Politica

Parte dalla Campania la campagna di colonizzazione del Sud di Salvini

Matteo Salvini sbarca in Campania per sostenere i candidati della Lega alle elezioni regionali del prossimo 20 e 21 settembre. Un tour di tre giorni che comincia questa mattina con la visita alla casa circondariale di Secondigliano e si concluderà giovedì mattina nel salotto buono di Caserta con un caffè a Piazza Margherita.

La prima volta del Carroccio alle elezioni regionali al Sud suonano come una prova senza appello per il compimento di quel progetto politico caro a Salvini di nazionalizzare il consenso del suo partito, per anni avverso ai meridionali. Un test probante per misurare la capacità di penetrazione anche in quelle regioni dove gli argini di risentimento per l’ex ministro risultano ancora robusti.

Salvini si gioca una partita di fondamentale importanza per il suo futuro con i sondaggi che lo danno in discesa da quando è passato all’opposizione. Una caduta lenta ma inesorabile. In Campania appoggerà Stefano Caldoro, già sconfitto nella passata tornata elettorale da quel Vincenzo De Luca che stando ai sondaggi dovrebbe aggiudicarsi la partita con numeri schiaccianti.

Ma la Lega, con il contributo di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, proverà a svuotare definitivamente quello che è rimasto di Forza Italia. Ormai un derelitto incapace di presentarsi con una guida autorevole e popolare. Salvini vuole prendersi lo scettro di capo del centrodestra anche al Sud e le regionali calzano a pennello per mettere il punto definitivo sulla questione. Una lotta di leadership interna al centrodestra che in questa tornata elettorale si presenta unito, a differenza di PD e M5S. Inoltre un successo delle destre metterebbe in seria difficoltà l’attuale esecutivo giallorosso.

Ma la priorità di Salvini resta il comando della coalizione e sfondare al Sud per prepararsi al meglio alle prossime elezioni politiche dove, salvo clamorosi colpi di scena, sarà candidato a premier. Per farlo da tempo ha messo in campo le strategie necessarie per un “mercato politico”, affidandosi ad ex illustri di altri partiti. Cambi di casacca negli ultimi mesi si sono succeduti in sequenza. Molti da Forza Italia, ma anche da PD, M5S e addirittura LEU sono passati nella scuderia di Salvini. Si pensi ad esempio a Giampiero Zinzi che nel 2015 fu uno dei consiglieri regionali con più consensi. Quasi 22 mila preferenze per l’ex forzista. Scalpore ha destato la candidatura di Rosa Capuozzo, prima sindaca grillina di un comune della provincia di Napoli, a Quarto.

Dopo tensioni con i vertici del partito fu estromessa. Rieccola con la Lega di Matteo Salvini. Ma il capitano è riuscito a pescare anche a sinistra con Dante Santoro, consigliere comunale e provinciale di Salerno, eletto nella lista “Provincia di tutti” nella quale sono confluiti DeMa e Leu. Di recente, anche se non candidato alle regionali della Puglia, anche il sindaco di Foggia è passato da Forza Italia alla Lega. Esempi tra gli ultimi in ordine temporale che dimostrano quanto Salvini sia diventato un leader capace di convincere anche politici di lungo corso, da destra a sinistra, a seguirlo per la sua colonizzazione del Sud. Ci sarà poco da meravigliarsi se la Lega anche nelle regioni della Bassa Italia riuscirà ad ottenere discreti consensi. Si è affidato a uomini e donne che esprimono un pacchetto di voti rispettabile, costruito in anni e anni di carriera politica. Sulla tenuta, invece, di un partito che a Sud si sta costruendo solo intorno alla figura di Salvini e non sulle idee sussistono forti dubbi.