Calcio

Plusvalenze e stipendi, la Juve rischia di essere esclusa dalla serie A: cosa dice il Codice di Giustizia Sportiva

Il nuovo terremoto giudiziario che ha investito la Juventus potrebbe non essere terminato. Se per la faccenda delle plusvalenze fittizie il club bianconero è stato punito con 15 punti di penalizzazione in classifica, nella stagione in corso, per essere stato a capo di un sistema che ha violato le norme di condotta sportiva in modo grave e continuato, il filone che riguarda la manovra stipendi potrebbe comportare ulteriori sanzioni. La Juve rischia una retrocessione che sarebbe la seconda della sua storia, ed ancora tramite le aule di un tribunale dopo il precedente del 2006.

Plusvalenze fittizie e manovra stipendi: la Juve rischia la retrocessione

Secondo la tesi della Procura di Torino, la Juventus durante la pandemia avrebbe alleggerito il bilancio tagliando gli stipendi dei calciatori, ricorrendo ad un presunto “trucchetto”: proporre i giocatori a rinunciare in modo fittizio a delle mensilità, che però avrebbero percepito in futuro. Accordi privati che potrebbero avere violato il codice di giustizia sportiva.

Cosa dice il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC

Per comprendere quale potrebbe essere la sorte della Juventus è necessario fare riferimento al Codice di Giustizia Sportiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). A tal proposito il cardine fondamentale è l’articolo 30 che disciplina il caso di Illecito sportivo e obbligo di denuncia, i cui punti 3 e 4 recitano rispettivamente:

3. Se viene accertata la responsabilità diretta della società ai sensi dell’art. 6, comma 1 il fatto è punito, a seconda della sua gravità, con le sanzioni di cui all’art. 8, comma 1, lettere h), i), l), salva l’applicazione di una maggiore sanzione in caso di insufficiente afflittività.
4. Se viene accertata la responsabilità della società ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 5, il fatto è punito, a seconda della sua gravità, con le sanzioni di cui all’art. 8, comma 1, lettere g), h), i), l), m).

Le sanzioni per illecito sportivo: dalle penalizzazioni alla radiazione

Andando a leggere il richiamato articolo 8 che elenca le possibili sanzioni nei confronti delle società responsabili di illecito sportivo, si legge limitatamente a quanto oggetto dell’articolo 30:

1. Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, del Codice, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile, sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:
[…]
g) penalizzazione di uno o più punti in classifica; se la penalizzazione sul punteggio è inefficace in termini di afflittività nella stagione sportiva in corso è fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
h) retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; la retrocessione all’ultimo posto comporta comunque il passaggio alla categoria inferiore;
i) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
l) non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale;
m) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni;
[…]

Il dettato del Codice è perciò piuttosto chiaro, pur lasciando ampi margini di discrezionalità e perciò di incertezza nel momento in cui rimanda alla clausola aperta di afflittività che è rimessa alla valutazione del giudice. La Juventus quindi, soprattutto vista la penalizzazione già inflitta, rischia di non giocare in Serie A il prossimo anno sia qualora intervenisse una decurtazione ulteriore di punti (lettera g), sia nel caso venisse applicate le sanzioni delle lettere h, i o m.

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