Politica

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Come di consueto ogni venerdì, anche oggi il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha parlato ai microfoni di Lira TV. Sono momenti in cui il Governatore parla di quanto fatto nel corso della settimana e, soprattutto, si sfoga. Ultimamente De Luca sta utilizzando questo spazio per attaccare violentemente il Governo ed, in particolare, il Movimento 5 Stelle ed i suoi rappresentanti politici.

Anche oggi il solito attacco non è mancato: “In Italia – afferma il Governatore – abbiamo l’asino geniale: Beppe Grillo. Nel suo campo, come comico, è geniale, pungente, trasgressivo, irridente, ci ha fatto divertire, ma è un somaro perché ha diffuso, per dieci anni, la cultura della violenza verbale, diventata anche fisica. Gli atteggiamenti di squadrismo presenti in alcuni Cinque stelle sono impressionanti”.

“Ha trascorso 10 anni – continua De Luca – a sputare su interlocutori, a prendere il giro il mondo, a diffondere l’idea che la purezza è dei 5 stelle e tutto il resto non era noia, ma corruzione e degenerazione. Poi, però, apprendiamo che il loro capo politico – riferendosi a Di Maio – vive in 150metri quadri abusivi condonati per 3mila euro.”

È un somaro – continua rincarando la dose – perché ha diffuso l’idea che uno vale uno; se qualcuno mi chiede se voglio dirigere una centrale nucleare, io rispondo di no, perché non sono capace, non ne ho le competenze. Loro hanno diffuso l’idea, a vantaggio di un capo somaro, che potessero fare tutto. Lo aveva già detto Lenin in altri tempi e già allora era una bestialità, ora lo hanno ripreso loro, questi geni della politica, e hanno convinto che governare uno Stato e padroneggiare una macchina amministrativa infernale sia cosa alla portata di tutti.”

Di Maio

Di MaioNuove dichiarazioni da parte del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Il vice premier è tornato a parlare di svariati argomenti ai microfoni di “Mattino Cinque”. Tra i tanti punti trattati non potevano mancare il caro reddito di cittadinanza e quota 100, senza dimenticare le pensioni minime.

“Le pensioni minime saranno alzate. Quota 100 e reddito di cittadinanza si faranno. Quota 100 resta come l’avevamo prevista, il reddito di cittadinanza si farà per trovare lavoro a giovani e meno giovani.”

Di Maio ha poi parlato delle trattative con l’Ue e del premier Conte: “Gli italiani non ci chiedono di andare allo scontro con l’Europa ma di mantenere le promesse. Io, Salvini e Conte siamo perfettamente allineati, per centrare l’obiettivo, cioè aiutare quante più persone in difficoltà. Sottolineo che nella trattativa con l’Europa, che sta portando avanti Conte, recuperiamo ancora più soldi dalle pensioni d’oro.

“Non solo tagliamo circa il 40% sulle pensioni d’oro di quelli che non hanno versato i contributi sopra i 4000€ , ma non gli facciamo neanche l’adeguamento all’inflazione, così ci restituiscono anche i soldi presi in questi anni ingiustamente.”

Di Maio ha poi parlato di come funzioneranno i centri per l’impiego con il reddito di cittadinanza: Sfatiamo subito il mito che vogliamo dare i soldi a chi non vuole far nulla, il reddito è un’altra cosa. Noi diamo i soldi alle persone che ne hanno bisogno per un periodo, in modo tale da potersi formare per quella proposta che poi gli verrà fatta.

Ci sono dei motivi per cui si può rifiutare la proposta, uno di questi è quello di dimostrare che non è possibile spostarsi di 150 km a causa di un bambino piccolo, dunque ci deve essere un motivo valido. Ho intenzione di sistemare i centri per l’impiego che sappiamo che non funzionano bene.

Inoltre ci sarà una figura che aiuterà i cittadini a formarsi e a reinserirsi nel mondo del lavoro. A breve ci sarà la legge con tutti i numeri. Sarà un sistema misto pubblico – privato, ci sarà un navigator che aiuterà i cittadini a capire quali sono i propri talenti e cercare loro una sistemazione. “

Infine Di Maio ha sottolineato come “non ci sarà alcuna tassa sull’auto delle famiglie degli italiani né nuove né in uso.” 

Ha fatto scalpore la tassa introdotta martedì scorso dal Governo sulle auto “inquinanti”.La nuova tassa sulle emissioni inquinanti delle auto riguarderà, così come delineata dall’emendamento alla manovra, non solo auto di grossa cilindrata ma anche molte utilitarie, a partire da uno dei modelli più diffusi in Italia, la Fiat Panda.

L’emendamento approvato nella tarda serata di martedì prevede da una parte incentivi alle auto a basse emissioni, a gas, ibride o elettriche, e dall’altra l’introduzione di una nuova tassa “parametrata al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro, eccedenti la soglia di 110 CO2 g/km”. La tassa va da un minimo di 150 euro a un massimo di 3.000 euro e si applica alle immatricolazioni di vetture “nuove di fabbrica”, quindi non sul parco auto circolante, ma solo quello acquistato a partire dal primo gennaio 2019.

Una forma di copertura per gli incentivi, il cui costo è stimato in circa 300 milioni di euro, ma che potrebbe anche portare a “eventuali entrate eccedenti” da far confluire nel Fondo per le esigenze indifferibili. Secondo la tabella riportata nell’emendamento, la tassa parte da 150 euro per i modelli che emettono tra 110 e 120 g/km di anidride carbonica, per salire a 300 euro in caso di emissioni tra 120 e 130 grammi, a 400 euro tra 130 e 140 grammi e così via, fino ad arrivare a 3.000 euro per le auto o i van che producono oltre 250 grammi di CO2 ogni a chilometro.

Guardando ai livelli di emissioni dei modelli Fiat riportati sul sito dell’azienda, la tassa non risparmierebbe quasi nessuno, né la Panda, né la 500X, tra i modelli praticamente più venduti in Italia. Della gamma Volkswagen non si salverebbe alcun veicolo. Così come non sarebbe esente la piccola di casa Nissan, la Micra. Tra le city car sarebbero invece sotto gli standard quantificati dall’emendamento, quindi prive di aggravio, ad esempio l’Aygo della Toyota o la Peugeot 108.

De Magistris

De Magistris“Si è cominciati col condono; si è passato ad un lavoratore in nero; si è passati a 4 lavoratori in nero; si è passati al padre e alla madre… a furia di andare avanti così non so dove si possa arrivare. Magari troveranno prosciutti avariati nella casa.” Così esordisce il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, alla web tv del Comune.

De Magistris ha poi continuato: “Scherzi a parte, mi sembra che ci sia un’attenzione spasmodica nei confronti di Luigi Di Maio, che pare evidente. Dall’altra parte però dobbiamo dire che non abbiamo bisogno di professori a chiacchiere dell'”onestà! onestà! onestà!”.

Fare lezioni morali quando attorno sei circondato da una serie di cose che non vanno e quando ti fai promotore di una legge sul condono, forse bisogna dire la verità prima che venga accertata dai giornalisti. Detto ciò a me non piacciono mai le battaglie che puntano a colpire le persone.”

De Magistris ha sottolineato poi come: “La responsabilità penale è personale, la morale può essere personale ma anche familiare soprattutto quando ti fai portavoce dell’onestà, vincendo una campagna elettorale a suon di “onestà! onestà! onestà!”.

Il sindaco di Napoli ha chiuso il suo intervento, tuttavia, porgendo idealmente la mano al vice premier: Di Maio adesso è pulito e va rispettato. Non può essere fermato per qualche errore che hanno commesso i suoi familiari. Però va anche detto che non bisogna chiudersi a riccio e bisogna raccontare tutto. La trasparenza è sempre l’esercizio migliore per chi fa politica.”

Sud Italia

Sud ItaliaUn Sud costituito da un’unica macroregione. Questa è l’idea rispolverata da Stefano Caldoro che, insieme a Gaetano Quagliariello (ex ministro delle Riforme), ha annunciato di voler intraprendere una strada che porti a ridurre le distanze con il Nord. Un primo passo da compiere, verso una maggiore autonomia, è quello del referendum consultivo, così come è stato fatto per Veneto e Lombardia. La raccolta firme, per supportare l’iniziativa che non porta firme di partiti, inizierà dopo le festività natalizie.

La prima esigenza è politica – ha spiegato Caldoro – per affrontare il tema di un Sud unito. Poi, avere più credibilità senza andare su misure assistenziali, come il Reddito di Cittadinanza. Infine, c’è la necessità di guardare alla crisi del regionalismo italiano, con perimetri istituzionali sempre più rigidi. Le Regioni non fanno il loro dovere, per questo sono fallite da un punto di vista politico, perdendo credibilità“.

Il modello di rilancio è un modello macro, flessibile, ampio – ha continuato l’ex governatore della Campania – Un po’ come la Germania e gli Stati Uniti che pur essendo paesi federali hanno macro organi di gestione, su determinate tematiche. Ad esempio, trattano in maniera unitaria la sanità, il trasporto pubblico, la formazione, le politiche di lavoro, le politiche di sviluppoStiamo facendo tutto questo per arrivare ad un Paese più giusto, andando a ‘copiare’ i modelli intrapresi da altri Stati“, ha concluso.

Di seguito il video con l’intervento di Stefano Caldoro:

Le Iene, programma televisivo in onda su Canale 5, ieri ha dato voce ad un lavoratore che ha accusato la famiglia Di Maio di “predicare bene e razzolare male”. 

L’intervistato è un ex lavoratore della ditta edile di cui la famiglia Di Maio è proprietaria. L’uomo ha detto a Le Iene che lavorava a nero, senza un contratto. E cosa ancora più grave, dopo un infortunio sul lavoro, il padre del vice premier e Ministro del Lavoro avrebbe detto al suo dipendente in nero di non dire che si era ferito nella sua azienda altrimenti “avrebbe passato un guaio”.

Ma Sasà, l’operaio intervistato, non ha voluto seguire le indicazioni del suo datore di lavoro e una volta arrivati in ospedale ha detto tutta la verità, e cioè che si era ferito presso l’azienda di Di Maio. Dopo la guarigione dal suo infortuno, il padre di Di Maio lo avrebbe licenziato, lasciando per strada un padre di tre figli. Grazie all’aiuto del sindacato Sasà ha ottenuto un lavoro “pulito” con un contratto di sei mesi. Ma dopo i sei mesi è stato scaricato di nuovo.

Sasà decise di non denunciare perché gli era stata data una “sommetta” per mettere fine a questa questione. Ed essendo disperato e con una famiglia da mantenere, alla fine accettò.

L’ex dipendente ha voluto raccontare tutto a Le Iene, perché infastidito dalle parole di Luigi Di Maio, che decantava come onesto il lavoro dell’azienda di famiglia e definendo i datori di lavoro che tengono operai in nero come: “Persone che non tutelano i diritti del lavoro e persone non oneste”. L’inviato delle Iene è andato a parlare con Luigi Di Maio, il quale si è reso disponibile e ha promesso di fare chiarezza.

Clicca qui per vedere il servizio

Sergio Costa

Sergio CostaNapoli – Nessuna emergenza rifiuti in Campania, parola di Sergio Costa. Il ministro napoletano, rispondendo alle domande dei giornalisti circa la possibilità di ampliare il termovalorizzatore di Acerra, ha risposto affermando che “L’emergenza rifiuti non la vedo e ci sono tanti altri modi per non entrare in emergenza. Secondo me non è un tema”.

Il ministro Costa ha poi aggiunto: “Stiamo anticipando un’emergenza o qualcuno la sta auspicando? Io non la auspico e non la voglio anticipare, non ci voglio proprio pensare, basta”.

Inoltre: “In Campania possiamo parlare di emergenza roghi e per questo stiamo iniziando a fare qualcosa con il patto d’azione e il modello di salvaguardia ambientale che se funziona può essere esportato anche in altre regioni. Entro il 31 gennaio mi auguro di depositare il disegno di legge Terra Mia. Vogliamo uscire dall’emergenza roghi non solo con l’esercito e il monitoraggio, ma anche con altri atti come per esempio quello che ho previsto nel dl semplificazione, che è l’end of waste, attivando in modo concreto e normativo l’economia circolare”.

Sergio Costa, dunque, accende una piccola spia sull’eventualità che qualcuno stia calcando la mano, con insistenza, su una presunta emergenza rifiuti in Campania, che però non esiste. Effettivamente, le immagini che dieci anni fa facevano il giro del mondo adesso non si vedono, mentre il caso di Torre del Greco è del tutto diverso ed ha a che fare con le dinamiche che riguardano il rapporto tra amministrazione comunale e la ditta incaricata della raccolta (che non avviene nonostante il contratto in essere).

Chi sarebbe allora questo qualcuno? La criminalità organizzata o forse la stessa manina evocata nel caso del Decreto Anticorruzione? 

Ha le idee chiare Luigi de Magistris, sindaco di Napoli: che si dichiara pronto a scendere in campo per guidare un futuro Governo, in contrapposizione soprattutto a Matteo Salvini. Il primo cittadino partenopeo è intervenuto al programma radiofonico Un giorno da pecora, in onda su Rai Radio1: “Se si vota l’anno prossimo bisogna mettere in campo un’alternativa politica ed in quel caso potrei esserci, con un fronte democratico nazionale, una coalizione civica nazionale. Se riusciamo a far crescere questo fronte popolare democratico credo che noi ci saremo“.

Un premier “il contrario di questi qua“, spiega l’ex magistrato, perché “le alternative più convincenti vengono dal basso: da chi amministra sui territori, da chi li difende con associazioni, comitati e reti civiche, persone che hanno dimostrato in modo credibile di non tradire i valori costituzionali“. Un’alternativa, quindi, a Salvini che, seppur al Governo in condominio con i 5 Stelle, resta il leader politico che al momento raccoglie più consensi da parte degli elettori.

Infatti, alla domanda “Vorrebbe essere l’anti Salvini?” de Magistris ha risposto: “Si, perché lui costruisce il suo consenso sul rancore e l’odio verso gli altri mentre bisogna lavorare sulla coesione, la solidarietà e l’amore, non l’odio“. Poi, sulle parole del ministro dell’Interno sull’emergenza dei rifiuti che sarebbe mondiale: “L’emergenza mondiale semmai è Salvini…“.

Secondo norma le prossime Politiche esserci nel 2023, ma per il primo cittadino “si andrà al voto prima“. Punta dritto a Palazzo Chigi, il sindaco arancione, che sembra escludere, però, una sua candidatura alle Europee, visto che ha un mandato da sindaco fino al 2021. Discorso diverso per le Regionali: “Si voterà nel 2020 pochi mesi prima della fine del mio mandato. Un po’ ci sto pensando. De Luca ce la sta mettendo tutta per farmi candidare a presidente della Regione…“.

Inevitabili, infine, alcune domande sul rapporto con il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e i lavori al San Paolo: “De Laurentiis dice ogni tanto che vorrebbe realizzare lo stadio da un’altra parte. Ma non si può che giocare a Napoli. Lui ha fatto qualche invettiva negli ultimi tempi. Allo stadio non ci vediamo da quando è venuto il Psg, ci parliamo solo negli incontri istituzionali. Per il San Paolo, stiamo facendo i lavori, un po’ alla volta, lo stiamo ristrutturando. De Laurentiis ha un po’ la mano tirata. Per lo stadio non ha cacciato un euro“.

Sergio Costa

Sergio CostaIl Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha rilasciato una serie di dichiarazioni in diretta Facebook, sulla propria pagina ufficiale, rispondendo anche al vice premier Matteo Salvini. Costa ha annunciato che “lunedì ci sarà un incontro a Caserta dove sarà siglato un patto d’azione del governo contro la terra dei fuochi.”

“Ci sarà l’esercito a presidiare quei siti di stoccaggio rifiuti a rischio tra Napoli e Caserta. Bisogna assolutamente evitare che quei siti vengano incendiati creando danni alla salute dei cittadini e al territorio. Inoltre si indagherà più a fondo sulla questione.

“Senza dimenticare la coordinazione di tutte le unità coinvolte, ognuna saprà come agire. Tutto ciò è infatti indicato nel piano d’azione. Sarà presente anche il presidente della regione perché determinati ambiti restano di competenza regionale.

“Bisogna coinvolgere anche i medici della mutua, il dottore di tutti i giorni, perché sono le nostre prime sentinelle per la salute. Anche loro faranno parte di quest’importante coordinamento. È arrivato il momento di dire basta agli eco-criminali e alla criminalità organizzata.

“Non sarà facile far si che tutto funzioni bene ma noi lotteremo per questo. Non si chiamerà più terra dei fuochi, io la chiamerò terra mia. “Terra mia” rappresenta quel luogo dove ognuno di noi si riappropria della propria terra.  Noi vogliamo che la Campania sia il primo laboratorio di tutela ambientale del paese.”

Infine la frecciata a Salvini: “Il concetto di rifiuto va superato, ci vuole una green economy. I rifiuti devono diventare prodotti. Io non voglio gli inceneritori, sapete perché? Perché quando il rifiuto attiverà un’economia circolare, trasformatosi in prodotto, attivando una green economy non c’è più bisogno di bruciarli.”

Infine: “Nel 2016 la Campania aveva il 52% di raccolta differenziata, meglio di alcune zone del Nord. Eppure l’emergenza roghi non è diminuita. Chi parla di inceneritori dovrebbe sapere che i roghi accadono anche al Nord e numerosi. Chi lega i roghi tossici alla costruzione di inceneritori, è completamente fuori pista”.

Questo e tanto altro è stato detto da Costa.

Il vicepremier del governo giallo-verde, Matteo Salvini, ieri era in visita a Napoli. La Napoli che tanto denigrava, con i suoi cori da stadio, adesso sembra essere diventato un luogo amico contro il nuovo nemico comune: gli immigrati.

Salvini ha rilasciato alcune dichiarazioni sui rifiuti in Campania prima della registrazione della trasmissione “Nemo”. Queste le sue parole: “Ho passato ieri la giornata a Napoli ed erano tutti preoccupati per salute. Devi fare delle strutture; perché in Lombardia ci sono 13 impianti e in Campania uno? Il rapporto non può essere di tredici a uno.”

Salvini ha poi continuato, sottolineando “Non c’è nel contratto? Vallo a spiegare ai bambini che fra due mesi respirano merda. Un’emergenza? Non lo dico io ma quando il capo dei vigili mi dice che c’è il rischio di tornare alla situazione di 10 anni fa devo fare qualcosa.”

Non poteva mancare la replica del Ministro del lavoro Luigi Di Maio alle parole di Salvini.

Napoli – Oggi il vice-premier Matteo Salvini è arrivato a Napoli. Dopo aver discusso di immigrazione e sicurezza il ministro degli Interni ha anche detto la sua riguardo alla situazione della Terra dei Fuochi: “Sono preoccupato. Tra qualche mese si rischia un’emergenza sociale, ambientale e sanitaria di livello mondiale. Gli amministratori non hanno fatto niente in questi anni, a cominciare dai regionali che non hanno provveduto alla programmazione. Serve un termovalorizzatore per ogni provincia”.

Il vice-premier Luigi Di Maio ha risposto su Facebook alle dichiarazioni del collega, senza citarlo esplicitamente: “Quando si viene in Campania e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo”.

Per Di Maio combattere l’emergenza rifiuti deve avere come base un’azione più ampia sul tessuto sociale: “Lotta alla contraffazione, contrasto alle organizzazioni criminali, video-sorveglianza del territorio, bonifiche ed economia circolare. Tutte cose che sono nel contratto e che stiamo affrontando con il Ministero dell’Ambiente di questo Governo”.

San Giorgio a Cremano – Non è un mistero l’astio del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nei confronti del Movimento 5 Stelle e avverso ogni iniziativa e proposta dei pentastellati. Un contrasto che si è acuito con la formazione del Governo giallo-verde. Più di una volta il Governatore ha attaccato duramente le scelte politiche ed economiche, spesso offendendo personalmente i vice-ministri Di Maio e Salvini.

Ieri De Luca si trovava a San Giorgio a Cremano per presentare il piano per il lavoro promosso dalla Regione Campania. Non si è fatto quindi sfuggire l’occasione per attaccare il Movimento ed, in particolare, il reddito minimo di cittadinanza. Per De Luca il cavallo di battaglia del M5S è Una grande palla che potrà ridursi, nella migliore delle ipotesi, nel fatto che diamo prima delle europee un contributo di 400 o 500 euro. Cioè, buttiamo un po’ di miliardi a mare e ci facciamo le europee. Poi, chi si è visto si è visto”.

Il Presidente continua, poi, nelle dichiarazioni riportate da Fanpage.it: “Se avessimo avuto disponibili tre posti di lavoro per ogni disoccupato, c’era bisogno del reddito di cittadinanza? Ma che razza di caproni, somari, ciucci che siete. Ancora una volta un attacco verbalmente violento, in pieno stile De Luca.

Stefania Pucciarelli, senatrice della Lega Nord, è stata nominata oggi Presidente della Commissione Diritti Umani a Palazzo Madama. La parlamentare è famosa per aver ricevuto una querela per istigazione all’odio razziale, grazie a un like messo su Facebook. Ma ricostruiamo quanto accaduto.

Era il 2017 quando, sotto a un post sulla pagina Facebook ufficiale di Stefania Pucciarelli, veniva scritto il commento “vogliono la casa popolare, un forno gli darei”, diretto ai migranti. A quel commento la Pucciarelli mise il like, togliendolo successivamente ma quando ormai si era già scatenato il putiferio. In base a quel like scattò la querela, accusata di aver diffuso idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e/o per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Pochi giorni fa, invece, sempre su Facebook inneggiava alle ruspe per lo sgombero di un campo rom.

Date queste premesse, nessuno si sarebbe aspettato che sarebbe stata premiata con la nomina a Presidente della Commissione Diritti Umani, eppure la sorpresa è arrivata. I voti decisivi sono giunti da Lega Nord e Movimento 5 Stelle.

Il suo partito commenta affermando che Stefania Pucciarelli è dotata di “uno spiccato senso di responsabilità” e una “comprovata esperienza politica” in virtù della quale “saprà attendere ai compiti cui è chiamata dedicandosi con imparzialità, rispetto istituzionale e grande attenzione verso una tematica trasversale e di fondamentale importanza per la convivenza civile delle moderne democrazie”.

Reddito di cittadinanza. Dal 4 marzo scorso, ormai, si continua a discutere quasi esclusivamente della proposta del Movimento 5 Stelle, che tanto agita la scena politica italiana. Proprio ieri, vi abbiamo raccontato dello studio condotto da IlSol24Ore in merito al numero di famiglie beneficiarie di questo sussidio. Dall’analisi sugli Isee presentati nel 2016, emerge ancora una volta una netta disparità tra Nord e Sud. In breve, il reddito di cittadinanza andrebbe, per buona parte, proprio alle regioni del Mezzogiorno.

Vergogna assistenzialista. Il governo rapina il Nord: il reddito di cittadinanza tutto al Sud. Italia divisa in due“, titola Il Giornale. “Al Sud andranno circa la metà dei 7,1 miliardi stanziati per il reddito di cittadinanza  – si legge ancora nell’articolo – (1,9 miliardi andranno ai pensionati e ai centri per l’impiego). L’analisi del Sole 24 ore basata sulle statistiche Isee del 2016 svela la ‘rapina’ al Nord.

Che la stampa del Nord non veda di buon occhio la proposta del Movimento 5 Stelle è cosa nota. Lo scorso ottobre fu sempre il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti ad attaccare il Sud (e di riflesso l’attuale governo) in merito alle pensioni che sarebbero state più alte nel Mezzogiorno. In quell’occasione, Il Giornale parlava di “un altro regalo al Sud. Ancora, fu Libero ad attaccare Luigi Di Maio, reo di voler fare “la carità ai suoi compaesani” in merito proprio al tanto discusso reddito di cittadinanza..

Roma – I limiti di velocità sono croce e delizia degli automobilisti. Autovelox e tutor da sempre vincolano i più frettolosi e impazienti a rispettarli, ma chiunque viaggia spesso sa bene che laddove non esistano queste strumentazioni è difficile vedere qualcuno che rispetti anche il limite massimo di 130 km orari.

Il presidente della commissione Trasporti della Camera, il leghista Alessandro Morelli, ha annunciato che il limite massimo in autostrada potrebbe aumentare a 150 km orari. Come ha spiegato sul Corriere della Sera: “Il ragionamento è che gli strumenti di sicurezza stradale, attivi e passivi, hanno fatto tanti e tali passi avanti negli ultimi decenni per cui ha poco senso mantenere in vigore quei limiti oggi che i rischi sono connessi a comportamenti diversissimi”.

Il Codacons già si è dichiarato assolutamente contrario alla proposta, esibendo i dati relativi agli ultimi incidenti stradali. Secondo l’associazione dei consumatori innalzare il limite di velocità non farebbe altro che peggiorare la pericolosità dei nostri tratti autostradali ed aumentare drasticamente il numero di incidenti mortali.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Napoli – Come ogni venerdì, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è intervenuto su Lira TV per parlare del suo recente operato e discutere sulle varie questioni di politica nazionale. Ancora una volta, il Governatore ha approfittato dello spazio per attaccare il Governo ed, in particolare, i 5 Stelle, nella persona del vice-premier Di Maio.

Parlando del condono a Ischia De Luca ha affermato: “Di Maio vive in una casa abusiva, ma è un abusivo a sua insaputa. Ha detto che era piccolino quando è successo – dice riferendosi al recente scandalo che ha interessato la famiglia del vice-premier – ma sono 150 metri non è una fesseria, questo è un abuso ben pensato, un piano intero”.

Il Presidente ha concluso con l’ennesimo attacco diretto nei confronti dei pentastellati, accusando: Gridano onestà poi fanno il condono edilizio, fiscale, hanno stipendi d’oro e l’Italia sembra narcotizzata, ma finirà l’anestesia, la vita tornerà a essere quella lontana da Twitter e Facebook”.

Il vicepremier del nuovo governo giallo-verde, Luigi Di Maio ha parlato di vari argomenti alla stampa estera tra cui il reddito di cittadinanza. Il ministro del lavoro ha prima raccontato del suo stato d’animo riguardo l’accordo sulla prescrizione raggiunto con la Lega: “Mi sono svegliato molto bene. Ieri abbiamo raggiunto l’accordo sulla prescrizione che mi soddisfa totalmente.”

Ha poi chiarito che nella legge di bilancio c’è anche il reddito di cittadinanza: “La legge di bilancio stanzia i fondi e mette le norme che non sono ordinamentali. Quindi adesso approviamo la legge di bilancio con gli stanziamenti 9+7 miliardi, 9 per il reddito e 7 per quota 100, poi appena sarà approvata la legge di bilancio, il Consiglio dei ministri varerà un decreto legge, che terrà dentro le norme ordinamentali del Reddito e il sistema di Quota 100.

Sul reddito di cittadinanza e sulle imprese che assumeranno coloro che percepiranno il reddito ha aggiunto:Le imprese che assumono coloro che prendono il reddito di cittadinanza percepiranno loro il reddito come sgravio fiscale per 3-4 mesi dopo l’assunzione. Se assumono donne lo percepiranno per 5-6 mesi, perché vogliamo colmare il gap che c’è oggi soprattutto nel sud Italia tra occupazione maschile e femminile. Quando partirà il Reddito di cittadinanza, che si rivolgerà a circa 6 milioni di italiani, la prima cosa che avverrà è sulla forza lavoro del nostro paese e questo avrà anche un impatto sul Pil potenziale. La forza lavoro sarà determinata da quelli che oggi o sono nei neet o negli inattivi e correranno a iscriversi ai centri per l’impiego per accedere al programma del reddito di cittadinanza”. 

La Legge di Bilancio, a firma del Governo giallo-verde, sembrerebbe favorire il Sud, ma tuttavia alcune misure come il Reddito di Cittadinanza rischiano di essere comunque un flop. A dirlo è la Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) che nel rapporto 2018 ha riportato anche il peso che la manovra economica potrebbe avere “sull’evoluzione del PIL al Centro-Nord e al Sud“.

Secondo l’associazione “nel Mezzogiorno di circa lo 0,3% nel 2019 sull’aumento previsto del prodotto lordo dell’1%, e di poco più dello 0,4% nel 2020 sul PIL allo 0,9% ipotizzato. Nel Centro-Nord, i valori risultano decisamente inferiori, quasi lo 0,2% nel 2019 e 0,24% nel 2020“. L’analisi di Svimez si basa “sulla ripartizione territoriale degli interventi previsti, sia in termini di minori entrate che di maggiori spese“, con il Sud, nel biennio 2019-20, che “beneficerà di circa il 40% delle minori entrate e di oltre il 40% delle maggiori spese“.

In pratica, le misure adottate dall’esecutivo sembrano essere decisamente a vantaggio del Sud, ma la cosa non è del tutto vera. Infatti, sempre la Svimez, nel trattare il Reddito di Cittadinanza, spiega come le risorse stanziate non siano sufficienti per arrivare ad offrire i 780 euro promessi. Lo stanziamento permetterebbe sicuramente di ampliare il numero di beneficiari, rispetto al Reddito di Inclusione, ma non di arrivare alle cifre tanto pubblicizzate, anche perché “il raggiungimento di tale soglia richiederebbe uno stanziamento di circa 15 miliardi“.

La Svimez, procedendo con un esempio pratico, spiega: “Con le risorse attuali, prendendo a riferimento le famiglie con Isee inferiore a 6000 euro e pur tenendo conto che circa il 50% potrebbe avere una casa di proprietà, è possibile erogare un sussidio compreso tra i 255 euro per una famiglia monocomponente e i 712 per una con 5 o più componenti, a circa 1,8 milioni di famiglie. Ciò avvantaggerà il Mezzogiorno che assorbirà circa il 63% del Reddito di Cittadinanza“.

Se alcuni numeri dicono “Sud”, però, altri dicono “Nord”. Infatti, sempre nel rapporto Svimez, si legge che, tenuto conto delle previsioni per il PIL nel 2018 (in netto calo in tutto il Belpaese), il divario tra Nord e Sud torna ad aumentare, con soprattutto gli investimenti che “crescono in entrambe le aree, ma in maniera più marcata al Nord: +3,8 nel Sud, +6,2% nel Centro-Nord“. Anche se viene registrato un rallentamento globale, il Sud si ritrova bastonato anche dai consumi totaliche crescono nel Mezzogiorno dello 0,5% e al Centro Nord dello 0,8%“.

Pur non essendo esaltanti le previsioni, nel rapporto viene ancora spiegato che nel 2017 il PIL è cresciuto nel Mezzogiorno dell’1,4%, rispetto al +1,5% nel Centro-Nord. Inoltre, l’anno precedente al Sud era aumentato del +0,8%, segno che una “lenta ripresa” è in atto anche grazie allo stato di salute del comparto manifatturiero, in particolare alle costruzioni, con un “recupero più che doppio rispetto al resto del Paese“.. Ma le notizie tornano ad essere cattive quando si parla di “esodo di popolazione” verso il Nord, con il Mezzogiorno che ha registrare una perdita di 146 mila abitanti, nel biennio 2016-17.

Luigi Di Maio non usa mezzi termini rispondendo alle domande sulla riforma della prescrizione, che dovrebbe essere contenuta nel nuovo disegno di legge Anticorruzione. Ai giornalisti de Il Fatto Quotidiano ha detto:

“L’accordo si deve trovare, perché il ddl con la prescrizione va votato in aula alla Camera il prima possibile”. Poi continua: “La quadra va trovata, altrimenti salta il contratto di governo”. Inoltre: “La prescrizione è nel contratto e va fatta. Il tema è che quando non ci confrontiamo io e Salvini direttamente aumenta la tensione”.

Un accordo che va trovato ed anche il fretta per il leader del Movimento 5 Stelle: “Non possiamo dire alle famiglie delle vittime delle stragi che slitterà tutto all’anno prossimo”.

La Lega Nord di Matteo Salvini è, perciò, avvisata: “Il diavolo si annida nei dettagli. È inutile pensare di favorire la prescrizione con degli escamotage. Non dico che lo voglia fare la Lega, ma noi dobbiamo fare sì che la riforma di questo istituto sia efficace”.

Nonostante cerchi di indorare la pillola, mandando un messaggio indiretto al Ministro dell’Interno, con il quale i rapporti sembrano essere sempre ottimi, è categorico Luigi Di Maio: i termini della prescrizione si devono abbreviare e non ci devono essere scappatoie. Per troppi anni chi ha sbagliato non ha pagato. È questo un tema fondamentale del Movimento, uno dei cavalli di battaglia sul quale hanno fondato il loro consenso: non è ammissibile, perciò, deludere gli elettori, tanto più se si fosse costretti a chinare la testa davanti ai veti della Lega Nord.

Il maltempo ha messo in ginocchio l’Italia. Tempeste e vento mai viste prime, di una portata distruttrice e devastante fuori dal normale. Per tale motivo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris si è sentito in dovere di esprimere la sua personale opinione su questi eventi catastrofici e ribadire quanto sia importante intervenire, non solo teoricamente, per essere più pronti a questi disagi:

La settimana passata Napoli e molte zone del nostro Paese sono state paurosamente flagellate da una tempesta senza precedenti, per noi che siamo uno stivale ad alto rischio sismico è come se avessimo vissuto un terremoto atmosferico con tanto di tsunami. Si contano morti, feriti, danni ambientali per miliardi di euro, distruzione di interi paesaggi”.

E dietro a questi disastri c’è sempre la mano dell’uomo: “I cambiamenti climatici, dovuti alle condotte scellerate nei decenni di esseri umani potenti e cinici, sono una dolorosa e tremenda realtà della quale bisogna prendere coscienza immediatamente tutti. Cittadini e sindaci vengono lasciati molto spesso soli, senza mezzi, senza risorse adeguate, senza un euro, ad affrontare a mani nude una vera e propria emergenza nazionale: il crollo di pezzi della nostra Italia. Eppure nulla si muove per il cambiamento”.

Soprattutto mancano risorse: “Nella legge di bilancio, in corso di approvazione, non vediamo ancora quelle misure necessarie per mettere in sicurezza il Paese, per consentire di avere risorse adeguate per affrontare, preventivamente, le misure idonee per garantire l’incolumità pubblica. Esponenti apicali del Governo ci bombardano ogni giorno per spingerci ad odiare gli oppressi ed a furia di bombardare mediaticamente e politicamente ci saranno quelli che finiranno veramente per odiare gli oppressi e non, invece, gli oppressori. Uniamoci, invece, per difendere l’Italia e i suoi abitanti, al di là delle differenze politiche”. 

E quindi lancia il suo appello: E’ venuta l’alba per unire i popoli di tutto il mondo, soprattutto le genti più oppresse, per salvare il Pianeta. Popoli di tutto il mondo uniti per salvare la Natura, la Terra, la Vita. È per questo che nella mia vita mi sono sempre ribellato alle politiche liberiste, corrotte e mafiose che portano distruzione, infelicità e morte. Il tempo è adesso per unirci tutte e tutti, coloro che amano la vita e che non si rassegnano a pensare che sia inutile lottare per l’umanità. Tante mani e tanti cuori, in questi giorni, hanno difeso le nostre terre e stanno provando a limitare i danni della tempesta. Con questa volontà, con questa forza e con questa passione, costruiamo un Paese migliore e prendiamoci quello che ci spetta per difendere le nostre terre, le nostre città, i nostri mari, i nostri fiumi, le nostre vite. Anche se ci lascerete ancora una volta soli, noi saremo in tantissimi ed a mani nude, contro la violenza istituzionale e finanziaria del potere costituito a Roma come a Bruxelles, lotteremo senza sosta per vincere questa battaglia”.