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Sanità, De Luca fa guerra al Nord e va al Tar: “Fondi rubati alla Campania. Uno scandalo”

Vincenzo De Luca contro lo strapotere del Nord. Il Presidente della Campania ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro i ministeri della Salute e dell’Economia, denunciando lo scippo delle risorse finanziarie nei confronti della sua regione e i relativi cittadini che, in questo modo, possono contare su un sistema sanitario meno efficiente. Pesanti le parole del governatore che parla di blocco di potere creato da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, tre regioni che di fatto spostano gli equilibri della politica nazionale e lo fanno ovviamente a proprio favore.

Fondi per la Sanità, De Luca diffida il Governo: il suo commento

“Stiamo cercando di portare alla luce un vero e proprio scandalo, dal punto di vista istituzionale e democratico. È uno scandalo, io non trovo veramente altre parole. In Italia c’è un blocco di potere trasversale creato da Veneto, Emilia e Lombardia che nessuno ha il coraggio politico di mettere in discussione”.

“Da 7 anni il Ministero della Salute non definisce i criteri sulla base dei quali fare il riparto del fondo sanitario nazionale. La Regione Campania è la Regione d’Italia che riceve meno risorse di tutte, è una cosa vergognosa. Abbiamo fatto la diffida al Ministero della Salute, abbiamo impugnato la loro inadempienza facendo ricorso al Tar del Lazio. Chiameremo ovviamente a rispondere questi nostri amici. Chiediamo anche la nomina di un commissario se dovesse proseguire la latitanza del Ministero della Salute”.

“Quello che è incredibile è che tutti sanno in Italia che c’è questa rapina a danno della Regione Campania, ma fanno finta di girare la testa dall’altra parte. Per un verso questo ci inorgoglisce, perché abbiamo vinto la battaglia Covid in queste condizioni, avendo 10mila dipendenti in meno. Però questa storia non può durare all’infinito perché poi, non avere queste risorse significa non avere altro personale, significa l’allungamento delle liste di attesa, significano altre emergenze.

“Noi la battaglia l’abbiamo lanciata e non arretreremo di una virgola, sperando che anche l’opinione pubblica, il mondo dell’informazione e le forze politiche si sveglino e decidano di affermare in Italia criteri di civiltà democratica: le stesse risorse per ogni cittadino italiano, perlomeno quando parliamo della salute”.

La battaglia contro lo strapotere del Nord in tutti gli ambiti

Vincenzo De Luca ha denunciato in diverse occasioni tale situazione, parlando spesso non solo di Campania ma di Mezzogiorno penalizzato. In questa battaglia, però, sembra essere solo mentre gli altri Presidenti restano a guardare. Sui fondi del Pnrr aveva affermato, per esempio:

“Faremo una battaglia con gli altri colleghi, Presidenti di Regioni del Sud, per avere l’erogazione di fondi europei in maniera corretta. Cercheremo di mettere in piedi un fronte meridionale per impedire un furto di decine di migliaia di euro ai danni del Sud. La prima ipotesi di distribuzione di queste risorse fatte dal Governo è totalmente inaccettabile. Per quanto riguarda le risorse a fondo perduto, che ammontano a 65 miliardi di euro, il Governo ipotizza di dare al Nord il 66% e al sud il 34%. Deve essere esattamente il contrario perché questi fondi l’Europa li ha decisi in primo luogo per risolvere il divario di reddito e occupazione fra i diversi territori. Altro che 66 e 34, si farà 34 al Nord e 66 al Sud”.

Peccato tuttavia che questo fronte non si sia mai creato, e che lo scippo di risorse del Pnrr ai danni del Sud alla fine sia avvenuto lo stesso, visto che al Mezzogiorno è stato destinato solo il 40%. Una percentuale tra l’altro valida solo sulla carta, poiché il rischio è che ulteriori risorse vegano dirottate al Nord, data la mancanza di personale nelle amministrazioni meridionali che dovrebbe redigere i progetti da finanziare.

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