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carabinieri antimafia

carabinieri antimafiaMaxi blitz contro la camorra nella giornata di oggi. La DDA di Napoli ha coordinato le operazioni attraverso i quali 250 carabinieri hanno arrestato 23 persone che controllavano affari illeciti nel territorio della città di Avellino e la sua provincia. L’operazione è stata denominata Partenio 2.0 e prende le mosse da alcuni eventi allarmanti che si sono verificati negli ultimi tempi. Associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, estorsione, detenzione di armi ed altro sono le accuse.

Altre 17 persone risultano indagate a piede libero, tra cui Sabino Morano, portavoce della Lega Campania. Si dovrà perciò aspettare la fine delle indagini affinché la situazione di Morano divenga più chiara.

“Un blitz anticamorra condotto nella mattinata di lunedì dalla Dda di Napoli e della Procura di Avellino ha portato all’arresto di 23 persone ritenute membri del nuovo clan Partenio. Diciassette gli indagati a piede libero, fra i quali Sabino Morano, portavoce della Lega avellinese. Complimentandoci innanzitutto con le forze dell’ordine per la brillante operazione portata a termine, c’è un dato importante da analizzare: il Carroccio, in Campania, è pieno zeppo di soggetti indagati e condannati e addirittura parenti di boss. In pochi mesi sono diversi i leghisti finiti nei guai con la legge. Da tempo denunciamo come fra le fila della Lega campana ci siano figure criminali e pericolose. Al di là delle avversità politiche, questa situazione può tramutarsi in un enorme pericolo per la comunità”.

Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.

“Quello di Morano è l’ennesimo caso. A fine settembre, sempre ad Avellino, fu arrestato Damiano Genovese: aveva in casa una pistola rubata con un colpo in canna. Era stato eletto ad Avellino con la Lega mentre suo padre Amedeo è da anni all’ergastolo perché ritenuto il capo del clan Partenio. Lo scorso anno era toccato a Bartolomeo Falco, ex consigliere comunale di Comiziano, accusato di detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di droga. Una situazione che di certo non può passare inosservata. Se Salvini non farà pulizia, ci penserà la magistratura. Si assuma la responsabilità – ha aggiunto Borrelli – assieme alla direzione centrale del partito, e analizzi uno ad uno i membri della Lega campana. Ci sono troppe figure losche con legami altrettanto loschi”.

Damiano Genovese,tuttavia, aveva lasciato il partito otto mesi prima dell’arresto. A sottolinearlo fu proprio Sabino Morano, che alla stampa disse: “Spero che Genovese possa chiarire presto la sua posizione, non avendo mai avuto problemi con la giustizia. Allo stesso tempo, però, posso dire che la vicenda non è collegabile alla Lega, in quanto da circa otto mesi Genovese non ne faceva più parte”.

de luca

de luca

Napoli – Trovare intese anche con i colleghi del Nord sull’autonomia differenziata. E’ l’obiettivo dichiarato del governatore campano Vincenzo De Luca. “Ma senza fughe in avanti – precisa a margine della scuola di “Fino a prova contraria” – l’ho spiegato a Zaia e a Fontana, persone per bene e amiche, che se immaginano riforme costituzionali perdiamo solo tempo inutile. Facciamo invece le operazioni di sburocratizzazione che servono per rilanciare l’ economia italiana”.

“Io sono per l’autonomia, – ha spiegato De Luca – nel senso che sono per sburocratizzare quanto più possibile. L’Italia muore nella palude burocratico-amministrativa e giudiziaria. A partire però da alcuni presupposti. Prima una operazione verità, dobbiamo dire esattamente quante sono le risorse che arrivano davvero al Sud e sono del tutto inadeguate rispetto a quelle che arrivano al Centro-nord. Poi dobbiamo difendere con i denti l’ unità del sistema scolastico nazionale e del sistema sanitario nazionale”.

Accogliere o no gli immigrati in Italia. Non c’è mai stata sintonia tra il leader della Lega Matteo Salvini e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Troppo distanti politicamente e anche nella gestione del problema immigrazione.

Più intransigente e contro lo sbarco dei clandestini il primo, più solidale e a favore dei porti aperti il secondo. Due punti di vista che si scontrano continuamente e che ora vedono l’ex ministro dell’Interno attaccare via social il primo cittadino partenopeo.

La colpa? Alcune sue dichiarazioni in favore dei clandestini.

“Vogliamo agire in maniera responsabile, accogliere i rifugiati e trattarli con dignità e rispetto. Se sono in cerca di una nuova casa, siamo pronti a offrirgliene una nella nostre comunità. Se lo desiderano, possono essere napoletani, palermitani, berlinesi, barcellonesi”.

De Magistris inoltre aveva candidato Napoli, come sede per la prossima riunione del consiglio europeo dei ministri degli Interni. Ora l’attacco via social di Salvini:

“Napoli, il sindaco clandestino offre case agli immigrati. Peggio lui o la Raggi? Mamma mia…”.

Nei mesi scorsi Luigi de Magistris aveva attaccato il precedente governo, primo fra tutti Matteo Salvini (e anche l’allora ministro Luigi Di Maio) per aver fatto morire 150 persone in mare.

Quello dell’accoglienza è un tema caldo che sta a cuore al primo cittadino sempre pronto ad aprire il porto di Napoli. Il decreto Sicurezza e l’accoglienza dei migranti continuano quindi a tenere banco nello scontro politico a distanza tra i due.

Uno scontro che si era visto anche sulla Sea Watch, la nave ong tedesca che era in balia delle acque del Mediterraneo con a bordo 32 migranti e che non poteva attraccare in Italia. Allora, in un’intervista a una radio locale, de Magistris aveva dichiarato:

“Lasciare persone e bambini in mezzo al mare con il gelo e la tempesta è qualcosa di indegno, criminale. Sarebbero tanti i modi per apostrofare i governanti del mondo e quelli italiani che per un po’ di propaganda politica passeranno alla storia per quello che hanno atto morire persone in mare”.

Applausi da parte del primo cittadino erano arrivati per Carola, la comandante della nave che aveva disobbedito a Salvini.

“Cara Carola e cari ragazzi e ragazze dell’equipaggio della Sea Watch, come Sindaco di Napoli, primo cittadino di una città che ha porto e cuore aperti all’umanità, desidero ringraziarvi profondamente per avere deciso, entrando in acque territoriali italiane e dirigendovi verso Lampedusa, di disobbedire a un divieto ingiusto e di obbedire ai valori della costituzione repubblicana del nostro paese”.

L’ex ministro dell’interno Matteo Salvini era stato poi iscritto nel registro degli indagati per diffamazione dopo la denuncia presentata a luglio da Carola Rackete.

Alessandra Clemente

Alessandra ClementeNapoli– L’assessore comunale alle politiche giovanili Alessandra Clemente posta sui suoi canali social il suo pensiero sul taglio dei parlamentari.

Alessandra Clemente sostiene che il taglio “è pura propaganda“. Queste le sue parole: “In Italia ci sarà così meno democrazia ed a vincere saranno le caste dei partiti che con il loro numero chiuso daranno dei veri e propri diktat al popolo“.

Una Clemente quindi agguerrita e in totale disappunto con la scelta governativa di tagliare ben 345 poltrone, precisamente 115 senatori e 230 deputati, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro lordi all’anno.

L’iter fu proposto da quello che all’ora fece di questa campagna la sua forza, il Movimento 5 Stelle. Dopo alcuni di attesa si è giunti finalmente al verdetto finale. Un verdetto sancito durante la giornata di ieri martedì 8 ottobre che ha visto premiare gli sforzi dei pentastellati con una schiacciante maggioranza.

Una vera e propria illusione, – prosegue l’assessore- il risparmio in questo caso sarebbe solo del 10%. Questa riforma non fa altro che dare meno rappresentanza alle cittadine e ai cittadini nelle istituzioni“.

Alessandra Clemente però non è l’unica a pensarla in questo modo. Tanti politologi si sono espressi con un parere contrario a questa riforma. Anche in Campania con il governatore della Regione Vincenzo De Luca.
Il governatore ha dichiarato infatti che il problema non è risolto perché il vero nocciolo della questione sono gli stipendi dei deputati e dei senatori e non il numero.

Una riforma quindi che è stata attesa per tanto tempo ma che ha provocato una scissione della linea politica che la circonda tra chi si divide in suo favore e chi invece non è convinto del progetto.

de luca

de luca

Napoli – Durante la trasmissione “Barba e Capelli” di Radio Crc è intervenuto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. In particolare, il governatore ha parlato criticamente del taglio dei Parlamentari: “Taglio dei Parlamentari? Dormiremo tutti tranquilli, – commenta sarcastico – perfino con una punta si soddisfazione.”

“Dobbiamo però affermare che non è cambiato nulla, gli stipendi sono rimasti invariati. E’ una misura inutile – commenta De Luca con il suo solito ‘stile’ – dal punto di vista sostanziale: bisognava eliminare il doppio passaggio tra Camera e Senato”. Già qualche settimana fa De Luca aveva aspramente criticato il taglio definendolo “una scempiaggine demagogica”.

“Quello che rallenta i lavori parlamentari è l’uguaglianza tra Camera e Senato. Negli Stati Uniti il Senato è composto da un senatore per ogni Stato. Bisognerebbe avere molta serietà e poca demagogia: hanno fatto un’altra sfilata dinanzi MontecitorioTutte queste chiacchiere che sento da anni – ha aggiunto De Luca – sono cose da prima Repubblica, come accordi ed alleanze, senza parlare dei veri problemi dei cittadini”.

Il presidente non perde, quindi, occasione per attaccare nuovamente il Movimento 5 Stelle per le sue mosse politiche.

NAPOLI – Al via la valorizzazione della Biblioteca Grazia Deledda di Ponticelli. Il Mibac ha approvato il progetto “SocializziAmo in Biblioteca” presentato dall’Assessorato alla Cultura e dell’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli.

Il finanziamento destinato alla biblioteca è di 66.398 euro. La proposta progettuale per la valorizzazione della struttura è stata elaborata dai due assessorati in collaborazione con le associazioni giovanili del territorio selezionate attraverso un Avviso Pubblico.

«La valutazione positiva del Mibac del progetto “SocializziAmo in biblioteca” – dichiara l’Assessore alle Politiche Giovanili Alessandra Clemente – è un risultato importante di un percorso di partecipazione e dialogo portato avanti da questa amministrazione con il territorio di Napoli Est, un territorio difficile ma animato dalle organizzazioni della società civile che lavorano ogni giorno per contrastare i fenomeni di marginalizzazione e illegalità in tutela delle fasce più giovani della popolazione».

Soddisfazione anche per l’Assessore alla Cultura Nino Daniele: «Le biblioteche sono spazi della cultura ed in quanto tali luoghi di crescita e di partecipazione, al pari dei musei, dei teatri, dei conservatori e delle sale concerto. E questo ruolo debbono poter svolgere appieno soprattutto quando sono ubicate in quartieri della città lontani dal centro. Come Assessorato alla Cultura abbiamo presentato al MIBAC negli ultimi mesi tre progetti rivolti al potenziamento del ruolo e dell’offerta culturale delle nostre biblioteche, cogliendo ogni opportunità ci venga offerta per rafforzarne quel ruolo di presidi sociali e culturali che sono chiamate a svolgere sui territori».

La Biblioteca Grazia Deledda è sita in Vico Santillo 3 ed è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 19.00, con chiusura nel mese di agosto. I suoi spazi sono disponibili per l’organizzazione di letture pubbliche, presentazione libri, rappresentazioni artistiche e musicali, manifestazioni istituzionali, laboratori, convegni, seminari e per programmi in cooperazione con le istituzioni e le associazioni del quartiere. La Biblioteca è dotata di una sala consultazione e di una sala lettura oltre ad una sezione per ragazzi, una sezione meridionale e una sezione per ipo e non vedenti.

Per info e contatti della biblioteca visitare il sito del Comune di Napoli.

de Magistris

de MagistrisNapoli– Questa mattina a Piazza Plebiscito il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha lasciato delle dichiarazioni in merito al tema dell’edilizia scolastica. Un tema molto a cuore ai napoletani che quest’anno hanno avuto molte difficoltà con le strutture per i propri figli.

De Magistris per ora rimane in attesa della manovra economico finanziaria. Ma non si fida molto delle promesse del governo. Ha lanciato delle accuse pesanti, il primo cittadino infatti teme che questa possa essere solo una manovra per aumentare l’IVA e non per migliorare le strutture scolastiche, e non solo, delle città.
Spera di essere smentito, ma per ora non ci sono grossi cambiamenti. De Magistris si schiera quindi sempre più con i propri cittadini e sempre più contro il governo.

Queste le parole del Sindaco Luigi de Magistris:
Abbiamo fatto la nostra parte e anche di più perché se consideriamo le risorse economiche, i vincoli finanziari, siamo andati oltre ogni ostacolo. Governo e parlamento devono varare la manovra economico finanziaria. Ma per ora non c’è granché per mettere in sicurezza il paese sulle strutture sociali e sulla giustizia sociale.
Mi auguro di essere smentito ma spero non sia solo una manovra per aumentare l’IVA.
Non dimentichiamoci che le città vivono tante sofferenze e che la vera manovra economica è proprio la messa in sicurezza del nostro paese. Dalle scuole, ai boschi ai ponti e tutto il resto. Ma anche una sicurezza sociale , cioè non lasciare indietro chi è ultimo.

giuseppe conte

giuseppe conteNella giornata di ieri il Governo Conte bis ha finalmente approvato il Def. La manovra prevede, per il 2020, 29 miliardi destinati alla riduzione del cuneo fiscale per 0,15% del Pil. La flessibilità sul deficit invece sarà di circa 14,4 miliardi. E la nota di aggiornamento al Def, come ha spiegato il premier Conte, avrà anche un altro importante effetto: scongiurare l’aumento dell’Iva.

In vista del Def, il Presidente del Consiglio parla di “riduzione delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1 per cento del Pil“. Si prevedono inoltre “altre misure fiscali, fra cui la proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni. Previsti interventi anche per privatizzazioni e la per la “svolta green“.

L’approvazione alla nota di aggiornamento al Def arriva a conclusione di una giornata burrascosa, in cui si paventava l’ipotesi di un rialzo dell’Iva. L’intesa è stata più difficile del previsto: Luigi Di Maio e Matteo Renzi hanno dato un “no” secco a ogni aumento selettivo dell’Iva, il che ha complicato il lavoro per trovare le risorse.

Dopo ore di trattativa, però il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il Def. “I 23 miliardi per evitare che salga l’Iva ci sono“, assicura Giuseppe Conte, che spiega anche gli altri importanti effetti della manovra. Calerà l’aliquota su bollette, pane e latte, e si avvierà anche il taglio delle tasse sul lavoro.

Il presidente del Consiglio, d’altra parte, chiede senso di responsabilità ai ministri. La questione delle risorse non sembra ancora sciolta, e nel governo e nella maggioranza si dovrà ancora trattare fino al varo della manovra, il 20 ottobre. Basti pensare che solo alla voce “lotta all’evasione” sono stimati ben 5 miliardi (lo 0,3% del Pil).

Particolarmente critico nei confronti del Def è Matteo Salvini. “Ci sono miliardi di nuove tasse: hanno già tradito tutte le promesse di agosto“, afferma l’ex Ministro dell’Interno. A noi non resta che attendere un ulteriore sviluppo degli avvenimenti.

Napoli – Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel suo consueto appuntamento del venerdì avanti alle telecamere di Lira TV, ha parlato dell’idea di ridurre il numero dei parlamentari: “Il taglio dei parlamentari? La riduzione di 300 poltrone viene presentata come una sorta di sbarco in Normandia, la vittoria della guerra mondiale. Ma è una cosa inutile, una scempiaggine totalmente demagogica”.

“Faccio una domanda semplice – continua il governatore – Se le rappresentanze parlamentari sono luoghi di parassitismo, perché ridurre le poltrone solo a 300? Riduciamole a 100 o 50. Risparmiamo e facciamo riposare i mobilieri. E’ demagogia totale. Poi, magari, avremo un parlamentare che avrà come collegio una regione intera, gli elettori non lo conosceranno nemmeno più. Ma avremo fatto un po’ di demagogia. I nostri amici del M5s non vengono sfiorati dall’idea che se non mettiamo mano alla palude burocratico-amministrativa e giudiziaria l’Italia rimane un Paese paralizzato”.

L’attacco ai 5 Stelle non si conclude qui, De Luca attacca anche il vincolo di mandato riproposto da Luigi Di Maio: “E’ un’altra cosa totalmente cervellotica. Vincolo di mandato significa che un parlamentare deve camminare come un armadio, non deve avere libertà di opinione e deve fare quello che gli dettano le segreterie di partito, al di là di ogni principio di coerenza e di libertà di coscienza. La Costituzione dice giustamente che un parlamentare eletto è libero, perché deve rispondere ai cittadini che lo hanno eletto, prima e più che alla segreteria di partito.”

“I 5 Stelle – continua De Luca agguerrito – hanno fatto la campagna elettorale dicendo che non avrebbero fatto alleanze. Poi i dirigenti 5 Stelle hanno fatto le alleanze. Hanno detto che non si sarebbero alleati mai con la Lega, perché fascisti, carogne, farabutti. Dopodiché si sono alleati con la Lega. Poi hanno detto che non si sarebbero mai alleati col Pd, perché sono comunisti, mangiatori di bambini, pedofili. E poi hanno fatto l’alleanza col Pd. Ma un parlamentare M5s avrà il diritto di dire ai dirigenti: ‘Cari amici, siccome state facendo tutto il contrario di quello che avete detto, io vorrei prendermi la mia libertà di coscienza’?”.

“I dirigenti dei 5 Stelle vogliono il vincolo di mandato, – continua il presidente nel suo sfogo – perché tu devi stare zitto e devi votare come dice il tuo capo politico, manco fosse Churchill, Roosevelt, Camillo Benso di Cavour, altrimenti non vieni ricandidato.”

luciana lamorgese matteo salvini

luciana lamorgese matteo salvini migranti accordo maltaIl nuovo Governo è nato da pochi giorni, eppure sulla questione migranti sembra aver già fatto di più rispetto a quando il Ministro dell’Interno era Matteo Salvini. A Malta Luciana Lamorgese ha firmato, insieme agli omologhi di Francia, Germania e la stessa Malta, un accordo secondo il quale un migrante che sbarca in Italia sbarca in Unione Europea.

“Con questo accordo, ogni Stato avrà la sua quota di migranti”– afferma il ministro Lamorgese. “Lo Stato farà i colloqui e le interviste. Laddove ai migranti viene riconosciuto che sono aventi titoli, tutto a posto. Laddove non vengono riconosciuti i requisiti per provvedere al riconoscimento dello status di rifugiato sarà lo Stato ricevente che provvederà al rimpatrio”.

Le procedure di identificazione, quindi, non saranno a carico del Paese di primo sbarco, ma dovrà provvedervi il Paese ospitante. È previsto un meccanismo di rotazione dei porti di sbarco e redistribuzione di tutti i migranti, non solo i richiedenti asilo. Un accordo che è un enorme passo in avanti e che, il giorno 8 Ottobre a Lussemburgo, sarà sottoposto all’attenzione di tutti i ministri dell’Interno europei. Il commissario europeo Dimitris Avramopoulous ha affermato infatti che “è una responsabilità di tutti e dobbiamo affrontarla insieme”.

Stiamo assistendo insomma ad un’apertura impensabile fino a pochi mesi fa non solo dell’Europa, ma specialmente di nazioni come Francia, Germania e Malta con i quali i rapporti diplomatici erano diventati pessimi. La linea provocatoria e litigiosa di Matteo Salvini non solo ha isolato l’Italia, ma ha dimostrato di essere utile soltanto ad accrescere i consensi in una campagna elettorale perenne fatta a spese dei cittadini.

Anche Luigi Di Maio, in quanto Ministro degli Esteri, si è espresso sulla vicenda affermando che tuttavia la redistribuzione dei migranti non è la soluzione al problema. Bisogna lavorare per stabilizzare i Paesi di provenienza dei flussi, annunciando importanti novità sugli accordi per i rimpatri.

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio regionaliLuigi Di Maio apre alle alleanze con altre forze politiche in vista delle elezioni regionali. Anche sul piano locale il Movimento 5 Stelle seguirà la strada ormai intrapresa a livello nazionale, dopo i Governi formati prima con Lega Nord e poi con il Partito Democratico. Queste le parole di Luigi Di Maio:

La seconda importante decisione è sulle regionali. Inutile indugiare. In Umbria c’è un’emergenza. C’è stata una giunta al centro di uno scandalo di corruzione sulla sanità. Che vogliamo fare? Metterci a dire quanto sono cattivi gli altri e quanto siamo bravi noi?

“Secondo me è il caso di trovare un modo per cui, insieme ad altre forze, diamo la possibilità a qualcuno di esterno ai partiti di cambiare questa regione e certe logiche. Qualcuno mi chiede ‘ma nelle altre regioni?’. E io rispondo ‘una cosa alla volta’. Ogni regione è una storia a sé. Iniziamo dall’Umbria. Poi valuteremo, insieme, il resto. Ci saranno 8 regioni che vanno al voto da qui a maggio. Attrezziamoci per liberarle dalla solita cappa di politicanti. Solo così potremo rendere un servizio.

“Io credo che sia arrivato il momento di fare un altro salto. La vita è una scelta continua, un cambiamento continuo, è fare i conti con la realtà, che spesso è scomoda e non ci piace. Nel nome ‘Movimento’ c’è la nostra natura. Se vogliamo cambiare il Paese, dobbiamo guardare in faccia la realtà e prenderci la responsabilità di fare le migliori scelte possibili, tenendo sempre ben presente che il nostro obiettivo è un Bene superiore. Il 4 ottobre compiamo 10 anni. E dobbiamo guardare ai prossimi 10. Forza!“.

Matteo Renzi lascia il PD con l’obiettivo di creare gruppi autonomi e di fondare un suo partito politico. L’ha annunciato in una telefonata al premier Giuseppe Conte, scatenando al tempo stesso un’accesa polemica all’interno del PD.

Renzi, però, non è l’unico a prendere questa decisione. Una trentina di parlamentari, circa venti deputati e una decina di senatori daranno vita a gruppi autonomi, ma continueranno a far parte della maggioranza e a sostenere in Parlamento il governo PD-M5S. In un’intervista rilasciata a Repubblica a firma di Annalisa Cuzzocrea, l’ex Presidente del Consiglio spiega le ragioni della sua scelta e delinea chiaramente i suoi obiettivi.

I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana“, annuncia Renzi, “e saranno un bene per tutti. Zingaretti non avrà più l’alibi di dire che non controlla i gruppi PD perché saranno “derenzizzati”. E per il governo probabilmente si allargherà la base del consenso parlamentare, l’ho detto anche a Conte“. Una previsione che non nasconde però una punta di amarezza.

Mi hanno sempre trattato come un estraneo, come un abusivo, anche quando ho vinto le primarie“, sostiene l’ex premier. Una situazione insostenibile che richiedeva una svolta decisiva. In questo senso, per i nascenti gruppi autonomi ci sono già grandi progetti in corso.

Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche. Faremo comitati ovunque. Non posso farlo se tutte le mattine devo difendermi da chi mi aggredisce in casa mia”. Insomma, Renzi lascia il PD, ma si pone anche un obiettivo significativo e ambizioso per il suo nuovo partito.

Il nuovo partito di Matteo Renzi, tra l’altro. si presenta già come una sfida sul territorio politico italiano. “Non sarà un partito tradizionale, sarà una casa. E sarà femminista con molte donne di livello alla guida. Teresa Bellanova sarà la capo delegazione nel governo. Una leader politica, oltre che una ministra“.

È significativo che l’ex premier scelga come leader del suo nuovo partito la nuova ministra dell’Agricoltura, una delle figure più attaccate fin dal giorno del suo giuramento. Non ci resta che attendere il fiorire dei gruppi autonomi di cui parla l’ex premier, valutando nel corso del tempo il loro ruolo nella politica italiana, in particolare. nella lotta al salvinismo.

leghisti napoletani pontida
striscione leghisti napoletani a pontida
Foto: Federico Arienzo

Nonostante un consenso per la Lega Nord salito al 13%, a Napoli, nelle scorse elezioni europee, fa ancora molta specie l’accoppiamento tra le parole “leghista” e “napoletano”. Sì, perché decenni di insulti verso chi è nato al Sud ed in particolar modo i partenopei non possono essere cancellati con un colpo di spugna, semplicemente spostando il mirino verso altri nemici. Una mossa politica, quella di Matteo Salvini, necessaria per la sopravvivenza di quel partito che ancora oggi si chiama ufficialmente Lega Nord per l’Indipendenza della Padania che si era ridotto ad elemosinare consensi anche al Nord.

Se la locuzione leghista napoletano fa specie, fa senso leggere lo striscione esposto a Pontida dedicato a Salvini: “Mattè… Tu si’ na cosa grande”. Gli iscritti napoletani alla Lega Nord hanno insomma scomodato un classico della Canzone Napoletana per una persona che, proprio attraverso una filastrocca recitata in musica, pochi anni fa apostrofava i partenopei come colerosi. Come dimenticare, poi, quando Matteo Salvini si presentò con le buste spazzatura prima di un Milan-Napoli, oppure quando sui social scriveva “Napoli… Italia… boh”, o che meridionali ed africani sono fannulloni, gente senza la cultura del lavoro.

Ci sembra francamente difficile che Matteo Salvini abbia vissuto un’esperienza analoga a quella di San Paolo folgorato sulla via di Damasco, il quale da persecutore dei cristiani mutò in missionario del Vangelo. D’altra parte, se Paolo rinunciava ad uno status per trovare la morte come martire (decapitato o crocifisso), Matteo attraverso la sua conversione ha non solo mantenuto la poltrona (ci si è seduto nel 1990 e non si più alzato, tanto è vero che per la Cassazione non è illecito chiamarlo “fannullone assenteista”), ma ha visto moltiplicare i consensi fino a sentirsi autorizzato a chiedere pieni poteri.

Dai cori razzisti allo striscione d’amore, un’evoluzione che neanche con la più limpida tra le palle di cristallo forse si poteva prevedere. È giustificato tanto amore? In oltre un anno di Governo, quali provvedimenti presi da Matteo Salvini hanno veramente inciso in positivo sulla vita non solo dei meridionali, ma degli italiani tutti, tanto da giustificare questo perdono?

luigi de magistris

luigi de magistris

Napoli – Da mesi, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris lancia costanti sfide al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Escludendo le svariate polemiche fra Comune e Regione, il primo cittadino aveva più volte dichiarato la volontà concreta di candidarsi alle elezioni regionali del 2020 per sostituire De Luca nella carica di Governatore.

Da marzo ad oggi, De Magistris aveva più volte palesato questa intenzione. Pochi minuti fa, però, ospite a Rai Radio 1 ha dichiarato di aver abbandonato l’intenzione di candidarsi: “Io credo che arriverò alla fine del 2021 – ha dichiarato Luigi De Magistris – quindi farò il sindaco fino alla fine. Però sto lavorando per costruire una coalizione civica regionale”.

In modo più specifico i conduttori del programma gli hanno chiesto se avesse ancora intenzione di candidarsi alle regionali: Penso di no. – ha risposto secco – Sto lavorando per costruire un campo largo che sia alternativo a De Luca da una parte e all’estremismo di Salvini a destra. Sono più interessato a un progetto nazionale, da quello che ho visto negli ultimi giorni, negli ultimi mesi. Vorrei portare a compimento il mio mandato di sindaco – conclude – perché la città lo merita.”

Del resto, negli ultimi mesi e durante le polemiche contro l’ex vice-premier Matteo Salvini, De Magistris aveva anche ipotizzato di creare un proprio partito con cui scendere in campo nella politica nazionale in netto contrasto alla LEGA.

Dalla foto del figlio sulla moto d’acqua della polizia a un nuovo selfie che mette sotto discussione l’ex ministro dell’Interno. Matteo Salvini ci ricasca e questa volta si trova protagonista, suo malgrado, di una foto pubblicata su Facebook.

“Un caffè insieme al mio caro amico Matteo”. E’ la didascalia che accompagna il selfie che vede Salvini vicino a un ragazzo. Nulla di strano sopratutto se si considera la popolarità del leader leghista e le varie iniziative lanciate sui suoi profili social come ‘VinciSalvini’:“Chi ottiene più punti mettendo più velocemente ‘Mi piace’ ai post su Facebook vince ogni giorno la tua foto diffusa sui miei canali social a 6 milioni di amici, una telefonata con me e, ogni settimana, un caffè di persona (pensa che fortuna!).

Ma qualcosa deve essere andato storto. Perché il ragazzo presente nella foto è Antonio Matrone, detto Michele, figlio di Franchino “‘a belva”, il killer di Scafati condannato all’ergastolo nel 2009 e arrestato nel 2012 ad Acerno. Il figlio di un boss per intenderci. La fotografia in questione sarebbe stata scattata domenica scorsa a Vignola, in Emilia Romagna, dove il leader leghista ha tenuto un comizio e subito è stata notata da alcuni media.

Immediata è stata la reazione politica. La segnalazione arriva da due membri campani della Commissione parlamentare Antimafia, i cinquestelle Andrea Caso e Francesco Urraro, che chiedono chiarimenti.
“Siamo rimasti allibiti per la foto, rilanciata oggi da alcuni quotidiani e siti napoletani, che ritrae Matteo Salvini con il figlio di un notissimo boss della camorra salernitana. Sarebbe stato il giovane a postare lo scatto, accompagnato dalla scritta: “Un caffè insieme al mio caro amico Matteo”. Il ministro del “più selfie per tutti” ci ha abituati in 14 mesi ad ogni tipo di foto, ballo ed esibizione canora, ma, se la politica balneare al Papeete poteva farci pure sorridere, qui invece c’è da piangere perché getta ombre su una persona che è stata ministro dell’Interno fino al giuramento del nuovo Esecutivo. Per questo motivo chiediamo pubblicamente a Salvini di chiarire al più presto la sua posizione, meglio ancora se lo facesse in Commissione Antimafia”.

La risposta dell’ex ministro non si è fatta attendere: «Faccio migliaia di foto ogni giorno, non chiedo la carta d’identità a chi mi ferma per strada».

de luca

de luca

NapoliVincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, durante un intervento nella trasmissione “Barba e capelli” di Radio Crc, ha detto la sua sul Governo Conte-Bis, ufficialmente approvato ieri anche dal Senato. Il Governatore ha spiegato quali sono, per lui, i principi che il nuovo esecutivo dovrebbe rispettare e quali le priorità per la nostra terra.

“Io credo che l’ipotesi autonomia differenziata sia definitivamente tramontata, almeno da come era vista nella prima ipotesi, ma bisogna sempre restare con gli occhi molto aperti – esordisce – Bisogna semplificare la vita dei cittadini ed evitare che l’Italia resti un paese impaludato. Io dal Conte-bis mi aspetto una maggiore serenità per l’Italia. Dopo la stagione della violenza delle offese e del linguaggio sgangherato, – spiega riferendosi alle numerose polemiche contro lo scorso Governo – si apra la stagione della tranquillità. Mi aspetto meno chiacchiere, meno tweet, meno palle quotidiane. Più concretezza per i cittadini.”

“Vorrei fossero sottolineate, un piano del lavoro per 200 mila giovani del sud. Secondo, un piano per la sicurezza urbana e – attacca direttamente l’ex vice-premier Matteo Salvini – abbiamo avuto un ministro dell’Interno che non ha fatto niente. Nessun entusiasmo per i quattro ministri campani. La Campania deve contare sulle proprie forze e con l’autorevolezza che deriva dai fatti. Se fai cose idiote, il consenso lo perdi. Se ti propongo un piano per il sud e nessuno lo ascolta allora cambia poco.”

Il Presidente De Luca ha anche parlato della questione “navigator” lavandosene le mani: “I navigator mi auguro che vadano a fare una vertenza nei confronti dell’Anpal. La vertenza va fatta con Anpal non con la Regione Campania.”

Il Governatore, poi, è tornato a criticare i giochi politici degli ultimi giorni: “Ma che coalizioni e coalizioni , pensiamo a lavorare. Quando si aprirà la stagione elettorale si parlerà di coalizione. Basta parlare di palle politiciste. Il mio obiettivo – ha concluso De Luca – è presentarmi a i miei cittadini campani con i risultati alla mano. Già oggi abbiamo realizzato il 150% del programma che abbiamo presentato. Non ho voglia di fare chiacchiere, non dobbiamo distrarci.”

giuseppe conte

giuseppe conte

Il giorno dopo aver incassato la fiducia di entrambi i rami del Parlamento, Giuseppe Conte si è messo subito al lavoro per cercare di dare quelle risposte che i cittadini italiani cercano. Priorità, nell’agenda, alle questioni economiche, allo sviluppo del Sud e alla modifica del Trattato di Dublino sui migranti. L’intenzione è quella di risolvere il problema non con gli slogan, ma sedendo ai tavoli istituzionali: in tal senso, Francia e Germania hanno già affermato di essere più che disposte ad aprire il dialogo e superare le vecchie norme. Di seguito il post del presidente Giuseppe Conte su Facebook.

“Subito al lavoro: oggi sarò a Bruxelles dove si prospetta una giornata fitta di incontri con i vertici delle Istituzioni comunitarie. In Europa non abbiamo tempo da perdere, ritengo sia prioritario accelerare per raggiungere tre obiettivi fondamentali e strategici per l’Italia e gli interessi degli italiani: la modifica del Patto di stabilità a favore della crescita, il superamento del Regolamento di Dublino sui flussi migratori, un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno.

“Occorre sostenere gli investimenti, a partire da quelli ambientali e sociali nell’ottica di uno sviluppo sostenibile che dia nuovo impulso al mercato del lavoro italiano, evitando un’impostazione di bilancio pro-ciclica non adeguata alle prospettive economiche del continente.

“Sul tema migratorio intendo continuare a lavorare strenuamente per una gestione multilivello, strutturale e non emergenziale dei flussi migratori, e raggiungere un’intesa su un meccanismo automatico di sbarchi e redistribuzione, con un’efficace politica europea dei rimpatri. Quanto al nostro Mezzogiorno dobbiamo provare a ottenere dall’Europa il riconoscimento di uno statuto speciale per poter varare misure straordinarie per lo sviluppo.

“L’Italia oggi è più forte, e con il nuovo Governo intendiamo svolgere un ruolo di primo piano in questa fase di rinnovamento dell’Unione europea. La mia determinazione è massima e confido di poter riscontrare un elevato grado di convergenza con la nuova Commissione europea”.

giuseppe conte

governo conte bisIl Governo Conte bis è nato ufficialmente. Dopo la fiducia incassata ieri sera alla Camera, Giuseppe Conte e la sua squadra l’hanno ottenuta anche al Senato con 169 voti a favore, 133 no e 5 astenuti.

Il nuovo Governo a trazione Movimento 5 Stelle e Partito Democratico nasce con 8 voti di scarto rispetto a quelli necessari, due in meno rispetto a quello gialloverde. Gli astenuti sono Gianluigi Paragone dei 5 Stelle, Matteo Richetti del PD e i tre senatori di SVP. Mario Monti, Giorgio Napolitano e Liliana Segre hanno votato a favore.

Un duro botta e risposta ha avuto luogo tra Matteo Salvini e il Presidente del Consiglio. Il leader della Lega Nord ha affermato: “Presidente Conte, siete passati dalla rivoluzione al voto di Monti, Casini e Renzi”. Salvini ha parlato di attaccamento alla poltrona e di mancanza di dignità.

Giuseppe Conte non è restato in silenzio: “Dare la colpa agli altri è il modo migliore per avere la leadership del partito”. E poi: “Salvini voleva i pieni poteri, è diventato suo nemico chiunque lo ostacoli”. Il Presidente ha poi sottolineato tutti i voltafaccia dell’ex alleato di Governo, sottolineando come invece di dedicarsi al lavoro, Salvini abbia preferito piuttosto dedicarsi a una campagna elettorale perenne sfruttando il proprio ruolo di Ministro.

luigi de magistris

luigi de magistrisLuigi de Magistris torna a occuparsi di politica nazionale. Il sindaco di Napoli è sempre più proiettato verso nuove esperienze politiche, regionali o nazionali che siano. Il Governo Conte bis è vicino all’ufficialità, dato che tra oggi e domani chiederà la fiducia alle camere, così de Magistris ha affidato a Facebook la propria riflessione e soprattutto un’invettiva contro Luigi Di Maio.

Il nuovo Ministro degli Esteri è accusato non solo di aver consentito che Salvini salisse nei consensi dal 17% fino a sfiorare il 40%, ma anche di aver riportato al Governo l’altro Matteo, quel Renzi con cui i toni in passato sono stati sempre accesi.

Questo l’intervento di Luigi de Magistris:

“Il Governo Conte bis tra oggi e domani otterrà la fiducia nei due rami del Parlamento. Il laboratorio politico napoletano e la città di Napoli, che ho l’onore e l’onere di rappresentare, garantiranno, da subito, la massima cooperazione istituzionale al Governo, come sempre abbiamo fatto, nell’esclusivo interesse pubblico e della collettività che rappresentiamo. Verificheremo, spero al più presto, se ci saranno le condizioni, con il Governo e la maggioranza politica che lo sostiene, per iniziare anche un dialogo più ampio che vada oltre la doverosa e ci auguriamo fruttuosa cooperazione istituzionale.

“Il suicidio politico di Salvini, effetto collaterale imprevisto del suo delirio di onnipotenza, non può essere ascritto a merito del Governo Conte bis. Le tante nefandezze – da ultimo, leggi sicurezza ed autonomia differenziata – sono il prodotto del contratto del matrimonio politico tra Di Maio e Salvini, con la responsabilità del primo di aver portato Salvini dal 17% al 34%, sino a lambire il 40%, facendolo divenire l’effettivo capo politico del Conte primo. Insomma Di Maio non può essere considerato l’istigatore del suicidio politico di Salvini o quello che ha stracciato il contratto. Sono bastati pochi giorni e Di Maio ha stretto l’accordo politico, il secondo matrimonio, con il partito più avversato, politicamente odiato, dal M5S: il PD, con Renzi azionista di maggioranza in questo Parlamento.

“Dal primo, al secondo Matteo.

“A Natale il PD, con play maker il secondo Matteo, ritornerà sotto il 30%. Se nella politica italiana qualcuno ha bisogno di un defibrillatore politico chiami Di Maio: ha portato Salvini al 30% – divenendo per poco il para-Mussolini del terzo millennio – ed ora ha riportato Renzi al Governo – diciamo dalle nostre parti facendolo ritrovare in Paradiso per caso – apparendo anche il PD il partito, che per senso di responsabilità, ha garantito un Governo al Paese in un momento oggettivamente assai delicato.

“Noi ci sentiamo alternativi a questo modo di fare politica, dove uno vale uno, anzi meglio, uno vale l’altro, pur di restare comodi in poltrona. Per noi la Politica è valori, etica, coerenza, credibilità, competenza, affidabilità, sacrificio, onestà, coraggio, passione, ricerca del bene comune. Per noi la Politica significa attuare il cambiamento, trasformare la società mettendo al centro le persone, lottare contro le disuguaglianze e per la giustizia sociale, contrastare mafie e corruzioni, lavorare per la fratellanza tra i popoli: insomma ci battiamo per attuare davvero la Costituzione. Soprattutto dal basso. Siamo, quindi, alternativi a quello che è accaduto e sta accadendo nella politica nazionale. Lavoriamo strategicamente per un Governo e un Parlamento che attuino finalmente la Costituzione.

“Per ora, immediatamente al lavoro con i rappresentanti del Governo perché il popolo non può più attendere lentezze, ritardi, inadeguatezze, tentennamenti, perdite di tempo, propagande infinite e litigi motivati esclusivamente da lotte di potere. Noi ci siamo, con la lealtà che ci ha sempre contraddistinto. Lanciamo anche la sfida, dalla capitale del mezzogiorno che in questi anni ha dimostrato autonomia, forza e credibilità, affinché le città e i suoi abitanti vengano messi al centro dell’agenda politica del Conte bis”.

Luciana Lamorgese

luciana lamorgeseLuciana Lamorgese inizia il suo mandato, nel ruolo di Ministro dell’interno, il 5 settembre 2019. Fin da subito prende le distanze dalla politica del suo predecessore Matteo Salvini e si apre a una maggiore umanità.

Il fatto che le sue idee siano orientate a una politica del “non-odio” non vuol dire, però, che i porti saranno riaperti. A confermarcelo è il caso della Alan Kurdi, la nave umanitaria della ong tedesca Sea Eye che da giorni attende il permesso di entrare in porto. I capi della missione hanno chiesto alla neo ministra se valesse ancora il decreto emanato da Salvini e la sua risposta è stata positiva.

Si resta, quindi, un po’ cauti o almeno per il momento. La Lamorgese dovrà fare i conti  anche con un’opinione pubblica, che mostra una forte propensione alla chiusura. Quindi no alla riapertura dei porti in modo indiscriminato, ma neanche una chiusura a priori, si analizzeranno fatti e situazioni individuali.

Sono giorni in cui ci si chiede quale sarà l’approccio della Lamorgese andando avanti. Le ipotesi sono molteplici. La neo ministra avrebbe anche la possibilità di non firmare il divieto, contrariamente a quanto faceva Salvini appellandosi all’articolo 1 del suo decreto che gli concedeva la facoltà di «limitare o vietare l’ingresso» a navi «per motivi di ordine e sicurezza pubblica». Non ci sono obblighi, dunque, ma solo scelte che potrebbero portare a una svolta definitiva.

Nella situazione in cui si trova l’Italia, non sarà certo un’impresa semplice, dove è necessario ricostruire un sano dialogo con l’Europa. In quest’ottica, si chiede molto a Bruxelles, partendo dal ritornare sul Trattato di Dublino, il cui principio chiave è dettato dall’articolo 13 che dice:

Quando è accertato (…) che il richiedente ha varcato illegalmente, per via terrestre, marittima o aerea, in provenienza da un Paese terzo, la frontiera di uno Stato membro, lo Stato membro in questione è competente per l’esame della domanda di protezione internazionale” .

La responsabilità di asilo ricade, quindi, sul Paese di primo sbarco e l’Italia, per la sua posizione geografica, è sicuramente quello più colpito da questo fenomeno. Dunque sarebbe più logico un aiuto per una ricollocazione dei migranti.

Nel frattempo, Lamorgese, dopo aver preso parte ai convenevoli del ruolo, si è limitata a salutare i giornalisti augurando buon lavoro, senza rilasciare ulteriori dichiarazioni. Successivamente si è recata al ministero dove ha incontrato i capi dipartimento e il capo della Polizia Franco Gabrielli. Intanto si attende la fiducia al governo prima che si organizzi e definisca un’agenda.

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