Molte sono state le dichiarazioni e le promesse del ministro, che sembra avere delle buone intenzioni per quanto riguarda la città. Parole alle quali, si spera, seguiranno azioni concrete. I napoletani, infatti, sono abituati ai proclami, molto meno ai fatti.
Il primo punto toccato da Salvini, durante il vertice, ha avuto come oggetto i capi rom: “Come in tutta Europa, il primo obiettivo è zero campi rom. Il problema non sono i rom. Solo una piccola parte di questi, solo il 20%, infatti, vive nei campi. Gli altri vivono in una casa, pagando mutuo o affitto e pagando le tasse. Chi ha diritto a un’abitazione sostitutiva l’avrà. Per tutti gli altri pugno duro”.
Non solo i campi Rom, però, sul tavolo, ma anche la lotta alla criminalità organizzata: “L’impegno è portare almeno cento uomini delle forze dell’ordine in più a Napoli entro la fine dell’anno. Voglio dare una mano a questa città con i fatti, e non con le parole, per ribadire che la mafia fa schifo e la camorra fa schifo. Li inseguiremo quartiere per quartiere, via per via, pianerottolo per pianerottolo. L’ obiettivo è deportare e cancellare la camorra. A novembre tornerò per un altro Comitato sul l’ordine pubblico e la sicurezza.. Ne presiederò uno al mese, conto di tornare avendo già raggiunto dei risultati”.
Mentre Salvini si mostra ottimista, la cosa non vale per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che a margine del vertice ha spiegato come il ministro non abbia assunto impegni concreti, se non quello di tornare a Napoli. La risposta, però, del leghista non si è fatta attendere: “Al tavolo il sindaco ha detto delle cose, fuori ne dichiara altre. Era il fratello, un sosia a dichiarare. Faccio finta di non aver sentito. Si è fatto carico di due/tre cambiamenti normativi che io mi sono reso disponibile a inserire nel decreto sicurezza. È lui che ha detto: ‘Non so dove mettere i motorini sequestrati, non ho vigili urbani, la gente si spara per strada, ho 4500 case occupate abusivamente’. Poi se ha problemi con se stesso, è un problema suo”.