Donna palestinese a Gaza
Si riaccende la speranza per una tregua nella Striscia di Gaza. Israele e Hamas si sono scambiati liste di prigionieri da rilasciare, come confermato da un leader del movimento palestinese. “L’ottimismo prevale tra tutte le parti”, ha dichiarato all’AFP, mentre a Sharm El-Sheikh proseguono i colloqui mediati da Egitto, Qatar e Stati Uniti.
Tra i protagonisti dei negoziati figurano Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari dell’ex presidente americano Donald Trump e autori del piano in 20 punti che prevede un ritiro graduale di Israele dalla Striscia e la liberazione degli ostaggi entro 72 ore dall’inizio della tregua.
Secondo il Wall Street Journal, Hamas avrebbe chiesto a Israele il rilascio dei corpi dei fratelli Yahya e Muhammad Sinwar, insieme a quelli di altri militanti e detenuti, in cambio dei 48 ostaggi ancora trattenuti a Gaza.
Il Qatar, mediatore chiave insieme all’Egitto, ha chiesto “garanzie internazionali scritte” affinché Israele rispetti gli impegni presi. L’obiettivo è un accordo che porti al ritiro israeliano da Gaza, all’ingresso di aiuti umanitari e alla fine definitiva della guerra, escludendo qualsiasi ipotesi di sfollamento o annessione.
Mentre si discute di tregua, l’agenzia palestinese Wafa denuncia un blitz dell’esercito israeliano nel campo di Al-Arroub, a Hebron, dove decine di persone sarebbero state arrestate, interrogate e aggredite. Non si segnalano feriti, ma l’episodio ha aumentato la tensione nella zona.
Intanto l’Unicef ha diffuso un nuovo allarme: “Da oltre 700 giorni, i bambini di Gaza vengono uccisi, mutilati e sfollati. In due anni – ha dichiarato la direttrice Catherine Russell – 64.000 bambini sono stati uccisi o feriti nella Striscia, un affronto alla nostra comune umanità”.
I negoziati in Egitto, coincisi con il secondo anniversario del 7 ottobre, hanno registrato progressi concreti. Le parti avrebbero trovato un’intesa di massima sui principi del piano Trump, con la possibilità di una firma dell’accordo entro il weekend.
“Hamas ha accettato cose molto importanti e anche Netanyahu è stato positivo”, ha detto Donald Trump, parlando di “una reale possibilità di pace”. Israele, dal canto suo, mantiene un atteggiamento prudente ma riconosce “un clima costruttivo”.
Hamas avrebbe accettato di consegnare le armi a un comitato egiziano-palestinese, ma respinge la proposta di una gestione internazionale guidata da Tony Blair. Resta il nodo del ritiro dell’esercito israeliano, che Hamas pretende completo mentre Tel Aviv propone una fase graduale.
A Sharm El-Sheikh è previsto un nuovo incontro con mediatori egiziani, qatarini, turchi e americani. Gli Stati Uniti, riferiscono fonti diplomatiche, sono pronti a proporre un compromesso finale “take it or leave it” se le parti non dovessero raggiungere un’intesa. Secondo indiscrezioni, Israele si prepara già al rilascio degli ostaggi all’inizio della prossima settimana, in quella che potrebbe essere la prima vera tregua dopo due anni di guerra.