Torre del Greco, resta in carcere la donna sospettata di aver ucciso il figlio: “Nessuna incompatibilità psichica”

Torre del Greco è ancora in lutto per la morte del bambino di appena due anni e mezzo annegato nelle acque antistanti la zona ‘La Scala’. Per quella tragedia la madre, una 40enne, è finita in carcere sospettata di aver ucciso suo figlio. La donna, come raccontato da alcuni media locali, era convinta che il piccolo avesse disturbi mentali ed era ossessionata dal fatto che non parlasse ancora.

TORRE DEL GRECO, RESTA IN CARCERE LA DONNA SOSPETTATA DI AVER UCCISO IL FIGLIO

Motivi che hanno spinto gli investigatori a indagare su di lei e a portarla nel carcere femminile di Pozzuoli in attesa di giudizio. Qui il suo legale ha chiesto una perizia psichiatrica ma il medico incaricato dal gip del tribunale di Torre Annunziata Fernanda Iannone, ha stabilito che la situazione psichica della donna è compatibile con la detenzione in galera. Quindi la 40enne resterà ancora in carcere. Come spiegato dall’Ansa:

A chiedere la perizia, concessa poi dal gip nel provvedimento nel quale aveva disposto ‘l’applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere’, era stata la difesa dell’imputata, sulla scorta anche di una precedente consulenza di parte che aveva invece evidenziato come il regime carcerario potesse non essere compatibile con le condizioni della donna“.

Incompatibilità che quindi non è stata riscontrata. Inizialmente la 40enne aveva raccontato di aver subito una rapina ma la sua versione non ha convinto nessuno. Dopo l’interrogatorio a cui è stata sottoposta il 5 gennaio, è stata convalidata la misura cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari e la donna è stata condotta al carcere di Pozzuoli. Il bimbo, come poi confermato dall’autopsia, non aveva nessun problema.