Parete, Assaggi di Cuore: le storie da “assaggiare” di Gaia Ferrante

Dalla laurea in economia aziendale alla produzione di conserve di frutta di alta qualità e fortemente legate al territorio campano: è il percorso di Gaia Ferrante e del suo progetto, Assaggi di Cuore. Questo è il suo racconto che, in fondo, è anche il racconto della nostra terra e della sua anima.

Gaia, cos’è Assaggi di cuore e come nasce questo progetto?

Mi presento, sono Gaia Ferrante, nasco come laureata in economia aziendale e tutti i miei lavori precedenti erano inerenti al mio percorso formativo, l’ultimo dei quali per un’azienda che si occupava di stampanti. Ero in amministrazione, poi mi sono licenziata: mi ero stancata di stare tra quattro mura e di un lavoro che non mi permetteva di raccontare la mia storia. Inizio a fare le cose che mi piacciono e a scoprire quelle che non sapevo che mi piacessero, dal passeggiare al leggere i libri che non avevo mai letto, e arriva il periodo di Natale del 2011.A Natale mi piace fare molti regali agli amici, e siccome nel mio giardino ho alberi di arance tarocco e il mio contadino di fiducia aveva delle bellissime noci fresche, decisi di fare la mia prima confettura di arance e noci. È stato il mio primo prodotto, cui sono ancora molto affezionata: 50 vasetti in tutto, una piccolissima produzione che riscosse molto successo, fatta con le etichette artigianali scritte a mano e  i sovratappi di ritagli di stoffe che avevo a casa. Ricevetti feedback positivi, entusiasmo e così arriva la prima commissione: un’amica mi chiede di prepararle delle confetture come bomboniere per la sua laurea. Pian piano iniziano a chiedermi anche altri gusti, e subito nasce il nome del progetto: Assaggi di Cuore.

Perché Assaggi di Cuore?

Assaggi di Cuore perché volevo raccontare il mio percorso emotivo, la mia storia: avevo qualcosa da dire, e volevo raccontarlo attraverso il lavoro che stava nascendo, anche se in quel momento era un piacere ed un desiderio, quello che nasceva dal mio cuore: sembra un po’ mielosa questa cosa ma è così. Subito dopo ho scelto il logo, l’alberello col cuore dentro: il cuore per me è quella cosa pulsante che ci viene data dalla natura, attraverso il cuore possiamo esprimere quello che sentiamo. Nasce lo slogan “tutto quello che senti non è solo frutta”: dentro le mie confetture ci sono tutte le mie emozioni. Nei momenti in cui sono più triste penso che magari le confetture vengono male perché dentro ci sono le mie emozioni negative. Ovviamente è un’illusione, magari non è così o forse sì, non lo sappiamo.

 

 

Poi da desiderio si trasforma in lavoro.

Viene tutto molto naturalmente, biglietti da visita, flyer, locandine, brochure, e soprattutto gi eventi, a partire da Aprile 2012: decido di interfacciarmi con le persone per capire se quello che stavo facendo aveva un senso, una risposta e non solo di mercato in senso stretto. Ho scoperto che questo lavoro mi portava un grandissimo nutrimento: ogni vasetto che regalavo o vendevo e il riconoscimento che mi tornava indietro mi dava una grande carica, un grande entusiasmo, tornavo a casa emozionata. Questo mi succede ancora oggi, ho anche delle critiche, non possiamo piacere a tutti, però ogni ritorno positivo mi emoziona ancora. Questa è la linfa che anche nelle difficoltà mi permette di andare avanti, perché fare impresa in italia e tanto più in Campania non è semplice.

Anche nel momento in cui si trasforma in lavoro il progetto rimane fortemente legato alla filosofia del prodotto artigianale.

Lavoriamo artigianalmente, tutte le fasi prima di mettere in cottura sono fatte a mano con piccoli strumenti, come pelatrici e  schiaccianoci, la frutta viene lavata  a mano e tagliata col coltello. Lavoriamo con un cuocitore sottovuoto, una grande pentola a pressione che permette di mantenere le proprietà organolettiche della frutta perché non si arriva mai a 100 gradi. Lavorazione artigianale significa che non usiamo i semilavorati, solo prodotti freschi, e facciamo sempre confetture al di sopra del 70% di frutta, quindi è un prodotto di qualità. Dietro ogni ricetta c’è una ricerca, una lavorazione particolare: anche questo è artigianato, non c’è una catena di montaggio. Chi lavora con noi sposa questa tipologia di lavorazione, anche i nostri rivenditori ci scelgono perché sanno come lavoriamo, scelgono la qualità.

Approfondiamo questo aspetto del 70% di frutta: compriamo nei supermercati le cosiddette confetture extra, però bisogna leggere l’etichetta.

C’è una distinzione tra marmellate, confetture e confetture extra che dipende dalla percentuale di frutta utilizzata: il regolamento fissa una soglia minima al di sotto della quale non scendere, ma la maggio parte delle extra in commercio si fermano al limite minimo. Pochi si prendono il lusso di andare oltre e fare un prodotto veramente di qualità: quelle industriali si fermano a 50 grammi di frutta per 100 di prodotto finito, vuol dire che tutto il resto è altro, che può essere zucchero, acido citrico, aromi sintetici.

La linea di assaggi di cuore presenta molti accostamenti particolari tra frutta e spezie.

Sì come ad esempio mela annurca e cannella, arancia e noci, fragola e cioccolato fondente, pere abate alla vaniglia, melone cantalupo e peperoncino, zucca e zenzero, pere e pepe rosa, nettare di feijoa, nettare di fragole e limoni. Quest’anno abbiamo un’edizione speciale di Natale, la DolceFicata, con fichi bianchi del Cilento DOP infusi in birra scura del Birrificio del Vesuvio, che a sua volta produce la birra Fichissima.  È un prodotto che ha una lavorazione di due giorni: i fichi restano in infusione con le scorzette di arance e cannella, poi vengono ripuliti a mano, una ad una, questo per fare in modo che abbiano il più possibile il sentore dell’arancia e della cannella.

Perché i tuoi clienti scelgono Assaggi di Cuore?

Ci sono due tipi di persone che ci scelgono, alcuni perché si rendono conto che stanno quasi assaggiando la frutta tal quale. Facciamo un esempio, la conserva di ciliegia e anice stellato: la nostra è di colore marroncino, ma molti nostri clienti si sono domandati come mai quelle comprate al supermercato, quelle industriali, sono tutte bordeaux, rossissime. Ebbene non dovrebbe essere così, se la buccia è scura ma la polpa della ciliegia è bianca dovrebbero essere marroncine come le nostre, non bordeaux.

Altri invece ci scelgono perché leggono nelle nostre confetture la valorizzazione del territorio in cui viviamo. Quando è iniziata la speculazione mediatica sulla Terra dei Fuochi noi, a sfregio, abbiamo lanciato la confettura “Fragole di Parete”, perché Assaggi di Cuore nasce a Parete e vuole rimanere a Parete, che è il paese delle fragole: abbiamo una cooperativa molto importante, la Cooperativa Sole, che è internazionale e rappresenta un’eccellenza del nostro territorio sia in termini di ricerca e sviluppo che dal punto di vista occupazionale. Come esistono i limoni di Sicilia così noi abbiamo le fragole di Parete, non ci siamo lasciati intimidire da questa speculazione, anzi volevamo  dissacrarla. Sicuramente ci sono problemi legati al nostro territorio e li conosciamo, ma siamo stanchi di essere tacciati di essere stati noi ad averlo rovinato: noi amiamo il nostro territorio e vogliamo rimanere qui nonostante tutte le difficoltà. Terremo duro fino alla fine.

Ci sono altre zone del paese che hanno problemi di inquinamento anche peggiori ma non sono stati sottoposti a massacro mediatico, anzi in molti casi quasi non se ne è parlato quasi per nulla. Lo stesso non si può dire per molte eccellenze campane: la mozzarella ad esempio non è stata riabilitata neanche dopo le analisi effettuate in Germania. Tuttavia in questo paese, in base ai dati della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul traffico dei rifiuti, su 18mila discariche illegali circa 15mila stanno da Roma in su…

Per tutta risposta noi abbiamo scelto di usare quasi esclusivamente frutta prodotta in Campania. Quello che mi fa soffrire è che vedo l’intenzione di massacrarci, e questo ci demoralizza, non me in prima persona ma come società: siamo massacrati quotidianamente su ogni fronte, abbiamo tantissime risorse solo che continuano a volerci rompere le gambe. Oggi vedo che qualcosa si sta muovendo, dobbiamo sempre stare molto attenti a tutelarci perché dall’alto non abbiamo grandissimi aiuti: per questo penso che è molto importante fare rete, solo facendo rete possiamo crescere, andare avanti e riscattare questo territorio. La generosità, lo scambio di informazioni, la disponibilità verso gli altri poi ti ritorna in qualche modo: noi ad esempio attiviamo spesso collaborazioni dalle quali nascono i nostri prodotti più riusciti. Le persone lo apprezzano, vogliono sentire che dietro un prodotto c’è una storia: il prodotto impersonale, anonimo non ha valore.

Assaggi di Cuore è una filosofia di vita, di rapporto con la natura e appartenenza alla comunità: l’opposto dei prodotti globalizzati e standardizzati che ci vengono propinati.

Un prodotto artigianale può contenere anche un difetto, che però diventa qualità del prodotto: è una particolarità dell’artigianato. Questa smania dei prodotti standard la stiamo perdendo, voglio che la perdiamo, il nostro lavoro è questo: deve essere riconoscibile che il nostro prodotto viene dalle mani e non da un macchinario. Le persone che lavorano con noi stanno raccontando una storia, che può essere personale ed emotiva, ma anche storia di un territorio, di un gruppo di persone, di idee e di ricerca , di un vissuto come di un momento di tristezza: la verità, vogliamo raccontare la verità.

Insomma qualcosa di autentico, di genuino.

Adoro questa parola, non la usavo mai, adesso la uso più spesso, molte persone la usano per Assaggi di Cuore: è una cosa genuina.

Sono delle storie da assaggiare.

Sì è vero, sono storie da assaggiare. Assaggi di cuore, il nome è azzeccatissmo, non c’è niente di più personale di Assaggi di Cuore.

Non penso che si possa dire esattamente lo stesso di molti prodotti industriali.

Spesso negli spot pubblicitari dicono che dietro il tale marchio ci sono persone e non macchine:  sarà anche così, però noi lo possiamo dire a gran voce, questo è il nostro valore aggiunto. Potete venire a farci visita: teniamo molto alla nostra trasparenza e chiarezza, il nostro laboratorio è aperto, potete venire a vedere come nasce Assaggi di Cuore e acquistare qui da noi. Abbiamo un punto vendita all’interno del laboratorio, e potete venire a vedere la nostra produzione, tutto alla luce del sole.