Antonio Tajani
Più che Ministro degli Affari Esteri dovrebbe essere il Ministro dell’Assurdo. Antonio Tajani è capace di far cadere le braccia anche a chi è estremamente favorevole alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, per quello che ha detto in proposito: sarebbe infatti una struttura essenziale in caso di attacco e necessità di far evacuare le persone.
A Bruxelles, Antonio Tajani ha spiegato di adottare “una visione della sicurezza molto ampia”, sottolineando che limitarsi a un concetto ristretto sarebbe “un errore”. La sicurezza, ha aggiunto, non riguarda solo la difesa militare ma anche le infrastrutture strategiche e la sanità, “come un ospedale specializzato nelle cure agli attacchi batteriologici e chimici”.
Rispondendo a una domanda sull’eventuale inserimento del Ponte sullo Stretto tra i progetti prioritari dell’Unione europea per la mobilità militare — e quindi potenzialmente finanziabili con fondi comunitari — Tajani ha ribadito il valore strategico dell’opera: “Il Ponte rappresenterà, quando ci sarà, un punto importante nel trasporto e quindi anche per l’evacuazione, per garantire la sicurezza in caso di un attacco da sud. Perché esiste anche il fianco sud della Nato”.
Come se una struttura lunga tre chilometri, che si estende sul mare, non si possa facilmente colpire. Magari proprio quando ci fossero cittadini in transito in questo ipotetico – oltre che fantasioso e ingiustificato, al momento – scenario di guerra. Un conflitto di cui si parla così tanto che sembra si voglia cominciare a preparare il terreno.