Epstein e Salvini
La pubblicazione di una nuova tranche di documenti legati a Jeffrey Epstein ha riportato alla luce milioni di file tra mail, messaggi, foto e appunti. Tra i nomi che compaiono nelle conversazioni emerge anche quello di Matteo Salvini, citato più volte in scambi tra il finanziere statunitense e Steve Bannon.
Dalle carte non risultano collegamenti tra il leader della Lega e le attività criminali a sfondo sessuale attribuite a Epstein. Le menzioni riguardano piuttosto analisi politiche e strategie elettorali legate alla crescita dei movimenti sovranisti in Europa tra il 2018 e il 2019.
Gran parte dei riferimenti a Salvini si inserisce in dialoghi tra Bannon ed Epstein nel periodo compreso tra le elezioni politiche italiane del marzo 2018 e le europee del maggio 2019. In quelle comunicazioni, lo stratega americano descrive i propri contatti con diversi leader della destra europea.
Salvini viene indicato come uno dei principali interlocutori politici in Italia, insieme ad altri esponenti europei come Marine Le Pen e Viktor Orbán. Le conversazioni ruotano attorno alle prospettive di crescita elettorale di queste forze e alla possibilità di influenzare gli equilibri del Parlamento europeo.
Nei messaggi si fa riferimento in modo ricorrente all’obiettivo di rafforzare la presenza dei partiti di estrema destra nell’Europarlamento. L’Italia viene considerata uno snodo strategico, in virtù del consenso che la Lega stava raccogliendo in quel periodo.
Vengono ipotizzati scenari politici legati a una possibile vittoria alle europee e a eventuali sviluppi successivi sul piano interno italiano. Si tratta di valutazioni politiche contenute negli scambi tra i due, senza elementi che attestino un coinvolgimento diretto del leader leghista in tali strategie.
In alcune comunicazioni si accenna alla raccolta di fondi a sostegno di partiti come la Lega e il Rassemblement National. Non emergono però dettagli su eventuali trasferimenti di denaro né elementi che chiariscano se e come tali risorse siano state effettivamente utilizzate.
Questi passaggi restano tra i punti meno chiari dei documenti, che riportano affermazioni generiche prive di riscontri documentali sulle modalità operative.
Le carte non forniscono prove certe di un incontro diretto tra Epstein e Salvini. In un passaggio, il finanziere accenna a un possibile viaggio in Italia in un periodo in cui il leader leghista era impegnato in altri eventi pubblici. Altri riferimenti si limitano a osservazioni generiche o commenti sul contesto politico italiano, senza indicare contatti personali verificabili tra i due.
Nel complesso, i documenti restituiscono l’immagine di un interesse di Epstein per la politica europea attraverso il filtro dei rapporti con Bannon. Le menzioni di Salvini si inseriscono in questo quadro di analisi strategiche legate all’ascesa delle forze sovraniste nel continente.