Immacolata 2022, il sindaco Palomba: “Bisogna mantenere le tradizioni. Questa è la vera festa”

Giovanni Palomba sulla festa dell'Immacolata 2022
Giovanni Palomba sulla festa dell’Immacolata 2022

L’occasione è stata quella della tradizionale cena tra portatori che ormai da anni vede riunirsi un gruppo di fervidi devoti all’Immacolata per un momento conviviale prima dei giorni di festa legati all’8 dicembre. Quest’anno, a tavola, un commensale d’eccezione: il sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba in compagnia di diversi membri del Consiglio Comunale, tutti in veste di “fedeli” prima che amministratori e politica.

Immacolata 2022 – Intervista al sindaco Giovanni Palomba ed ai portatori del carro trionfale

Palomba ha interpretato il pensiero unanime dei torresi e il legame strettissimo della città alla sua festa e alla sua patrona che l’8 dicembre sarà portata in processione a spalla per le vie cittadine: “Bisogna mantenere le tradizioni. Questa è la vera festa, dopo due anni di stop per i motivi che tutti conosciamo”.

Un evento, un voto che viene mantenuto da 160 anni, che nemmeno durante le due guerre mondiali ed il tragico terremoto dell’Irpina ha conosciuto pause. Ed è infatti palpabile l’entusiasmo dei portatori dopo due anni di stop forzato a causa del Covid, che con voce unanime ricordano quanto sia stretto il legame tra l’Immacolata e Torre del Greco: “Non si può spiegare in poche parole. L’Immacolata è il nostro punto di riferimento”.

Generazioni intere di portatori che tramandano questo affetto da decenni, come ci spiega scherzosamente, ma nemmeno troppo, Antonio Balzano, uno dei portatori storici del carro: “Sono solo 61 anni che porto il carro. Tornavo dall’America solo per portarlo. Tutta la mia famiglia è lì sotto: i miei antenati, i nipoti, i pronipoti”.

E davanti alle nostre telecamere è stato inevitabile lanciare un saluto ed un pensiero a coloro i quali maggiormente seguiranno soltanto attraverso il web questa processione, ovvero i tanti torresi sparsi per il mondo, quelli che non possono tornare, i marittimi, ma anche gli ammalati che hanno difficoltà a scendere di casa. A loro, i portatori, riconoscendo il lavoro svolto dalla nostra testata per far sentire vicine anche le persone più lontane, dedicano unanimamente un saluto speciale: “È come se foste tutti qui con noi”.


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