Calcio

Quagliarella

QuagliarellaIl Napoli è sempre stato il mio sogno, così Fabio Quagliarella è tornato a parlare della sua squadra del cuore in un’intervista concessa a Dazn: “Da bambino ho fatto tanti provini. Poi quando ho giocato al San Paolo, l’ho fatto bene. Sono andato in doppia cifra e abbiamo conquistato l’Europa League, quindi non avevo nulla da rimproverarmi. I problemi semmai venivano fuori dal campo”.

Poi l’attaccante di Castellammare ha raccontato anche della vicenda dello stalker che lo ha fatto allontanare da Napoli e dai tifosi azzurri.

Sono stati momenti difficili per me e per la mia famiglia. Non ce la facevo più e chiamai il mio amico Giulio per condividere il disagio. Lui parlò con mio padre Vittorio che un giorno si presentò al centro tecnico di Castel Volturno dopo un allenamento. Provò a tranquillizzarmi: “Stai tranquillo, fossero vere le cose che ti dicono, ti direi di preoccuparti, ma sono stupidaggini”.

All’inizio dopo il trasferimento alla Juve, – ha continuato Quagliarellala gente ce l’aveva con me perché non sapeva la verità, Poi quando tutto è stato reso pubblico, la situazione si è risolta. Mi hanno dedicato uno striscione incredibile ed è stato come se fossi tornato a vestire la maglia del Napoli. Sarebbe bello giocare ancora in azzurro dal punto di vista romantico, ma la società sta facendo un percorso con giovani forti. Io ho la fortuna di essere amato e di essere il capitano della Sampdoria. Sono amato sia a Napoli che a Genova

NAPOLI – Nessuno più starà all’impiedi sui sediolini del San Paolo. A dichiararlo è Ciro Borriello, Assessore allo Sport del Comune di Napoli, ai microfoni di Radio Crc.

«E’ una cattiva abitudine che col tempo scomparirà. Negli altri stadi le persone sono in piedi, senza necessariamente stare sui sediolini, e anche al San Paolo è stato disposto uno spazio affinché i tifosi possano stare in piedi senza rovinare i sediolini».

Inoltre, a proposito di lavori futuri, Borriello ha dichiarato: «Lo stadio è bellissimo. Con le risorse che avevamo abbiamo elevato la sicurezza, rientrando nei nuovi standard. Avremmo avuto bisogno di altri 10 milioni per ristrutturare anche l’esterno, ma accadrà».

La Juve continua a far parlare di sé, e a quanto pare non in modo positivo. In seguito a una recente indagine della Digos di Torino, nella mattina di lunedì 16 settembre sono stati arrestati 12 capi ultrà della Juve. Le accuse nei loro confronti sono di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

L’arresto è stato possibile grazie a una lunga indagine organizzata della procura torinese. L’inchiesta, condotta dalla Digos, ha visto coinvolti tutti i principali gruppi del tifo organizzato, ma non si è fermata qui. Da stamattina, infatti, sono in corso altre 39 perquisizioni in giro per l’Italia, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

In seguito all’indagine della procura di Tornino, all’alba è scattata l’operazione “Last banner”. Sono stati così arrestati 12 capi ultrà della Juve, appartenenti al gruppo dei Drughi, dei Tradizione, dei “Viking” e del “Nucleo 1985”. L’accusa è che ci fosse un accordo tra gli ultrà per mantenere il “controllo militare” della curva bianconera.

Nello specifico, i capi ultrà in questione avevano formato una vera e propria associazione a delinquere. Il loro principale obiettivo era ricattare esponenti della Juventus per cercare di continuare ad avere biglietti agevolati, e ottenere così il “monopolio” del bagarinaggio per le partite all’Allianz Stadium.

I capi ultrà, insomma, avevano ideato una strategia estorsiva nei confronti della Juventus. Secondo gli inquirenti, il tutto sarebbe nato da una decisione della società bianconera al termine del campionato di Serie A 2017-18. La Juve aveva stabilito di togliere una serie di privilegi ai gruppi ultrà, scatenando la reazione dei leader storici.

Questi ultimi si sono quindi dati da fare per mettere in piedi un’associazione a delinquere dalle proporzioni impressionanti. Oltre ai leader delle varie sigle, infatti, risultano coinvolti nell’inchiesta anche un’altra quarantina di soggetti. Per questo motivo le indagini ad opera della Digos proseguono in tutta Italia. Al momento non ci resta che attendere ulteriori sviluppi.

koulibaly

koulibaly

NAPOLIKalidou Koulibaly ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Alla domanda “chi vincerà lo scudetto?” il difensore azzurro ha risposto senza mezza termini: «Il Napoli. Noi ci crediamo, la sconfitta di Torino non lascia tracce. E poi il campionato è appena cominciato».

A proposito del suo rapporto con la città e dello sfortunato autogol allo Juventus Stadium, Koulibaly ha dichiarato: «Napoli non ti tollera, ti ama. Ne ho avuto testimonianza e ripetutamente, non solo nei momenti felici che ti regala il calcio ma anche nella quotidianità. Una delle giornate dure, quella dopo l’autorete con la Juventus, me l’ha addolcita la gente. L’ho superata molto in fretta».

koulibaly

koulibaly

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta, al momento gli stipendi dei calciatori della Serie A ammonta al lordo ad un miliardo e 338 e con i costi per gli allenatori si sale al miliardo e mezzo.

L’arrivo, nell’estate scorsa, di Cristiano Ronaldo alla Juventus ovviamente ha fatto lievitare il totale rispetto agli anni precedenti. La sola Juve ha visto salire del 33% gli investimenti rispetto al 2018.

Dopo i bianconeri c’è l’Inter al secondo posto, i cui gioielli sono Romelu Lukaku e Antonio Conte. Il Napoli invece sfora i 100 milioni, seguito da Milan, Lazio, Fiorentina e poi tutte le altre.

Sempre la Gazzetta, nell’edizione odierna, ha cercato di immaginare una rosa composta dagli 11 calciatori più pagati della serie A, tra questi ci sono ben sette juventini e il difensore del Napoli Koulibaly.

– Gianluigi Donnarumma (Milan) 6 milioni
– Matthijs de Ligt (Juve) 8 milioni
– Leonardo Bonucci (Juve) 5,5 milioni
– Kalidou Koulibaly (Napoli) 6 milioni
– Alexis Sanchez (Inter) 5 milioni
– Aaron Ramsey (Juve) 7 milioni
– Adrien Rabiot (Juve) 7 milioni
– Douglas Costa (Juve) 6 milioni
– Paulo Dybala (Juve) 7,3 milioni
– Romelu Lukaku (Inter) 7,5 milioni
– Cristiano Ronaldo (Juve) 31 milioni

LA PLATA – El pibe de oro torna a casa. Diego Armando Maradona è il nuovo allenatore del Gimnasia La Plata, storico club argentino che milita nella Prima Divisione. L’ufficializzazione del nuovo direttore tecnico è stato comunicato attraverso un video in cui l’ex capitano del Napoli compare con la celebre maglia numero 10 della seleccion albiceleste.

https://www.facebook.com/gimnasiaoficial/videos/2351670164952311/?__tn__=K-R&eid=ARCq0LK4qnJTAKmw5M-Yjmkyxq20_CoroppGtCYX_yTNE6skR94hTSBfCQa-M9IUF-hnwwxAf8N2JKlm&fref=mentions&__xts__[0]=68.ARBS860MQD7nTSsGYVYaXQiWah3EMYvrNAOnN-nNDX35W0oek7I4qDI2QYnsz1V9HHx-Izy_4u1uWbuSVjRBGTe7cMBLO4Spyj26IF6qofKIhtvU5S-KNV_SYG8ZoBtQo-kSpRdT6D0OpcTRSie36AVcCYZxMbucfSZUXNK7_EjWEXrwnOEKo6xebDRMTgbtJElIrHhCXASkT8vZuI5J24o615uei87YfC5HlqGLoVjq1F7EIjjHwIezF3VczqbcUPGr1gfGmn_v0ATBYF5JEpubvik_gHiAvD97hVqKB-mvlYcze9zbvLYJMcc-W5vxPaOuulv5GtBiYH-_S4bFBSeriQ

Maradona ha così commentato la sua nuova avventura sulla propria pagina Facebook : «Finalmente, ora è ufficiale. Sono molto felice di essere il nuovo dt di Club de Gimnasia y Esgrima La Plata. Voglio ringraziare il presidente Gabriel Pellegrino per questa opportunità, e dire a tutti i tifosi che andiamo a lavorare con anima e vita per il lupo. Un abbraccio e grazie mille!».

Oggi alle 18.30 (ora locale) è prevista la conferenza stampa presso l’Hotel Grand Brizo de La Plata. Domani, invece, Maradona abbraccerà i suoi nuovi tifosi allo stadio Juan Carmelo Zerillo.

Il Club de Gimnasia y Esgrima La Plata è stato fondato nel 1887 ed è la società calcistica più antica ancora attiva del Sud America. Nel corso della propria storia ha vinto un solo titolo, il campionato argentino nel 1929. Il club vive un’antica rivalità con i cugini dell’Estudiantes che culmina nel Classico Platense, uno dei derby più accesi del calcio argentino.

Calciomercato Napoli 2019-2020

Calciomercato Napoli 2019-2020Il Napoli di Aurelio De Laurentiis ha una rosa dal valore complessivo di 625 milioni. Tale valore è secondo solo a quello della Juventus. I bianconeri si impongono infatti con oltre 800 milioni.

I dati utilizzati per calcolare questi valori derivano da transfermarket. Un sito molto affidabile che si occupa proprio dei valori di mercato di singoli giocatori. Anche se poi nella realtà non sempre il calciatore viene ceduto a quel prezzo, ma questa è dovuto ai giochi di domanda e offerta che avvengono nel mercato calcistico.

L’aspetto più importante per quanto riguarda la rosa del Napoli è il miglioramento ottenuto rispetto al precedente campionato, quando il valore complessivo della rosa si arrestava a 566. Un grandissimo balzo in avanti che fa distaccare, e non di poco, gli avversari dell’Inter fermi a quota 535.

Questo netto miglioramento è dovuto soprattutto ai nuovi acquisti  che hanno colmato il vuoti di alcune cessioni non di primo livello. Il messicano Lozano infatti ha un valore di mercato molto alto, grazie anche alla sua giovane età, valore che arriva a 40 milioni. Altri 45 invece ne vale il greco Ex Roma Kostas Manolas.

Da questa speciale classifica stilata da Il Mattino, emerge anche un altro dato importante. Il Napoli ha sul podio i giocatori di ciascun reparto (o quasi). Infatti il valore di Meret è di 25 ed è il terzo portiere più importante della Serie A. Koulibaly invece si colloca al primo posto dei difensori nonostante l’avvio non proprio perfetto. A centrocampo il brasiliano Allan si piazza subito dopo il regista bianconero Pjanic ed il colosso della Lazio MilinkovicSavic. Unica eccezione riguarda Insigne che perde il podio per un pelo. Il capitano degli azzurri infatti si pone al quarto posto alle spalle di CR7, Dybala e Lukaku.

Una classifica che di fatto sembra rispecchiare quella del campionato scorso con i bianconeri ad aggiudicarsi lo scudetto ed alle sue spalle prima Napoli e poi Inter. Speriamo che quest’anno la classifica reale possa vincerla la squadra che è stata collocata al secondo posto per il valore della rosa.

Fernando Llorente è ad un passo dal vestire la maglia azzurra nel prossimo anno. Sarà lui a completare il pacchetto offensivo di Ancelotti, come ha anticipato Gianluca di Marzio su Sky. L’ariete che tanto agognava il mister finalmente ha un nome.
Llorente chiuderà il mercato del Napoli che è stato molto attivo negli ultimi giorni con l’acquisto di Lozano e la cessione di Ounas.

Il calciatore basco vanta una grande esperienza internazionale ed un gran curriculum. All’età di 34 anni è maturo al punto giusto per giocare in una squadra dove dovrà alternarsi con campioni del calibro di Mertens e Milik. Sa di non partire titolare nelle gerarchie ma il biondo spagnolo vuole giocarsi le sue carte.

La principale caratteristica del Rey Leon è sicuramente quella del colpo di testa. Molto abile anche con la palla tra i piedi. Ma è soprattutto per l’elevazione che il Napoli lo ha cercato fortemente. Infatti con i piccoletti lì davanti potrebbe garantire un cambio di gioco e di modulo che nessun’altro in rosa è in grado di fornire.

Nella sua carriera ha realizzato 193 gol con maglie di club. Le ultime due sono state le meno fortunate ma ha comunque contribuito all’ascesa in finale di Champions del Tottenham.

L’unica nota stonata è che ha militato due anni tra le fila juventine. Una caratteristica che però i tifosi partenopei sono pronti a mettere da parte per dare il benvenuto nel migliore dei modi al Re Leone.

Foto sscnapoli.it

Adam Ounas è un nuovo giocatore del Nizza. L’ex squadra di Mario Balotelli ha acquistato il giocatore con la formula del prestito oneroso per una cifra pari a 2,2 milioni di euro e con il diritto di riscatto fissato a 25.

Cifre importanti a cui il presidente Aurelio De Laurentiis non ha saputo dire di no. Un costo complessivo di 27,2 milioni più il 30% di una futura vendita del calciatore. Affare importante che permetterà al club partenopeo di fare cassa e permetterà anche al giocatore di ritagliarsi uno spazio tra i titolari nel campionato francese.

Ounas ha infatti dimostrato di avere un talento cristallino già in Serie A. Un’ala dallo spiccato senso del dribbling e con una forte propensione offensiva. L’unica pecca è il fisico troppo gracile che lo ha penalizzato non poco con le difese italiane. Purtroppo però è stato sempre usato con il contagocce. Sono 25 le presenze nel biennio napoletano. Di cui la maggior parte da subentrato. Inoltre ha condito queste presenze con 3 gol, tutte siglate nello scorso campionato.

Quest’anno il mercato del Napoli non ha fatto altro che chiudere gli spazi al giocatore franco-algerino. Infatti l’acquisto del messicano Lozano ha chiuso di fatto il reparto offensivo, almeno sugli esterni. Si lavora sempre invece per un ariete in avanti, l’ultima idea porta il nome di Diego Costa.

Un grande in bocca al lupo quindi per Adam Ounas che aprirà un nuovo capitolo della sua carriera.

mihajlovic

mihajlovicSinisa Mihajlovic, un campione dentro e fuori dal campo. Ha voluto guidare il suo Bologna nonostante la malattia.

Un gesto bellissimo ed emozionante quello dell’allenatore serbo del Bologna. Sinisa Mihajlovic ieri era infatti seduto in panchina a guardare e guidare con tutte le sue forze i rossoblu. Ci teneva tantissimo ad essere lì. Si è presentato al Bentegodi di Verona in auto privata evitando tutti i luoghi pubblici.

Nonostante il parere contrario dei medici e della società, Sinisa non ha voluto sentir ragioni. Ha lasciato per qualche ora l’ospedale dove sta effettuando il ciclo di chemioterapia che terminerà questa settimana.

Sono infatti trascorsi soltanto 45 giorni dall’inizio della malattia. Durante gli inizi di Luglio aveva infatti dichiarato di essere affetto da leucemia in forma grave. Gli effetti ed i segni della chemio sono visibili e sotto gli occhi di tutti. Si è presentato con un berretto e un vistoso cerotto al collo oltre all’aver perso parecchi chili.

Mihajlovic però è un combattente, è sempre stato un leone quando era giocatore. Un leone anche da allenatore. Ed ora lo sta dimostrando anche fuori dal campo. Un esempio di passione, di vita e di chi non vuole mollare. Un esempio per tutti i tifosi e per tutti gli amanti dello sport. Perché il calcio, come tutti gli altri sport, non si limita a correre dietro ad una palla, è qualcosa che va oltre. Per molti è una vera e propria ragione di vita, come lo sta dimostrando Sinisa.

Ancelotti contento a metà dopo la partita contro la Fiorentina nonostante la vittoria. Fiorentina-Napoli è infatti terminata 4-3 a favore degli azzurri.

Ancelotti è stato molto veemente ed ha agito con forza alle critiche che gli sono state rifilate dai tifosi che erano seduti alle sue spalle.Tifosi viola. Dopo la partita infatti il Mister ha sbottato contro la tifoseria viola.

Per quanto riguarda la partita l’allenatore ha dichiarato che la squadra era ancora un po’ sulle gambe. Ma nel momento in cui si è passati in definitivo vantaggio la squadra ha saputo fare una buona gestione della palla.

Queste le sue dichiarazioni: “I gialli hanno un po’ inciso, non abbiamo difeso bene, in avanti alcune situazioni sono state fatte molto bene. Qui al Franchi non è mai stato facile per il Napoli, campo ostile. Dopo 90′ minuti di insulti ho suggerito alla gente di andare a casa perché era ora! E’ una brutta abitudine, quando passerà sarà troppo tardi! E’ vero che si è concentrati sulla partita, però danno fastidio, soprattutto da una tifoseria per la quale simpatizzo perché mio padre tifava Fiorentina. Stimo i tifosi della Fiorentina, però i cretini ci sono ovunque, molto erano dietro la mia panchina.”

“Eravamo un po’ frenati ed in ritardo di pressing, quando è calata la pressione siamo stati bravi nella gestione. Questi sono tre punti importanti considerando tutto quello che è successo nel corso della partita”.

A differenza dell’allenatore Montella, il DS Pradè è stato molto diplomatico all’intervista SKY. Il direttore sportivo infatti ha preferito parlare di calcio e dei propri giovani e non di fare polemica.

Capiremo come proiettarci nel futuro, le cose vanno fatte con il tempo. I tifosi devono solo avere pazienza perché quest’anno ci divertiremo.” Queste le parole di Daniele Pradè che si sofferma poi sui giovani. Grande partita quella di Castrovilli e Sottil che hanno giocato una partita meravigliosa.

Per quanto riguarda le polemiche Pradè ha affermato di aver chiesto delucidazioni alla terna arbitrale. Ha ricevuto le spiegazioni che a sua detta sono state delle spiegazioni tecniche che lui non condivide ma che accetta perché si fida degli arbitri e del VAR.

Un ultima battuta è su Rafinha. Quando gli viene posta la domanda se il giocatore piace alla società, lui risponde che è un calciatore che piace.

Niente polemica quindi da parte del DS. Questo è il calcio che ci piace. Un membro della società sconfitta che preferisce parlare dei propri calciatori, di lodarli e di non alimentare le polemiche.

montella

montellaFiorentina-Napoli è terminata 3-4. Ottima prestazione di entrambe le squadre non senza qualche polemica.

L’episodio in questione è il rigore concesso al Napoli trasformato da Insigne. Il rigore è stato procurato da Mertens che cade a terra dopo un presunto contatto con il difensore viola. Episodio molto dubbio che Montella recrimina allontanandosi dal suo solito savoire-faire di non polemizzare.

L’allenatore della viola non è abituato a fare polemiche, anzi è sempre molto elegante e signorile nelle sue interviste ed anche dentro il campo. “No questa volta non ce la faccio. Faccio fatica a capire la dinamica“. Queste le parole di Montella che avrebbe voluto quanto meno che l’arbitro rivedesse l’episodio al VAR com’è successo per il rigore della Fiorentina.

L’anno scorso non facevate altro che dire che Chiesa è un simulatore“, ha proseguito l’allenatore, “In questo caso però mi sembrava piuttosto chiaro ed evidente che il rigore fosse inesistente“.

Un lato di Montella che poche volte si è visto. Infuriato al termine della partita e molto contrariato dalle scelte arbitrali.
Non recrimina soltanto il calcio di rigore ma anche il fallo su Ribery nei minuti di recupero. Un fallo che dal replay è sembrato fuori area, ma anche lì ciò che recrimina era solo di vederlo al VAR.

Il VAR sembra quindi non essere perfetto ma a volte dà e a volte toglie e la reazione di Montella è giustificata.

 

Bentornato campionato. Finalmente è giunto il momento che tanti aspettavano. Fiorentina-Napoli si giocherà alle 20:45 allo Stadio Artemio Franchi. Le due compagini si sfideranno per la prima giornata di campionato. Ecco le formazioni ufficiali.

Le Formazioni ufficiali
FiorentinaDragowski; Lirola, Milenkovic, Pezzella, Venuti; Castrovilli, Pulgar, Badelj; Sottil, Vlahovic, Chiesa.
NapoliMeret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Zielinski; Callejon, Fabian Ruiz, Insigne; Mertens

Prevedibile la presenza di Manolas dal 1′ minuto. sarà il sostituto naturale di Raul Albiol per tutta la stagione. La presenza di Di Lorenzo era invece meno scontata. Nel suo ruolo ci sono infatti anche Hisaj e soprattutto Malcuit che gli contenderanno il posto.

A 90 giorni dal termine dello scorso campionato, che ha visto la Juventus vincere l’ottavo scudetto di fila, riparte la nostra Serie A. Il Napoli lo scorso anno si è piazzato al secondo posto tra l’amarezza dei tifosi che vorrebbero vedere finalmente gli azzurri vincere lo scudetto.

Ma la fiducia verso la squadra è tanta. Ancelotti ha più volte chiesto l’entusiasmo del pubblico ed i tifosi azzurri sono più che intenzionati ad accontentarlo.
La sfida con la Fiorentina potrebbe essere l’occasione per partire con il piede giusto.

 

 

Hirving Lozano è ufficialmente un nuovo giocatore del Napoli. Stamattina è stato firmato il contratto che lo legherà agli azzurri, basato su uno stipendio di 4 Milioni di euro annui. La sua ex squadra, il PSV Eindhoven ha pubblicato un video contenente i migliori momenti trascorsi dal calciatore nel club.
Intanto i tifosi napoletani sono estasiati dal suo arrivo e non vedono l’ora di poterlo ammirare nel nuovo e bellissimo Stadio San Paolo.

Ci sono dei momenti in cui bisogna cambiare aria, crescere ed andare avanti con la propria carriera. Capita a molti giocatori, ed è capitato anche a Lozano. Ha lasciato l’Olanda per accasarsi a Napoli. Una grande opportunità che tenterà di sfruttare al meglio. Però il PSV è stata la sua casa, lo ha fatto crescere come giocatore e come uomo, per questo il rapporto tra il messicano ed il club sarà sempre forte.

Il PSV ha infatti dedicato un video sui canali social al suo ex gioiellino. Con la maglia biancorossa infatti El Chucky si è reso protagonista della vittoria del campionato sconfiggendo l’Ajax all’ultima giornata. Inoltre ha potuto coronare il suo sogno di giocare la Champions con lo stesso club.

Nel video il giovane neo acquisto del Napoli ha speso delle bellissime parole per la sua vecchia squadra. Queste le sue dichiarazioni: “Dopo due stagioni qui andiamo in Italia. Voglio ringraziare tutti i fan e le persone che lavorano nel PSV per il loro grande supporto che mi hanno dato in questi anni. Il mio sogno era giocare la Champions, l’ho fatto qui ed è stato un momento incredibile che ricorderò sempre. Il primo anno ho fatto 19 gol e grazie a Dio siamo diventati campioni, in casa contro l’Ajax. E’ stato un momento incredibile, meraviglioso, speciale. Nei festeggiamenti la città ha fatto festa, è stato incredibile vedere tutta la gente cantare. Mi sono sentito speciale. Qui ci siamo sentiti di casa, la gente è meravigliosa. Eindhoven è una città che accoglie tutti gli stranieri del mondo. Vi ringrazio per tutto questo”.

 

 

Hirving Lozano

Hirving LozanoAumenta la febbre per Lozano, i napoletani sono estasiati dall’arrivo del calciatore e gli dedicano tantissimi post sui profili social con bandiere messicane e fotografie della Bambola Assassina. Un caloroso benvenuto al nativo di Città del Messico nell’attesa dell’ufficialità.

Hirving Lozano è uno dei calciatori più promettenti del panorama mondiale che predilige il ruolo di esterno offensivo anche se ha giocato spesso come centravanti puro. Prima di approdare nella città partenopea Lozano ha militato nel Pachuca, in Messico, e poi al PSV in Olanda.
Proprio durante le notti trascorse con la squadra lontano da casa si è guadagnato il nomignolo di El Chucky, riferito alla bambola assassina dell’omonimo film del terrore. Questo perché era solito mettere in scena scherzi spaventosi ai malcapitati compagni di stanza.
Per questo i tifosi azzurri hanno caricato tante immagini tratte dalle scene cult del film, cercando di instaurare un primo legame con il messicano.

Il 24enne ormai ex PSV è sbarcato ieri a Roma ed è subito stato accolto con fervore da alcuni tifosi che si erano recati all’aeroporto. Quest’oggi invece effettuerà le consuete visite mediche prima di apporre la firma sul contratto che lo legherà alla SSC NAPOLI.
La tifoseria azzurra era da molto tempo che aspettava il colpo lì in avanti. Dopo aver parlato tanto di James Rodriguez, la delusione legata a Pèpè, e la travagliata trattativa per Maurito Icardi, sembra essere arrivato il momento.
Un affare da 38 milioni più bonus che però non chiude di fatto il mercato di De Laurentiis che lascia ancora le porte aperte all’Argentino dell’Inter, magari con uno scambio con il polacco Milik.

Hirving Lozano è un calciatore fortemente voluto da Carlo Ancelotti. Un giocatore dall’indiscusso talento che è ancora molto giovane ma ha già preso parte ad una buonissima Champions League con gli olandesi sponda Eindhoven. Un’ala più che prolifica che ha siglato ben 45 gol in 83 presenze in Olanda tra tutte le competizioni. Con una media superiore al gol a partita.
Un’ottima alternativa quindi ai senatori Callejon e Insigne, con tanta voglia di mettersi in luce in un campionato difficile come il nostro.

Maradona campione del mondo

 

Maradona campione del mondo

Buenos Aires – Si è spento oggi, all’età di 63 anni, José Luis Brown, detto “Tata”. Il calciatore argentino ha giocato per Estudiantes, Boca Juniors, Murcia e Racing. Famoso principalmente per i suoi successi nella Nazionale Argentina, indossando la maglia bianco-azzurra dal 1983 al 1990. Suo fu il goal contro la Germania che, nei mondiali dell”86, consegnò la Coppa del Mondo all’Argentina.

Diego Armando Maradona lo considerava un caro amico, un fratello, oltre che un compagno di squadra. Oltre ad indossare la stessa maglia in Nazionale, Tata collaborò con Maradona anche durante l’esperienza di allenatore dell’Argentina, fra il 2008 ed il 2010. Sui social, l’ex capitano del Napoli ha pubblicato un accorato addio all’amico venuto a mancare così presto: 

“Voglio salutare la famiglia del ‘Tata’ José Luis Brown. Sei venuto a trovarmi a Dubai, con tuo figlio, e lui mi ha detto cosa ti stava succedendo. Io ancora non ci posso credere, perché sei sempre stato un toro. Ci mancherai molto, Tata. Non sai quanto mi dispiace, fratello. Quelli che hanno goduto della tua amicizia, non ti dimenticheranno mai. Hai fatto un gol nella finale di un Mondiale, hai giocato con la spalla rotta, e hai saputo quanto pesa la Coppa del Mondo. Che riposi in pace”.

Napoli Juve

Napoli Juve

La Juventus fa dietro front sul divieto ai nati in Campania, con un comunicato ufficiale dà il via libera alla vendita, mentre il divieto riguarda solo i residenti campani.

Infatti non saranno acquistabili dai residenti in Campania i biglietti di Juventus-Napoli, big match della seconda giornata di campionato prevista per il 31 agosto 2019. Lo ha stabilito il Gruppo Operativo di Sicurezza (GOS), che si è riunito oggi per definire le modalità di vendita dei tagliandi.

Tra le disposizioni non compare invece il divieto di vendita ai nati in Campania. Anticipato già qualche ora fa dal prefetto di Torino Claudio Palomba.

Dalle 16:00 di oggi sarà possibile acquistare biglietti per la partita Juventus-Napoli:

– presso le ricevitorie abilitate Lis dietro presentazione del documento d’identità per la verifica della residenza.  Il tagliando non sarà acquistabile da residenti nella Regione Campania, anche in possesso di fidelity card, ad eccezione della Juventus Card o tessera del tifoso Juventus.  Le ricevitorie della Regione Campania non sono abilitate alla vendita di questo match

– sul sito web Sport.ticketone.it a possessori di Juventus Card o tessera del tifoso Juventus con caricamento del titolo sulla tessera stessa

I biglietti cartacei per le tribune Sud e Nord saranno acquistabili esclusivamente presso i punti vendita autorizzati Listicket. I possessori di Juventus Card o tessera del tifoso Juventus potranno acquistare tramite web con caricamento del titolo sulla tessera.

Claudio Palomba, prefetto di Torino, ai microfoni di CalcioNapoli24 Live, è intervenuto esprimendosi sul divieto della Juve ai nati in Campania.

Il provvedimento sembra calzato per me – ha dichiarato – grande tifoso del Napoli ma residente a Roma. Stamattina c’è stato un incontro con la Juventus e rispetto alla decisione dei nati in Campania c’è un ravvedimento che io avevo già chiesto ieri. Deciderà l’osservatorio ma non di certo sui nati in Campania. Il buon senso ha prevalso per tutti, quello che ho chiamato refuso ieri è stato rivisto“.

L’importante è che non verranno esclusi i nati In Campania, faranno un comunicato ufficiale. Non so se l’Osservatorio possa decidere di vietare la trasferta ai residenti in Campania. – ha continuato – Sono un sarriano, mi sono trovato in estrema difficoltà. Quando firmo qualche divieto ai napoletani soffro molto“.

franzo grande stevens e gianni agnelli

franzo grande stevens e gianni agnelliChe il divieto di vendita dei biglietti imposto dalla Juventus nei confronti non solo dei residenti, ma addirittura di chi è nato in Campania, abbia il sapore del razzismo ormai è palese a tutti, perfino a buona parte dei sostenitori bianconeri. La società l’ha fatta, come si suol dire, fuori dal vaso e per cavarsene fuori ha tirato in mezzo la Questura cercando di addossarle delle responsabilità. Un tentativo miseramente fallito. Se questo è il proverbiale stile Juve, chissà cosa dovremmo ancora aspettarci.

Ad ogni modo, ci troviamo qui a segnalare un bel paradosso della società di Torino controllata da Exor, azienda che ha sede legale in Olanda seppur sia controllata dalla famiglia Agnelli. Ebbene, la Juventus ha due presidenti onorari: Giampiero Boniperti e Franzo Grande Stevens. Il secondo è nato a Napoli il 13 settembre 1928: laureatosi in Giurisprudenza alla Federico II, si è trasferito a Torino dove ha esercitato la professione di avvocato. Era legale e uomo di fiducia di Gianni Agnelli. Dal 2003 al 2006 ha ricoperto la carica di presidente, che ha lasciato in seguito allo scoppio di Calciopoli, assumendo la nuova carica.

Franzo Grande Stevens non è stato immune da procedimenti giudiziari. Nel 2009 andò a processo per i fatti che riguardavano l’equity swap con il quale la famiglia Agnelli, dopo la morte dell’avvocato Agnelli, poté mantenere il controllo della FIAT. Inizialmente condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, la Cassazione annullò tutto per l’avvenuta prescrizione.

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