 5 febbraio 2019.

All’evento “Autonomia differenziata: il percorso possibile” hanno preso parte il Presidente di Unione Industriali Napoli Vito Grassi, il Giurista, già Presidente Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, il Presidente Svimez Adriano Giannola, il giornalista e scrittore Marco Esposito, il Rettore della Federico II Gaetano Manfredi, il Vice Direttore di “la Repubblica”, Sergio Rizzo,che ha moderato i lavori.

La proposta di autonomia parte da quelle già in stato di avanzamento di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Per gli industriali partenopei “l’Italia è di fronte ad un bivio” che può portare ad “una secessione mascherata“, ma allo stesso tempo può diventare occasione “per rivedere il funzionamento della Repubblica“, soprattutto in merito all’applicazione pratica del federalismo.

L’occasione è da cogliere al volo“, quindi, non solo per avviare un processo di “trasparenza” nel rapporto tra Governo e amministrazioni (soprattutto quelle inadempienti), ma anche per “accrescere la competitività nazionale“. Come farlo? In primis alcuni temi, oggi di competenza regionale, devono passare sotto la “potestà legislativa statale” (infrastrutture, energia, ambiente,…).

Poi, si evidenzia la necessità di “snellire” le procedure che riguardano la pubblica amministrazione locale che tuttavia non deve essere depotenziata. In questa girandola di competenze, si pone come base di tutto (ed è uno dei punti discussi) la definizione dei “livelli essenziali di prestazioni“. Senza questi, ad oggi, i fabbisogni sociali riconosciuti si sono rivelati spesso “iniqui“, portando a situazioni difficili da gestire e di grande divario tra Nord e Sud (ad esempio, la sanità, l’Università o l’assistenza a disabili e anziani).

Di seguito la proposta degli Industriali di Napoli:

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, torna ad attaccare Salvini e Di Maio, con i loro rispettivi partiti. La prima questione sulla quale il primo cittadino partenopeo pone l’accento è quella sul processo richiesto a carico di Salvini per i fatti della nave Diciotti. «Di fronte alla richiesta della Magistratura, che è un ordine autonomo indipendente nella separazione dei poteri al nostro paese, un politico per fatti così gravi e per una vicenda così deve con tranquillità e serenità affidarsi a un processo, non farsi schermo dell’ immunità parlamentare», dice de Magistris.

Salvini, spiega ancora il sindaco, «Non è da considerare in questo momento colpevole, ma noi abbiamo la nostra idea: sono convinto che siano stati commessi dei reati». Il Governo, nella gestione dei flussi migratori, avrebbe «messo in atto condotte disumane (…) ma per fortuna abbiamo in Italia una Costituzione che garantisce una Magistratura autonoma e indipendente. Se però viene creata una protezione al politico di turno è una sconfitta della divisione dei poteri».

Le parole di de Magistris fanno riferimento alla possibilità che anche il Movimento 5 Stelle (alleato di Salvini nell’esecutivo) si potrebbe “ribellare” al processo, solo per mantenere salda l’unità a Palazzo Chigi. I grillini, «che hanno sempre gridato “Onestà, onesta!”», per il primo cittadino, non possono dare «l’ombrello dell’immunità a Salvini» per non incorrere in accuse di incoerenza con quelle che sono state le posizioni verso altri governi.

Ma al netto di quello che succederà, de Magistris non ha dubbi e rincara la dose: «Sanno anche loro che hanno messo in campo una condotta disumana, hanno violato leggi e se non ci fossero i testimoni in mezzo al mare, come le Ong, potevano ottenere un’immunità internazionale e invece rischiano di essere processati non solo dall’autorità giudiziaria italiana. Questi hanno solo un nome: “crimini contro l’umanità».

Una frecciata, in questo caso rivolta solo ai pentastellati, arriva poi sul movimento francese dei Gilet Gialli con il quale Di Maio & Co. stanno solidarizzando nelle ultime settimane: «Io penso che in questo momento ci sarebbe bisogno di un governo più vicino alle esigenze dei cittadini. Ormai il Governo sta in campagna elettorale permanente. Bisogna cominciare a fare il rendiconto delle cose fatte, ma quando vai a fare l’elenco ti trovi di fronte a promesse non mantenute, come gli impegni sulla manovra di bilancio per gli enti locali».

«Anche io – conclude il sindaco – sono attento a quello che accade a Parigi, ed è giusto che sia così, ma vorrei dal mio governo una maggiore attenzione per quelli che sono le disuguaglianze sui territori e smetterla con una campagna elettorale senza fine, in più con una propensione di inguardabilità di tipo mediatico che non si era mai visto».

Nel corso della trasmissione Omnibus in onda su La7, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha espresso le proprie criticità in merito al reddito di cittadinanza. Il primo cittadino partenopeo ne condivide l’idea di fondo, ma non il modo in cui è stato presentato dall’attuale governo Lega/Cinquestelle:

«Il reddito di cittadinanza mi piace come idea, ma se poi andiamo a verificare nel concreto la misura messa in atto da questo Governo, ci accorgiamo che non si tratta di una cosa seria. Non crea lavoro ed illude le persone. Mi puzza un po’ di campagna telemarketing elettorale in vista delle Europee. Si tratta di un’operazione di natura politica per legare al guinzaglio persone disperate. Quando si illudono le persone povere, aumentano le tensioni sociali. Da sindaco mi ritroverò gente sotto Palazzo San Giacomo, che dopo aver fatto mesi di formazione, saranno arrabbiati e chiederanno lavoro agli enti locali».

De Magistris

De MagistrisNAPOLI – In seguito alle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, esprimendo l’auspicio che la vendita del Banco di Napoli possa essere inserita nella commissione di inchiesta parlamentare sulle banche, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha così commentato la proposta del presidente della Camera:

«Parliamo di un cadavere. Credo che la riesumazione dei cadaveri è una cosa che in Italia non si è ancora realizzata. Ben vengano tutte le commissioni d’inchiesta, ma ormai il Banco di Napoli è morto. Ci sono delle responsabilità storiche che uno può analizzare, conosciamo già chi sono i responsabili di quella triste vicenda. Penso, invece, che bisogna lavorare perché ci siano al di là del Banco di Napoli delle banche di prossimità, della banche di territorio, delle banche che non pensano solo alle speculazioni finanziaria ma di stare vicino, per esempio, al piccolo risparmiatore, al piccolo imprenditore, al giovane della startup che vuole investire. Qualche segnale, devo dire, nella città di Napoli c’è, qualche istituto bancario che lavora in questo modo c’è, quelle sono le banche che servono al paese e che stanno vicino a chi vuole investire o a chi sta in difficoltà

 

Il premier Giuseppe Conte anticipa i dati di Istat, che dovrebbero essere ufficializzati nella giornata di oggi. “I dati del quarto trimestre prevedono una contrazione del Pil”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio nell’incontro ad Assolombarda di ieri.

Si tratta della seconda contrazione trimestrale consecutiva, rispetto a quella dello 0,1% verificatasi nel periodo luglio-settembre. Una recessione tecnica, per essere precisi.

Conte, tuttavia, afferma che la recessione non è causata dalle politiche del nuovo Governo, bensì dalle misure del precedente esecutivo che egli definisce scellerate: “La nostra manovra è entrata da poco. I possibili dati negativi sono il frutto di politiche economiche scellerate degli anni passati e di dati congiunturali non favorevoli. Reddito di cittadinanza e Quota 100 produrranno i loro effetti a partire da aprile. È evidente a chiunque che la recessione tecnica del terzo e quarto trimestre 2018 è il risultato dei fallimenti del passato. Noi siamo qui per invertire la rotta, e lo stiamo facendo”.

Ad influire sul dato negativo anche fattori congiunturali non favorevoli, come il rallentamento della Germania e della Cina: “Se nei primi mesi di quest’anno stenteremo, ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto, di ripartire con il nostro entusiasmo, soprattutto nel secondo semestre. Lo dice anche il Fondo Monetario Internazionale”.

Matteo Salvini

Matteo Salvini
Dopo aver riflettuto a lungo, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata“. Così Matteo Salvini, in una lunga lettera inviata al Corriere della Sera. Il Ministro dell’Interno rivendica l’operato svolto fin qui da lui e dal governo in materia di immigrazione ed accoglienza. Il Tribunale dei Ministri, come ricorderete, ha chiesto l’autorizzazione a procedere contro il leader della Lega. Sarà il voto del Senato a stabilire se Salvini dovrà andare a processo o meno.

La giustificazione è che non solo il capo politico del Carroccio, ma il governo tutto abbia agito nell’interesse del Paese: “Innanzitutto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni e riconosciuto dal diritto dell’Unione europea […]. In secondo luogo, ma non per questo meno importante, ci sono precise considerazioni politiche. Il governo italiano, quindi non Matteo Salvini personalmente, ha agito al fine di verificare la possibilità di un’equa ripartizione tra i Paesi dell’Ue degli immigrati a bordo della nave Diciotti“.

Inoltre, Salvini continua ancora a rivendicare quanto fatto la scorsa estate: “In conclusione, non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo“.

Il sindaco Luigi de Magistris ha annunciato, durante la manifestazione per i migranti della SeaWatch tenutasi al teatro Augusteo sabato 26 gennaio “Simm ggente ‘e core”, che il Comune di Napoli vuole avviare una sottoscrizione per creare una flotta napoletana, da mettere a disposizione nel caso in cui non venga dato il permesso alle navi dei migranti di accedere al porto cittadino.

Il Comune si doterà di una nave che farà da capofila alle altre navi, piccole o grandi che siano, per soccorrere le imbarcazioni che ospitano i migranti in difficoltà nel Mediterraneo. Nei piani del sindaco sarebbero duemila o tremila le imbarcazioni disposte a partecipare al progetto.

Il sindaco ha capito che ha dinanzi a sé un’opportunità di ribalta nazionale, potendosi proclamare a tutti gli effetti l’anti-Salvini. Queste sono le parole di de Magistris riportate da Il Mattino:

“L’Italia si sta un po’ alla volta desalvinizzando. L’Italia non è quella di Salvini che ha fatto venir fuori il rancore che cova sotto la cenere. 

“Noi con tanti altri proviamo a far scattare la fiamma della solidarietà e della giustizia. Questa è una battaglia prepolitica perché purtroppo oggi l’Italia è percepita come un Paese razzista e invece bisogna far comprendere che l’Italia non è quella rappresenta da Salvini. Io non mi sento rappresentato da questo Governo ed è grave perché è il Governo della Repubblica italiana.

«Noi siamo sempre gli stessi e non ci interessa se questa iniziativa ci produce o meno consenso. Noi non siamo come Salvini che a seconda dell’utilità se la prende prima con i meridionali e ora con i migranti. Noi non ci schieriamo per ragioni di opportunismo e anzi forse questa manifestazione ci farà perdere consenso, ma io sono rimasto umano e non riesco ad abituarmi all’idea che nel Mediterraneo contiamo i morti”.

Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo, 25 anni dopo la prima discesa in politica. Era il 1994 quando Berlusconi affermò che lui sarebbe stato l’uomo che avrebbe salvato l’Italia dal pericolo comunista; oggi invece il nemico è un altro, il Movimento 5 Stelle.

“Il Movimento 5 Stelle è una forza politica certamente moderna nell’uso degli strumenti di comunicazione, ma vecchissima nelle idee, nei contenuti, nelle proposte. Nei loro programmi e nei loro discorsi c’è il peggio del Novecento. Sono contro l’economia di mercato, contro le infrastrutture, contro la democrazia parlamentare. Sono contro lo stato di diritto, contro le nostre garanzie di giustizia e di libertà ed hanno addirittura trasformato da feroci giustizialisti – quali sono – la presunzione di innocenza che ci è garantita dalla Costituzione in presunzione di colpevolezza. Per questo credo che l’appello di allora sia drammaticamente attuale anche oggi“.

Nato il 29 settembre 1936, Berlusconi si prepara dunque a una nuova avventura politica, quella delle elezioni europee, alla veneranda età di 82 anni. Persa in maniera rovinosa la leadership del centrodestra, il suo scopo sarebbe quello di scalfire lo strapotere di Matteo Salvini e Lega Nord.

Nel frattempo, nella mutata scena politica italiana, gli scandali che hanno riguardato la persona di Berlusconi sembrano roba lontanissima. Quando tutto sembrava materiale ampiamente digerito, eccolo che riscende in campo proponendo la stessa ricetta di 25 anni fa, con qualche piccolo aggiustamento. Gli italiani gli crederanno, ancora una volta?

Napoli – La nave Sea Watch resta in mare in balìa delle onde. Matteo Salvini ha ribadito ancora una volta la linea dura, scegliendo di negare l’accesso ai porti italiani. Anche l’Europa fa orecchie da mercante, nessun paese dà il proprio sostegno all’imbarcazione che a bordo ha diverse decine di esseri umani.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha però affermato che il porto della città che egli amministra è aperto. Già ci sarebbero discorsi intavolati a vari livelli per accogliere i migranti, se si verificassero le condizioni adeguate. Queste le parole del primo cittadino:

“Il Porto di Napoli è aperto. Ci sono interlocuzioni a vari livelli, quindi noi siamo pronti ad ospitare donne e uomini che rischiano di morire in mezzo al mare. Questo abbiamo detto qualche giorno fa, questo diciamo adesso e questo diremo sempre finché ci saranno governi disumani e che agiscono in maniera antigiuridica, perché lasciare persone in mezzo al mare con il rischio di morte è un atto disumano.

“Un atto che va il violazione delle regole generali del diritto internazionale e del diritto della navigazione. Napoli non sarà mai complice di crimini contro l’umanità, semmai saremo testimoni quando un giorno finalmente si processeranno nei tribunali le persone responsabili di questi atti indegni e criminali. Molti di questi sono governanti, non solo del nostro Paese, ma anche di altri governi occidentali”.

Il Tribunale dei Ministri ha chiesto l’autorizzazione a procedere contro il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Fonti del Viminale infirmano che l’ipotesi di reato riguarda la gestione del caso Diciotti.

La questione della navi Diciotti, risalente allo scorso mese di agosto, divenne una questione internazionale. Gli oltre 13o migranti a bordo vagarono per moltissimi giorni nel Mediterraneo, fino allo sbarco avvenuto a Catania non dopo un braccio di ferro con Malta, Francia e Germania.

In quell’occasione, secondo il Tribunale dei Ministri, Matteo Salvini potrebbe aver commesso uno o più reati, dunque chiede che sia sottoposto a processo per accertare la verità dei fatti.

Il tribunale dei ministri, nell’ordinamento giudiziario italiano, è una sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

Come funzionerà il reddito di cittadinanza? Ve lo abbiamo spiegato in questo articolo, dopo aver analizzato il decreto che contiene tutte le norme relative a questa importante misura. Questa mattina, in diretta da Roma, sta parlando il vicepremier Luigi Di Maio in un evento che celebra e spiega come funzionerà il reddito di cittadinanza. Chi può beneficiarne? Quanti soldi verranno erogati e come?

In questi istanti, il leader del Movimento 5 Stelle sta spiegando, attraverso slide e video ad hoc, il funzionamento della misura: “Nessuno ci credeva al reddito di cittadinanza. Siamo qui, oggi,  per festeggiare e per spiegarlo. Il reddito si incastra in una misura più ampia che riguarda il mondo del lavoro. Le imprese assumeranno coloro che entreranno a far parte del reddito di cittadinanza“.

Prosegue: “Con quota 100 andranno in pensione 600.000 persone, non sappiamo quanti aderiranno ma saranno di più rispetto a quelli previsti con la Fornero. Così liberiamo posti di lavoro. Il reddito ha all’interno la formazione per il reinserimento nel mondo del lavoro. In Italia c’è chi ha 0, col reddito chi non ha niente avrà almeno 780 euro. Questo è il principio di base. Il reddito così inteso per le famiglie vuol dire che avranno almeno 1300 euro. E’ una rivoluzione“. Di Maio, poi, ha spiegato che si potrà fare richiesta del reddito online, alle Poste o ai Caf. Il credito verrà erogato attraverso una PostePay: non sarà possibile spendere i soldi nel gioco d’azzardo.

Oltre alla formazione e al reinserimento nel mondo del lavoro, Di Maio promette sgravi fiscali per chi assumerà coloro che rientrano nel reddito di cittadinanza e per quei beneficiari che vogliono avviare un’attività. Infine, il vicepremier ha spiegato che ci saranno pensioni di cittadinanza per quegli anziani che vivono al di sotto della soglia di povertà. Di seguito, il video della diretta Facebook:

È un Roberto Fico dalla posizione quasi diametralmente opposta rispetto a quella di Matteo Salvini, per quanto riguarda la questione migranti. Se il Ministro dell’Interno non si allontana dalla linea durissima, ribadita dopo la tragedia dei 117 migranti morti in mare, il Presidente della Camera invece sostiene la necessità di salvare le vite, di accogliere, ma al contempo essere intransigenti con l’Europa.

“Il salvataggio delle vite umane è fondamentale. Ogni volta che muore una persona nel Mediterraneo, così come dalle altre parti, ci dobbiamo sentire tutti quanti coinvolti. Non c’è dubbio che l’Italia, ma insieme all’Europa, oggi più che mai con l’Europa, perché non c’è dubbio che l’Europa in molti momenti tragici – è sotto gli occhi di tutti – ci abbia lasciati da soli, dobbiamo riuscire a fare un nuovo progetto per il Mediterraneo. Va bene anche il piano di investimenti – che sia chiaro, trasparente – per l’Africa, ma è chiaro che ci sarà da qui in avanti molto da sviluppare ma noi dobbiamo nel frattempo comprendere che ci sono persone in difficoltà che vanno salvate, che la Libia è una questione lunga da affrontare, è una questione che si inserisce nel panorama internazionale, del Mediterraneo, dell’Europa. E l’Europa o decide di fare una politica estera comune, una politica nel Mediterraneo comune, oppure è un’Europa destinata a fallire”.

Cliccare qui per l’intervista.

La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania (questo il suo nome completo) vuole continuare ad affermarsi sempre più al Sud e lo vuole fare con una Accademia di formazione politica. Dopo il primo consigliere leghista nel Comune di Napoli, il partito di Salvini punta su una personale “cantera” per crescere i politici di domani. A darne annuncio è il coordinatore della Lega in Campania, nonché deputato, Gianluca Cantalamessa sul proprio profilo Facebook: “La Politica è l’ unico potere che hanno i nostri figli per non essere schiavi, ma protagonisti del loro futuro. Oggi è stata una delle giornate più belle da quando faccio politica…. L’ Accademia di formazione politica della Lega è partita“.

L’Accademia prevede, in sostanza, un corso di otto tappe (la prima di presentazione c’è stata a dicembre) che si concluderanno a fine febbraio 2019. Tra gli argomenti che saranno toccati ci sono la politica interna, gli enti locali, ma anche la gestione del potere. Una vera e propria scuola per leghisti che dopo aver per anni denigrato il Sud si sono resi conto che anche quei voti fanno comodo.

La visita di Salvini ad Afragola non è stata tutta “rose e fiori” come lo stesso vice-premier ha voluto far credere via social. Tra le persone accorse davanti alla sede Comune c’è stato, infatti, anche chi ha contestato, ricordando i passati proclami del leader leghista contro i meridionali. “Lavaci col fuoco, va******lo” si sente dire, in un video diffuso su Facebook, al ministro dell’Interno mentre si appresta ad offrirsi per selfie e strette di mano.

Una contestazione tuttavia blanda, sovrastata dalle urla e dagli applausi di chi, ignorando il passato, vede nel ministro dell’Interno una figura fraterna che viene ad aiutarti e a tenderti una mano. È il caso dell’uomo che addirittura ha fatto il baciamano a Salvini, attirandosi contro l’ira degli utenti social. Il problema vero, però, non è il baciamano in sé, ma cosa lo ha provocato.

Afragola, nella morsa delle bombe della camorra, sta attraversando un periodo difficile e l’intera provincia di Napoli vive continue situazioni di disagio, anche economiche. Il fatto che un uomo si sia piegato a baciare la mano a Salvini vuol dire che le speranze del popolo sono ridotte al lumicino, che ormai si crede a tutto e a tutti sperando che qualcosa possa presto cambiare. Non è accettabile, pertanto, mettere alla gogna social quell’uomo (evidentemente disperato) se poi a contestare fisicamente si resta in (troppo) pochi.

Di seguito il video con la contestazione a Salvini:

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è stato ieri ospite nel programma di Piero Chiambretti a CR4 su Rete 4. Tanti gli argomenti toccati e sui quali lo showman ha stuzzicato il primo cittadino partenopeo. Prima considerazione è stata fatta sul recente titolo di Libero che ha scatenato una serie infinita di polemiche. “In realtà non ho letto l’articolospiega de Magistris – Quando riesco ad avere un po’ di tempo libero lo utilizzo per cose più digeribili. Sinceramente sentirmi definito terrone non mi offende perché significa essere legato alla propria terra. Noi siamo profondamente legati alla nostra terra che è una terra che include e non respinge“.

Quel “terra che non respinge” porta presto ad una domanda su Salvini (al quale il sindaco non vuole assolutamente essere paragonato, neanche per scherzo). In particolare, Chiambretti parte dal crescente consenso che la Lega starebbe conquistando anche a Napoli, ma il primo cittadino non sembra essere d’accordo: “Che la Lega abbia sfondato a Napoli per ora sinceramente non mi risulta. Poi deciderà sempre il popolo e gli elettori quando ci saranno le prossime elezioni. La nostra esperienza è autonoma, siamo l’unica grande città in cui c’è un’esperienza politica completamente civica, al di fuori da ogni forma partitica“.

Salvini – continua de Magistris – è molto spesso rancoroso, violento. Io invece sono un uomo di pace. Vorrei che magari guardando il mare da Castel dell’Ovo anche Salvini cominci a sorridere e pensare che il mare significa accoglienza, significa avere il cuore grande e non significa mettere filo spinato“. Il riferimento è chiaramente alla chiusura dei porti e alla querelle nata per il caso Sea Watch, quando il sindaco si ribellò ai proclami di Salvini: “Il Sud di Napoli è nel Mediterraneo e nelle sorelle i fratelli africani. Noi siamo in Europa, ma il cuore va sempre verso sud. Il meridionale così vive la sua collocazione geografica: pensiamo sempre che c’è qualcuno più a sud di noi“.

Un passaggio è stato fatto anche sui cori razzisti verso Napoli e, recentemente, anche verso Koulibaly: “La risposta più bella è stata data proprio da questo campione nel campo e fuori dal campo. Da un lato bisogna essere superiori dall’altro credo che quando si eccede, come in questi casi, bisogna far rispettare le regole. Insomma il calcio non può diventare un luogo dove dentro e fuori lo stadio c’è violenza, c’è odio. Lo so che è una minoranza, però è una minoranza che sta dando troppo fastidio e quindi bisogna reagire in modo adeguato“.

Infine, con un ospite in studio nasce una polemica per il fatto che prima di essere sindaco, de Magistris fosse magistrato: “Io sono una vittima del sistema del nostro paese, io nella vita avrei voluto continuare a fare il magistrato per il quale ho dedicato 15 anni della mia vita. Sono stato fermato da incrostazioni criminali all’interno dello Stato, mi sono dimesso da magistrato, cosa che non sa nessuno, e ho portato i miei ideali a fare il sindaco di Napoli. Non ho piegato la schiena, non mi sono legato con la politica e ho continuato a portare avanti le mie idee“.

Di seguito il video completo con le dichiarazioni di de Magistris: