Il presidente Zaia cerca di spiegare le sue ragioni nel volume e ‘Libero’ pubblica un estratto che già dal titolo esemplifica il suo pensiero: “Date l’autonomia al Veneto e aiuteremo il Mezzogiorno”
“Penso che nessuno creda davvero che imboccare definitivamente la via autonomista significhi darsi alla fuga con il bottino e lasciare che gli altri si arrangino. L’autonomia non è un piano architettato ai danni di altri. Al contrario una maggiore autonomia regionale è indubbiamente lo strumento di cui possono beneficiare e non poco le stesse regioni del Sud. Se ne è andata e continua ad andarsene la parte più fiorente della società, i giovani e tra questi i migliori, ragazze e ragazzi dotati di un’istruzione superiore, universitaria e postlaurea, forti di esperienza all’estero. E’ chi continua a difendere questo assetto politico istituzionale che fa male al Sud, perché lo rende protagonista di tentativi di riscatto tutti pensati e caduti dall’alto con una logica dirigistica, distribuendo a pioggia risorse sul territorio a prescindere da ogni valutazione sulle effettive capacità di assorbirle e avviare una crescita autonoma. Gli investimenti del Pnrr sono quindi un’occasione persa“.
Zaia però dimentica anni in cui il Mezzogiorno è stato privato delle risorse che doveva avere di diritto o ancora peggio derubato da quelle in suo possesso specialmente dopo l’Unità d’Italia. Un divario, quello Nord-Sud, che il governo ha quasi cercato di mantenere inalterato senza mettere sul piatto riforme e soldi necessari a colmarlo. Ultimo fra tutti, le promesse del Pnrr che ha tolto quasi 7 miliardi alle Regioni meridionali per darle a quelle settentrionali.