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De Luca: “Napoli dovrebbe essere come Stoccolma. Riceve più soldi di Milano”

Per garantire il proprio funzionamento i Comuni non fanno affidamento solo su risorse proprie, raccolte attraverso le imposte e tasse comunali. A queste entrate correnti possono aggiungersi anche quelle che derivano da contributi e trasferimenti da parte di altri enti. In particolare, i livelli territoriali direttamente superiori al comune: la Regione di appartenenza e lo Stato.

Ma quanti sono i soldi che lo Stato trasferisce ai Comuni? Il Comune di Roma nel 2018 ha ricevuto 765 milioni di euro da parte dell’amministrazione centrale, circa 12 volte in più del contributo ricevuto dal Comune di Milano e il doppio di quello trasferito al Comune di Napoli.

Sembrerebbe quindi che la capitale italiana sia il comune che riceva maggiori contributi statali.Ma se si provasse a dividere l’importo trasferito dallo Stato per la popolazione dei singoli Comuni, si scopre che a Milano ogni abitante “riceve” circa 45 euro, che diventano 260 euro a Roma. La stima iniziale risulterebbe così reggere anche con questo ultimo calcolo. Se non fosse che il Comune di Napoli sfiori numeri da capogiro.

Secondo una tabella pubblicata sul proprio profilo Facebook ufficiale dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a Napoli ogni abitante “riceve” 362 euro: “I cittadini di Napoli dovrebbero avere gli stessi servizi di Stoccolma. Palazzo San Giacomo riceve dallo Stato 362 euro all’anno per ogni abitante, 100 più di Roma, 320 più di Milano”, ha affermato il governatore, accusando implicitamente ma in modo palese il sindaco Luigi de Magistris di non saper utilizzare bene tali soldi.

Secondo De Luca, i finanziamenti dovrebbero per la loro entità assicurare ai cittadini dei servizi degni delle città del Nord Europa, che notoriamente sono quelle più all’avanguardia sotto questo punto di vista, e migliorare tutti i servizi nonché raggiungere livelli di servizi propri di una città che aspira a recitare nuovamente il proprio ruolo di capitale mondiale.

Il Presidente, tuttavia, pur citando le fonti non indica le voci prese in considerazione per arrivare a tale calcolo.