Sport

“Terùn terùn”: il Movimento Neoborbonico chiede un intervento della Federcalcio contro il Brescia

NAPOLI – Il Brescia Calcio ha festeggiato il ritorno nella massima serie intonando il coro “Terùn terùn. In seguito a ciò, il Movimento Neoborbonico ha inviato alla Federcalcio la richiesta di un intervento contro la società bresciana.

A comunicarlo è lo stesso Movimento, con il seguente messaggio condiviso sulla propria pagina facebook: «Il Movimento Neoborbonico ha inviato alla procura federale della Federcalcio la richiesta di un adeguato intervento contro la società Brescia calcio dopo l’episodio accaduto durante i festeggiamenti per il ritorno in serie A con diversi calciatori che hanno intonato, con il pubblico, cori discriminatori contro i “terroni” nel poco comprensibile dialetto locale. Augurando al Brescia (ironicamente, ovviamente) un rapido ritorno in serie B, pur consapevoli del fatto che la giustizia sportiva ormai da decenni tollera (solo) le discriminazioni anti-napoletane e anti-meridionali, si rinnova la richiesta per sottolineare che questi atteggiamenti restano gravi e vergognosi. Inutile sostenere che si trattava di “ironia” (noi meridionali della Magna Grecia l’ironia l’abbiamo inventata e la pratichiamo tutti i giorni); inutile sottolineare che in campo c’erano anche calciatori del Sud (ancora più grave se si sono prestati a questa attività e non sarebbe il primo caso di meridionali “condizionati” dal luogo in cui vivono); inutile evidenziare che in molti al Sud sono ormai fieri della definizione di “terroni” (dipende da chi e perché la usa); inutile affermare che si tratta di una “leggerezza”: le discriminazioni contro Napoli e contro il Sud sono antiche di oltre 150 anni, hanno creato, tra complessi di superiorità padani e complessi di inferiorità meridionali, le condizioni culturali per far nascere le questioni meridionali e per consentire ai governi di turno di dimenticarle e renderle, soprattutto per i giovani, sempre più drammatiche».

Non è la prima volta che in serie B si verificano casi di discriminazione territoriale contro le tifoserie meridionali meridionali. Lo scorso aprile, ad esempio, i tifosi del Brescia hanno criticato a modo loro l’alto prezzo dei biglietti per la trasferta Lecce-Brescia, diffondendo sul web il messaggio “80 euro vaccinazioni comprese” contro i leccesi. In occasione dei due incontri tra Hellas Verona e Lecce, inoltre, i tifosi scaligeri hanno intonato cori discriminatori ad indirizzo dei supporters salentini.

Quanto avviene in serie cadetta, pertanto, non si distacca molto da quanto succede in serie A a danno dell’unica tifoseria meridionale: quella partenopea. Tra gli episodi dell’ultimo anno, ricordiamo: l’arrivo di Ronaldo a Torino, festeggiato dai supporters bianconeri al grido di “Vesuvio lavali col fuoco“; il coro “Napoli colera“da parte dei tifosi interisti in occasione della trasferta del Napoli a Milano e gli ulteriori cori dei tifosi romanisti in occasione del match Roma-Napoli. A questi episodi aggiungiamo le sciarpe indossate dai supporters atalantini in trasferta a Napoli, che riportavano il volto di Cesare Lombrosola e la scritta: “In tour a Fenestrelle quante cose belle“.