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Patrimonio tutto partenopeo: la Catacomba di San Severo

Le catacombe sono degli antichi cimiteri, per lo più sotterranei, usati come luoghi di sepoltura dagli appartenenti alla fede ebraica e cristiana. Le catacombe cristiane hanno sicuramente avuto un maggiore sviluppo e venivano scavate nel tufo, una roccia magmatica che è facilmente lavorabile ed esse possono essere anche molto profonde fino a trenta metri e si costituiscono su più livelli.

Le catacombe più famose sono quelle rinvenute sia a Roma che a Napoli. Tra le più importanti e conosciute tra quelle partenopee ricordiamo la catacomba di San Severo.

Arcosolium

Citata dalle fonti come  “crypta extra portam civitatis“, è ubicata alle pendici della collina di Capodimonte, più propriamente ricadente nella zona dei Vergini. Questa appartiene ad un sistema di ambulacri e caverne di estrazione archeologica facente parte del circuito del sottosuolo di Napoli.

Questa fu voluta proprio da San Severo che scelse questo preciso luogo per la sua sepoltura. San Severo fu vescovo di Napoli nel 364 – 310 e questo cimitero sotterraneo sottolinea la fervida fede cristiana che animava il popolo partenopeo. Purtroppo, ad oggi, di tale catacomba non resta molto. Vi si accede tramite una scala sistemata sulla volta della terza cappella di sinistra della chiesa superiore. Le piccole dimensioni dell’area riportata alla luce dallo scavo corrisponde in superficie al pavimento dell’attuale edificio di culto.

Della catacomba è stato rinvenuto un cubicolo e tra i pochi resti visibili si può scorgere un ameno passaggio che doveva collegare a qualche ambiente, forse nascosto, poi andato perso.

Sono ben visibili i tre arcosolia (dal latino “arcosolium” cioè sepolcro arcato), genere architettonico assai usato per i monumenti funebri.

Sia quello che si trova sul lato sinistro che su quello centrale sono ancora moderatamente integri e si possono anche scorgere le trame decorative e pittoriche. L’arcosolio centrale raffigura cinque personaggi: a sinistra ci sono due figure che sono state poi identificate come San Pietro e San Gennaro, al centro è posizionato un fanciullo patrizio e a destra due figure che si riconoscono come San Severo e San Paolo.

Purtroppo l’arcosolio che si trova sul lato destro è andato quasi del tutto perso. A seguito del furto delle reliquie di San Gennaro, avvenuto nel IX secolo, i resti di San Severo furono trasferiti nella basilica urbana di San Giorgio Maggiore.

 

Info:

Chiesa e catacombe di san severo alla sanita’
Piazzetta San Severo a Capodimonte, n.81

telefono: 0815441305
ingresso (indicativo): euro 2.58 (tariffa intera) – euro 1.55 (tariffa ridotta)

La catacomba è attualmente chiusa.

Questo articolo fa parte della rubrica di Archeologia Vesuviana.